Discarica a Villa Adriana. Ecco perché sì

Sappiamo bene quanto è pregiato il bene culturale in questione. Ma sappiamo altrettanto bene che questa discarica un ruolo ce lo potrà avere: portare nel dibattito internazionale la situazione cervellotica della gestione dei rifiuti a Roma. Dove erano coloro che oggi fanno gli scandalizzati quando la Capitale del paese si vendeva il suo futuro alle camorrette della monnezza?

Villa Adriana

In primis è necessario rassicurare tutti: siamo perfettamente consci dell’importanza artistica, archeologica, architettonica rappresentata da Villa Adriana: un patrimonio non a caso tutelato dall’Unesco e famoso in tutto il mondo. Detto questo, abbiamo l’assoluta convinzione che una discarica nei dintorni di Villa Adriana (a oltre 2 chilometri, non a 700 metri come si va dicendo) sia opportuna, simbolicamente fondamentale, emblematica, utilissima per porre un problema.

A Roma le discariche sono ovunque, pure al Colosseo e ai Fori. Ma si protesta solo per Villa Adriana

L’ambito è sempre il solito: ipocrisia, perbenismo, superficialità, ignoranza, supponenza. Agitate bene, aggiungete solo alla fine un po’ di spocchia e avrete il cocktail che in questi giorni si sta palesando sulla stampa non solo nazionale. La situazione dei rifiuti, nella capitale d’Italia, è fuori controllo. Occorre realizzare un’altra discarica perché il mostro di Malagrotta è da anni fuori norma, il luogo più adatto è nella estrema periferia est del Comune di Roma, in zona Corcolle. Accidentalmente non distante da Villa Adriana (ma anche da Villa Gregoriana, da Villa d’Este, dal centro storico di Tivoli e dal Tempio di Vesta e da mille altri esempi di patrimonio pregiatissimo, visto che siamo nella ‘campagna istoriata’ dell’Agro Romano). Altre location adatte –lo certifica anche l’Università di Roma Due-, non ve ne sono. E poi occorre evitare di andare su terreni privati, con il rischio di favorire lobby e consorterie che sul business dei rifiuti vorrebbero mantenere ben affondate le loro grinfie.

Le cave dove dovrebbe sorgere la discarica - Foto del FAI

Apriti cielo. Da tutto il mondo si stanno susseguendo levate di scudi inaudite. La figuraccia internazionale sta facendo vacillare anche il ministro-per-mancanza-di-prove Lorenzo Ornaghi che ha minacciato le dimissioni (e solo questo sarebbe un buon motivo per fare la discarica a Villa Adriana già domani!), Andrea Carandini invece le ha date direttamente, cento “intellettuali” (quelli con le virgolette) si sono detti contrari e preoccupati, accorati gridi d’allarme sono giunti da tutti i più grandi musei del mondo. Dal Prado come dal Louvre. Tutti si dicono rammaricati in quanto “eredi di una civiltà unica al mondo”, così hanno scritto a Mario Monti il quale invece ha fiducia nel prefetto che ha individuato l’area.
Si tratta di una battaglia di principio in un momento storico in cui questioni di principio non dovrebbero porsene, per decenza. La discarica infatti, se realizzata con tutti i crismi, non avrà particolare impatto sulla distante area archeologica. Non si vedrà, non puzzerà, non inquinerà. Resta la questione di principio. Ma se si devono fare questioni di principio, perché le si fanno a valle dei problemi e non a monte? E perché le si fanno su un solo problema e non sul complesso gorgo infernale di questioni che vede l’area capitolina (ricordiamoci che nella zona di Roma non è solo Villa Adriana a essere patrimonio dell’umanità, ma anche l’intero centro storico, l’Appia Antica e molto altro ancora) soffocata da un degrado che non ha raffronti nazionali e internazionali?

