Ciclone Abramović. Top & flop

Le file fuori dal Pac. Il primo evento internazionale della Giunta Pisapia che però era stato progettato dalla Giunta Moratti. Il film “The Artist is Present” e il nuovo film in fase di realizzazione. Le ingerenze dei privati e gli errori di traduzione. Cosa ha funzionato e cosa no della Abramović Week milanese.

Marina Abramovic con il Lancia Award

Dopo la titanica organizzazione per mettere in scena la performance al MoMA di New York, di cui ci si può ben rendere conto dopo aver visto il bel docu-film The Artist is Present (da non sottovalutare che l’enorme risonanza mediatica alla mostra newyorchese è arrivata come un fulmine a ciel sereno non appena i network dell’America ancora oggi puritana hanno puntato il dito sulle presenze di performer nudi nel museo), e dopo quarant’anni “on stage”, Marina Abramović conosce alla perfezione le regole del sistema e le strategie per raggiungere il successo. In questi giorni a Milano ci siamo così abituati a incontrarla che, di evento in evento, ci è diventata quasi familiare. Ma che cosa ha funzionato e cosa non ha funzionato in quest’overdose abramoviciana?

Marina Abramovic - The Abramovic Method - veduta della mostra presso il PAC, Milano 2012

NON HA FUNZIONATO
Il tifo da stadio e una certa morbosità contagiosa tipica dei fan verso le proprie star, dopo l’apparizione di Marina Abramović al programma televisivo Quelli che il calcio e il suo Celo/Manca con Valeria Marini.
L’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, perché dopo svariati mesi dall’insediamento della nuova Giunta, questo è stato il primo grande evento di respiro internazionale, frutto però del programma culturale della Giunta precedente.
Il gruppo 24Ore contemporaneamente nelle vesti di produttore della mostra e nella gestione della sua promozione stampa. Qualche interesse in conflitto?
L’inserimento nella programmazione degli eventi della mostra personale di Marina Abramović alla galleria privata Lia Rumma. Laura Cherubini l’ha persino ricordato nella sua sbrigativa introduzione alla lecture dell’artista.
L’ingresso all’opening a invito per la mostra al Pac. Molti addetti ai lavori e del mondo dell’arte a lungo in fila, altri non sono riusciti proprio a entrare, per dare priorità al “marketing” aziendale. Vedere le liste per credere.
L’imbarazzante figuraccia del co-curatore della mostra Eugenio Viola nelle vesti di traduttore. Al Teatro Dal Verme per la lecture di fronte a centinaia di persone (tra cui Germano Celant, Stefano Boeri, Francesco Vezzoli, Ennio Capasa, Willem Dafoe e molti altri), l’artista lo ha invitato a lasciare il palco. Sorpresa nel vederlo sbagliare la traduzione nel descrivere il lavoro memorabile di Chris Burden Shoot del 19 novembre 1971.Eugenio, you should know that”… “We stop the translation now [applauso del pubblico]… Eugenio, go [applauso del pubblico]”.

Marina Abramovic - The Abramovic Method - veduta della mostra presso il PAC, Milano 2012

HA FUNZIONATO
La sua apparizione a Quelli che il calcio. Per una volta, quella strana, che non si capisce cosa faccia, ci è sembrata Valeria Marini. Altrettanto folkloristica tutta la crew del programma.
The Abramović Method. Anche se due ore di meditazione non ti cambiano la vita. Sicuramente però è un buon inizio per rallentare e per non demonizzare il “dolce far niente”.
Il curatore Diego Sileo del Pac di Milano che, rimasto a lungo nel silenzio, schiacciato dalla gestione marketizzata dello spazio degli ultimi anni, con questa mostra ha finalmente avuto la giusta riconoscenza.
Il film The Artist is Present (ora in qualche sala e a luglio su dvd per La Feltrinelli). Alla première un condiviso senso di commozione ha contagiato quasi tutti: Victoria Cabello, Caroline Corbetta, Francesco Vezzoli. Un docu-film-liberatorio per Marina Abramović, che finalmente può dire: “Se sei alternativo a 19 anni lo sarai anche a 20, 30, 40, 50, ma io ho 63 anni, non voglio più essere alternativa”. In cui mostra la sua passione per la moda (chi non la mostrerebbe di fronte a una giacca di Givenchy da 8.000 euro?), racconta la sua infanzia, con la madre che la svegliava di notte perché il letto non era stato rifatto bene e non poteva dormire in quel caos. E tanti altri aneddoti.
L’idea di fare un film sul Metodo Abramović che sta girando Giada Colagrande (inseparabile in questi giorni dal marito attore evergreen Dafoe), con il sostegno della Fondazione Furla. Marina Abramović è stata in passato anche la madrina di un’edizione del Premio che porta il nome del brand.

