Ricognizione Abruzzo, III

Solstizio: un progetto dal nome evocativo, quasi esoterico. E dal corpo proteiforme, che nasce nel 2008 dalla mente prolifica dell’artista internazionale di origini abruzzesi Giuseppe Stampone e da Maria Crispal ed Emidio Sciannella.

Giuseppe Stampone – Private Collections - veduta della mostra presso L'Arca, Teramo 2011

Diverse sono le declinazioni di Solstizio Project, network globale aperto e in divenire, e sempre pronto a intessere collaborazioni specie con associazioni e onlus che si occupano di disagio. Una piattaforma aperta, assolutamente trasversale e multidisciplinare per definizione, con una forte attenzione a tematiche sociali che ha attirato anche l’interesse (e i finanziamenti) dell’Unione Europea.
Qualche progetto? Acquerelli per non sprecare la vita, volto alla salvaguardia delle risorse idriche, ha visto la partecipazione di oltre 10mila bambini in giro per il mondo e ha promosso azioni concrete di solidarietà attraverso una serie di laboratori.
We are the Planet!, cofinanziato dalla Commissione Europea e promosso dall’amministrazione provinciale di Teramo, vedrà presto nascere un Centro artistico didattico volto all’educazione dello sviluppo ambientale presso la Facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università di Teramo.

Giuseppe Stampone – Private Collections - veduta della mostra presso L'Arca, Teramo 2011

Il progetto si diffonde a macchia di leopardo nei territori di Spagna, Slovenia e Cipro, dove si terranno laboratori incentrati sulle arti visive (Architecture of Intelligence di Giuseppe Stampone), sulla performance (Ecoslogong di Maria Crispal) e sulla musica (Earthbeats di Emidio Sciannella). We Are The Planet! culminerà in un evento conclusivo che si svolgerà in contemporanea nel piazze pubbliche dei quattro Paesi partner e che prevede la creazione di quattro Cyber Park, parchi pubblici connessi con wireless ad accesso libero. In particolare l’opera di Giuseppe Stampone si manifesterà con la costruzione di quattro pozzi connettivi che hanno l’obiettivo di stabilire una relazione, in tempo reale, tra i passanti che, sporgendosi nei pozzi, potranno comunicare con gli utenti delle altre piazze.

Enza Di Matteo

[email protected]
www.solstizioproject.net

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #3

 

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Enza Di Matteo
Enza Di Matteo, nata a Teramo nel 1979, si laurea in Lettere moderne indirizzo storico-artistico all’Università di Bologna e si trasferisce a Roma per un Master in Didattica Museale e uno stage al MACRO. Avvia e mantiene una serie di collaborazioni con biblioteche, associazioni, istituzioni culturali per le quali progetta e conduce, con un approccio fenomenologico all’arte, percorsi didattici e visite guidate per pubblico scolastico, adulti e famiglie. Ha organizzato e curato mostre personali (Rosanna Rossi, Marina Sasso, Daniela Quadraccia) e collettive (Luigi Boille, Marina Bindella, Virginia Carbonelli, Andrea Carini, Enrico Della Torre, Elisabetta Diamanti, Carlo Lorenzetti, Gianluca Murasecchi, Giulia Napoleone, Lucio Passerini, Guido Strazza) per la galleria la__linea arte contemporanea di Roma Collabora con Artribune e Mezzomagazine, rivista culturale abruzzese e ha scritto diverse recensioni per Exibart. Vive a Roma.