Abramovic top&flop? Il curatore Eugenio Viola risponde ad Artribune

Rispondo all’articolo di Daniele Perra: “Ciclone Abramović. Top & flop”, pubblicato su Artribune il 25 marzo. Rispondo perché ho ravvisato delle imprecisioni riguardo agli appunti verso il complesso progetto che ruotava sull’Abramović week a Milano. Qui di seguito alcune “controdeduzioni” su alcuni punti toccati dall’articolo.

The Abramovic Method - Padiglione d'Arte Contemporanea, Milano 2012

Perra dovrebbe sapere che esistono limiti di capienza per gli spazi pubblici, dettati da motivi di sicurezza i cui standard sono decisi da leggi emanate direttamente dalla Comunità Europea. La lunga fila il giorno dell’opening al PAC era imposta dalla particolare articolazione della scrittura espositiva che recinta lo spazio “sacro” della performance abbassando sensibilmente la capienza. Un limite che non poteva essere superato, pena la chiusura della mostra in caso di controlli.
Per quanto riguarda le liste cui il Perra fa riferimento, anche io le ho ovviamente visionate e non mi risulta che sia stato lasciato alla porta nessun addetto ai lavori che abbia richiesto un accredito, tra conferenza stampa e serata inaugurale.
Veniamo ad altri punti della sezione “flop” dell’articolo: la Galleria Lia Rumma lavora con Marina Abramović da dieci anni, e i due progetti, come più volte spiegato in conferenza stampa e non solo, sono complementari. Ricalcando il titolo di due famosi libri di Marina Abramović mi verrebbe quasi da dire che il PAC espone il Public Body, mentre da Lia Rumma è in mostra l’Artist Body e pertanto sarebbe non corretto non citarli insieme.

The Abramovic Method - Padiglione d'Arte Contemporanea, Milano 2012

Andiamo avanti. Il fatto che il 24 Ore Cultura sia il produttore della mostra e allo stesso tempo lavori come ufficio stampa che si affianca a quello comunque interno al PAC non dovrebbe sorprendere. Da tre anni sono con Adriana Rispoli il curatore della Project Room del Madre, una struttura che per portare avanti le sue attività lavora con una società di produzione, Electa Mondadori per l’appunto, la quale è casa editrice, come il 24 Ore Cultura, e ha anche un ufficio stampa interno che coadiuva le attività del museo e ne cura la comunicazione.
Vengo adesso al sottoscritto: apprendo di aver fatto “un’imbarazzante figuraccia”. Nonostante Perra si dilunghi per descriverla, mi sento discreditato, dunque voglio riportare il mio punto di vista: ero in presenza non di centinaia ma nello specifico di oltre 1.200 persone, non sono un traduttore professionista e tutto era assolutamente improvvisato. È stata per me, trasformato mio malgrado in performer accidentale, una prova estrema. Ho dunque preso diverse, prevedibili, papere: è vero. Marina stessa era consapevole di questa possibilità fin dal principio. Per dovere di cronaca, e possiedo ovviamente le registrazioni che lo dimostrano, le cose non si sono svolte come afferma Daniele Perra nella sua interpretazione: Marina per farmi riprendere un attimo mi ha interrotto e ha continuato da sola.

The Abramovic Method - Padiglione d'Arte Contemporanea, Milano 2012

Il pubblico ha applaudito, ma men che mai sono stato cacciato, ho anzi tradotto la parte finale del suo intervento e mi sono accomodato dopo aver concluso e ceduto il posto a Laura Cherubini, che sinteticamente ci aveva precedentemente introdotto. Buona parte delle persone citate da Perra si sono poi complimentate, anche nei giorni successivi, e numerosissime altre, vip e non solo, hanno continuato ad esprimere la loro simpatia e solidarietà per come mi sono tirato fuori d’impaccio da quella situazione. Messaggi diversi, che mi raggiungono attraverso i vari social network,  a distanza di giorni, ancora oggi. Personalmente trovo molto più “imbarazzante” delle mie papere il modo  in cui è stata analizzata questa vicenda.

Eugenio Viola

Di fatto Eugenio Viola non smentisce, anzi conferma, quanto da me riportato nell’articolo.
Daniele Perra

  • La Notte

    Urca, c’è polemica si direbbe. Comunque basta sparare sul soldato Viola: è un giovane che ha curato una megamostra, se ci sono state delle sbavature non c’è necessità di calcare

    • la tribù dei giovani

      Eugenio Viola è del 1975..è un giovane? Lo sarà fino a 40 anni?
      Se per laurearsi o fare l’accademia ci vogliono 5 anni e si comincia a 19, direi che ha avuto tutto il tempo che ha voluto per “farsi le ossa” e imparare l’inglese e prendere ripetizioni di storia dell’arte.
      Certo se quando si parla di “giovane curatore” il termine di paragone sono i nostri curatori italiani che a 40 anni sono ancora free-lance incapaci di costruirsi una carriera professionale di rilievo internazionale, lui è pure “un giovane vero”…..

      • ciao

        l’arte non è economia e commercio o medicina, ognuno ha i suoi tempi, di questi tempi poi pretendere un percorso tutti accasati e stipendiati è davvero ridicolo
        in accademia ho compagni che hanno 40 anni e quando li vedo penso..meno male
        vuol dire che c’è gente che non rinuncia ai sogni e a formarsi anche quando “fuori tempo”
        aprite la mente
        ah e poi ti vorrei ricordare kandinsky o melotti, entrambi hanno iniziato a fare arte seriamente verso i 30 anni

        ciao

  • Okmarco

    Beh ero presente al Dal Verme e caro Eugenio credimi… mi sono sentito in imbarazzo io per te! Capisco perfettamente le tue giustificazioni ma credo proprio che l’autore dell’articolo abbia analizzato la cosa nel giusto modo

