Cristiana Collu atterra su Mart

Era una delle questioni che tenevano maggiormente col fiato sospeso gli addetti, attenti alle sorti di uno fra i più importanti musei d’arte moderna italiani. E la decisione è arrivata un po’ a sorpresa, nella quiete del primo sabato prenatalizio: ecco chi è la direttrice che eredita lo scettro di Gabriella Belli

Cristiana Collu

Cosa avrà influito maggiormente per la nomina di Cristiana Collu alla direzione del Mart? Cosa avrà pagato in maniera determinante per far scegliere al più importante museo d’arte moderna del paese una professionista proveniente da un micro-museo di provincia?
Il Comitato impostato dal museo per effettuare la scelta, coadiuvato da una società di cacciatori di teste, dichiara di aver lavorato nel massimo della trasparenza e della tracciabilità. Dunque tutte le motivazioni sottese a questa scelta inattesa saranno analizzabili ufficialmente. Nel frattempo possiamo ipotizzarle.
Non è ipotizzabile – perché è nota – la buona reputazione della Collu nel settore. Inoltre, come il suo predecessore, Gabriella Belli, Collu è indubitabilmente una donna. Una donna, peraltro, che ha diretto per un lungo periodo – quasi quindici anni – un museo. Il MAN, museo di provincia che più di provincia non si può, e che proprio in questi giorni – non è un caso – mette in piazza le sue difficoltà ad andare avanti: poteva essere una gabbia per la carriera di Cristiana Collu, ed invece si è dimostrato un trampolino. Gestito in maniera impeccabile e algida come manco una kunsthalle del nordeuropa, il MAN è diventato via via l’esempio di come si potesse fare progetti di qualità non solo con magri bilanci, ma anche al di fuori dei percorsi più battuti.

Riservata, schiva e anche un filo timida, Collu ha convinto via via tutti gli operatori qualificati del settore a fare un passaggio a Nuoro ed a valutare le caratteristiche del progetto. Tutti così hanno avuto ben chiare le doti gestionali della direttrice. In primis gli organizzatori del Premio Terna che da due edizioni l’hanno cooptata assieme a Gianluca Marziani per curare la rassegna. Il Premio Terna è stata una sorta di ulteriore consacrazione nazionale che ha inserito il nome della Collu nel valzer del calciomercato dei direttori di museo. Non è un mistero, infatti, che lei stessa, insieme proprio a Gianluca Marziani ed a Bartolomeo Pietromarchi, che poi ebbe la meglio, sia stata tra le papabilissime per dirigere il Macro a Roma. Ma se il Macro è un museo “giovane”, dove la presenza di un direttore quarantenne con curriculum leggero poteva essere cosa normale, per il Mart la scelta è necessariamente da ascriversi alle decisioni coraggiose (temerarie penseranno alcuni).
Cosa lascia Collu in Sardegna lo abbiamo visto (un museo ben avviato ma, come tutti i musei d’arte contemporanea in questi mesi, gravato da difficoltà economiche); cosa trova invece in Trentino è tutto da vedere. Le questioni in ballo che la neodirettrice si troverà a gestire non sono passaggi di poco conto. C’è da capire come si orienteranno gli enti locali e come e quanto gireranno sul comparto cultura i feroci tagli cui saranno sottoposti dalle politiche governative e regionali; ci sarà da impostare finalmente una vera rete di spazi museali non solo in Trentino, ma anche in Alto Adige e nel resto delle Venezie (anche nell’ottica della candidatura di tutto il Veneto a Capitale della Cultura); ci saranno da chiarire i rapporti con l’importante Museo di Scienze Naturali che Renzo Piano sta ultimando a Trento. E soprattutto ci sarà da imporre la propria personalità ad un museo che fino ad oggi ha vissuto una monarchia illuminata orchestrata da una regina, Gabriella Belli, che non è di certo prossima alla pensione bensì al grande rilancio dei Musei Civici Veneziani.