Last but not least, l’insegnamento di Marina Abramović, che per quarant’anni si è inflitta ogni genere di ferita (prima psicologica, poi corporea) per dirci forse una sola cosa: non è tanto difficile amare, ciò che è più difficile è essere amati.

Daniele Perra

CONDIVIDI
Daniele Perra
Daniele Perra è giornalista, critico d’arte, curatore e consulente strategico per i media e la comunicazione. Editorialista di “Artribune”, è stato fondatore e condirettore di “unFLOP paper” e collaboratore di numerose testate tra cui “GQ Italia” “GQ.com”, “ArtReview” “Mousse” “pagina99”. E' stato capo ufficio stampa e consulente strategico per la comunicazione della Thyssen-Bornemisza Art Contemporary di Vienna e Strategic Advisor for Media and Communication alla Malmö Konsthall, Malmö, Svezia. Ha fatto parte del team di selezionatori per alcuni premi tra cui il Premio FURLA e The Sovereign European Art Prize. Ha scritto testi per cataloghi e curato mostre tra cui: Shahryar Nashat in collaborazione con il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Cantieri Culturali ex-Macelli, Prato (2003); Hans Schabus and the Very Pleasure (Laboratori del Teatro alla Scala di Milano, 2006). Ha pubblicato il volume Impatto Digitale. Dall’immagine elaborata all’immagine partecipata: il computer nell’arte contemporanea, Baskerville, Bologna. Ha tenuto lecture alla NABA e allo IED e un corso di Fenomenologia dell’arte contemporanea alla Scuola Politecnica di Design di Milano (2004-2005), è stato caporedattore di “tema celeste” (1999-2007), caporedattore di “KULT” (2007-2010), ha collaborato dal 2000 al 2006 a “Il Sole24ORE” (Domenicale) e all'inserto cultura Saturno de “Il Fatto Quotidiano”.
  • paolo

    Vogliamo parlare anche delle plastiche ?

    • paolo

      plastiche balcaniche !

  • SAVINO MARSEGLIA (artista)

    La televisione è la banalità e la volgarità che si vive in questa società, e questo spiega il successo che ha sempre avuto.

  • anna p.

    Questo non e’ un articolo.. E” gossip.

  • morimura

    E’ stato solo un mega spot per Lia Rumma…al PAC la performance riciclata da santona de noantri, per vedere le opere bisogna andare al mausoleo-galleria…tutto pagato dalla città.Questo il vero conflitto di interessi. Non ci vedo niente di strano che i produttori facciano pure da ufficio stampa, difendono il proprio investimento.

    • a. p.

      eh sì, Lia Rumma ha proprio bisogno di spot…

      • morimura

        non ne avrebbe bisogno, questo non vuol dire che non ne approfitti

        • a. p.

          Lia Rumma è un’imprenditrice, fa soltanto il proprio mestiere. E’ una colpa?
          Oltre a ciò, se scrivi una frase come “per vedere le opere bisogna andare al mauseoleo-galleria” mi porti a pensare che: o non sei stato al PAC; o non hai capito niente dell’operazione. Posso anche comprendere che per te la performance non è un’opera (pazienza,eppure è così chiaro!), però mi sembra che in via Palestro ci siano anche opere nelle cornici, roba appesa ai muri insomma… La passeggiata in via Stilicone dalla signora napoletana non è obbligatoria se vuoi un po’ di pane e prosciutto…

  • gioia

    Ho sempre sospettato che l’Abramovic fosse una trombona, ma dopo queste sue ultime uscite televisive ho dissolto tutti i dubbi. Ma come fa un’artista di fama internazione a partecipare ad una sguaiatissima trasmissione televisiva in mezzo a pallonari comici e ballerine, condotta da una sguaiatissima presentatrice che ride a squarciagola ad ogni stupidissima battuta. Che dicono i nostri critici d’arte, di questa marchetta televisiva alla stregua della Marini o della Belen. Ve lo dico io, che diranno: NULLA……….questi intellettuali da strapazzo, che organizzano queste cialtronate da troppi anni, andatevene via.