  • gegè

    Non so se vi rendete conto, ma se un lettore volesse capire dai servizi di Artribune come sono le mostre della Abramovic non ci riuscirebbe. Le foto dell’opening, le polemiche per le code, il “conflitto d’interessi” del Sole 24 Ore (quindi il Comune di Milano avrebbe dovuto appaltare in esterno l’ufficio stampa? volevi farlo tu, Perra? che soluzione hai in tasca?), il tiro al bersaglio contro Eugenio Viola… quest’ultimo, un accanimento CATTIVO e inutile, dall’alto di chissà qual pulpito di perfezione. Viola presumibilmente era stanco, dopo giorni di tensione chi non lo sarebbe? Tra l’altro, ha ammesso umilmente le sue papere e di non essere un traduttore professionista: perché continuare a prendersela con lui?
    Ma tutto questo ha INFORMATO i lettori? Avete fatto contatti e commenti, che è la cosa che vi interessa di più.
    Questa testata sta facendo sempre più gossip e frattaglie di contorno, recensioni- trafiletto senza nessun approccio critico, video artigianali (non quelli della tv, ovviamente) e foto su foto di opening con facce di cui nessuno se ne frega niente. Ma cosa siete, Dagospia?

    • Demonio

      Dagospia dell’arte è una grande idea. L’arte è spettacolo e la gente vuole il pettegolezzo bilioso e la cattiveria gratuita. Tanto sa che non sarà mai un’artista e quindi odia e ama con trasporto.
      Artitbune avrà successo se continua così: anteprime rubate col cellulare, voci di corridoio, nomi e cognomi di chi sbaglia o non ha amici importanti, finta dietrologia, insomma tutto ma proprio tutto quello che serve per occupare spazio, avere traffico e non sporcarsi le mani con i contenuti. Tanto sono SEMPRE gli stessi, che noia.

  • Non è vero. Sono uscite molte news, una importante intervista alla Abramovic, fotogallery, video e filmati. Altri articoli critici e di approfondimento usciranno nei prossimi giorni. Non consideriamo una offesa essere paragonati a Dagospia (uno dei progetti editoriali più indovinati dell’ultimo decennio), ma gossip e frattaglie li farà tu sorella in carriola!!!

  • gegè

    con quanta eleganza la redazione si rapporta ai lettori… accettare le critiche mai, eh?

    • mah

      la redazione usa spesso l’accetta

    • Le critiche sì, e infatti ti abbiamo risposto sul merito e nei contenuti. Le ingiuste accuse e le infamie sul nostro lavoro no. Ti pare strano?

      • gegè

        “accuse ingiuste”… “infamie”… olalà… che paroloni!!
        e comunque nulla vi autorizza a prendere a pesci in faccia i lettori. o questa è l’ultima frontiera del giornalismo?

        • paolo

          non capisco perchè non fate come tutti i giornali online con registrazione
          e conferma della mail e dei dati obbligatoria.
          chi ha delle opinioni da dare è sacrosanto che le possa esprimere
          bisognerebbe pero evitare che nella bacheca finiscano commenti offensivi
          e inutili. ma soprattutto poco costruttivi. chi ha qualcosa da commentare deve
          avere il coraggio di metterci la faccia. sono tutti capaci a farlo nell’anonimato.
          Dovreste dare spazio ai lettori che vogliono fare riflessioni utili per tutti. E tenere
          lontani commenti banali e privi di sostanza.

          • Demonio

            tipo il tuo, direi, A che serve la registrazione e la noia burocratica quando, ad eempio, di Paolo ce ne sono 40mila? c’è forse un IP unico, come auspichi?
            Per favore, chi ha paura dei contenuti, chi trova offensivo chi non è d’accordo, ch i crede che la polemica sia aggressione e strupro mentale, è meglio che regali il computer a suo figlio o a sua nipote e si faccia un bel giro ai giardinetti, con cane e museruola. Lì vedrai quanta gente per bene, riconoscibile e accondiscendente che trovi. Fammi sapere.

  • Il punto di vista di Eugenio Viola mi sembra condivisibile, e non è tenuto a conoscere perfettamente l’inglese e a saper fare lo show man davanti a 1200 persone. Sull’inglese in italia abbiamo pesanti complessi di inferiorità…quasi una forma di dipendenza coloniale dalla mamma anglofona (???). Questo spesso si riflette anche nei contenuti: molti operatori italiani, penso a galleristi ,artisti e curatori scimmiottano in modo ridicolo i loro colleghi stranieri…recitando per quello che non sono. Siamo in Italia, parliamo italiano? Per chi vuole ci sono le cuffiette di traduzione come avviene anche nei più piccoli festival di cortometraggio…

    LR
    oggi ore 20 “casa per casa” SKYPE DAY con Eugenio Viola e Daniele Perra: http://www.whlr.blogspot.it/

    • paolo

      per l’appunto. le solite prediche di Luca Rossi che sono noiose e in loop.

    • Redazione

      Caro Luca, i tuoi commenti sono sempre i benvenuti, però ti chiediamo gentilmente di smettere di usare il nostro commentario per promuovere il tuo blog, linkandolo in calce ad ogni intervento. Se hai bisogno di promuovere il sito, abbiamo tante belle offerte pubbliicitarie :-)

      Grazie, un saluto

      • SAVINO MARSEGLIA

        Per la riprogettazione del blog di luca rossi, propongo il primo sistema integrato, facile da usare, costituito di particelle sub-atomiche che sfidano la forza di gravità. Un sistema di promozione teorica e pratica di eventi creativi ectoplasmatici, completo di un Kit per i catafalchi viventi e di tutto quello che serve sapere, sul mondo dell’arte ectoplasmatica. Può essere consultabile con la massima semplicità anche da vecchi e giovani artisti omologati alla forza di gravità che frusciano senza meta nei musei -mausolei dell’arte funerea..

      • Ermione

        Ahahahah! Grandi.

    • marco

      oggi ore 20 “casa per casa” SKYPE DAY con Eugenio Viola e Daniele Perra:

      ?
      Questa è una bufala!

