Arte Fiera, nuovo corso: parla Claudio Spadoni

Intervista a Claudio Spadoni che – insieme a Giorgio Verzotti, protagonista dell’intervista che pubblicheremo domani – è il nuovo direttore artistico di Arte Fiera Bologna. Gli chiediamo, a pochi giorni dalla sua nomina, come sarà la sua fiera. Non senza un passaggio sull’eredità di Silvia Evangelisti e sulla crisi che colpisce il sistema dell’arte e non solo.

Il summit di Arte Fiera

Due direttori è meglio che uno, ha detto il presidente dell’Ente Fiera, Duccio Campagnoli. Come lavorerà la coppia Spadoni-Verzotti?
Confido – anche se lo posso dire in termini totalmente non assertivi perché dobbiamo ancora definire i programmi – che il nostro sarà un lavoro d’equipe. Le mie competenze specifiche e la mia esperienza professionale sono, di fatto, più da storico dell’arte, mentre Giorgio Verzotti è più interessato alle pratiche curatoriali e alla critica in senso stretto. Credo che questi siano due aspetti che possano convivere tranquillamente e proficuamente. Una figura sola, che ha un suo profilo professionale ben definito, un suo esercizio professionale, potrebbe, inevitabilmente, caratterizzare in modo molto personale scelte e orientamenti della fiera. Due o più figure possono, viceversa, garantire una diversificazione nell’approccio da un punto di vista progettuale. Penso che con Verzotti, pertanto, si lavorerà di comune accordo. Sarà una discussione su cos’è il Novecento e che cos’è il contemporaneo.

Fisiologicamente, della “coppia” diventerai l’interlocutore privilegiato sul territorio emiliano-romagnolo. Come pensi di lavorare su questo fronte? E per ciò che concerne il museo che dirigi, il Mar di Ravenna?
Non credo di coinvolgere direttamente il Mar, anche perché sarebbe un conflitto di interessi. Sicuramente vorrei cogliere l’occasione di Arte Fiera per un ampio coinvolgimento di alcune istituzioni sul territorio emiliano-romagnolo. La prospettiva non mi dispiacerebbe per nulla, ritengo che ci sarebbero grosse difficoltà e resistenze, però certamente non tralascerò di tentare una partecipazione di un insieme di realtà artistiche pubbliche e locali. Questo, ovviamente, già avverrà nell’ambito di Art First e soprattutto grazie al Mambo, però sarei felice di circondare la fiera di un afflato extracittadino e romagnolo e – perché no? – anche geograficamente più allargato. Non mi nascondo, tuttavia, che sarà un’impresa molto difficile, magari non realizzabile.

Claudio Spadoni

Ci saranno delle connessioni con Ravenna 2019?
Francamente non ho ancora avuto ancora il tempo di pensarci e di confrontarmi con Alberto Cassani, il responsabile della candidatura, anche perché la notizia della mia nomina è davvero recente. Non ho ancora, quindi, avuto l’opportunità di pensare a un’eventuale intersezione con Ravenna, in quanto candidata. Credo, però, di potere escludere che la cosa possa avvenire per il 2013, momento in cui le città dovranno presentare il dossier di candidatura all’Unione Europea, dal momento che i tempi sono veramente molto stretti.

La direzione di Silvia Evangelisti è stata longeva e ha dato un’impronta molto forte alla fiera: ci sono dei contenuti o dei format che vorreste salvare o escludere del progetto precedente?
Il lavoro che ha svolto Silvia è stato quello di selezionare molto e di portare gradualmente Arte Fiera a essere una delle fiere più apprezzate in Italia. La sua scelta di caratterizzare la manifestazione sul territorio nazionale e allo stesso tempo di collegarla fortemente a Bologna nelle iniziative collaterali, proiettando la città in una dimensione internazionale, è stata molto positiva e bisogna proseguire su questa strada. Su questo si deve lavorare per portare altri contributi e soluzioni che arricchiscano quello che è stato un risultato incontestabile. Come diceva Verzotti in conferenza stampa, cercheremo di potenziare la presenza internazionale, ma anche di incoraggiare la partecipazione di gallerie di qualità, cercando di evitare che soggetti di indubbio prestigio disertino Arte Fiera o denuncino la loro assenza. Parlo di gallerie che hanno partecipato e che si sono ritirate o che non hanno mai presentato l’application. Bisogna lavorare su questo aspetto.

Silvia Evangelisti

E come?
Cercando di ottenere l’adesione di alcune importanti gallerie di indubbio prestigio internazionale che sicuramente incoraggerebbe i colleghi a tentare o proseguire la strada di Arte Fiera. In passato mi capitava di parlare con galleristi – e vorrei evitare che tornassero queste risposte – che mi confessavano che non venivano a Bologna perché non lo trovavano conveniente.

Cosa ci guadagnerebbero invece?
Non so nell’immediato; certo diventerebbero riferimenti importanti anche per una fascia di collezionisti d’alto profilo.

Come pensate di convincerle, dunque?
Dobbiamo innanzitutto lavorare sulla nostra credibilità e sulla credibilità delle proposte della fiera.

Vi occuperete anche del fundraising?
Non penso competa a noi.

Prima parlavi di internazionalizzazione. È una priorità anche per te, nella sezione dedicata al Novecento?
Nel mio caso sarà una “internazionalizzazione” all’inverso. Mi piacerebbe lavorare su quegli artisti che non hanno conosciuto una grande fortuna internazionale, non perché non avessero una ricerca di tutto rispetto, ma per tutta una serie di situazioni che hanno riguardato nello specifico la loro carriera, ma anche a causa di una sorta di provincialismo al contrario che ha per anni imperversato nel sistema dell’arte. Di conseguenza, mentre i loro colleghi all’estero prosperavano ed entravano in una dimensione mitologica, alcuni importanti maestri italiani rimanevano di fatto confinati a una dimensione più territoriale e, a mio parere, indebita. Mi piacerebbe che Arte Fiera fosse un’occasione di riscoperta internazionale per artisti di questo calibro.

Santa Nastro

www.artefiera.bolognafiere.it

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.
  • mario

    mamma mia gerontofilia pura, Bologna è spacciata… e Maraniello? sembra il più vecchio

  • SAVINO MARSEGLIA

    Ci dica, Sig. Direttore…ma con l’Arte Fiera gli artisti d’allevamento continueranno a produrre oggetti biodegradabili ?

  • Ma chi sono? Da dove li hanno tirati fuori? BOH!