I dintorni di Villa Adriana dal satellite. Contro il mostruoso abusivismo edilizio nessuno ha aperto bocca, creato comitati, rilasciato dichiarazioni sui giornali, scomodato l'intellighenzia internazionale

Esistono per ciascuno di noi dei limiti alla tolleranza civica”, ha dichiarato il prof. Andrea Carandini nel rifiutarsi di far parte del Consiglio Superiore dei Beni Culturali. Facendo sapere che rifiutava anche e soprattutto per colpa della storia di Villa Adriana che, secondo lui, è “la Versailles dei Romani”. Già, Versailles. Ma allora dove se ne stava nascosto il “limite alla tolleranza civica” di Carandini quando una città come Roma veniva umiliata da una politica dei rifiuti che avrebbe destato scandalo in Nigeria o in Moldavia? Una politica che, appunto, obbliga oggi il Governo a realizzare discariche mentre in qualsiasi parte dell’occidente evoluto non ne esistono più? Come mai Carandini e i cento altri soloni che oggi alzano il ditino nulla hanno mai eccepito sul fatto che la città di Roma, e anche il suo centro storico tutelato dall’Unesco, presentano una discarica ad ogni angolo sottoforma di cassonetti? Perché Carandini non ha chiesto per tempo, visto che calca le scene da qualche annetto, che come Villa Adriana è paragonabile a Versailles, allo stesso modo Roma fosse paragonata a Parigi e gestita come la capitale francese, dove i cassonetti sono un ricordo e dove la raccolta dei rifiuti si svolge porta a porta, palazzo per palazzo come accade a Madrid, a Londra, a Berlino, a Milano? Vi sono nella città (potremmo pubblicare una moltitudine di immagini, ci limitiamo a due) decine di migliaia di discariche a cielo aperto, con tutte le conseguenze del caso. Al cospetto di palazzi, aree archeologiche e monumenti anche molto più importanti di Villa Adriana. Eppure nessun comitato di cittadini si è mai formato per chiedere all’amministrazione della Capitale (ed alla Regione Lazio) una politica dei rifiuti europea e non impostata esclusivamente a favorire le camorre che bivaccano da trent’anni su questa situazione ingrassando politici di ogni colore. Intanto il Comitato Salviamo Villa Adriana incarta la città di affissioni abusive per urlare le sue ragioni, imbrattando di colla e locandine anche i monumenti. L’unico caso al mondo di comitato che lotta contro una discarica generando monnezza. Ma d’altronde questa è la stessa gente che non ha fatto una piega quando Villa Adriana è stata circondata di sconfinati villaggi abusivi, cave e smorzi di materiali edili e squallide zone industriali e distanza clamorosamente più ravvicinata rispetto ai due chilometri della discarica, o quando l’area è stata lambita dall’autostrada Roma-L’Aquila. Insomma, il sospetto che certe proteste siano strumentalizzate da coloro i quali sono infastiditi dalla presenza di un prefetto governativo è quanto meno legittimo. Altrimenti gli amici del Comitato dovrebbero spiegare dove hanno trovato le decine di migliaia di euro necessari per ricoprire Roma di affissioni illecite. Ma questo è folklore.

I manifesti abusivi del Comitato di fronte alla Stazione Trastevere

Sarebbe bastato svegliarsi per tempo e indignarsi quando era il momento. E magari Roma oggi non avrebbe la più grande discarica d’Europa e la necessità di approntarne una seconda. Dunque bene così. Bene che un celeberrimo pezzo di patrimonio mondiale venga accarezzato dall’olezzo dei rifiuti della Capitale d’Italia se questo potrà servire finalmente a porre sul piano internazionale la questione dell’unica metropoli occidentale che nel 2012 ancora vive e convive con problemi propri delle città del quarto mondo. E non solo nel comparto dei rifiuti. Grazie a Villa Adriana tutto questo potrà avere una ampia visibilità planetaria. E lo sputtanamento intercontinentale è, forse, l’unico grimaldello che può convincere l’attuale classe dirigente del paese a risolvere i problemi.

