Fotografia? È partecipazione

Reggio Emilia capitale della fotografia? Forse. Ma capitale della partecipazione, sicuramente. Perché, senza nulla togliere, di mostre su Cartier-Bresson ce ne sono e ce ne saranno tante. Ma c’è chi pensa che per educare alla fotografia sia al pari importante mettere delle fotocamere in mano ai bambini… e non solo.

Chiesa di San Carlo, una delle mostre del Circuito Off, Conversioni in San Carlo #1-3 (esposizioni di Giusi Fanella, Enrico Genovesi e Donatella Mancini)

Fotografia Europea è un festival, ma è anche una festa. E così Reggio Emilia guarda verso i cittadini perché, oltre a essere location per tante mostre d’indubbia qualità, è innanzitutto città, con un suo sindaco, con una sua amministrazione comunale e con i reggiani che partecipano al governo. E alle prese con le conseguenze del recente terremoto.
Forse mai come quest’anno il titolo della rassegna si adatta al suo contesto: Vita comune. Immagini per la cittadinanza è il tema delle esposizioni, quello sul quale si è costruito un lungo e convincente percorso per immagini, da Federico Patellani a Luigi Ghirri, da Costas Ordolis a Paola De Pietri. Ma se si parla di vita comune, è possibile escludere la “gente”? No, ovviamente.
Ecco allora che vogliamo segnalare prima di tutto alcune iniziative collaterali, nella convinzione che dentro il mosaico degli eventi fotografici italiani – che talvolta corrono il rischio di essere limitati a se stessi, di richiamare solo appassionati, non lasciando nulla ai luoghi che li hanno ospitati – Fotografia Europea abbia una marcia in più e segni un passo verso un esercizio di cittadinanza conseguito attraverso l’arte.

Piazza San Prospero a Reggio Emilia durante Citizenship. La Giovane Fotografia Italiana racconta la cittadinanza

Bambini. Schiere di piccoli fotoreporter scatenati che scorrazzavano in tutte le sedi durante le giornate inaugurali: preparati da un lavoro condotto nelle scuole sulle relazioni tra persone e luoghi della città, sono usciti sul campo, dando vita al progetto La partecipazione è un invito (Centro internazionale Loris Malaguzzi), con un’autentica esplosione di idee, spunti e riflessioni. Sempre ai più piccoli sono dedicate visite guidate, laboratori didattici, incontri.
Lo Speciale diciotto venticinque è stato invece un percorso/laboratorio di tre fotografi professionisti (Alessandro Bartoli, Fabio Boni e Fabrizio Cicconi) che hanno guidato un gruppo di ragazzi all’interno della comunità, con lo scopo di farla raccontare attraverso sguardi giovani, e i risultati fotografici hanno trovato spazio nei prestigiosi Chiostri di San Pietro.
Un po’ più “vecchi” i protagonisti di Citizenship. La Giovane Fotografia Italiana racconta la cittadinanza in cui le immagini selezionate da Daniele De Luigi all’interno del Circuito Giovani Artisti Italiani hanno accompagnato l’affollato dj-set in piazza San Prospero.

Speciale Diciotto venticinque, Indrid Halilaj, docente Boni

Ai cittadini adulti si rivolgono invece tante altre iniziative: 400 (quattrocento!) i fotografi liberi e indipendenti coinvolti nelle mostre del Circuito Off: Reggio che scatta e che hanno invaso il piccolo centro emiliano, appendendo fotografie in bar, ristoranti, negozi, chiese, atelier e laboratori degli artisti, librerie e centri commerciali. Da quest’anno anche il web ha una sezione off che dà la possibilità di caricare sul sito un portfolio di cinque immagini. Una vera e propria costellazione all’insegna del rettangolo magenta, logo della manifestazione.
Anche la lettura portfolio, a cura di Gigliola Foschi, è destinata a tutti coloro che vogliono sottoporre le proprie ricerche a critici, curatori, fotografi e direttori di istituzioni e festival europei dal curriculum di tutto rispetto.

Speciale Diciotto venticinque, Nicholas Tinelli, docente Cicco

Infine, la partecipazione dei visitatori con InstaLife – #vitacomune @ Spazio Gerra, dove scatti Hipstamatic entrano a far parte di un database multimediale; e con Gli oggetti ci parlano, a cura di Italo Rota, che ha allestito delle period room chiedendo un ruolo attivo dei cittadini nella ricerca di originali oggetti vintage, il tutto in previsione del Museo di Palazzo San Francesco.
Ancora una volta Reggio Emilia diventa patria di cittadinanza attraverso la cultura: chi ci vive risponde con attenzione ed entusiasmo; chi ci passa prende lezione. Chapeau.

Marta Santacatterina

Reggio Emilia // fino al 24 giugno 2012
Fotografia Europea 2012 – Vita comune. Immagini per la cittadinanza
SEDI VARIE
0522 456249
[email protected]
www.fotografiaeuropea.it

 

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Marta Santacatterina
Marta Santacatterina è giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte, titolo conseguito presso l'Università degli Studi di Parma. È editor freelance per conto di varie case editrici e, dal 2015, ricopre il ruolo di direttore sia di Fermoeditore sia della rivista online della stessa casa editrice, "fermomag", sulla quale cura in particolare le rubriche dedicate all'arte e alle mostre. Collabora con "Artribune" fin dalla nascita della rivista, nel 2011.
  • un critico italiano

    Va bene la fotografia, va bene la didattica e Reggio è certamente una città appassionata e partecipe. Bisognerebbe però sottolineare che pressochè l’intero budget comunale per la cultura è assorbito da questa manifestazione. Per la restante arte contemporanea non si investe più nulla ed uno spazio come l’Officina delle Arti è fermo da anni.