    • kim

      non avevo dubbi che sarebbe arrivata la tua riflessione povinciale emilio romagnola prima o poi…

  • Carrie

    Roba da pazzi. Luca Rossi, stai sempre a bacchettare e criticare e poi sei così indulgente con una palese e indifendibile mancanza di competenza e professionalità. Un curatore, sedicente internazionale, che lavora con un’artista del calibro di Marina Abramovic non solo deve sapere bene l’inglese, ma deve anche essere in grado di fare da interprete del pensiero dell’artista presso il pubblico. Lasciamo stare poi la questione della conoscenza del lavoro di Chris Burden….

    • Libetta

      La domanda che mi urla dentro dall’altra sera al Dal verme è questa: come è Mai Possibile che un curatore di una mostra di una performer di quel livello, principale protagonista della Body Art, non avesse mai sentito parlare di Chris Burden?? non ha mai aperto un libro di testo sull’argomento? come è arrivato a curare la mostra al Pac senza conoscere l’abc della storia delle performance? Venendo alle “papere”, o meglio parole ignote a Viola come “gasoline” o “rifle” (sempre per l’episodio Burden) la Abramovich parlava molto lentamente e in maniera molto semplice fermandosi dopo ogni breve frase, se qualcuno preposto ad affrontare del pubblico non se la sente di farlo non è questione di quante persone abbia davanti, qualche centinaio non avrebbe procurato imbarazzo o meglio, gli sarebbe venuto fuori da qualche parte un livello decente di inglese ? si sarebbe dovuto rifiutare prima, allora, si sarebbe formata la fila di volontari con conoscenza base dell’inglese e con maggior preparazione sulla materia che avrebbero potuto svolgere la sua funzione. Sempre per essere precisi, la Abramovich (che lo ha sostituito in italiano approssimativo ma comprensibile in ogni sua mancanza, omissione di intere frasi, corretto per ogni distorsione del suo pensiero) non lo ha cacciato (magari), lo ha spostato in un angolo probabilmente ritenendo che il pubblico fosse stanco di quella parte di show così italiana, triste ed inadeguata proseguendo da sola per l’ultima parte prodotta in inglese (e non “tradotta” da Viola come sostiene).

  • ctrl-c

    “Di fatto Eugenio Viola non smentisce, anzi conferma, quanto da me riportato nell’articolo.
    Daniele Perra”
    e infatti non lo smentisce, no no no!

    nds: nota da sfigato.

  • avverbimente

    però rileggendo l’articolo un piccolo dubbio viene: a Eugè, più che l’inglese, una ripassatina di italiano no eh? usi più avverbi di cetto la qualunque

  • @Carrie: sono sbagliate le premesse, Viola non è un curatore internazionale (per come comunemente inteso) e questa non è necessariamente una critica. La mostra al PAC è nata da Lia Rumma (origini napoletane) che ha coivolto Viola (napoletano) per avere la scusa-mostra al PAC insieme alla mostra in galleria….il PAC non è certo uno spazio di caratura internazionale (solitamente fa cose pessime)…non vedo perchè si debba parlare inglese. Piuttosto dovevano parlare napoletano…mi sembra ci siano più napoletani che inglesi coinvolti (e poi l’abramovic è serba…).

    L’unico ingrediente internazionale è l’Abramovic che ha solo colto l’opportunità di autocelebrare il proprio lavoro a milano e vendere qualche opera con Lia Rumma…quindi penso che lei possa quanto meno accettare la lingua italiana….

    L’abramovic era già stata celebrata internazionalmente al MOMA di NY…non aveva certo bisogno del PAC di Milano…è stata solo un ‘operazione per aiutare il mercato e la sua galleria italiana…

    @Redazione: mi sembra di contribuire molto al commentario (se notate sono folti quelli dove cerco di andare a fondo alle cose), se linko il blog per allargare ed approfondire il confronto (SENZA SCOPI DI LUCRO) mi sembra una cosa giusta e che voi possiate permettere. Grazie

    LR

    • Come detto il tuo contributo è bene accetto. Ma il fatto che tu contribuisca molto non ti legittima a utilizzare il commentario come piattaforma di promozione per il tuo blog. Come vedi ci sono molti inserzionisti che considerano validi i nostri spazi pubblicitari e per avere promozione e portare i nostri lettori a interessarsi di altri siti, pagano. Dunque anche per rispetto a loro ti chiediamo di firmarsi, semplicemente, con il tuo “nome” e non con il tuo “link”.

      • Considero il link al blog parte integrande del commento in quanto il blog può fornire quel momento di approfondimento e decompressione che il commentario non può offrire; può offrire un’argomentazione continuativa nel tempo senza sottostare al decadimento fisiologico delle notizie di artribune. Al limite posso lasciare il link non cliccabile direttamente. Mi sembra un buon compromesso.

        Non ho alcun fine di lucro, e non ho alcuna dipendenza da alcun operatore del sistema, non saprei come fare ad acquistare pubblicità. Ovviamente considero questa situazione un valore importante rispetto l’ indipendenza di whitehouse.

        LR
        oggi “casa per casa”: whlr.blogspot.com

    • morimura

      non ci credo, sono d’accordo dalla prima all’ultima parola…Borges ci scriverebbe un racconto…

    • giggi8

      Morsiani, non è che sei un poco poco razzista?
      Forse per questo stai sempre a sindacare sugli eventi della T293 (altra galleria napoletana)?
      Mi rendo conto che è dura continuare a fare una vita da sfigato anonimo, ma tutta questa soffrenza non ti da certo il diritto di fare distinzioni razziste.
      Ricorda che l’Italia senza Napoli, la Sicilia e il Sud tutto sarebbe (nel bene e nel male) un tristissimo luogo anonimo, tristissimo e anonimo proprio come te!

      • @giggi8: ahah ancora la storia di Morsiani. Quanto questo sospetto rassicura la vostra mediocrità. Sì, siamo tutti sfigati…nessuno metterà mai in dubbio la vostra mediocrità.

        Distinzioni razziste???? Penso che il razzismo lo abbia tu negli occhi. Anzi sono Viola e Lia Rumma che farebbero qualsiasi cosa pur di nascondere le proprie radici. Sono LORO che sono razzisti verso le loro RADICI e le vorrebbero mettere sotto al tappeto con un inglese stentarello e una finta celebrazione internazionale dell’Abramovic….non capisco cosa centra la T293. Non ho mai agito CONTRO nessuno.