Massimiliano Tonelli

 

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Massimiliano Tonelli
È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena, dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web “Exibart”. Ha moderato e preso parte come relatore a numerosi convegni e seminari; ha tenuto docenze presso centri di formazione superiore tra i quali l’Istituto Europeo di Design, l'Università di Tor Vergata, l'Università Luiss e l’Università La Sapienza di Roma. Ha collaborato con numerose testate tra cui Radio24-Il Sole24 Ore, Time Out, Gambero Rosso, Formiche. Suoi testi sono apparsi in diversi cataloghi d’arte contemporanea e saggi di urbanistica e territorio. E' stato giurato in svariati concorsi di arte, architettura, design. Attualmente è direttore di Artribune.
  • Fotonique

    Ullallà, piglio i pop corn e aspetto di leggermi il dibattito che si scatenerà qua sotto!!!!!!!!

    • Simo

      aahahhahah anche io!

  • paola ugolini

    Massimiliano il tuo ben argomentato articolo mi ha quasi convinto…ok facciamo la discarica a Corcolle però Ornaghi deve mettere nero su bianco che se ne va…

    • Massimiliano Tonelli

      Lo scambio mi pare equo! D’altronde per certi versi lo sappiamo bene come appaiano molto più “discarica” certi ministeri che alcuni innocui bacini di sversamento…

  • Fabio Spada

    Ottimo pezzo Tonelli.

  • CHRISTIAN

    OTTIMO PEZZO QUANTO TI HANNO DATO?

    • sabry

      condivido ^__^

  • pesce

    Ottimo.
    D’altra parte solo chi ha percorso la Tiburtina da Tivoli a Portonaccio può rendersi conto dell’infamia che questa zona subisce da decenni. Che amarezza.

  • Erica

    Sono d’accordo sul fatto che non si siano adoperati in questi anni per preservare non solo la zona vicino Corcolle ma lo stesso centro storico di Roma; e che l’intellighenzia del settore avrebbe avuto il dovere di esporsi prima anche per l’abuso edilizio perpetrato indiscriminatamente in questi anni, (c’è da dire però che il Prof. Salvatore Settis, e il prof. Italo Insolera sono sempre stati in prima linea per la difesa non solo dei beni storico-artistici e architettonici ma anche, specialmente, nella tutela del paesaggio; il problema è che non sono stati supportati dalle istituzioni ).

    Non riesco però a concepire l’esistenza di una discarica vicino a un luogo di tale importanza, il danno e la perdita di questo patrimonio sarebbe incalcolabile. Comprendo che il taglio dell’articolo debba essere di protesta, ed è anche giusto visto che viviamo nel completo immobilismo e soprattutto nella disinformazione o peggio ancora nell’ignoraza di un simile capitale da preservare, ma il fine non gistifica i mezzi: non ci si può abbandonare all’evidenza che debba per forza accadere compiendo un harakiri.

    La soluzione al problema può avvenire soltanto se si crea un progetto condiviso a livello europeo (MiBAC,UNESCO, Provincia, Comuni, cittadini ecc.) tra le esigenze pratiche che richede l’apertura di una nuova discarica, e le leggi in merito di tutela paseaggistica e ambientale nonchè storico-artistica.

    Erica

  • MATUSA

    Complimenti bell’articolo. difficile dare una risposta o un commento. argomento molto complesso. ma giusto per rifletterci

  • laura pistoia

    ma tutti i camion che in fila indiana andranno lì a scaricare l’immondizia dove passaranno? sulla già inflazionatissima Via Tiburtina? come al solito alle infrastrutture non ci si pensa, si fanno i centri commerciali giganteschi a Roma Est eppoi ci si stupisce che la Roma-l’Aquila sia intasata…

  • Fortunato Ceccarini

    Come sempre, chi strilla oggi ha taciuto ieri. E chi si giustifica oggi non ha lavorato ieri.
    Come provo a scrivere qui.

    http://potatopiebadbusiness.com/2012/05/24/villa-adriana-e-i-beni-culturali-dove-sta-la-discarica/

  • adolfo rever

    ma tonelli riesce a parlare solo di affissioni pubblicitarie indebite e discariche? ok censurami ciao .

