Avanti e indietro

Due esempi, due app. Una decisamente avanti, una decisamente indietro. Da una parte “Jekyll & Hyde” di Lorenzo Mattotti, dall’altra “Sogno n.1” della London Symphony Orchestra con Fabrizio De Andrè. Due esempi di come il nostro sia un nefasto moto pendolare. E così inizia il 2012 della rubrica Inpratica.

Jekyll & Hyde di Lorenzo Mattotti

In pratica non facciamo altro che andare avanti e indietro. Non prima avanti e poi indietro, e nemmeno viceversa, prima indietro e poi avanti. Andiamo avanti e indietro contemporaneamente e, quindi, rimaniamo immobili.
Io, per esempio, vivo in affitto in un appartamento costruito verosimilmente negli anni ‘50 e che conserva un impianto elettrico che si potrebbe definire d’antiquariato, privo di riscaldamento ed evidentemente ignaro di qualsiasi norma di sicurezza. Questo appartamento mi costa metà del mio stipendio (indietro). Contemporaneamente posso utilizzare una connessione WiMAX che trasporta dati senza bisogno di cavi al mio Macbook e al mio iPad (avanti). All’inizio di ogni mese devo raggiungere un ufficio postale per pagare l’affitto e le bollette della luce e della connessione compilando per tre volte tutti i dati su un bollettino di conto corrente postale (indietro) e mi basta ricaricare il mio iTunes con una tessera prepagata per scaricare app sul mio tablet (avanti).

London Symphony Orchestra con Fabrizio De Andrè - Sogno n. 1

Le ultime che ho scaricato sono Jekyll & Hyde di Lorenzo Mattotti pubblicato da Einaudi Stile Libero (avanti) e Sogno n.1 della London Symphony Orchestra con Fabrizio De Andrè (indietro). L’app di Mattotti è un capolavoro gratuito (avanti), la musica di Sogno n.1 è una cafonata a pagamento (indietro). Il fumetto di Mattotti è stato adattato alla lettura su iPad, riconcepito a partire dal supporto e arricchito di una colonna sonora, una lettura scenica, l’intero libro Lo strano caso del Dr. Jekyll e del Sig. Hyde di Stevenson nella traduzione di Fruttero e Lucentini, contributi speciali veramente preziosi e dalla possibilità di guardare, vignetta per vignetta, la corrispondenza tra il testo del fumetto e il testo di Stevenson e il lavoro di Mattotti sul disegno a partire dalle sue bozze (decisamente avanti). L’antologia di brani di Fabrizio De Andrè riarrangiati per orchestra sinfonica da Geoff Westley che ha diretto per l’occasione la London Symphony Orchestra e intitolata Sogno n.1 è una strenna natalizia di discutibile gusto e sicura inutilità, una rilettura di alcune canzoni di De Andrè in chiave concerto di Capodanno, un continuo scimmiottamento di Morricone, Piovani, Rota, Mascagni, Verdi, Rossini, un progetto senza un senso compiuto e soprattutto inconsapevole del vero valore dell’opera di Fabrizio De Andrè (decisamente indietro).

Jekyll & Hyde di Lorenzo Mattotti

Mattotti e De André hanno qualcosa in comune. Entrambi hanno messo in discussione l’aggettivo “minore” in genere attribuito alle loro arti in Italia. In mano a De Andrè, la canzone è diventata narrazione e speculazione filosofica, con Mattotti il fumetto esplora fino in fondo le sue potenzialità visionarie e poetiche. Entrambi hanno fatto questo con un unico strumento culturale: la complessità.
Mattotti non si limita a disegnare il visibile ma esplora l’invisibile, dà corpo al sottotesto, non trascura i particolari trascurabili e va oltre la vista. De Andrè non scrive canzoni ma scrive poemi (Tutti morimmo a stento, La buona novella), racconti (Non al denaro, non all’amore né al cielo, Creuza de ma), romanzi (Storia di un impiegato) e saggi (Le nuvole, Anime Salve) in forma musicale. Per fare questo entrambi curano i particolari e non lasciano nulla al caso. Per fare questo entrambi inventano un linguaggio coerente e lo applicano alla loro forma d’arte.

Fabrizio De Andrè

Mattotti è riconoscibile in ogni singola vignetta ma contemporaneamente nell’intero impianto dell’opera. De Andrè è riconoscibile nell’eleganza dei suoi testi ma contemporaneamente nel modo in cui gli strumenti dialogano con la voce, sottolineano alcuni momenti della narrazione, evocano luoghi e tempi. Sogno n.1 ha cancellato questa complessità, sovrapponendo alla nuda voce di De Andrè riesumata dai nastri di registrazione, un’orchestra chiassosa, un linguaggio musicale dozzinale, una scrittura orchestrale prevedibile e kitsch, una coperta pesante (incomprensibilmente indietro). La app per iPad Jekill & Hyde ha dato risalto alla complessità della narrazione fumettistica di Lorenzo Mattotti sfruttando a pieno la complessità del mezzo, il suo linguaggio, le sue caratteristiche (incredibilmente avanti).
In pratica non facciamo altro che andare avanti e indietro e questo non ci fa per niente bene.

Cristò

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Cristo
Cristò, scrittore e musicista, si occupa dell’organizzazionedi eventi letterari presso la libreria Feltrinelli di Bari. Ha pubblicato “Come pescare,cucinare e suonare la trota” (Florestano, 2007) e “L’orizzonte degli eventi”(Il Grillo Editore, 2011). Come pianista collabora stabilmente con ilcantautore Daniele Di Maglie con cui ha inciso l’album “Non so più che cosascrivo” (Il cavallo giallo, 2001).
  • Gran bell’articolo!! Complimenti!

  • Ho trovato coraggioso (lo so, l’aggettivo è esagerato, ma oggi il coraggio ha raggiunto i minimi termini…) il commento sulla versione orchestrata di De André e intelligente la similitudine De André / Mattotti. Di solito quando si parla soprattutto dei vivi che si occupano del cosiddetto minore (ormai De Andrè essendo morto può essere esclusivamente adorato stile cioccolatino) si leggono e si dicono banalità imbarazzanti.

  • Art Sister

    aspetta però … le bollette si pagano anche online !! (avanti)

  • Grazie per i complimenti a Luciano.
    Elettra il vero problema è che in Italia non esiste una scuola seria di critici musicali, soprattutto sulla musica leggera. Si tratta, per la maggior parte dei casi, di pubblicità travestita da recensione.
    Art Sister, è vero le bollette si pagano anche online e (ma non tutte) al tabaccaio, ma il sottoscritto è anche pigro e non si è mai deciso a compilare le macchinose pratica per ricevere Id e password per il proprio conto alla Posta (indietro).