    • Info

      Ma!

    • Info

      La sguaiatissima presentatrice è/o era la compagna di Cattelan. Forse ti risolve il ” come fa a partecipare alla trasmissione…” mai nulla è scontato! 

    • oblomov

      dici bene, ed è una noia pazzesca…siamo saturi..

  • Fa piacere notare che nell’articolo e nei commenti qua sopra, si parli prevalentemente della performance dal punto di vista artistico….

    Tra qualche commento, verrà tirato in ballo Berlusconi, ed il cerchio si chiuderà.

    Come sempre.

    • Fratel Lino

      L’assessore Stefano Boeri colto da malore
      durante la meditazione con la Abramovic
      La serata di meditazione era stata organizzata per i politici

      Silvio lui no, non sarebbe svenuto…ahahahhhahh

  • Fratel Lino

    link dell’intera performance tv:

    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-fb75e589-b0d7-4c6d-9eb1-be1418c3eb8f.html

    secondo me è sbagliato il fatto che cerchi un pubblico più grande di quello che già ha: la gente normale giustamente se ne frega di queste robe; potrebbe solo pensare che sia una matta molto fortunata che si prende molto sul serio, troppo. che non le basta il successo che già ha; che vuole ancora di più.

    p.s.
    risulta ridicola anche fisicamente per come cammina (sembra un pinguino) e per il botox che le ha gonfiato tutto il faccione. se ne stia a new york sulla terrazza a mangiare foglie d’oro…

    • giggino knaus

      Ho capito bene? stai dicendo che noi non siamo persone normali??

      • Fratel Lino

        hai ragione, forse era meglio scrivere “normale”

        mi riferivo al pubblico della tv generalista o se preferisci all’italiano medio.
        a cui son destinate trasmissioni come “quelli che il calcio”

    • Ermione

      Il tuo p.s. è agghiacciante. Cammina come un pinguino embè?
      Si è rifatta? San poi cazzi suoi. Un’artista non può rifarsi? Se ti rifai non sai più creare arte? BAH.

  • :)

  • SAVINO MARSEGLIA (artista)

    In breve, rassegnatevi… non c’è nulla da fare. Quest ‘arte patinata, truccata da doppiatori del gossip, mercificata da galleristi e mercanti senza scrupoli; viziata da critici cicisbei, non ha nulla a che fare con la vita, la bellezza, il patos, il piacere, il dolore e la vertigine dei sensi che incendia il cervello e la coscienza.

    Un’arte che vive nel miasma di luoghi comuni, in una nicchia mortifera, che non rappresenta che se stessa: IL NULLA ! E’ giunto il momento del RIFIUTO TOTALE !
    Rifiuto tra l’altro, di vedere e acquistare queste merci, reificate dal potere politico-finanziario.

    • oblomov

      hai ragione Savino!

    • Davide W. Pairone

      incendi, pathos, dolore: il lessico adatto per descrivere proprio l’arte della Abramovic

      http://www.e-zine.it/dati/2011/10/oroscopo-novembre2011-gemelli.jpg

      • SAVINO MARSEGLIA (artista)

        Non si illuda, Pairone…più che incendi, sono accademici e innocui giochi pirotecnici, preferisco quelli che si svolgono nel mio paese d’origine, dove il pubblico è drammaticamente protagonista..

