Salone countdown

Una pioggia battente ne sancisce l’inizio. La design week per eccellenza sta per cominciare. Oggi aprono le danze “non ufficiali” per stampa e addetti di settore. Il programma è, come sempre, fitto, anzi fittissimo, in barba a qualsiasi crisi economica. E Artribune è pronta a raccontarvi tutto passo per passo. Intanto il nostro speciale design ha debuttato all’Artribune Party di venerdì scorso, con un anticipo ancora maggiore. Ci spiace spiazzare.

Il diagramma-manifesto di Misiad firmato da Alessandro Mendini

Gli ultimi allestimenti si stanno completando freneticamente in queste ore. Tutto è quasi pronto. Non rimane che armarsi di ombrello, stivali da pioggia, e partire in giro per le zone della città a caccia di design.
Il 2012 sarà l’anno dell’autoproduzione: tante le iniziative in merito e, quasi tutte collettive. I giovani e già noti autoproduttori hanno unito le forze per mostrare al mondo del design, quello del prodotto industriale, che esiste una grande e affollata realtà di artigiani che si iscrivono a pieno titolo nel mondo del design. La mostra più grande in merito è quella organizzata da Misiad – Milano si autoproduce design, lanciata da Alessandro Mendini alla cattedrale della Fabbrica del Vapore. Più di 200 designer, uno in fila all’altro, in piccoli riquadri da 1×2 metri avranno l’occasione di mostrarsi al pubblico. In zona Brera si vedranno i risultati del concorso Homeless Design indetto dai celebri fratelli Campana. Dal cuore della città ci si può spostare alla sua periferia a Sesto San Giovanni dove l’Archivio Giovanni Sacchi ospita una trentina di designer, sempre autoproduttori, con la mostra Non aspettare di diventare vecchio per finire in un archivio. Qualche metro quadro in più ma la filosofia rimane invariata. Il valore aggiunto che l’Archivio del maestro modellista Giovanni Sacchi offrirà al pubblico sono una serie di workshop per mettere le mani in pasta.

Una sedia dei Fratelli Campana

Oltre ad affermare un modo di progettare, il Salone del 2012 vedrà anche la consacrazione di un designer giapponese Nendo (a cui il numero speciale di Artribune dedica la copertina). L’ambito Superstudio Più di zona Tortona aprirà le sue porte al designer nipponico, ma non solo: la mostra personale Trial and Error riempirà le sale di Palazzo Visconti. E vi invitiamo a una caccia al tesoro per trovare tutti gli altri progetti che Nendo presenterà sotto il nome delle più note aziende.
Le celebri zone di Milano, dalla storica Brera con i suoi showroom alla imperdibile Tortona, che diventa una vera e propria fiumana di persone e design, fino alla più cool Lambrate, che ospita il design nordico, si sfideranno nuovamente a colpi di eventi.

Cascina Cuccagna

Noi vi consigliamo di perdervi un po’ e di inoltrarvi in zone anche meno battute della città per scoprire progetti meno noti ma più interessanti. Il progetto Green Island ritorna ad esempio in zona Isola nell’atrio della Stazione Garibaldi e la Cascina Cuccagna riapre le sue porte all’insegna di un salone bio. Cercate poi di scovare la seconda edizione di RoCo, galleria itinerante curata da Annalisa Rosso ed Elena Comincioli. E magari la casa atelier di Duilio Forte, che sembra quasi un castello uscito da un film di Jean Pierre Jeunet e approdato quasi per sbaglio a Milano.

Valia Barriello

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.
  • Peccato per il tempo pessimo ma devo dire che sono stato contento del grande interesse suscitato da Misiad: partecipo con 4 mie opere alla mostra curata da Alessandro Mendini e devo dire che oggi alla conferenza stampa gli interventi sono stati precisi e hanno saputo ben illustrare la situazione di noi autoproduttori e le persone interessate sono state numerose e apparentemente soddisfatte. Complimenti all’organizzazione e buon proseguimento.