Ottimismo per il MAN di Nuoro. Rilancio e nuovo direttore

Da qualche tempo sul museo pende un bel punto interrogativo: senza un direttore e con un finanziamento che copre a malapena il bilancio del 2012, il suo futuro sembra quanto mai preoccupante. Siamo andati nella sede di via Satta, a Nuoro, a parlarne direttamente con il presidente, Tonino Rocca.

Da sinistra: l'artista Primo Pantoli, il presidente Tonino Rocca e Giuseppe Carta, membro del Cda del MAN

Lei che dal 1997 ha seguito da vicino le vicende di questo museo nel suo divenire polo noto anche all’estero da pinacoteca provinciale qual era, prima in qualità di assessore alla Cultura della Provincia di Nuoro e poi come presidente del MAN, come prospetta il futuro di questa istituzione?
Se devo dare una risposta sentimentale, non sono affatto pessimista. Certo è che ci troviamo in un periodo di transizione, in cui bisogna raccogliere le forze, riorganizzarsi e rilanciarsi. Quando nel 1997 una giovanissima Cristiana Collu vinse il concorso per titoli per dirigere un museo provinciale a Nuoro, la prima domanda fu: “Cosa costruiamo? Un museo o una pinacoteca?”. Nel 1995, quando fui nominato assessore alla Cultura, avevo ereditato l’idea che in questo edificio si esponessero i dipinti dell’arte sarda in modo statico e permanente, un’idea che collideva con la mia visione di un museo aperto, capace di interloquire con il territorio, dove non si entra in punta di piedi, dove la gente si sente a casa e dove non ci sono preclusioni rispetto alle altre arti, come la musica, il teatro, la letteratura. È quello che abbiamo costruito in questi anni in un riuscito dualismo, tra politica, da me rappresentata, e la direzione scientifica della Collu.

Cristiana Collu

E ora che la Collu è al Mart?
Ora indubbiamente dobbiamo cercare un nuovo direttore. Come allora, anche stavolta chi dirigerà il museo sarà scelto attraverso un bando di concorso per titoli. La differenza è che nel 1996 il MAN non esisteva: il bando era per un museo d’istituzione provinciale. Credo che parteciparono una decina di persone. Ora il rischio è che concorrano in centinaia, poiché il museo ha oramai una credibilità e un prestigio a livello nazionale. Pensiamo pertanto di creare una sorta di griglia per titoli; sarà fatta poi una selezione e solo un numero limitato di candidati (massimo una decina) sarà portato alla successiva fase del colloquio orale.

Scorrendo i requisiti del candidato ideale (già elencati qui su Artribune) si potrebbe tracciare un primo identikit del futuro direttore: c’è per caso una volontà di cercare tra le giovani eccellenze locali?
Devo essere cauto: non c’è alcuna intenzione di escludere nessuno a priori. Mentirei però se non dicessi che mi auguro di trovare un’altra Cristiana Collu, un/a giovane sardo/a con un ottimo curriculum, con esperienze formative in musei italiani o esteri e che sia motivatissimo a dirigere un museo come questo, anche con idee innovative rispetto alla stessa Collu e a quella che è stata la nostra esperienza in questi 14 anni.

La facciata del MAN di Nuoro

Pensa che Cristiana Collu avrà un ruolo attivo nel MAN dal MART, magari entrando a far parte del Cda del museo sardo?
Non credo. In ogni caso noi la consideriamo una testa di ponte, non solo del MAN, ma di tutta la Sardegna. Chi arriverà dopo di lei sarà sicuramente una persona preparata e noi abbiamo l’intenzione di rimetterci in discussione e di dare il benvenuto alle novità, come abbiamo sempre fatto, d’altronde. È stata la scommessa che abbiamo giocato, e vinto, anche con la stessa Collu all’inizio, quando abbiamo messo da parte la collezione permanente di arte sarda per far spazio a mostre di arte contemporanea, di quella che fa storcere il naso ai benpensanti.

Chi arriverà alla guida del MAN si troverà a gestire un museo che versa in una condizione economica critica. Come pensate di risolvere il problema della mancanza di fondi?
Per tanti anni il MAN, essendo stato fino al 2003 un “ufficio” e poi, dal 2004 un’istituzione della Provincia di Nuoro, è stato sorretto economicamente dalle amministrazioni provinciali che si sono succedute negli anni. Ora il problema è che le province, con la situazione economica generale, hanno subito grossi tagli, che si sono ripercossi su tutte le strutture che dipendono direttamente da queste. Ha fatto bene il presidente della Provincia Roberto Deriu a far presente il problema alla Regione Sardegna, che ha risposto stanziando 500mila euro per il 2012, che però ci consentono solo di continuare le attività basilari del museo, senza poter fare una programmazione eccelsa.

E quindi?
Credo che a questo punto l’unica soluzione sia di istituire una fondazione partecipata della Provincia, del Comune di Nuoro, della Regione, della Fondazione Banco di Sardegna (che al momento fa già parte dell’istituzione MAN) e di tutti quegli organismi che vorranno aderire per mantenere una proposta museale qualitativamente di eccellenza. Bisogna fare un’operazione preventiva: non si può aspettare che si aboliscano le province per poi buttare la ciambella di salvataggio!