        • SAVINO MARSEGLIA (artista)

          Riguardo alla Abramovic: ciò che arde se arde veramente porta allo stupore, ma qui non c’è né commozione né nulla che veramente muove. Un fuoco che non ha divenire è questo, un fuoco che non trasforma,, ma che è solo schiavo della forma, è rappresentazione di se stesso. Un fuoco inattuale che è incapace di attingere alla vita, solo e semplicemente, come dicevo, rappresentazione di se stesso. Questo non è solo il limite della Abramovic, ma dell’arte contemporanea stessa: inattuale, incapace di trasformare la società e per questo effimero.

          • SAVINO MARSEGLIA (artista)

            Ah dimenticavo: in fondo è il destino dell’arte contemporanea rimanere contemporanea. In altre parole: c’è oggi ma domani ? Ci sarà un altra arte contemporanea della durata di un altro giorno, sempre più interiore, sempre più lontana, sempre più legato all’attimo fuggente, talmente fugace al punto che nessuno avrà più occhi per guardarla ed essa stessa non si riconoscerà più da sé stessa. Forse quando sarà completamente sparita si tornerà ad un arte che guarda oltre sé stessa, come quella cui ancora oggi guardiamo dopo secoli e perché no dopo millenni…

    • paolo

      Volevo invitarti a quello che il calcio , ma mi s ache non vieni a parlare della tua arte !

      • SAVINO MARSEGLIA (artista)

        il calcio è un bellissimo sport da non confondere con quello che si vede e si dice in televisione. Per un artista invitato in tv, non è tanto quello di parlare della sua arte…, ma quello di sputare sulla becerità e mostruosità televisiva.

        Sarebbe un gesto supremo degno della sua arte. Un gesto che dovrebbe essere espressione di una situazione in cui la coscienza dell’artista si ribella ai cicisbei televisivi con un contraccolpo inaspettato…Così l’artista, se non altro, sarà lieto di non aver fatto parte di qualche becera trasmissione di poveri imbecilli..

  • Angelov

    Marina Abramovic che è passata indenne attraverso situazioni ben più pericolose di una intervista condotta dalla peggiore presentatrice della TV, od il ciclone di critiche che la vorrebbe addirittura delegittimare, polverizzare, selvaggiamente cancellare dal creato, ebbene anche questa volta ce la farà ad uscirne… flying flags (a bandiere spiegate).

    • gioia

      Ma tu sei l’avvocato dell’Abramovic, allora spiegaci perche’ un’artista cosi’ internazionalmente riconosciuta come lei, debba prostituirsi, andando a fare una marchetta televisiva in un programma di pallonari? Che c’entra con la sua storia? Nulla,Questo vuol dire che l?Abramovic non ha la consapevolezza della sua importanza, e pertanto e’ una trombona, e tu sei uno stupidone.

      • Davide W. Pairone

        cioè la Abramovic va in tv come hanno fatto tutti gli artisti grandi e piccoli da che esiste il mezzo ERGO è una trombona? Vedo che le accuse ad una delle più importanti artiste viventi si basano su sillogismi inattaccabili

        • Davide W. Pairone

          e poi cammina come un pinguino! Ma come si permette?!? E poi Lia Rumma vende le sue opere, è uno scandalo!

          • Davide W. Pairone

            e poi è noiosa!

        • SAVINO MARSEGLIA (artista)

          Pairone, anche Moravia, Pasolini, andavano in TV..ma qui siamo su un altro spessore culturale. Adesso che non c’è più arrosto in TV ci si accontenta del fumo di Abramovic.’

      • Angelov

        Si è vero, in questo sono stato anche molto precoce già da piccolo.

  • Heil Monti
  • grazioso

    Ma perchè vi scaldate tanto, Marina Abramovic ha gia partecipato ad una trasmissione televisiva negli anni ottanta,era Bim Bum Bam con Bonolis.
    E fece anche una performance delle sue, non ricordo quale.

  • cassiusclay

    ma cosa c’entra la polemichetta con il nuovo assessorato ala cultura milanese? la mostra l’aveva già prevista e programmata l’amministrazione precedente: embé? dove è lo scandalo? eppoi: cosa c’entra la polemichetta contro le trasmissioni televisive, le sue conduttrici, il calcio, non si può parlare con un’artista un pò ovunque? importa il luogo? allora in un forum di una rivista d’arte contemporanea bisognerebbe solo parlare di arte.. quando cominciamo?

