Fuori tutto, e gratis. Anche se… La Settimana della Cultura all’italiana maniera

Puntuale come le allergie alle graminacee: la primavera si porta dietro la nuova edizione della Settimana della Cultura, che inizia ufficialmente domani. Sulla carta: musei statali gratis per tutti e grandi iniziative di valorizzazione. Nei fatti: l’ennesima idea buona in potenza, ma finita impotente.

Un monaco alla Certosa di Pavia

Musei, ville, monumenti, aree archeologiche, archivi e biblioteche: fuori tutto! Accattatevillo! Roba buona, roba di marca: tutto gratis! Nove giorni di bengodi dell’arte con la stentorea 14esima edizione della Settimana della Cultura: il MiBAC spalanca le porte ai tesori di Stato, garantendone il libero accesso nei nove giorni (alla faccia della settimana!) che vanno dal 14 al 22 aprile.
Detta così, la faccenda è di quelle da leccarsi le dita. Peccato che, a ben guardare, saltino al naso le mosche dei distinguo. Perché tra siti garantiti ad accesso gratuito tutto l’anno e altri aperti con parentesi e asterischi, l’operazione risulta in realtà furbetta. È ben comunicata, ma accende i riflettori su un patrimonio che si divide tra l’accessibile comunque e l’accessibile con riserva.
Non serve presentarsi nei giorni indicati alla Certosa di Pavia. La consolidata prassi dell’obolo al frate cicerone non è scritta nella pietra: a rischiare occhiatacce e, nei casi più gravi, la scomunica, si può in qualsiasi giorno dell’anno entrare a sbafo e beccarsi la visita guidata. Al più pagando dazio nello spaccio di tisane, amari e ammennicoli mariani assemblati dalle operose manine degli industriosi monaci. A titolo gratuito è pure, stando al sito dell’amministrazione provinciale di Pordenone, la mostra con il greatist hits delle nature morte della Carrara di Bergamo, sfrattate da casa causa restauro della sede museale: ingresso libero dal 31 marzo fino al 13 maggio. Mica solo ad aprile!

Piazza Armerina

Poco male. Ad essere “subdole” sono in realtà altre situazioni. Il MART annuncia porte aperte, ma altro che una settimana! Il via libera vale solo per la giornata del 21 aprile; in caso contrario, e nemmeno, tutti i giorni della Settimana, di gratis c’è solo la visita guidata: il biglietto per le mostre lo paghi. Come? Nell’elenco c’è pure Piazza Armerina?! La città sicula timbra il cartellino, ma non offre i pezzi da novanta: chi poteva aspettarsi l’apertura della villa romana con annessi celeberrimi mosaici dovrà consolarsi con il degno, ma modesto, complesso monumentale della chiesa di San Pietro. Amen.
Situazione limite a Roma, con reprimende preventive già edite su La Repubblica: ai Fori si paga, per fronteggiare non meglio specificati lavori di consolidamento dopo le nevicate dell’inverno passato (?); al MAXXI non si paga, ma solo se vai in settimana (il week-end costa, amici miei!); la Galleria Borghese sembra una discoteca: ingresso libero ma consumazione obbligatoria, con la necessità di pagare la prenotazione di due euro. Altrimenti ciccia.

Galleria Borghese

Di riffa o di raffa, però, ‘sti benedetti siti restano aperti. Ma aperti da chi? Dai 1.650 studenti delle superiori cooptati dal progetto Benvenuti al Museo: Ornaghi festeggia il volontariato responsabile delle nuove leve dell’italica cultura, che prestano svogliato servizio nei templi del sapere. Perché costretti dalle circostanze e dall’inedia, in piena controtendenza rispetto ad uno Stato che cancella dagli istituti professionali ad indirizzo turistico le ore di Storia dell’Arte.
Vabbè, che vuoi dire? Sparare a zero pure sulla Settimana della Cultura? Mannò, alla fine tutto fa brodo. Purché sia cucinato cum grano salis.

Francesco Sala

www.beniculturali.it

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.
  • Stefano Sorrentino

    La Cultura in Italia è un business, non un valore!!!!!!!!!!!!!!!!!!!