MAN in trasferta: a Casa Masaccio per L’evento immobile

Nel momento in cui si porranno le condizioni per la sua stabilità economica, quali sono le priorità del MAN? Qual è la vostra politica d’investimento?
Innanzitutto dobbiamo trovare una soluzione alla carenza di spazi: al momento infatti la nostra collezione permanente non è esposta. È inutile avere 560 opere in deposito e non riuscire a renderle fruibili: sono le nostre radici, sono ciò che di meglio ci ha dato l’arte sarda nel XX secolo. In questi giorni, inoltre, abbiamo ricevuto una richiesta di restituzione di 12 opere, che erano state date in comodato dalla Camera di Commercio di Nuoro, motivata da una mancata esposizione al pubblico per lungo tempo. Non ci troviamo d’accordo con questa istanza: anzi, crediamo che non stiano facendo un favore né al museo e alla città di Nuoro, né a se stessi, in quanto le opere in questione all’interno del MAN hanno subito non un deprezzamento ma una valorizzazione.
Vorremmo inoltre dare spazio anche agli artisti locali emergenti, nella prospettiva di acquisire le loro opere, che saranno i capolavori del domani: a questo scopo, dal mese di maggio, il MAN ospiterà la collezione permanente in dialogo con i lavori di giovani artisti sardi.
Infine vorremmo continuare a privilegiare il settore della didattica: ogni anno abbiamo tra i 7 e gli 8 mila utenti, tra studenti e adulti, che frequentano i nostri corsi e i nostri laboratori e che, grazie a questi, sentono il museo come un luogo che appartiene loro.
Possiamo dire in conclusione che il MAN non si è fermato davanti alle difficoltà e che la sua attività museale prosegue. Mi auguro comunque che, dopo la pubblicazione del bando di concorso tra la fine di marzo e i primi di aprile, il secondo semestre dell’anno sia già coperto dal nuovo direttore.

Marta Pettinau

www.museoman.it

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.
  • Lorenzo Marras

    È stato spiegato ai cittadini di Nuoro che da questo anno si troveranno nelle loro buste paga le addizionali regionali aumentate? Oltre quelle comunali? Per non parlare del raddoppio della Imu sugli immobili.
    É stato portato a conoscenza di tutto questo ai cittadini di Nuoro? Che dovranno stringere la cinghia e che parte dei loro soldi saranno destinati a mantenere degli stipendi non certamente simili a quelli dei cittadini.
    A proposito di stipendi da onorevole del passato avete informato i cittadini di Nuoro l ammontare che percepiranno i futuri addetti?oppure non è lecito chiedere?
    Niente in contrario che il museo esista , beninteso che i relativi costi non siano a carico del cittadino di Nuoro ma bensì a carico della solita e ristretta “borghesia intellettuale” che si fregia dei meriti con i soldi della collettività.

  • francesca

    Sono rimasta molto perplessa e sorpresa dalla presenza di un requisito di
    >> accessibilità così restrittivo e anacronistico come la laurea in lettere con
    >> indirizzo artistico, che spero sia frutto di un errore del giornalista.
    >> Volevo solo far presente di come tanti direttori validissimi e
    >> riconosciuti a livello internazionale non posseggano tale titolo e quanti
    >> percorsi post laurea esistano per dirigere musei e istituzioni culturali che
    >> non richiedano quella laurea per la frequenza. In particolar modo, credo che
    >> in quest’epoca di grande crisi e di crescita dell’importanza che svolge
    >> un’istituzione culturale, il direttore di un museo debba possedere
    >> innanzitutto sensibilità culturale e capacità manageriali e di indirizzo fortemente specifiche (e
    >> dunque orientate a un’istituzione culturale e non a un’azienda qualsiasi), senza necessariamente
    >> possedere il dottorato in storia dell’arte in quanto il suo ruolo non sarà
    >> certo quello di entrare nel progetto scientifico delle mostre (ruolo più
    >> adatto a un curatore, che il direttore di volta in volta potrà chiamare), ma
    >> piuttosto a gestire l’intera macchina del museo composta da persone, ruoli,
    >> progetti, reti, contatti e modalità organizzative, oltre che gestione delle
    >> relazioni con il territorio nell’ottica non solo di “museo diffuso”, ma di
    >> museo come organismo vivente e relazionale con l’ambiente in cui si trova.
    >> Ancora, il direttore svilupperà ovviamente contatti con gli altri musei
    >> oltre che con le reti nazionali e internazionali al fine di produrre dei
    >> progetti di ampio respiro che portino fondi aggiuntivi al museo sia privati
    >> che europei e lo inseriscano in un contesto internazionale seppure al
    >> contempo fortemente in relazione con il territorio dove si trova.
    >> >> La premialità assegnata ai beneficiari della borsa di master and back mi è sembrata
    >> fuorviante rispetto alla finalità perseguita in quanto ci sono tante persone
    >> che hanno realizzato un master pagandoselo a proprie spese (senza la borsa
    >> regionale del master and back) e questo non significa che siano meno
    >> competenti e meno interessati a lavorare nella propria regione di provenienza.