Note sopraffine sulla Garfagnana

Da cinque anni, a maggio c’è un appuntamento letteralmente straordinario per musicofili italiani e stranieri. Tre giorni intensi di sperimentazione in un convento storico appollaiato sulla Garfagnana, durante i quali musicisti giovani si confrontano dinanzi a un pubblico, per lo più di specialisti invitati, alternando prime mondiali (anche di opere liriche formato mignon) con partiture di Schubert e Rossini. Ad animare la rassegna, da domani al 20 maggio, Gustav Kuhn. Che qui ci racconta tutto per filo e per segno.

Gustav Kuhn

Per molti aspetti la tre giorni sulla Garfagnana è l’introduzione del festival musicale più lungo e più giovane dell’anno, con cantanti, strumentisti e anche alcuni autori in generale sulla trentina. In effetti, si tratta di tre manifestazioni distinte, accomunate dal fatto di avere lo stesso animatore ed essere finanziate da enti locali per il 20% e per il resto dalla biglietteria e dai privati (grande sponsor la casa discografica austriaca Col-Legno).
L’animatore è il direttore d’orchestra Gustav Kuhn, noto in Italia per essere stato tra l’altro direttore artistico all’Opera di Roma, al San Carlo di Napoli e allo Sferisterio di Macerata. Kuhn è stato considerato per anni l’erede di Herbert von Karajan. Dopo la prima puntata nei pressi di Lucca, si svolge un festival lirico, sinfonico, ma anche di spericolatezze pianistiche a Erl, in Tirolo, per quasi tutto il mese di luglio, che rappresenta il pranzo vero e proprio. Il dessert sarà servito con due settimane di grande sinfonica a Dolbacco. Dal 26 dicembre, poi, nella piccola Erl (600 anime) situata strategicamente a 80 km da Monaco e a 80 da Salisburgo, viene inaugurato un nuovo teatro d’opera modernissimo per assicurare anche un festival lirico tra le nevi. E la settimana prima da Natale, Kuhn e i suoi ragazzi si lanciano, a Salisburgo, in sette giorni di pura sperimentazione intitolata Delirium.

L'Accademia diretta da Gustav Kuhn

Come e perché è iniziata l’Accademia di Montegral?
L’idea dell’Accademia mi venne in mente nel 1987. Allora l’industria musicale “comune” non aveva ai miei occhi più alcun senso e il teatro musicale era diventato una forma artistica superata. In quel periodo ero primo direttore presso il Teatro dell’Opera di Roma. Molti giovani artisti italiani, quantunque possedessero un contratto “protetto dalla legge”, non avevano quasi mai la possibilità di salire sul palcoscenico e mostrare il proprio talento. In caso di malattia, ad esempio, non si ricorreva all’aiuto di questi cantanti, bensì a quello di costose agenzie che prima di tutto – guadagnando cifre esorbitanti – avevano il compito di ingaggiare altre star apprezzate a livello internazionale.

Come giustificavano le agenzie questo comportamento?
Semplicemente adducendo il pretesto per il quale i giovani cantanti erano artisticamente immaturi e per questo incapaci di sostituire artisti di fama mondiale. A causa di un’ondata di influenza al Teatro dell’Opera, un giorno ben quattro star disdissero uno spettacolo domenicale del Don Carlo, tra questi la signora Ricciarelli e il signor Bruson. Non mi rimase altra scelta quindi – più o meno sotto protezione poliziesca – di dirigere la rappresentazione con i giovani artisti italiani che avevo formato nelle precedenti settimane di prova. Le voci sconosciute in quell’occasione appartenevano tra l’altro a Scandiuzzi e Servile. Il successo dello spettacolo fu indescrivibile, sia dal punto di vista musicale che da quello economico: il plauso del pubblico fu enorme e il compenso dei sostituti non corrispondeva nemmeno alla metà di quello di star già affermate. Questa immagine rappresentò per me la nascita dell’idea dell’Accademia che fu fondata ufficialmente nel 1992, con sede dall’ottobre del 2000, nel monastero Convento dell’Angelo nei pressi di Lucca.