  • Ri.Chi.

    Ibrahimović al Castello di Rivoli !!!

    • Francesco

      Condivido pienamente. Se tutto è arte, perchè non Ibrahimovic?

  • andrea b.

    dell’abramovic in tv se ne era scritto e parlato

    http://www.klatmagazine.com/blog/2012/03/21/necessary056marinaabramovicontv/

    e il post in questione, di caroline corbetta, è stato molto coindiviso.altro che silenzio.

    ci sarebbe da foraggiare un dibattito se i partecipanti non si limitassero a commentare agli attributi fisici di abramovic e cabello

  • Rosanna Moretti

    Partenza per Milano: grande è l’emozione per assistere alla performance di una delle artiste che più mi entrano dentro.

    A distanza di giorni dall’apertura della mostra, conservo una carica emotiva ancora attiva nella pulsazione del mio sangue. Dall’attesa stessa della performance, all’eseguirla, con lei ferma dinanzi a me, con il suo carisma e la sua forza. A vederla non sembrava una donna così tanto potente, ma una donna umile piegata dalla stanchezza del lavoro. A fissare i suoi occhi si percepiva cotanta energia da rendermi pubblicamente emozionata.

    Lasciare Milano è sempre bello, perché sarei tornata nel mio paese, paese in cui c’è il mare, ma questa volta il mio rientro è stato combattuto in quanto avrei preferito stare lì ancora giorni e giorni ancora. Avrei preferito stare ancor lì a vedere i volti di chi praticava quel rito performativo e fare le loro emozioni mie. Sono tornata con il suo viso stampato in faccia. Sono rientrata con il ricordo di chi, come tanti si sono emozionati al suo ingresso a teatro, e che hanno pianto senza celare veli, alla presentazione del suo film.
    In arte, percorso che faccio da un po’ di anni, sono solita incontrare tante persone. Alcune delle quali amo e stimo come se conoscessi dai primordi della mia infanzia. Persone che mi generano un miscuglio di energie positive e che mi fanno sentire in molti momenti VIVA.
    Oggi, guardare, esplorare un’opera d’arte dovrebbe significare: intingersi dento.
    Potrebbe essere, e lo è, un’esperienza legata alla nostra centrale cardiaca, ma c’è sempre qualcuno pronto a rompere questa energia positiva, questo gioco piacevole che fanno le nostre menti.

    Ho conosciuto Eugenio Viola diversi anni fa e già da allora ho acclamato la sua fama, fama che ho condiviso a Milano come spettatore. Oggi leggo questo articolo, ci tengo a citarne l’autore, Daniele Perra, che scrive cose assolutamente NON VERE. In arte non vale la regola del falso, è un discorso superato anni e anni addietro. Parliamo di recensire il contemporaneo, e non di recensire menzogna. Ero presente allo spettacolo a teatro, in cui si assisteva ad un Viola visibilmente emozionato, emozionato al cospetto di due metri di donna, emozionato e stanco, e scelto “personalmente” dall’ Abramović (vedi conferenza stampa del 19/03/12) sia come giovane curatore della mostra “The Abramović Method” sia come traduttore di quella serata (così come di tanti altri interventi a cui io stessa ho assistito). Il caro Perra, nel suo articolo Top e flop sottolinea le parole dell’ Abramović: “Eugenio, you should know that”… “We stop the translation now … Eugenio, go.

    Due sono le cose: o il Perra aveva bevuto o semplicemente dovrebbe ammettere PUBBLICAMENTE che quello che ha scritto è un mero errore. Io, presente alla lecture, non ricordo assolutamente parole del genere, anzi ricordo un Viola, certo si emozionato dinnanzi a più di mille persone, ma queste parole non le ricordo e scrivo per testimoniare che la scrittura del Perra è assolutamente FALSA!

    A giustifica di questo inutile articolo scrivo quello che ho sentito io e tanti seduti affianco a me: la signora Abramović ha protetto Eugenio Viola che si emozionava nella traduzione dicendo: QUESTO NON E’ IL SUO LAVORO…MA IO VOGLIO LUI!!!

