Tweetology, ancora

La saga dell’“era della stupidità” si è chiusa. Ma pare proprio che un paio dei suoi episodi, impostati con lo stile della tweettologia, siamo particolarmente piaciuti. E allora proseguiamo su questa scia. Zibaldone dai tempi nostri, foschi come non mai.

Samuel Taylor Coleridge

“It was agreed, that my endeavours should be directed to persons and characters supernatural, or at least romantic, yet so as to transfer from our inward nature a human interest and a semblance of truth sufficient to procure for these shadows of imagination that willing suspension of disbelief for the moment, which constitutes poetic faith.” (Samuel Taylor Coleridge, Biographia Literaria, Chapter XIV, 1817)

“Dopo l’11 settembre, la stampa ha sostenuto che non ci fosse più spazio per il serio giornalismo d’inchiesta. Ma di spazio ce n’è un sacco: solo, ci sono pochissimi che vogliono occuparlo.” (Hunter S. Thompson)

“Avremo occasione di indagare la famigerata tesi socratica secondo cui, per il vero amante della saggezza, quel che conta sarebbe essere quanto più possibile morti già durante la vita, perché solamente i morti, se è lecito credere all’idealismo, godono del privilegio di vedere le verità trascendenti in maniera ‘autoptica’, come stessero faccia a faccia con esse.” (Peter Sloterdijk, Stato di morte apparente, 2010)

Costantino e l'impero - 2005

“L’Italia trema, è in ansia, si arrovella. Questo è l’inizio del futuro, e tutti lo sanno.” (Giuseppe Genna e Michele Monina, Costantino e l’Impero, 2005)

“…bisogna camminare soli come cani e in piena notte, bisogna inevitabilmente scontentare chi ha razionalizzato le rotture di ieri ma non è in grado di capire quelle necessarie oggi…” (Antonio Moresco, Lettere a nessuno, 1997; 2008)

“Rules and regulations have no meaning anymore!” (John Cafferty, Hearts On Fire, dalla colonna sonora di Rocky IV, 1985)

“E proprio i contenuti della moda offrono la chance di una tonalità più conciliante dell’invidia, perché, a differenza di molti altri contenuti spirituali, non si negano a nessuno in modo assoluto, e una svolta del destino, da non escludersi completamente, può concederli a chi provvisoriamente si limita a invidiarli.  Dalla stessa connessione fondamentale discende che la moda è il campo specifico degli individui che non sono intimamente indipendenti e che hanno bisogno di uno sostegno.” (Georg Simmel, La moda, 1911)

“Se si pensa che gli anni settanta, in Italia, sono finiti perché Rambo ebbe un enorme successo grazie anche ai muscoli, si capisce quale importanza riveste la palestra nella vita di uno che mira ad avere più successo di Rambo…” (Giuseppe Genna e Michele Monina, Costantino e l’Impero)

Il maggiore Rawls in The Wire

“… l’istituzionalizzazione della filosofia attraverso l’apertura della scuola di Platone intorno al 387 a.C. rappresentò una reazione al collasso del modello offerto dalla pólis ateniese. Dalla cruda evidenza essa trasse la conclusione che la democrazia era fallita in quanto forma collettiva di vita gradevole. […] Colto nel momento della sua origine e interpretato secondo lo stato d’animo di fondo che lo connotò, quello che di lì in avanti sarebbe stato chiamato ‘amore della saggezza’ è la prima forma, e la più pura, di romanticismo dei perdenti: conversione di una sconfitta in una vittoria in un altro campo e travestimento di una perdita irreparabile in conquista imperitura.” (Peter Sloterdijk, Stato di morte apparente)

“Là dentro hai perso perché non ti sei impegnato. Non abbastanza per vincere. Io so che puoi farcela: sei un ragazzo in gamba, e sei mio figlio, capito Mike? Ma sei anche abituato ad essere servito e riverito. Nessuno ti ha insegnato a lottare. Ora devi cavartela da solo Mike, e ce la puoi fare. Devi imparare subito che il mondo è pronto a schiacciarti e a farti fuori, capisci quello che dico? Se vuoi una cosa, devi lottare. È chiaro? Devi lottare!” (Lincoln Hawks/Sylvester Stallone in Over the Top, 1987, di Menahem Golan)


“- C’era la guerra, Connie. – Almeno era una guerra vera. Allora gli inglesi vivevano con fierezza.” (George Smiley e Connie Sachs in La talpa, 2011, di Tomas Alfredson)

“Ascoltami, coglione. Hai fatto tante stronzate. Hai giocato delle cazzo di carte, e hai fatto fare a un sacco di gente delle cazzo di cose che non voleva fare. Questo è vero: lo sappiamo entrambi che è vero. Tu, McNulty, sei un fottuto cazzone. Lo sappiamo tutti e due, e alla Omicidi lo sanno tutti quanti. Ma puoi fotterti se speri che stia qui a dire che hai fatto una cazzata e hai fatto sparare a una poliziotta. Non è stata colpa tua, mi hai sentito? Non è colpa tua! No, non lo è, coglione: che tu ci creda o no, il mondo non gira intorno a te. È un figlio di puttana che te lo dice. Che ti odia a morte, McNulty. Quindi, se fosse colpa tua, sarei io il primo a dirtelo. Le cose sono andate male: si è presa due colpi perché era lì. Questa è l’unica lezione.” (il maggiore Rawls a Jimmy McNulty, in The Wire di David Simon e Ed Burns, stagione 1, episodio 11, HBO 2002)

Christian Caliandro

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Christian Caliandro
Christian Caliandro (1979), storico dell’arte contemporanea, studioso di storia culturale ed esperto di politiche culturali, insegna storia dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia. È membro del comitato scientifico di Symbola Fondazione per le Qualità italiane. Ha pubblicato “La trasformazione delle immagini. L’inizio del postmoderno tra arte, cinema e teoria, 1977-’83” (Mondadori Electa 2008), “Italia Reloaded. Ripartire con la cultura” (Il Mulino 2011, con Pier Luigi Sacco) e “Italia Revolution. Rinascere con la cultura” (Bompiani 2013). Cura su “Artribune” le rubriche inpratica e cinema; collabora inoltre regolarmente con “La Gazzetta del Mezzogiorno”, “minimaetmoralia”, “che-Fare”. Ha curato mostre personali e collettive, tra cui: “The Idea of Realism // L’idea del realismo” (2013, con Carl D’Alvia), “Concrete Ghost // Fantasma concreto” (2014), entrambe parte del progetto “Cinque Mostre” presso l’American Academy in Rome; “Amalassunta Collaudi. Dieci artisti e Licini” presso la Galleria d’Arte Contemporanea “Osvaldo Licini” di Ascoli Piceno (2014); “Sironi-Burri: un dialogo italiano (1940-1958)” presso lo spazio CUBO (Centro Unipol Bologna, 2015); “RIFTS_Abate, Angelini, Veres” (Artcore, Bari 2015); “Opera Viva Barriera di Milano” (Torino 2016); “La prima notte di quiete” (i7-ArtVerona, 2016).
  • Jenicapi

    Tuittologi geniale grazie grazie grazie ancora a voi