        Ora sul fatto che l’italia senza il Sud sia un luogo anonimo mi sembra una debole difesa retorica del sud. A volte la mentalità del sud è veramente insopportabile e deleteria.

        LR
        oggi skype day “casa per casa”: whlr.blogspot.com

        • giggi8

          @ Morsiani, Il mio non è un sospetto ma una certezza, hai mai sentito parlare di indirizzi IP? Il tuo e quello di Morsiani coincidono, quindi o abitate nella stessa casa condividendo lo stesso computer oppure siete la stessa persona.

          Invece non sapevo che fossi un becero razzista, uno di quelli che cerca anche di argomentare il proprio odio con discorsi finto-intellettuali.
          Il tipo peggiore di razzista! E poi pretendi di disquisire di arte. Dovresti semplicemente vergognarti.

          • @giggi8: vedo che la cosa ti appassiona tantissimo. Ne sono lusingata. Peccato che io cambio sempre IP, ora internazionale ieri italiano. Poi almeno 3-4 persone (credo) scrivono commmenti come luca rossi…quindi francamente mi viene da ridere…e anche sul razzismo vedo che hai le idee confuse. Con Morsiani collaboro esternamente ad un corso rivolto al pubblico…e non vedo cosa ci sia di strano se io dovessi essere Morsiani….non ho mai scritto cose o fatto cose per cui servisse l’anonimato..tanto che non mi sento anonimo. Quindi direi di stare ai contenuti:

            @Carrie: sono sbagliate le premesse, Viola non è un curatore internazionale (per come comunemente inteso) e questa non è necessariamente una critica. La mostra al PAC è nata da Lia Rumma (origini napoletane) che ha coivolto Viola (napoletano) per avere la scusa-mostra al PAC insieme alla mostra in galleria….il PAC non è certo uno spazio di caratura internazionale (solitamente fa cose pessime)…non vedo perchè si debba parlare inglese. Piuttosto dovevano parlare napoletano…mi sembra ci siano più napoletani che inglesi coinvolti (e poi l’abramovic è serba…).

            L’unico ingrediente internazionale è l’Abramovic che ha solo colto l’opportunità di autocelebrare il proprio lavoro a milano e vendere qualche opera con Lia Rumma…quindi penso che lei possa quanto meno accettare la lingua italiana….

            L’abramovic era già stata celebrata internazionalmente al MOMA di NY…non aveva certo bisogno del PAC di Milano…è stata solo un ‘operazione per aiutare il mercato e la sua galleria italiana…

            LR

    • xyz

      oh cielo luca rossi! quale incredibile retroscena hai svelato! eugenio viola e lia rumma sono napoletani! certo che hai la stoffa del giornalista di inchiesta!! io non ci sarei mai arrivato..

  • Rino Marcello

    Ma qui si fanno polemiche sul nulla? C’è troppo spazio per il gossip, per la malignità, ormai e quasi nessuna attenzione per una lettura profonda delle opere. Mi dispiace, da Artribune mi aspetterei altro. Sbaglio?

    • Javier

      E’ sorprendente come si parli di gossip senza sapere di cosa si parla. Quello di Perra era gossip? Ma quando mai. Sapete cosa è il gossip? Non è che qualcuno scambia la cronaca (e il giornalismo) per gossip?

      Detto questo mi è sembrata elegante e corretta la replica di Viola: così si fa sui giornali dovunque.

  • Angelov

    FARE SALOTTO: con questa espressione, non si intende certo il recarsi in auto o con i mezzi pubblici nelle zone del Lissonese, a Caronno Pertusella o nella Brianza, per approvvigionarsi del mobilio necessario, ancorché adatto all’abbigliamento della sala in questione; no, si intende invece una accolita di persone di buona volontà, spinti da profonda curiosità e spirito di disponibilità, e tempo pieno a propria disposizione, li quali, riuniti in folta schiera, dibattono et districano le inaccessibili tematiche dell’essere, traducendole in chiari e comprensibili segni, trasformando il piombo della Cialtroneria nell’Oro Zecchino dell’abbagliante illuminazione che tutto spiega, pacificando la Mente.

  • E’ di per sé sintomatico e bizzarro lasciare un messagio – che piaccia o meno al vicino di tastiera, come sarebbe del resto leggittimo – senza aver il coraggio di firmarsi… Tra il Signor Eugenio Viola e l’ultimo degli sfigati, cui la Storia ha concesso solo storie, beh, preferisco Viola.
    Mario Casanova

    • Angelov

      To Mario.
      “L’ultimo degli sfigati” : ma questa è un’espressione a livello di: “Mongolino d’oro”.
      Anche tu in fatto di alti e bassi, non scherzi però.
      L’Anonimato è proprio la Rivincita di quelli che tu chiami Sfigati, che a volte sono anche chiamati “Dissidenti”.
      Se la Redazione richiedesse i nomi per esteso di quelli che scrivono sul portale, sono certo che nessuno recederebbe, e la situazione sarebbe la stessa di ora. Ma chi ha bisogno di nascondersi dietro un anonimato.
      Questo è un crocicchio dove si rivolta il guanto più volte al giorno.
      Un uomo di cultura non lascia cadere le cose così facilmente.

      • ecco, appunto, quello che cercavo di dire. credo che questi discorsi facciano bene solo alla cultura italiota.
        Mario Casanova

        • Angelov

          Ti esprimo la mia stima comunque.

          • chi te la chiede?

          • Angelov

            ?

          • Angelov

            Per principio evito sempre di mettermi in conflitto con altri, sopratutto se sono di una generazione più giovane della mia, intendo quella dei miei figli. E non voglio fare una eccezione per te, che non conosco personalmente, o solo attraverso il filtro o la maschera di un post. Nondimeno la mia stima era riferita soprattutto ad un tuo scritto apparso precedentemente che si riferiva a quella proposta di taglio o di ridirezionamento dei fondi per la Cultura in Germania. Scrivere su questo portale a volte è un gioco, stimola la vivacità del pensiero, e a volte mi piace intervenire quando vedo che l’attenzione generale è troppo concentrata e rivolta in una sola delle direzioni possibili. Incomincio a scrivere ma non so mai quale sarà il finale.