    Caro Perra io credo che il tuo articolo che poteva essere un top è decisamente un FLOP!

    • luca rossi

      Condivido ;
      l’unico che ha fatto Flop da una vita è il caro Perra ; scrivere d’arte ? da Signorini a grande fratello …forse .

      • Credo che Perra sia solo una delle tante vittime conniventi con un sistema/non-sistema carnefice. Luca Rossi non cercare di essere intelligente.

        LR
        Domani 28 marzo “casa per casa” skipeday ore 20: http://www.whlr.blogspot.com

  • oblomov

    che noia…quanto prezzemolo nel prato..

  • gello

    Non ho apprezzato la presenza televisiva dell’Abramovic in TV, e vi spiego perchè cari sapientoni.Se la Signora Abramovic fosse stata una pittrice o una scultrice, nessuno avrebbe obiettato nulla, ma per un’artista che fa della propria immagine del proprio corpo un’opera d’arte ciò non è possibile, è ingannevole è fuorviante.
    La sua opera drammatica, tragica è stata ridicolizzata. Io ho visto la sua intervista, il trio Medusa la prendeva in giro scambiando il suo nome da Abramovic a Ibraimovic, dopo di lei è arrivata Valeria Marini, e giu tutti a ridere.Gli spettatori presenti la guardavano come fosse una matta. Credo che la signora Abramovic abbia sbagliato, forse presa dal suo NARCISISMO, e debba chiedere scusa a tutti coloro che l’hanno seguita fino ad ora. Ma perchè i critici quelli che contano non dicono nulla ? perchè sono dei fifoni opportunisti.

  • mario

    ero presente alla lecture e la singnora abramovic ha pronunciato esattamente le parole citate da daniele perra. consiglio pertanto alla signorina moretti (e a tutti quelli che negano l’accaduto) un corso di lingua inglese. o di farsi dare una registrazione dell’evento.
    perra è stato un signore (io non lo sono) a non riportare il fatto, realmente accaduto, che molte delle 1500 persone, visibilmente innervosite, hanno corretto, a voce alta e a più riprese, l’improbabile traduzione. e, alle osservazioni di marina nei confronti del sedicente curatore-traduttore, mezzo teatro è scoppiato in risa fragorose e applausi liberatori.
    è stata una signora anche abramovic che si è assunta la responsabilità della farsa.
    peccato.

    • carlo

      Assolutamente. il curatore ne ha prese diverse di cantonate. Ma un traduttore vero nooo? La lezione della Abramovic incece è stata super. Ha fatto vedere un sacco di cose interessanti. Brava!

  • Lorenzo Marras

    La Abramovic è serba , perche’ esprimersi in lingua inglese ? poteva benissimo parlare la sua propria lingua .
    Strani questi serbi, cosi nazionalisti per varie faccende e cosi’ invece “chic ” quando si tratta di immagine.

    • Ri.Chi.

      intendi tutti gli aventi diritto di voto in Serbia o solo quelli che conosci tu.?http://www.youtube.com/watch?v=1AA2fgRuSho

      • Lorenzo Marras

        oh ma solo quelli che conosco io, è ovvio, non si parla di chi non si conosce, non sta bene.

  • gello

    Ve la meritate l’Abramovic

  • Io ho trovato tutto assai triste

    una grande artista che oramai si atteggia ad attricetta rifatta,

    che propina saggezza inutile…

    non ci sono altre alternative per un’artista che fu così interessante?

  • a. p.

    a me la Abramovic in tv non ha scandalizzato affatto, anzi ho apprezzato questa incursione fuori dagli schemi, lei si può permettere questo ed altro senza tradire la propria arte né i suoi “ammiratori”! ho avuto anche l’impressione che la Cabello, di solito pimpante e spavalda, fosse un po’ imbarazzata al suo cospetto (ma l’adorazione era evidente, o neppure questo va bene? la Cabello deve essere PER FORZA un protozoo?)… sul trio Medusa concordo: certe uscite se le poteva pure risparmiare!
    in quanto agli apprezzamenti sull’aspetto fisico della signora, non so, mi puzzano proprio di maschilismo: sarebbero state impiegati termini e paragoni così offensivi e ridicolizzanti se al posto di una donna ci fosse stato un uomo? sarebbero stati ugualmente messi alla berlina i suoi interventi chirurgici, la sua camminata? (tralascio l’assurdità di farne metro di giudizio artistico, anche solo l’accostamento è ingiustificato)
    comunque, su Abramovic in tv invoco un pezzo di Caliandro!!! se ci sei, batti un colpo!!