M. T.

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Massimiliano Tonelli
È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena, dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web “Exibart”. Ha moderato e preso parte come relatore a numerosi convegni e seminari; ha tenuto docenze presso centri di formazione superiore tra i quali l’Istituto Europeo di Design, l'Università di Tor Vergata, l'Università Luiss e l’Università La Sapienza di Roma. Ha collaborato con numerose testate tra cui Radio24-Il Sole24 Ore, Time Out, Gambero Rosso, Formiche. Suoi testi sono apparsi in diversi cataloghi d’arte contemporanea e saggi di urbanistica e territorio. E' stato giurato in svariati concorsi di arte, architettura, design. Attualmente è direttore di Artribune.
  • magritte

    scelta straordinaria e coraggiosa, un talento italiano che ha mostrato e saprà mostrare qualità che il mondo dell`arte saprà riconoscere. tanti auguri!!

    • COMPLIMENTI CRISTIANA benvenuto saba

      • SAVINO MARSEGLIA artista

        diciamo benvenuta su questa terra, in ogni cosa dell’arte, fuorchè nella terra inospitale di MARTE.

  • povera patria

    http://www.youtube.com/watch?v=3UUS65a1c6Y

    Ora spero Artribune non voglia pubblicare quanto segue senza censurare.

    Il Man è un museo senza soldi con una direttrice, la Collu appunto, che costa 1/3 del buget. Ovvero 340 mila euro all’anno a carico del contribuente italiano (non solo Sardo – postuliamo subito).
    Negli ultimi 15 anni molti professionisti , tra cui la Collu, si sono mascherati dicendo che la loro programmazione era lenta, costruita attorno a dei pacchetti o curatele prevedibili (buone ci mancherebbe ma prevedibili), come quelle di Bonito Oliva.
    Si cambia tutto per non cambiar nulla, proprio vero. A Rivoli una giostra di consultazioni per celare ciò ch’era già deciso. Tutti speravamo nella serietà trentina, l’aver contattato una società d’advising sembrava andare nella giusta direzione. Tutto questo ha portato a selezionare la persona che in questi anni è stata forse più prossima alla ex direttrice Belli.
    Dov’è dunque la novità? Perchè tanto affannarsi nel cercare d’esser trasparenti quando tutto era gia deciso molto, molto tempo prima delle dimissioni dell’ex direttrice del Mart?
    La verità è che ci si vergogna delle proprie decisioni, non le si vuole difendere. Forse perchè indifendibili , forse perchè si vuol dar l’impressione di esser trasparenti. Quando in realtà si è sempre, come sempre si è stati.

    Caro Barnabè i più giovani non lo ricordano più. Qualcuno però si, è disponibile a ricordarle come lei da ex Presidente Telecom si fece scalare, senza più armi di difesa, dall’Olivetti di Collaninno e De Benedetti. Anche se erano 10volte più piccoli del colosso telefonico che dirigeva.

    Il fatto d’esser stati virtuosi (Belli) nel gestire la cosa pubblica, non autorizza a gestire la propria successione come fosse un’azienda di famiglia. La selezione è stata solo fittizia, l’azienda di selezione del personale pilotata, esattamente come le certificazioni di bilancio di tutte le aziende quotate in borsa.

    Spero tonelli non censuri, non si è affermato nulla di non documentato.

  • antonio arevalo

    Decisione coraggiosa. Ce ne vorrebbero di più!

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      L’ARTE NON E’ APPANNAGGIO DI UNA ELITE !!!

      Decisione coraggiosa in che cosa? Quante volte ci troviamo a fare i conti con questi comitati addetti alle nomine nei musei d’arte contemporanea? Questi esperti si elevano a nuovi santoni del contermporaneo. Spesso, dietro titoli e competenze si nasconde solo il vuoto.

      Criticarne le scelte è eresia. A mio modo di vedere, la nomina del curatore, andrebbe presa direttamente dagli artisti del territorio d’appartenenza, (come identità culturale proiettata in ambito internazionale) sulla base di un dialogo progettuale, libero e aperto con il pubblico dell’arte.