  • Anna

    Secondo me sarebbe da chiarire in primis che Eugenio Viola ha cercato di fare l’interprete e non il traduttore! Sono due mestieri molto molto diversi tra loro che necessitano di competenza e di una professionalità differente. Esistono infatti scuole che preparano a uno o all’altro mestiere: Non ci si può di certo improvvisare. E la dimostrazione è la figuraccia fatta dall’interprete alla conferenza stampa!
    Benchè il linguaggio dell’Ambramovic fosse semplice e si fermasse spesso, provateci voi ad ascoltare ciò che viene detto, memorizzare, pensare alla traduzione e spiegare davanti a 1200 persone. Non si può di certo fare una traduzione letterale!. Le due lingue sono diverse, bisogna spiegare, rielaborare i concetti.
    Se fosse così semplice tutti farebbero gli interpreti, non sarebbe una professione e le persone che studiano anni e anni non si specializzerebbero in un campo.
    Ma qualcuno sa che di solito un interprete chiede 1 SETTIMANA PRIMA di avere la terminologia di ciò che dovrà tradurre e se possibile il discorso completo?
    Comunque spero anche io che prossimamente Arttribune dia più spazio a giornalisti che descrivono le mostre, gli artisti, le opere piuttosto che a quelli che danno solo opinioni personali. Magari si potrebbe fare una sezione per questo così chi è interessato va a leggerli.

  • Merrygoround

    Viola fa il curatore per campare e non il traduttore.
    Le critiche se vogliono essere fatte, devono riguardare il suo lavoro e non altro.

    Vi sembra strano che Lia Rumma abbia approfittato dell’occasione per fare una mostra della Abramovic ? Ma dove vivete ? Sulla luna ?
    Secondo voi durante la biennale del Whitney i galleristi di NY che rappresentano gli artisti invitati, cosa espongono ?

    Parlare napoletano ?
    L’unica cosa che appare evidente è che a Milano ci son voluti due napoletani e non due milanesi per portare avanti un evento come questo.
    Sono anni che Milano si dimostra un luogo povero di talenti.

    Luca Rossi parla male della T293 o di altri ? E allora ? Siamo in democrazia, argomentando può parlare male o bene di chi vuole. Se non vi piace non seguitelo.

  • @marrygoround: sono d’accordo. E non ho parlato male di nessuno. La T293 porta avanti una scuderia di artisti uguali,intercambiabili e ossessionati da un certo manierismo rassicurante ( ormai definibile a tavolino: citazione da wikipedia o libro + formalizzazione alla maniera di Moussoscope). Una sorta di abile artigianato dell’arte contemporanea. Questo, senza coscienza e consapevolezza (basta guardare i prezzi), mi sembra che sia contraddittorio e non proprio onesto.

    Sulla mostra dell’Abramovic, temo che l’imbeccata sia partita da Lia Rumma che ha chiamato Viola e Marina un giorno a Milano ecc ecc. Il PAC non ha una direzione, e quando ce l’ha va a caso–è una sorta di spazio disponibile…figuriamoci se dicevano no all’Abramovic….ma questa operazione tra il pubblico e il privato non mi scandalizza più di tanto…..in fondo il pubblico di Milano può leccarsi i gomiti per la mostra dell’Abramovic vista la totale assenza di offerta pubblica di qualità in città (se togliamo museo del 900). Pensiamo che all’estero sono i privati che sovvenzionano i Musei….e dovremo iniziare a farlo più fortemente anche in italia secondo me.

    LR
    oggi ore 20 “Casa per Casa”_SKYPE DAY: whlr.blogspot.com
    cerca su i contatti skype : lucarossi22

    • And

      Quanto hai ragione sul PAC, è scandaloso per come è gestito male. E andando avanti, è sempre peggio: un anno Saudek, l’anno dopo Coniglioviola, poi la sorella di Tremonti, lo scorso inverno la Pixar…. ma Boeri dopo l’ultimo svenimento cosa ha intenzione di farne?

      • morimura

        La sorella di Tremonti non era al PAC, era alla Galleria d’Arte Moderna.

  • Sir Anthony

    Tutti questi commentatori che stanno li a sottolineare che Viola “non fa il traduttore”, sono sicuramente persone che hanno altrettanti problemi con l’inglese e si sentono apposto nella loro lacuna perchè “non è il loro mestiere”. A me non sembra una giustificazione valida, e anche se lo fosse, sarebbe stato meglio declinare l’invito ad assumere quel ruolo, se non si sentiva all’altezza.

  • Libetta

    In qualità di curatore della mostra l’idea presunta era che conoscesse l’artista, le modalità ed i termini con le quali essa si esprime e ciò è davvero il minimo della pretesa. La Abramovich non se ne è uscita con chissà quale sorpresona, ha parlato di cuore, pancia, arti, concetti base molto ma davvero molto facili, di emozioni, di inspirazione ed espirazione (altro momento di crisi totale di Viola su un concetto che era ovvio che sarebbe uscito fuori considerato di quale artista stiamo parlando e della sua preparazione prima delle performance con l’attenzione al respiro sempre in primissimo piano). I traduttori, gli interpreti, si preparano sì con anticipo perché devono avere notizia prima di cosa parleranno essendo le possibilità molto vaste, per poter fare il loro lavoro, qui non c’era nulla di nulla di inaspettato.

  • Ma stiamo scherzando???

    Un “curatore” che da tempo, sa di avere ospite un’artista che parla inglese, non si prepara alla perfezione senza riuscire a fare ciò per cui è pagato?

    Inoltre, erano “preoccupati” di avere di fronte 1.200 persone? Ma erano per caso armate queste ultime?

    Mi dispiace, ma questa figuraccia, non l’ha fatta solo una persona, ma bensì ciò che rappresentava in quel momento. Secondo me, s’è giocato la carriera. Ubi maior, minor cessat. Bye bye Sir!!!