  • Non sono d’accordo con Tonelli; non ha senso rinfacciare – come se ce ne fosse bisogno – l’esistenza del problema spazzatura per far digerire una soluzione sbagliata.
    Che ci sia gente che dorme al ministero per i BB.CC., e da decenni, non ci sono dubbi, ma ciò non toglie il diritto di dire che si sta facendo l’ennesimo errore e che imporre la discarica lì somiglia tanto a una certa “politica del fare” che speravo ci fossimo lasciati alle spalle.
    La città di Tivoli fa pena, è squallida e mal tenuta, come ho scritto già poco tempo fa, ma ciò non vuol dire che per richiamare l’attenzione su abusivismo e dintorni si debba peggiorare la situazione.
    Come dire, per curare meglio la vecchietta ammalata di bronchite e farla curare in ospedale, buttiamola dalle scale…

  • Lorenzo Marras

    Dott. Tonelli ma si puo’ sapere chi glielo fa fare di scrivere articoli-provocazione come questo?
    In questo paese siamo ancora abituati a vedere le cose o nero o bianco e le opacita’ intermedie non hanno occhi e orecchie. Sfido che poi una massa di Lestoi faccia quello che vuole del nostro paese.
    Per carita’ Lei è stato chiarissimo e io non lo metto nel partito dei sostenitori della discarica ma al contrario in quello che merita nella categoria delle persone sveglie che sanno interrogarsi intorno alle cause che quella discarica ha generato; della catena di complicita’ piccole e grandi e dei manovali di cui si è servita non ultima epperche’ no anche la tanto menzionata Societa’ Civile che qui ha reso possibile l’elezione di una massa di finti EX fascisti.
    Ora non ci si rende conto che il metodo perche’ si arrivi a queste deprecabili conclusioni è COLLAUDATO. Pongono la popolazione di fronte all’obbligato dilemma : volete convivere con la spazzatura o sacrificare villa Adriana ? ed uno dice, è chiaro salviamo VILLA ADRIANA … ma la spazzatura?
    ma questo vale ovunque ed è questo il dramma.

    La saluto con stima.

  • Marilena

    Io dico invece che quando gli animi sono infiammati e la situazione tesa sia meglio parlare chiaro e schierarsi in modo netto punto per punto senza sottigliezze e ironie. E senza mettere virgolette a intere categorie… Come gli intellettuali…Dio sa se ne abbiamo bisogno.

  • Lorenzo Marras

    Alla faccia, piu’ chiaro di cosi’. Mi pare che l’articolo non ha consegnato la faccenda alla sua settorialita’ di caso , ma bensi’ ha fatto la radiografia di quegli attori che ne hanno reso possibile la fatticita’ e mettendo, appunto tra le sue detestate virgolette la concreta possibilita’ che abbiano a ripetersi.
    L’articolo è uno sguardo rivolto all’intero mosaico e non a singole tessere dove con fin troppa comodita’ è facile esprimere delle consolatorie prese di posizione .
    Molte prese di posizione chiare e guarda caso dichiarate genuine e poi, tante ville Adriano in giro un po’ ovunque.

    Mettiamo da parte gli Intelletuali, si sono ritirati da un pezzo e Dio con essi. E’ un altra amara faccenda , un altro paio di maniche, per parlare chiaro.

    • SAVINO MARSEGLIA (Critico d’arte sui generis)

      Caro Lorenzo, a mio giudizio, tanti intellettuali italiani si fanno vivi soltanto quando la loro cinghia si stringe… Se questi intellettuali possono vantarsi di essere impegnati e più civili di tanti comuni cittadini, vuol dire che la loro importante missione non viene ancora compiuta, nè viene ancora presa in considerazione dal potere dominante e tanto meno dal popolo.

