Arturo è un tipo curioso. E compie 8 anni. Domani, a Firenze

ARTOUR-O è un progetto attento alla qualità e alla valorizzazione dell’arte italiana nel mondo. Museo itinerante dai molteplici percorsi, è anche momento di riflessione e approfondimento sui temi caldi del mercato dell’arte. Artribune seguirà per voi la sua quattro giorni fiorentina. Ma intanto, spazio a una prima presentazione.

Matteo Bianchi - Muffin pouffe

Si parte con la celebre citazione di Picasso. Perché se quattro anni bastano per essere Raffaello, un’intera vita non è forse sufficiente per tornare bambino. E ARTOUR-O, festeggiando il suo ottavo compleanno, sceglie di dedicare questa edizione proprio ai bambini – e alla bellezza. Perché, come sottolinea Tiziana Leopizzi, Art Director e anima del progetto, la bellezza è un valore non solo estetico, ma in primo luogo sociale: “L’armonia ci fa stare meglio, stimola le nostre endorfine”, e l’arte che occorre sostenere è quindi soprattutto “un’arte del benessere”, portatrice di un valore aggiunto irrinunciabile.
In questo periodo di crisi economica, dominato da brutture sempre più esasperanti, è nostro dovere sostenere i bambini, “cittadini del domani, affinché possano assorbire i valori della bellezza come chiave di vita”. Non si tratta quindi solo di educare, ma di investire sul futuro. E ARTOUR-O unisce all’impegno sociale un’attenta analisi dell’attuale giuntura economica – un’analisi precisa ma determinata, bene riassunta dalla frase con cui Tiziana Leopizzi chiude la sua introduzione, invitando i visitatori a “curiosare” nelle stanze e nei giardini appena allestiti: “Non c’è mercato se non c’è cultura”.

Relais & Chateaux Villa La vedetta

Curiosando appunto tra i locali di Villa La Vedetta, emerge il secondo elemento determinante nel progetto di ARTOUR-O: l’attenzione profonda e raffinata alle sinergie tra produzione artistica e vita quotidiana. Si passa così dalle opere esposte nel viale d’ingresso a quelle che arricchiscono il parco sottostante, invitando anche il più pigro tra i visitatori ad attraversarlo. E tornati all’interno, naturale il desiderio di sedersi sui Muffin pouffe di Matteo Bianchi, mentre gli artisti selezionati per il Premio GAT – Giovani Artisti in Toscana rivestono le pareti delle scale; le stanze dell’albergo diventano piccole Wunderkammer (come quella affidata al Panorama Museum di Bad Frankenhausen) e le opere si diffondono sulle pareti, nei bagni e sui copriletto – sostituendo anche, a mezz’aria, il classico televisore al plasma.
Ma ARTOUR-O non è soltanto una vetrina per artisti di talento. È anche un momento di riflessione su una delle problematiche più “calde” nel mondo dell’arte, su cui spesso non si concentra la dovuta attenzione. La committenza, infatti, non è solo traccia residuale di una pratica ormai superata, ma diviene occasione di rilancio e valorizzazione per i più puri valori artistici, nel momento in cui nel committente si rinnova quello stesso entusiasmo e raffinatezza intellettuale che avevano caratterizzato i grandi “mecenati” del nostro passato. Ed è così che Leonardo Bieber (Presidente della Commissione Consiliare Cultura del Comune di Firenze) sottolinea “l’importanza dell’apporto del privato al pubblico”, indicando “nella committenza e nei giovani la chiave del successo per la città”; mentre Beatrice Grassi (direttore dell’Hotel Villa La Vedetta) auspica una nuova competitività economica per il nostro paese, che passi in primo luogo attraverso la creatività.

Allestimento del Premio GAT - Artour-O 2012

E la “ricchezza” dell’evento si spinge ben oltre l’esclusività della location principale, coinvolgendo in un programma densissimo l’intera città. Le sinergie si rafforzano e moltiplicano nel percorso previsto per sabato 3 e domenica 4 marzo, in cui l’arte contemporanea dialogherà con gli storici luoghi dell’arte, e le moderne tecnologie interagiranno con gli spazi del centro fiorentino. E nel frattempo, nei locali di Villa La Vedetta, il dialogo s’instaurerà anche con il cibo e la cucina, in un programma di “cene ad arte” che si diffonderà lungo tutto il corso dell’anno.
Questo profondo bisogno di diffusione oltre i confini fisici e culturali sottolinea le intenzioni che da sempre hanno animato il progetto: trovare una linea di continuità nello sviluppo storico della nostra cultura, ma anche dargli nuova forza per proiettarsi verso il futuro. Ed è per questo che, oltre alle esposizioni, alle performance e alle conversazioni con gli esperti, momenti cardine dell’evento saranno anche i vari “Focus” sui temi più attuali (dal rapporto tra arte e impresa al recupero della bellezza), per suggerire infine una visione a tutto campo, capace di legare le problematiche materiali al comune bisogno di un ambiente culturale “sostenibile”.

Lapo Simeoni - Statua di Mazzini (Genova) + monumento a Camillo Benso di Cavour - 2011

La manifestazione si concluderà tra sabato sera e domenica, con la consegna, rispettivamente, del Premio GAT – Giovani artisti in Toscana (a cura di Andrea Granchi e Matteo Innocenti), del Premio Busta (in collaborazione con l’innovativo mensile free press) e di altri prestigiosi riconoscimenti (Premio Maria Fulvia Leopizzi, Premio MISA Florengas e Premio Pietra d’Arredo). Domenica, infine, saranno consegnati gli ARTOUR-O d’Argento 2012 per la committenza.
Ma Arturo resta un tipo molto curioso, e un buon compagno di viaggio: nuova tappa in programma, tra ottobre e novembre, Londra.

Simone Rebora

Firenze // dal 1° al 4 marzo 2012
Artour-O
VILLA LA VEDETTA
Viale Michelangelo 78
010 2474544
[email protected]
www.artour-o.com


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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.