  • Merrygoround

    Serenarte, riporto quello che hai scritto “… a fare ciò per cui è pagato ?”

    Ti risulta che Viola fosse pagato per fare da traduttore ? Non mi pare.

    Quindi il tuo commento si contraddice in partenza.

    Sir Anthony : don’t I speak English ? Maybe you are right :-)
    I was wondering about what kind of man you could be… but probably you are simply an envious guy… isn’t it ? :-)

  • Italiani popolo di allenatori e critici d’arte

    Come al solito in Italia tutti bravi a dire quanto gli altri non sono bravi a fare questa o quella cosa.
    Sarebbe interessante sapere quanti di quelli che hanno postato in questo forum possono esibire un curriculum come quello di Eugenio Viola.
    Certo chi più fa, più può sbagliare, esponendosi così al giudizio degli altri.

    Io non ero presente ma conosco la serietà e l’impegno con cui Eugenio Viola affronta il proprio lavoro. Forse la stessa serietà ed impegno che gli riconosce chi gli affida dei lavori.

    Quando ci sarà la possibilità (sempre che accada) di vedere qualcuno di voi cimentarsi in qualcosa di altrettanto importante e complesso, sarà bello poter fare i paragoni del caso ed eventualmente riconoscere onori e meriti ma, nel frattempo, chi trova il suo massimo momento di espressione professionale scrivendo post in questo sito, abbia la compiacenza di fare un bagno di umiltà.

  • Ma basta!

    Non me ne frega niente se doveva fare il “traduttore” od altro.

    Ha sbagliato, e lo ha ammesso. Punto.

    Avanti un altro, dico io, tutto qua.

  • Cristiana Curti

    E, quindi, secondo Lei, serenarte, e tutti i fustigatori amanti della locutio shakespeariana (specie quelli che non erano presenti) la Nostra serba non sapeva come il suo curatore italiano colloquiasse in inglese ben prima della manifestazione? Non ne conosceva le eventuali carenze lessicali e, malgrado ciò, o magari PROPRIO perciò (e certamente non in contrasto con la sua poetica particolarissima), decidesse comunque di farsi affiancare da lui, considerando fosse cosa perfettamente appropriata al luogo e al momento?

  • davide 76

    …Basta chiacchiere da supereroi paladini della perfezione, qualsiasi errore di traduzione sia stato commesso e qualsiasi equivoco ne sia scaturito, non giustificano attacchi sulla professionalita` del curatore. Si farebbe meglio ad impiegare le stesse energie per costruire qualcosa invece di cercare di abbattere i risultati degli altri. Chissa` a quanti sarebbe piaciuto essere Viola!

  • miasera, g

    vergogna!!
    EUGENIO VIOLA.GRANDE CURATORE.UNO DEI MIGLIORI IN ITALIA.
    LA ABRAMOVIC LO HA VOLUTO SEMPRE AL SUO FIANCO.
    SOFFRFITE D’INVIDIA?

    L’INVIDIA VI FA MALE !! E NN SOLO X ME ..MA X MOLTI…QUESTA RIVISTA D’ARTE STA IN DECADIMENTO…
    PROVATE IL METODO …MA CI SIETE O CI FATE??

    GRANDE VIOLA.

    • davide 76

      Appoggio pienamente!!!

  • commercialista

    quoto giggiotto
    soprattutto quando ha scritto:
    Mi rendo conto che è dura continuare a fare una vita da sfigato anonimo

    haahhah

    • aaaahhh ma abbiamo il piacere di avere con noi Gigiotto Del Vecchio (giggi8)…ma scusa, difendi tanto Napoli (anche senza motivo, non ho scritto nulla contro napoli) e poi sei andato a vivere con tutta la famiglia a Berlino e c’hai pure aperto una galleria??? Ma perchè non sei rimasto a Napoli se ti piaceva così tanto?

      Totò direbbe: ma mi faccia il piacere! per non parlare della linea della galleria…dire mainstream è un eufemismo. Tutti gli artisti uguali, il medesimo linguaggio che vuole essere forzatamente raffinato e formalmente corretto ad ogni costo..la perfetta sintesi delle citazioni da wikipedia e della formalizzazione alla Moussoscope. Tii posso dire che il lavoro del tuo amato Enrico Morsiani vale 10 degli artisti della tua galleria. Su questo possiano stare sicuri. E se vuoi te lo posso anche motivare.

      LR

      • Mitty

        Luca Rossi,
        alla fine di questo intervento di sei dimenticato di aggiungere il link del tuo blog

      • giorgio

        gigiotto si scrive con una g. quello e’ un fake. non scriverebbe il suo nome con due g

  • Ascanio Tecnezio

    anch’io, tante lavandaie… bravo viola!!! lascia perdere tutte queste dicerie… è soltanto invidia!!!

  • sara

    ha! c’e’ poco da ridere!
    grandissimo viola,grande marina.
    di questo passo state facendo solo finto gossip,e grosse figuracce!!
    provate a scrivere di arte e non di cazzate.
    prendersela con un curatore..
    l’italia e’ indietro…e va all’indietro se continuate a scrivere cosi’..
    si..concordo con quello che alcuni lettori han scritto su,,..tanta invidia..occhio che vi bruciate voi.
    o forse saremo degli ex lettori..
    ma vergognatevi!!!!
    ma anzichè’ sparlare dei curatori..CURATEVI VOI!!

  • STEFANO C.

    DOPO AVERE LETTO LA RISPOSTA (E NON LA “CONFERMA ALLE SUPPOSIZIONI DEL GIORNALISTA)DEL CURATORE DELL’ARTISTA SERBA.
    LA NONNA DELLE PERFORMANCE ,COME SI DEFINISCE LEI,
    CREDO DOBBIATE DELLE SCUSE.
    VERAMENTE ,INTENSAMENTE DISGUSTATO DALLA VOSTRA POCA SERIETA’.
    NON HO PAROLE.

    L’ITALIA NON E’ N.Y.