      • Lorenzo Marras

        carissimo Savino, ecco, allora quando gli intelletuali si fanno vivi non sono piu’ tali.
        E non sono piu’ tali perche’ sono divenuti utili come tanti e che funzionano come tanti.
        Lo statuto dell’Intelletuale , statuto primo, è invece quello di non essere UTILE a nessuno , nemmeno a se stesso. La parola Utilita’ dovrebbe essere cancellata dalla nostra coscienza, seppellita per sempre.
        Che ognuno sia per se stesso L’intelletuale e servitore solo della propria vita; solo cosi con tanti intelletuali servitori di se stessi si conseguirebbe , l’evento tanto agognato di una vera comunita’.
        Ma noi vediamo tutte le cose fuori da noi , si le consideriamo estranee come se non ci fossimo coinvolti. Siamo in guerra Savi’.

  • Davide W. Pairone

    posso dire di condividere questo articolo nello spirito e nelle motivazioni di base ma in definitiva non posso che prenderla come una provocazione. Anche perché nello specifico non conosco la situazione ma non capisco due cose: 1) si dice “occorre evitare di andare su terreni privati” come se questi fossero pubblici ma l’area risulta in affitto da una srl. 2) perché non si fa cenno a Monte Carnevale, zona proibita dal ben più potente ministero della difesa? Qualcuno faceva anche notare i problemi relativi al trasporto congestionato. Chiariamo anche questi punti intanto

  • Angelov

    Condivido l’articolo nella sua interezza.
    Che cosa ci si può aspettare da gente, concittadini, persone etc. che non riescono a capire la differenza tra la carta, la plastica, il vetro e il metallo delle lattine?
    Perché in Italia siamo ancora a questo livello, checché se ne dica: ed anzi se la cosa viene portata in pubblico, si può essere accusati di disfattismo, ed allora politici ed amministratori, corrono in ausilio del Popolo vilipeso.
    La Raccolta Differenziata presuppone un briciolo di qualcosa di molto pericoloso, solo a parlarne, ed è la Autodeterminazione.
    Se butti la spazzatura per strada, pensando che in fondo il tuo mozzicone è solo una goccia in un oceano, dovrai pensare lo stesso della Scheda Elettorale che metterai nell’Urna: qualcosa di insignificante.
    E qui si introduce un’altro concetto pericoloso: quello di Responsabilità.
    In fondo basterebbe ridurre il volume dei rifiuti.
    Avremmo meno discariche; e prevenire è sempre meglio che curare, sopratutto se poi bisogna adottare, per mali così recidivi, dei rimedi estremi.

  • daniela

    ‎1. l’Unesco, nel caso la discarica sia costruita, ha minacciato di togliere Villa Adriana dal Patrimonio dell’Umanità

    2. i 700 metri sono calcolati dall’ultima casa. tempo fa anche report se ne è occupato e ha dimostrato che i due chilometri che per legge dovrebbero esserci di distanza, non esistono

    3. la situazione della gestione dei rifiuti nella capitale è peggiorata con l’attuale amministrazione perché ha tentato di porre delle toppe senza prima fare degli studi di fattibilità, nonostante gli siano fatte più volte delle rimostranze che attuare certe metodologie di raccolta poteva solo creare problemi

    4. lo sai che il famoso decreto ronchi vieta di costruire nuove discariche?

    5. la discarica non è la soluzione e non il principio: la discarica dovrebbe essere l’ultimo anello della gestione dei rifiuti

    6. trovami una, dico una, situazione che trattata nell’emergenza, sia stata fatta con tutti i crismi? per farla con tutti i crismi, sai benissimo che i tempi non sono brevi

    7. come mai non si parla di un piano regionale per lo smaltimento dei rifiuti? come mai non si costruiscono impianti per la selezione e per il riciclaggio?

    8. quale soluzione proponi al posto dei cassonetti?

    9. il porta a porta lo sai benissimo che non solo ha tempi lunghi, ma soprattutto ha dei problemi e che non in tutti i quartieri è realizzabile?

    10. e poi confondere i livelli, ettendo sullo stesso paragone le affissioni con la raccolta dei rifiuti, dimostra come si voglia solo confondere le discussioni e fare pura demagogia (anche populismo spicciolo)

    • Io faccio la “differenziata” da anni, ma non sono sicura che i miei “rifiuti” vengano riutilizzat.
      Se così fosse, non dovremmo pagare le bollette AMA, ma avremmo diritto ad un premio “Riutilizzo”.

