Marzia Migliora site specific

L’artista piemontese torna sul tema della cecità. Questa volta è a Roma, all’interno di un giardino pubblico recuperato da una onlus grazie al finanziamento della Fondazione Roma. Tre opere all’aperto, che inaugurano domani pomeriggio. Ecco di cosa si tratta.

Marzia Migliora - Ginnastica dei ciechi. La corsa al cerchio - veduta dell’installazione presso il Giardino di Sant’Alessio, Roma 2012 - photo Camilla Borghese

Non è la prima volta che Marzia Migliora (Alessandria, 1972), integra la sua poetica con un progetto inedito, realizzandolo con solenne precisione. In questo caso ha lavorato in un luogo “aperto”, il romano (recuperato) Giardino di Sant’Alessio all’Aventino, affrontando un tema ostico – la cecità -, e più di altre volte ha potuto esprimersi, in site specific, per “sottrazione, tornando a riflettere sul tema della mancanza”.
Per l’installazione Ginnastica dei ciechi – La corsa al cerchio, l’artista ha trovato le sue “visioni” nel passato ottocentesco del giardino, anticamente destinato al gioco e alla ricreazione dei ragazzi ospiti dell’Istituto per Ciechi di Sant’Alessio. Oggi frequentato anche da persone senza fissa dimora che vi trovano riparo, Migliora ha puntato su tre elementi installativi che rimandano simultaneamente a un’idea di perdita, in parte anche di nostalgia, a partire dalla rete elettrosaldata, lunga 30 metri, affacciata sul panorama di Roma, all’interno della quale si staglia una citazione: “Posso solo evadere con le palpebre serrate” (Samuel Beckett). Attraverso le lettere, intagliate nella rete, si scorge Roma: la frase riguarda il vedere e i suoi limiti, dove le palpebre serrate evocano la dimensione del sogno, dell’immaginazione, della cecità.
La seconda opera, Rolling Hoops, consta di undici cerchi in alluminio illuminati a led del diametro di un metro, e nasce dal ritrovamento di una fotografia d’epoca che ritrae i ragazzi dell’Istituto mentre giocano con i cerchi facendoli ruotare nello spazio del giardino.
Il terzo è un intervento sonoro: il suono dell’antica campanella della ricreazione, che si ripeterà quotidianamente (una volta alle 15 e una alle 17,10). Simbolicamente il segnale dell’inizio del gioco, della libertà, dell’evasione.

Marzia Migliora - Ginnastica dei ciechi. La corsa al cerchio - veduta dell’installazione presso il Giardino di Sant’Alessio, Roma 2012 - photo Camilla Borghese

Promotrici, organizzatrici e curatrici: Chiara de’ Rossi, Marina Cimato e Anna Butticci, qual è il vostro ruolo all’interno dell’Associazione Probono Onlus?
La nostra mission, come comitato ambiente dell’Associazione, era quella di adottare posti trascurati, dargli nuova vita e restituirli alla comunità. La prima cosa di cui ci siamo occupate è stata adottare il giardino (3.500 mq), che era sottoposto a vincolo storico e archeologico. L’abbiamo restaurato facendo i lavori insieme al Comune di Roma.

Quando nasce l’idea di far intervenire nel giardino un artista contemporaneo?
Abbiamo pensato che l’arte, che da sempre dialoga con l’architettura e con il paesaggio, potesse essere un buon canale di apprendimento e fruizione per tutti. Riteniamo rappresenti un’apertura rispetto ai contenitori-museo più spesso frequentati solo da addetti ai lavori. All’aperto la vita incontra l’arte contemporanea. Si tratta di un luogo misto: ci sono i bambini e i poveri della mensa. È un giardino piacevolmente vissuto nell’arco della giornata da fasce completamente differenti di ogni classe sociale. C’è sembrata una ricchezza la diffusione anche di un’arte complessa, radicale e chiara, finalmente fruibile a tutti.

Marzia Migliora - Ginnastica dei ciechi. La corsa al cerchio - veduta dell’installazione presso il Giardino di Sant’Alessio, Roma 2012 - photo Camilla Borghese

Siete una onlus. Chi ha sostenuto le spese del progetto?
La Fondazione Roma – Arte – Musei, ente strumentale della Fondazione Roma, che ha per scopo la promozione e il sostegno di iniziative artistiche e culturali, a forte impatto sociale, attraverso cui veicolare messaggi di solidarietà e partecipazione.

Perché avete pensato a Marzia Migliora come interprete del vostro progetto?
Ci siamo indirizzate subito verso un’arte a sfondo concettuale. E Marzia ha un approccio diretto, dichiara in maniera netta tutto ciò che vuol esprimere, non nasconde nulla.  Il tema era quello dei non vedenti e ci è piaciuto il suo criterio, uno sguardo a ritroso verso la storia del giardino e i suoi antichi abitanti.

Marzia Migliora - Ginnastica dei ciechi. La corsa al cerchio - veduta dell’installazione presso il Giardino di Sant’Alessio, Roma 2012 - photo Camilla Borghese

Come verrà spiegato l’intervento a questo pubblico variegato?
La provincia ha installato il sistema wifi ed esiste il sito del giardino su cui verrà caricato un file in cui l’artista racconta il progetto, sia per i vedenti che per i non vedenti. Poi metteremo una targa in braille in giardino. Abbiamo prodotto anche un piccolo catalogo, con i disegni inediti di Marzia e alcune pagine in braille, il cui ricavato (a offerta) andrà alla ricerca per il retinoblastoma, un cancro alla retina che colpisce i bambini ed è curabile solo entro i primi due anni di età. Alcuni disegni le sono stati ispirati dalle foto d’epoca e partendo da quelle ha estrapolato le suggestioni del posto.

Claudia Colasanti

Roma // fino al 30 maggio 2012
inaugurazione 30 marzo 2012 ore 18.30
Marzia Migliora – Ginnastica dei ciechi. La corsa al cerchio
a cura di Chiara de’ Rossi, Marina Cimato, Anna Butticci
GIARDINO DI SANT’ALESSIO ALL’AVENTINO
Via di Santa Sabina 22
www.giardinosantalessio.org

 

  • Dieci

    Ma che opera stupenda, caspita non ne sapevo niente ci vengo ci vengo ci vengo. Bel ritorno a Roma per Marzia Migliora

  • matteo

    ancora una volta la migliora cerca di stupire con un lavoro che non le appartiene ma che ormai fa parte di una ricerca copiata e solo consigliata per entrare in un certo star system. dichiarare il lavoro concettuale è un pò pretestuoso. ma siamo sempre alle solite, meritocrazia nell’arte non si sa cosa sia.

  • aloap

    Tutta invidia…
    Leggi e studia e vediamo se riesci a far stare in piedi un discorso senza parlare a luoghi comuni!

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  • francesco

    nessuna invidia caro aloap…solo un lavoro inutile. ed è proprio luogo comune, il sociale. campo che serve per poter emergere a certi artisti.

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