    BRAVO VIOLA! TI AUGURO UNA CARRIERA SEMPRE PIU’ IN SALITA!
    ..E CHI NON VORREBBE ESSERE STATO AL TUO POSTO,DI FIANCO AD UN MONUMENTO DELL’ARTE COME LA MARINA!
    FORSE PROVO PURE IO UN PO’ D’INVIDIA; SANA SICURAMENTE
    FREGATENE.

  • mah

    sìììì, viva o curatore, chi se ne frega dell’ingleso, quello non ce lo serve annoie

  • serra.m

    “sta in decadimento”
    e’ italiano.
    ma rivedetevi la grammatica e dare dei”terroni” ,razzismo?
    povera italia!!!

  • luca

    Ma questo Perra ( che personalmente non conoscevo ) ci prende a noi lettori tutti per .s…… ?
    Punto primo per favore signor Perra !!i è coretto la prossima volta dare la possibilità di confronto e non mettere una nota sotto l’articolo del Curatore Eugenio Viola .

    Punto secondo ma ha mancanza di vista ‘? perché ha questo punto mi viene un dubbio !
    Lei scrive ” Di fatto Eugenio Viola non smentisce, anzi conferma, quanto da me riportato nell’articolo.
    Daniele Perra ” a risposta ( meglio come nota ) di un articolo che conclude :

    Nonostante Perra si dilunghi per descriverla, mi sento discreditato, dunque voglio riportare il mio punto di vista: ero in presenza non di centinaia ma nello specifico di oltre 1.200 persone, non sono un traduttore professionista e tutto era assolutamente improvvisato. È stata per me, trasformato mio malgrado in performer accidentale, una prova estrema. Ho dunque preso diverse, prevedibili, papere: è vero. Marina stessa era consapevole di questa possibilità fin dal principio. Per dovere di cronaca, e possiedo ovviamente le registrazioni che lo dimostrano, le cose non si sono svolte come afferma Daniele Perra nella sua interpretazione: Marina per farmi riprendere un attimo mi ha interrotto e ha continuato da sola.

    The Abramovic Method – Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano 2012
    Il pubblico ha applaudito, ma men che mai sono stato cacciato, ho anzi tradotto la parte finale del suo intervento e mi sono accomodato dopo aver concluso e ceduto il posto a Laura Cherubini, che sinteticamente ci aveva precedentemente introdotto. Buona parte delle persone citate da Perra si sono poi complimentate, anche nei giorni successivi, e numerosissime altre, vip e non solo, hanno continuato ad esprimere la loro simpatia e solidarietà per come mi sono tirato fuori d’impaccio da quella situazione. Messaggi diversi, che mi raggiungono attraverso i vari social network, a distanza di giorni, ancora oggi. Personalmente trovo molto più “imbarazzante” delle mie papere il modo in cui è stata analizzata questa vicenda.
    Eugenio Viola
    Gentile Direttore faccia capire al signor Perra che i suoi amati lettori che tanto stimano questo giornale che a differenza di quello che Daniele hanno un cervello per pensare ,occhi per vedere e leggere .
    Per favore faccia togliere quella nota fascista senza diritto di risposta ( in antitesi alla sua filosofia concettuale che da exbart ad artribune si è sempre distinta da tutte le altre realtà ) , e sopratutto tuteli i suoi lettori da queste prese in giro plateali , personalmente non conosco entrambi ( Viola , Perra ) ma ho occhi per vedere e leggere che questo signor Perra ribalta ciò che due rughe sopra il signor Viola scrive .Grazie

  • Gentile Curti,

    io non “ce l’ho” con Eugenio Viola (che tra l’altro sicuramente scomparirà dal mondo dell’Arte) e non mi interessa sapere neanche chi sia.

    Dico solo che:

    -In TUTTI i lavori, la preparazione è importantissima, e che ci rappresentava in quel momento, ci ha fatto fare una figuraccia. Tutto qua. La preparazione deve essere sempre di altissimo livello, sempre. E’ qua la differenza del “fare” nostrano verso quello di altri paesi.

    Quando curo/organizzo mostre con artisti stranieri (non cerco pubblicità, non ne ho bisogno dopo 16.180 contatti, ma se vuole vedere dal mio canale YouTube, può farlo) cerco di preparami al meglio, anche con la lingua straniera. Forse ci riesco, credo, ma almeno MI PREPARO AL MASSIMO.

    Tutto qua.

    • Cristiana Curti

      E’ più che evidente che serenarte non ha capito una riga di quello che ho scritto.

  • Gentile Curti,

    la Sua è la risposta classica di chi non ha più niente da dire.

    Facendo così allontanate il pubblico, che già è scarso, basta guardare il numero di articoli che hanno 0 (zero) commenti.

    Per favore, magari, scriva in maniera più chiara, per noi stupidi. Anzi, se si sente tanto superiore a noi, perchè scrive ancora articoli per noi comuni persone? Guardi che è lei che ci vuole offrire un servizio, non noi a voi!

    • Cristiana Curti

      Ma di che parla?

  • Angelov

    Non vorrei passare per l’Elefante nella Cristalleria, ma mi vien spontaneo di proporre, anticipando di certo una decisione che già era stata presa dalla Redazione, e che attende solo il via libera Ministeriale, di indire un Referendum Popolare per decidere sul destino futuro di Eugenio Viola.
    Le proposte riferite al modo di articolarsi del referendum stesso, potrebbero essere discusse collegialmente dai Membri Propositori, e poi fatti votare dai rappresentanti delle varie correnti di pensiero presenti alla discussione.
    Per evitare che lo spirito di Burocratizzazione dell’Evento possa venire meno, si invita chiunque abbia proposte più pregnanti sull’argomento, di sciogliere gli indugi, e farsi avanti.

  • Italiani popolo di allenatori e critici d’arte

    SerenArte , interessante che voglia mostrarci anche le sue doti profetiche quando dice
    “io non “ce l’ho” con Eugenio Viola (che tra l’altro sicuramente scomparirà dal mondo dell’Arte) e non mi interessa sapere neanche chi sia.”