  • Massimiliano Tonelli

    La discarica non è affatto l’ultimo anello della gestione rifiuti. Non lo è più da nessuna parte, salvo nei luoghi incivili dove la raccolta rifiuti viene fatta badando non alle buone pratiche, ma a far piacere a qualche malavitoso locale.
    L’Unesco non ha tolto Roma dalla lista dei patrimoni dopo averne osservato il centro storico ricoperto di automobili in sosta abusiva o disseminato di cartelloni pubblicitari gestiti dalla criminalità. Dubito che faccia qualcosa su Villa Adriana, risulterebbe quanto meno in cattiva fede.
    Non penso di dover essere io a trovare soluzione alternativa ai cassonetti. So per certo però che questa modalità di raccolta rifiuti non esiste da nessuna altra parte del mondo civilizzato. Eh ma Roma è diversa, a Roma non si può, dicono i soliti. Idiozie.
    Durante la guerra Roma venne dichiarata Città Aperta, oggi l’abbiamo dichiarata Città a Parte. L’unico posto dove non si possono applicare le modalità gestionali che si applicano in tutto il mondo: semplicemente assurdo.

    Come vedi le accuse di populismo e demagogia -con l’aggiunta di un poco di ignoranza- tornano magicamente a chi le ha formulate.

    • daniela trincia

      l’unesco ha minacciato di togliere villa adriana.
      purtroppo nei paesi civili, appunto, la discarica è l’ultimo anello: prima si deve differenziare e SOLO dopo che si è differenziato, quello che non può essere riciclato, potrebbe essere conferito in discarica (anche se esistono altri sistemi che potrebbero saltare questo passaggio ma per l’italia è fantascienza, quindi meglio lasciar perdere questo punto).
      se critichi il sistema cassonetti, dovresti anche proporre l’alternativa; non si continuare solo a criticare, troppo facile: per iniziare a costruire si dovrebbe imparare a far seguire le personali critiche da proposte alternative; e sai benissimo che non è questione che “dicono i soliti”: i problemi oggettivi di un sistema di raccolta unificato per la città è problematico proprio per la conformazione stessa della città, venuta su a suon di condoni;
      inoltre, ti faccio notare che in città come milano, hanno smesso di fare la raccolta dell’organico/umido … quindi non sempre l’esempio degli altri può risultare essere il migliore. e ti ricordo infine che roma città aperta voleva dire ben altro e che roma città a parte lo è per il semplice fatto che ogni municipio di cui si compone equivale a ben 19 centri storici delle città più importanti, tra cui milano, bologna, firenze.
      e mi dispiace ma riconfermo le mie accuse :)

  • gioca

    ma valla a fare sotto casa tua – la distanza di 2 km o 700 metri è irrilevante.prova a fare la discarica a 2 km dal colosseo …voi siete dei vandali e se l’unesco si oppone dovete rispettare l’unesco—-andate a lavorare in proprio se volete imporre le vostre idee. apritevi una partita iva e allora farete quello che volete-la vostra decisione è sullo stesso piano degli atti vandalici degli anni 60 che hanno interessato Sygirya,che voi non sapete nemmeno cosa sia,per il restauro l’unesco chiamò un italiano molto più valente di voi incolti:luciano maranzi-

  • Pavolo

    Il taglio dell’articolo è chiaramente (e giustamente) provocatorio. Ha ragione perfettamente Tonelli a dire che l’abusivismo è uno schifo come e più della discarica. Sappia però che se la faranno, questa maledetta discarica (con tutti i crismi? mi viene da ridere), ci si ritroverà con niente altro che uno sfregio in più e un e un pezzo di terra (e patrimonio) in meno: essere stati provocatori non sarà servito a nulla. Sarà solo un muoia sansone con tutti i filistei. Che questo sia ben chiaro.

