Ancora di salvezza. E la Civica di Trento diventa il PS1 del Mart

La Civica di Trento, dopo tre anni di gestioni Viliani, chiude? Era il rischio, di cui si parlò anche qui su Artribune. Con le prese di posizione dure del presidente della Fondazione, Danilo Eccher, e la questione oramai pesantissima in tutta Italia dei tagli e della crisi. Ora però le cose cambiano, e decisamente. Perché la soluzione che si profila è in stile newyorchese.

Roman Ondák - Eclipse - 2011 - courtesy l’artista & Fondazione Galleria Civica, Trento - photo Hugo Muñoz

Il Mart si mangia la Galleria Civica di Trento. “Lo so bene, questa è la prima considerazione che viene spontanea, ed è quella che faranno anche i vostri lettori. Ma dai discorsi che si sono fatti, e da come si sta predisponendo la bozza di accordo, posso dire che non sarà così”. È inaspettatamente sereno, addirittura velatamente entusiasta, Andrea Viliani, mentre ci conferma la notizia per la quale lo abbiamo chiamato: la soluzione dei problemi del museo che dirige da quasi tre anni sarà nel suo accorpamento con il gigante museale di Rovereto. Ti aspetteresti di trovare mestizia, forse delusione per un museo che – in fondo – si arrende davanti alla crisi, rinunciando alla sua autonomia e alla sua identità unica. E invece percepisci soddisfazione per la piega che stanno prendendo le cose.

Andrea Viliani

Poi però questi toni trovano via via una giustificazione: che in parte – non ammesso da nessuno – risiede probabilmente nello scampato pericolo della chiusura-e-basta, del “tutti a casa” paventato dopo le prime dichiarazioni dell’amministrazione comunale, che a novembre scorso annunciava un progressivo disimpegno nei confronti della galleria, che sarebbe divenuto totale nel 2013. Ma ancor di più le motivazioni risiedono nelle modalità che sono allo studio per perfezionare la joint-venture. Già, perché ancora non si può parlare di decisione definitiva: lo ripete fino allo sfinimento lo stesso Viliani, ancora i tecnici sono al lavoro per perfezionare la forma e i dettagli della convenzione, l’annuncio non sarà cosa dei prossimi giorni, però su questa linea si sono incontrate le volontà politiche dell’assessore comunale alla cultura Lucia Maestri e del collega della provincia Franco Panizza.

L'assessore Franco Panizza

Del resto, era stato lo stesso Panizza a fine novembre a parlare per primo dell’ipotesi ora allo studio: “Penso che l’ipotesi più valida sia quella di farla confluire nel Mart”, aveva dichiarato a margine della conferenza stampa per la presentazione della candidatura di Venezia Nordest 2019, “fermo restando l’impegno ad assicurarle un carattere autonomo funzionale alla sua mission di ente di ricerca indipendente”. Indipendente: ed è questo il reale motivo che spinge all’ottimismo il direttore della Civica. “La Galleria”, proseguì infatti l’assessore entrando in tema di governance, “dovrebbe essere a costi zero (assorbiti dal Mart), ma mantenere una propria autonomia”.
E qui Viliani cala il suo asso: “Vuoi un esempio? Facendo le dovute proporzioni, si può pensare all’accordo MoMA-PS1. Qualcuno potrebbe dire che il PS1”, lo storico centro d’arte newyorchese fondato nel 1971 da Alanna Heiss e divenuto dal 2000 l’ala più marcatamente contemporanea e di ricerca del Museum of Modern Art, “abbia perduto autonomia e identità dopo l’accorpamento? Ha un suo direttore, ha i suoi curatori, la sua programmazione autonomamente stabilita… Ecco, l’ipotesi su cui si lavora è di questo tipo: creare sinergie, ottimizzare le risorse, potenziare il sistema regionale, mantenendo però autonomia gestionale e vocazioni distinte e complementari”.
Che la Galleria Civica stia già studiando anche il logo “GC1”?

Massimo Mattioli

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www.fondazionegalleriacivica.tn.it

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Notizia succulenta! Wow!
    E i migliori auguri alla Civica!

  • Visto che non stiamo parlando di vite umane, non sarebbe megli lasciar morire format e rituali vecchi che non hanno alcuna corrispondenza con il presente? Mi trovo in Bulgaria e c’è un bellissimo vuoto da cui ripartire.

    I lavorratori della Civica, proprio come i lavoratori siciliani della FIAT, dovrebbero cogliere l’occasione per pensare di RICONVERTIRE certi format e rituali logori. (presto intervista con Fabio Cavallucci su questo ed altro).

    So bene che hai curatori (vedi Daniele Capra bagnato) piacciono tanto nuovi contenitori in cui portare tanti artisti “a caso” per progetti spuntati (quadri, quadretti, oggettini a terra, manichini viola, e varie). E quindi dimenticando totalmente i contenuti e il pubblico in favore del “FARE COMUNQUE L’ENNESIMO FUCKING PROGETTO”.Nessuno ha il coraggio di riflettere profondamente su ruolo, format e linguaggio. Spero in Viliani che comunque è persona curiosa e analitica.

    Luca Rossi
    http://www.whlr.blogspot.com

  • Caro Luca,
    grazie per avermi annoverato tra i curatori “bagnati”, che è sempre meglio di “unti” o di “deficienti”, solo perché mi auguro che un’istituzione che è tra le più serie del paese continui a vivere. Sei un lord. Chapeau.