Passionsspielhaus

Quali sono gli artisti e le carriere più brillanti?
Il lavoro dell’Accademia è un processo: si tratta soprattutto dello sviluppo di cantanti lirici, delle loro voci, delle loro capacità interpretative. Il nostro scopo è collaborare con gli artisti indicando loro il cammino da seguire: è questa la caratteristica peculiare sulla quale si focalizzano i nostri sforzi. Se l’impegno è premiato poi dalla nascita di carriere internazionali, ne siamo più che orgogliosi. Questo vale anche per quegli artisti di talento attivi in settori non ancora molto considerati o apprezzati dal pubblico, quali musica da camera o musica contemporanea. Tra gli artisti dell’Accademia di Montegral che si sono affermati a livello internazionale ci sono ad esempio Albert Dohmen, Juha Uusitalo, Anna Caterina Antonacci, Monica Bacelli, Barbara Frittoli, Michela Sburlati, Luciana D’Intino, Andrea Silvestrelli und natürlich Roberto Scandiuzzi, per citarne solo alcuni.

Che nesso c’è tra Accademia e i tre Festival?
Il significato che ha per noi l’Accademia in termini di scoperta, sostegno, maturazione artistica e sviluppo con l’obiettivo di una formazione olistica focalizzata sulla personalità e il talento individuali del singolo artista è rappresentato dai festival e dagli eventi da me diretti. Mi danno la possibilità di “sperimentare” i vari artisti dell’Accademia e di presentarli così al pubblico. In questo modo hanno la possibilità di mettere alla prova il loro talento e di muoversi per la prima volta all’interno della routine lavorativa quotidiana propria di questo settore. Inoltre il Convento dell’Angelo è per il direttivo e per numerose serie musicali e artistiche una fonte di infinita creatività a cui attingere per sviluppare i programmi delle varie edizioni. In collaborazione con gli artisti dell’Accademia nascono nuove idee, il festival di maggio rappresenta una piattaforma perfetta per esplorare nuovi concetti in un contesto limitato, ma che tuttavia possono essere sviluppati anche su palcoscenici importanti come quello del Festival del Tirolo Erl. Il nostro lavoro è un meccanismo creativo in fieri, in continua evoluzione, e ogni edizione, ogni spettacolo da noi messo in scena, ne rappresenta un ingranaggio fondamentale.

Gustav Kuhn

Qualche anticipazione sul programma del nuovo teatro in costruzione nel Tirolo?
Nel nuovo Teatro del Festival del Tirolo Erl lo scopo è stabilire, durante l’edizione invernale, un programma da affiancare al repertorio estivo e che in virtù delle sue peculiarità e necessità possa essere alimentato e consolidato dalle giovani voci dell’Accademia. È stato pensato per diventare la vetrina della potenzialità della nostra Accademia e al contempo un importante obiettivo nella formazione dei nostri artisti. Oltre a programmi concertistici tradizionali a San Silvestro e a Capodanno, il repertorio si focalizzerà soprattutto sulle opere di Mozart e Verdi, come anche su composizioni belcantistiche. Un ruolo di rilievo nel delineare il nostro festival invernale lo avrà anche la musica contemporanea. Nessun vincolo programmatico soffocante dunque, bensì chiari accenti in una biodiversità musicale, che offrirà agli artisti della nostra Accademia numerose possibilità di crescita artistica e al nostro pubblico un sottofondo musicale avvincente e nuove emozioni sceniche e sonore.

Giuseppe Pennisi

www.montegral.com

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Giuseppe Pennisi
Ho cumulato 18 anni di età pensionabile con la Banca Mondiale e 45 con la pubblica amministrazione italiana (dove è stato direttore generale in due ministeri). Quindi, lo hanno sbattuto a riposo forzato. Ha insegnato dieci anni alla Johns Hopkins University e quindici alla Scuola superiore della pubblica amministrazione; per periodi più brevi a Salerno e a Palermo. Ha scritto una dozzina di testi di economia, pubblicati in Italia, Gran Bretagna, Svizzera e Germania, ed è editorialista economico di un paio di quotidiani. Da quando aveva l'età di 12 anni la sua passione è l'opera lirica (specialmente del Novecento e meglio ancora se contemporanea coniugata con electroacustic e live electronics). Ha contagiato la moglie e in parte i figli. Vaga, quindi, da teatro a teatro. Con un calepino a righe e una matita rossa. Il riposo forzato è in una barcaccia.
  • simona

    Buongiorno,
    dove e quando in Garfagnana?