Ricognizione Abruzzo, II

Da piccolo borgo a piccolo polo culturale. Tutto piccolo, ma tutto con la massima attenzione alla qualità. Che in un territorio difficile, marginale e spopolato vale doppio. Ecco la storia di Osvaldo Menegaz e di come si può trasformare un paesino in via di estinzione in un caso. Anche di marketing territoriale.

Bianco-Valente - Relational - 2010

Un borgo, quello di Castelbasso in provincia di Teramo, che fino a tredici anni fa rischiava l’abbandono e lo spopolamento e che oggi gode di un grande apprezzamento per l’elevata qualità della sua offerta culturale.  Ecco, un’altra storia di questo Abruzzo che ci prova.
Arrampicato su una collina, da cui domina un panorama vasto che va dal mare alla neve come spesso accade in questa Regione, si presenta difeso dalle alte scarpate, che un tempo sostenevano le mura. Labirintico e suggestivo, nel suo intrico di stradine tortuose, d’aspetto sobrio negli storici palazzi e nella chiesa sul cui portale trecentesco campeggia una scritta scolpita: “Conuscite!”.
Fu l’Associazione Amici per Castelbasso, col presidente Osvaldo Menegaz, a tentare di risollevarne le sorti, facendo tesoro di quell’imperativo in lingua volgare e quindi scommettendo tutto sulla cultura. Si avviarono le sezioni Arti Visive e Spettacoli. Cantine e fondaci furono aperti per l’allestimento della mostra Trasalimenti – progetto per l’arte contemporanea, curata da Gabriele Di Pietro. Era il 1998.  Nella sezione Spettacoli, dopo soli quattro anni si potevano incontrare ospiti come Paolo Hendel, Moni Ovadia, Daniele Silvestri e Nicola Arigliano. Dal 2003 si aggiunge la sezione Letteratura, anch’essa con ospiti d’eccezione: Roberto Piumini, Edoardo Sanguineti, Alda Merini, costretta a una presenza solo telefonica, mentre quest’anno sono stati protagonisti Franca Valeri e Folco Quilici.

Renato Guttuso a Castelbasso

L’attenzione dei media oltre che del pubblico cresce di anno in anno. Si arriva al 2007, con il contributo della curatrice Silvia Pegoraro (la stessa del videofestival Lo Schermo dell’Arte, basato a Firenze) a mostre di successo come Nel segno della materia – Pittura informale europea e americana, o quella dedicata a Giorgio de Chirico, che sfiora i 10mila visitatori, dati incredibili per una realtà come Castelbasso.
Nel 2008 un passaggio importante: si costituisce la Fondazione Menegaz, di cui è presidente lo stesso Osvaldo Menegaz e che ha sede nello storico Palazzo Clemente. La Fondazione lo acquista e lo restaura, destinandolo da qui in avanti alle mostre sugli artisti storicizzati. Ed ecco dunque le personali di Alberto Burri (2009), Alighiero Boetti (2010) e Renato Guttuso (2011), curate da Francesco Poli. A uno sguardo più contemporaneo è dedicato il Palazzo De Sanctis, con mostre collettive di giovani artisti, curate da Francesca Referza e Giacinto Di Pietrantonio.

Interferenze costruttive - Cesare Pietroiusti

La prima collettiva fu Qui è altrove. Un terzo degli artisti, tra cui Silvia Giambrone, Jacopo Miliani, Andrea Nacciarriti e Italo Zuffi, realizzarono nuovi progetti espressamente per la mostra. Seguì Au Pair (2010), una mostra sulle coppie di artisti nella quale “Bianco-Valente hanno realizzarono ‘Relational’, un progetto site specific sulle mura medievali di Castelbasso che ebbe un grande impatto visivo sul pubblico, e anche i più giovani Mrzyk & Moriceau e Pennacchio Argentato realizzarono nuove opere, ci spiega la curatrice Francesca Referza.
Nel 2011, poi, è stata la volta del curioso progetto Interferenze costruttive, “il primo vero tentativo di produrre una mostra”, prosegue la Referza, “in cui tutti gli artisti avrebbero realizzato opere in loco, intervenendo direttamente sui meccanismi produttivi di un’azienda”. Un compito non facile, con una grande necessità di mediazione curatoriale. Qual è stato il progetto più riuscito? “Probabilmente ‘Free Tibet’”, conclude Francesca Referza, “una caramella gustosa e gommosa ma con un messaggio politico perentorio. Firmata Paola Pivi”.

Enza Di Matteo

FONDAZIONE MENEGAZ
Via XXIV Maggio 28 – Castelbasso (TE)
0861 508000
[email protected]
www.fondazionemenegaz.it

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #3

 

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Enza Di Matteo
Enza Di Matteo, nata a Teramo nel 1979, si laurea in Lettere moderne indirizzo storico-artistico all’Università di Bologna e si trasferisce a Roma per un Master in Didattica Museale e uno stage al MACRO. Avvia e mantiene una serie di collaborazioni con biblioteche, associazioni, istituzioni culturali per le quali progetta e conduce, con un approccio fenomenologico all’arte, percorsi didattici e visite guidate per pubblico scolastico, adulti e famiglie. Ha organizzato e curato mostre personali (Rosanna Rossi, Marina Sasso, Daniela Quadraccia) e collettive (Luigi Boille, Marina Bindella, Virginia Carbonelli, Andrea Carini, Enrico Della Torre, Elisabetta Diamanti, Carlo Lorenzetti, Gianluca Murasecchi, Giulia Napoleone, Lucio Passerini, Guido Strazza) per la galleria la__linea arte contemporanea di Roma Collabora con Artribune e Mezzomagazine, rivista culturale abruzzese e ha scritto diverse recensioni per Exibart. Vive a Roma.
  • Gianfranco Mascelli

    Queste sono le notizie più interessanti, soprattutto se relative a un territorio che lo Stato ha dimenticato. Io sto per fare una cosa analoga per una città altrettanto piccola in provincia dell’Aquila. E non sono abbruzzese e non ci guadagno niente.