    • a. p.

      ehm… era “stati impiegati”, ovviamente

  • oblomov

    interessante e profonda la critica di bonami “le belle poppe dell’artista” e “ottima cera, ottima direi..(chi si ricorda la pubblicità diceva cera Grey ma bisogna aver almeno 50 anni per riconoscere la dotta citazione)…poi l’artista ha detto che il panettiere che fa il pane è solo un panettiere e non è arte mentre in galleria sarebbe arte….mah stendiamo un velo…se questi sono i suoi pensierini…era nella trasmissione giusta, con la presentatrice, l’ospite e il trio giusto per lei…mi spiace ma ha ragione Bonami..ottima cera…si, quella di Madame Tussauds che almeno nel museo stanno zitte… saluti. N.B. io non guardo mai quella trasmissione ma qualcuno in famiglia la guarda occasionalmente e mi ha chiamato quando ha sentito che si parlava di arte…

  • emanuela

    Lia Rumma non è una gallerista da tempo ma appunto una imprenditrice.
    Marina Abramovic non è artista da tempo ma appunto una imprenditrice.
    L’arte contemporanea in Italia latita da tempo e sono scarsi anche gli imprenditori dell’arte.

  • Riccio

    La Abramovic dice che se fai del pane in galleria sei artista,se lo fai in panetteria, sei un panettiere. Il contenitore (la galleria) qualifica il contenuto (l’arte).

    1) La valenza delle azioni,gesti,sentimenti,parole dell’uomo,( arte compresa) è stabilita a priori dal luogo o dalla legittimazione che un sistema precostituito vuole “concedere” ?
    Questo modo di intendere l’arte non costituisce di per sè un limite?

    2) Trovo ogni definizione,ogni tentativo di stabilire limiti,di “nominare” , ( arte/non arte,galleria/non galleria…) un operazione violenta.Necessaria all’uomo per orientarsi nel mondo, ma violenta.
    Sopratutto in considerazioni del lavoro specifico della Abramovic.

    3) Mi sembra una posizione difensiva ( a difesa di un territorio che si vuole presenziare) sopratutto quando sostenuta da una persona che lavora in un sistema,quello delle arti, che ha invaso e qualificato come di propria pertinenza molti ambiti dell’agire umano.Tutto può essere arte,….a condizione che il sistema delle arti lo riconosca come tale.
    L’autoreferenzialità è una trappola,comoda e gratificante quanto si vuole ma sempre una trappola.

    4) Ha senso definire cosa sia arte o no? Ha importanza ?
    Il senso non è quello che ognuno da alle cose,arte compresa,senza aspettare che sia qualcuno a definirlo o che il proprio convincimento sia condiviso?

    • piero

      La Abramovic dice che se fai del pane in galleria sei artista,se lo fai in panetteria, sei un panettiere. Il contenitore (la galleria) qualifica il contenuto (l’arte).

      non lo dice solo la Abramovic… purtroppo…

      è un pensiero che serve per giustificare tante cose inutili.

      secondo questi signori se stacchiamo il tondo doni e lo portiamo in panetteria cosa succede? cosa diventa? non è più un’opera d’arte? ma fatemi il piacere…

      le opere d’arte sono opere ovunque… è una cosa di una banalità sconcertante e pure ci sono tante persone che non ci arrivano… com’è strano il mondo!

      • Savino Marseglia

        Anche noi profani mortali, preferiamo in linea d’arte il pane nostrano al linguaggio palutato, confezionato ed.esibito nei salotti buoni dell’arte!!! L’unica arte seria per noi mortali è quella che permette di aver cura del pane. Il panettiere, questo “artista” non è un artista inutile !!!