  • Pingback: Il nuovo discarico di Roma | Rome’s new dumpsite | Roma Sostenibile (Sustainable Rome)()

  • Tom

    Ci voleva (non la discarica vicino al sito UNESCO, ma la scossa per svegliare i romani e far vedere il disastro ambientale che si forma da anni). L’ideale sarebbe assegnare la discarica al luogo più’ inadatto e smettere di produrre rifiuti per non dover mai utilizzarla, ma andiamo per passi.

  • Luca Grossi

    Brava Daniela, concordo in pieno.
    La svolta demagogico/grillina di Massimiliano mi preoccupa, alzare il polverone solo per alzarlo non serve all’Italia attuale.
    Ornaghi se ne deve andare (insieme a Clini, per esempio?), ma la società civile deve porsi su un livello molto più alto della solita, classica, becera discussione all’italiana, dove il pressapochismo politico/giornalistico la fa da padrone.
    E Artribune non può far parte di questo circolo, vizioso.

  • umberto croppi

    Car Massimiliano, ci regali un paradosso degno di Jonathan Swift (che proponeva il cannibalismo come soluzione ai problemi della fame in Irlanda), sapientemente argomentato e oggi suffragato dallo splendido pezzo di Francesco Merlo che racconta come Villa Adriana sia già una discarica. Senza arrivare fino in fondo (senza cioè realizzare la discarica per dimostrare definitivamente l’inanità di tutti noi nel denunciare per tempo sia la malagestione dei rifiuti che quella dei beni culturali) direi che possiamo accontentarci della reazione che l’annuncio ha prodotto e, magari, far leva su questa per alzare il tiro.
    Solo una precisazione, non capisco perché dici che questa soluzione mette al riparo da speculazioni private: l’area indicata appartiene ad una società privata, costituita ad hoc in tempi più che sospetti e che prefigura una scandalosa intenzione speculativa.

    • Massimiliano Tonelli

      Non so quanto sia un paradosso o l’unica strada possibile per porre sul tappeto dei problemi che altrimenti rischiano di restare sottotraccia altri trent’anni. Ho cercato di capire qualcosa sulla società che possiede quelle cave e ho appreso che ha fatto ricorso contro la discarica. Ne ho dedotto che non ne sarà molto avvantaggiata. L’alternativa sarebbe stata andare sui terreni dei rass che hanno sovrainteso il settore fin’ora.

      Resta da capire perché a Roma ci possono stare (unica città d’occidente) decine di migliaia di cassonetti senza che nessun intellettuale alzi il sopracciglio, mentre per una discarica, che dei cassonetti è diretta conseguenza, si alzi una canizza internazionale…

    • daniela trincia

      gentile umberto, il problema, molti cittadini, e non solo quelli che abitano nei pressi dei terreni individuati, se lo sono posto da molto, moltissimo tempo, e infatti esistono comitati ben organizzati da diversi anni, solamente che, come accade per moltissime questioni, i cittadini non sono mai ascoltati e devono sempre sperare che qualcuno (politico, magistrato, giornalista) abbracci le loro cause per sperare di essere sentiti.

  • Massimiliano Tonelli

    E comunque Umberto il dibattito dovrebbe centrarsi su quello che oggi, un giorno esatto dopo Artribune, afferma pure Merlo: la discarica a Villa Adriana c’è già. E la cosa triste è che fino ad oggi nessuno se ne è mai curato…

  • Ah ah ah e quelle foto/ fotine, rappresenterebbero degrado e sporcizia? Ah ahhahaha

    Guardate cosa succede a Bologna, in CENTRO storico (uno dei più grandi d’Europa), ho fatto anche una mostra con queste ed altre foto, 186 in tutto:

    http://www.flickr.com/photos/serenarte_art_organization/

    Qua, la raccolta differenziata, la si fa tra i morti ed i sopravissuti!

    Trust me!