    D’altronde dall’alto dei suoi “16.180 contatti” su youtube può consentirsi questo ed altro.
    Volevo informarla comunque che uno di quei contatti è il mio.
    Essendo infatti per me lei un emerito sconosciuto ho voluto informarmi per capire da quale pulpito venisse la predica e le devo dire che l’immagine che ne viene fuori non sembra certo collocarla tra i curatori di cui ci si ricorderà nel mondo dell’Arte.

  • Quando lei avrà totalizzato quei contatti, ne riparleremo?

    Sono a disposizione!

  • Dimenticavo: ho mai scritto che vorrei essere ricordato nel “mondo dell’Arte” ? Non fraintenda!

    Comunque, ripeto la mia sacrosanta opinione, per non andare fuori tema:

    -Penso che sia doveroso, per ogni figura lavorativa, in ogni campo, prepararsi sempre al meglio. Tutto qua. Tutto qua. Chissà cosa ho detto di male!

    Altrimenti si guarda sempre all’estero od altrove con un sospiro pensando: “…non ce la farò mai ad essere come loro…siamo sempre i peggiori”. Ha capito il mio messaggio? Del Signor Viola non mi interessa niente (anche perchè penso sia reciproco), ed il suo è un piccolo errore, ovvio! Voglio solo dire che “perdonando” tutto, non si progredisce e non si migliora!

    Eugenio Santoro
    Bologna
    349 2901981

  • aspirante curatore

    Scusate, volevo sapere il numero di VISITE minime da totalizzare per diventare curatore!??!

    ahahah

  • a. p.

    Caro aspirante curatore, secondo me per quantificare torna utile il grande Troisi:

    http://www.youtube.com/watch?v=RuW7JgYs_NY

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      ASPIRANTE CURATORE- GUARITORE DI CATAFALCHI VIVENTI CHE VAGANO COME ANIME MORTE NEI MUSEI -OBITORI. MA LA VITA DOV’ E’?

      Godete, piuttosto, dell’infinita poesia che traspare dalle ermetiche forme di questa meravifgiosa primavera.

  • rita

    mamminaaaaaaaaaa

  • aspirante curatore

    ahhahaha

  • serra.l

    mahh credo ..la fine di una rivista ..eravate partiti bene.peccato.
    un consiglio a voi.
    leggete l’articolo di eugenio viola.
    bell’articolo.
    complimenti.vai avnti cosi’
    e se iniziana darti ..del bruciato..
    significa solo che stai andando sempre piu’ su
    abituati.

  • Francesco

    Pensate alla salute…

  • sergio

    Cosa ci avete guadagnato a mettere così alla gogna Eugenio Viola? Prima di montare delle campagne contro dei professionisti, forse sarebbe il caso di porsi una domanda: a cosa serve? Informa i lettori? E’ giornalismo di denuncia?
    No. Si prende un tapino e lo si sbatte in prima pagina. Non si sa per quale colpa grave.
    Superficialità o voluto sensazionalismo?

  • alan

    il problema non è l’inglese, è l’approccio superficiale delle persone che come Viola credono di fare carriera soltanto sfruttando la fama altrui, preoccupandosi più di intrecciare rapporti che di essere seriamente preparati, questi post non sono pettegolezzi, pongono una questione fondamentale, cioè che in questo settore sono tollerati livelli di impreparazione che nel normale mondo del lavoro sarebbero impensabili.

  • Cristiana Curti

    Pongo nuovamente la domanda ai molti che continuano a parlare del curatore e della sua prestazione da traduttore e non alla poetica della Abramovic (non a caso: “Il Metodo Abramovic”, o mi sbaglio?).
    Davvero si è convinti che l’artista non fosse consapevole del grado di conoscenza della lingua inglese del suo curatore e che avesse, quindi, solo “tentato la fortuna” con il primo che passava da quelle parti?

    Magari, se anche UNO SOLO DI QUELLI CHE VIDERO ABRAMOVIC E VIOLA AL DAL VERME rispondesse con onestà, si potrebbe ricominciare a parlare d’arte invece del nulla (e, soprattutto, di quanto “sarei molto più bravo io se fossi stato al posto di…”).

    P.S. approfitto per segnalare alla Redazione che le immagini di questa nota non sono state riprese al PAC, ma – per l’appunto come si sottolinea spesso anche qui – al Teatro Dal Verme. Sarebbe meglio cambiare le didascalie.

    • Cristiana Curti

      … “della” e non “alla” poetica della Abramovic… mi scuso

      • Cara Cristiana, premetto che io al Dal Verme non c’ero. Ho seguito, pero’, tutta questa polemica che, onestamente, mi pare esagerata, stucchevole e, come giustamente fai osservare, “fuori centro” perché, l’unica cosa “centrale” di cui sarebbe interessante parlare e’, appunto, la “poetica” dell’ Abramovic.
        Vorrei ricordare che, anche a chi conosca perfettamente l’inglese, anche a chi sia normalmente abituato a trattare con competenza un determinato tema, può capitare “il momento di panico”, e non solo a chi non e’ abituato a parlare in pubblico: ci sono esempi famosi di “scena muta” o di “confusione totale” persino tra attori professionisti alla centesima “replica” di un lavoro, non mi pare si debba fare un “caso” del fatto che questo sia capitato a Viola in quest’occasione.
        Detto questo, pero’, la tua domanda mi pare implicare in se’ una risposta che mi piacerebbe tu fossi cosi’ gentile da esplicitare.
        Ho sentito molte volte la Abramovic parlare ed illustrare il suo lavoro e ne ho sempre tratto un’impressione di accuratezza e precisione, con estrema attenzione alla “traduzione”, intervenendo più di una volta a precisare un termine o un concetto che, evidentemente, riteneva essere stato tradotto in maniera non soddisfacente… allora?

  • Conosco Eugenio come persona colta, preparata ed estremamente sensibile, non ero presente e se l’emozione gli ha giocato un brutto scherzo non è intaccata certo la stima che provo per lui. In ogni caso ad essere in prima linea e a fare si è sempre esposti…

  • Enrico Debandi

    Bla bla bla bla bla…. Quante inutilità vengono scritte a volte…