  • un abitante

    Mi scuso per la generalizzazione, ma con uno sguardo da fuori (e senza ignorare la giusta denuncia della gravità endemica burocratico-mafioso-speculativa del business della immondizia) in tutto il dibattito qui risalta una superficialità sostanziale, una preoccupazione di facciata, di decoro “perbenista” di natura pericolosamente pseudo-intellettuale o pseudo-legalitaria, alla ricerca del miglior tappeto sotto cui nascondere la polvere. Il problema è invece sostanzialmente ecologico, ambientale, e solo sotto questa lente è possibile un approfondito e serio studio che va alla ricerca della soluzione sostenibile del problema in senso locale e globale. Ad esempio la “squallida” area industriale crea un indotto locale trainante che certo non vivrebbe di arte e cultura; i manifesti inquinanti il “decoro” urbano sono – seppure frutto della stessa incuranza menefreghista della “cicca nell’oceano” – l’espressione democratica di un problema. Realtà che certo non si possono rimuovere alla vista – ad esempio come il porta a porta al posto del cassonetto – ma si devono trasformare. Resta l’inquinamento di fondo del sistema delle falde, del fiume Aniene che viene dentro nel cuore di Roma e si riversa nel Tevere, non ultimo dell’acquedotto (degli aspetti di questo ultimo non ne ho la certezza). Affrontare la cultura romana dell’abuso, con un abuso di stato legalizzato dall’ idea del “decoro” non è la soluzione di un profondo inquinamento culturale.

  • daniela trincia

    il problema della discarica, molti cittadini, e non solo quelli che abitano nei pressi dei terreni individuati, se lo sono posto da molto, moltissimo tempo, per questo esistono comitati ben organizzati da diversi anni, che hanno una valida documentazione e che si sono avvalsi della consulenza di esperti, solamente che, come accade per moltissime altre questioni, i cittadini non sono mai ascoltati e devono sempre sperare che qualcuno (politico, magistrato, giornalista) abbracci la loro causa per sperare di essere sentiti. e poi, sappiamo bene di chi sono i terreni, lo abbiamo sempre saputo e per questo la discarica si vuole costruire proprio in quei luoghi (e per questo dovremmo farla finita di confondere i livelli di discussione e rimanere negli ambiti stretti della questione)

  • Marilena

    La arola provocazione,anzi il concetto stesso di provocazione e’ vecchio.Anche le virgolette lo sono.
    Villa adriana e’ tenuta da schifo?si’.come pompei?si’ servono intellettuali e tecnici preaparati per gestirli? Si’.tutto il resto sono chiacchiere da aspiranti intellettuali.

  • shepard

    Il comandante Shepard supporta e condivide questo articolo.

  • Lorenzo Marras

    Signorina o Signora Marilena , guardi che la discarica non si fa. Lo ha deliberato il consiglio dei ministri ed il prefetto si è dimesso.
    Tutto finito, puo’ abbassare lo schioppo altrimenti qualche povero intelletuale che passa avra’ la peggio.
    E sorrida , come qualche PD e verde che ha piantato la bandierina della vittoria su Corcolle , d’altra parte il 2013 non è poi cosi lontano e bisogna andarci piano.
    (ma non sara’ qualcuno che NON ha perso a Parma ma bensi’ NON ha solo conseguito la vittoria che abbia fatto sentire la sua ?? )

  • In questo caso, caro Lorenzo, a me dei partiti non importa un fico secco; non sono in cabina elettorale, e di solito tengo acceso il cervello anche lontano dalle elezioni, è una vecchia abitudine che ho…le sue considerazioni biliose non hanno nulla a che vedere con il tema in discussione.
    In ogni caso, sono molto felice per Villa Adriana e ovviamente spero che finalmente si affronti il problema con serietà e in prospettiva.

  • Lorenzo Marras

    Ma quale bile e bile cara Marilena , se le ho scritto epperche’ l ho in simpatia.
    Eppoi la politica non è mica solo quella che si esercita in cabina elettorale , ma quando mai;
    la politica i cittadini la fanno ogni giorno ed il brutto è che non se ne accorgono quasi mai perche’ , e siccome parliamo di spazzatura, se ci domandassimo piu’ spesso che quello che rifiutiamo è divenuto insieme all’acqua l’affare piu’ grandioso nel pianeta per pochi e l’inferno per i troppi, le cose cambierebbero.
    saluti.