      L’arte è partecipazione ed è importante nella misura in cui è linguaggio accessibile e fruibile da parte di tutti i cittadini. Oggi , invece, l’arte è tanto specialistica ed esoterica da essere un esclusivo appannaggio di una elite.

      Nella gestione dei musei, è tempo di smascherare questo metodo arbitrario, asservito a logiche di potere politico e a interessi di controllo sull’arte: a partire dalle scelte dei linguaggi e alla gestione dell’informazione. La cosa drammatica è che i musei pubblici sono stati ridotti in luoghi spettrali e perennemente a rischio fallimento.

  • Arianna

    Preferiamo di gran lunga il coraggio dell’onestà, dei concorsi puliti e delle persone che talvolta rifiutano gli incarichi in nome della propria dignità.
    L’assegnazione di questo posto era prevedibile al 100% ed è frutto del continuo scambio di mostre populiste che MAN e MART si sono rimpallati a vicenda in questi anni, sfruttando soldi pubblici e spacciando mostre di 3a categoria come di altissimo livello.
    La Collu, scaltra come una volpe, è un asso nel sapersi vendere. Si è costruita un personaggio di facciata con coloro che dovevano sborsare i soldi per poi farsi indisturbata i suoi intrallazzi sottobanco. Questa nomina al MART è il frutto di quel lavorìo ad esempio.
    Un altro esempio fra i tanti, per riallacciarci subito a un incarico citato dal Direttor Tonelli stesso, può essere la miriade di artisti sardi magicamente selezionata dalla giurata Collu nelle edizioni in cui essa vi ha presieduto. Artisti assolutamente non all’altezza, lì solo perché voluti dalla giurata. Anche questo è facilmente documentabile, basta andare sul sito Terna. Ma è solo un piccolissimo episodio, anche se già di per abbastanza grave.
    In Sardegna ha lasciato un grandissimo malcontento, ora lentamente le magagne stanno venendo fuori grazie alle testimonianze di chi conosce i retroscena.
    Chi sa, parli. E’ importante e giusto che si sappia.

  • magritte

    Ora ho capito perchè da dieci anni vivo in inghilterra, vedendo questi commenti e altri su questo tema mi sono reso conto di quanto gli italiani siano un popolo di invidiosi che fanno di tutto per osteggiare chi ha idee e qualità per guidare istituzioni di livello. Una acredine condita di bugie cronicizzate dalla politica del retroscena, cara alla politica ed estesa in ogni dove. Qualche mese fa avevo visto un bellissimo report sulla bbc proprio sul Man della Collu, e ancora sul canale Arte, e poi articoli su quotidiani tedeschi e francesi. Ovunque si parlava dell`incredibile lavoro di quel museo e del budget modestissimo con cui veniva affrontato. Per quanto riguarda i compensi ritenuti da scandalo, primo basta documentarsi per sapere che i numeri dati sono falsi, e che il compenso di ca. 80mila netti non sono nè un furto nè un grande stipendio. Se poi si considerano i risultati mi sembra adirittura modesto. È il mercato che offre i compensi, se Benigni va a fare una piccola comparsa di 20 minuti in Rai a 280mila euro tutti trovano il corrispettivo giusto. Se uno lavora anni e anni (e per molti la Collu ha lavorato per cifre irrisorie, basta controllore gli annuali report prodotti dallo stesso museo, io amo informarmi anche per mestiere, visto che sono giornalista e pubblicista nel mondo dell`arte) con serietà fino a regalare a una provincia e una Regione in perenne ombra un pò di luce, ecco le critiche al vetriolo. La Belli e la Collu sono molto diverse, hanno avuto collaborazioni, credo due o tre in 14 anni, ma segueno percorsi diversi. Io sono molto fiducioso che il Mart abbia un`ulteriore spinta e crescita con questa donna semplice quanto preparata. Continuerò a vedere le cose d`arte italiane dalla distanza, come ho sempre fatto. Ma se dovessi scomettere sul nuovo corso al Mart posso dire che sono certissimo che sarà virtuoso e di crescita. Questo sarà anche il mio ultimo commento su Artribune, trovo noiosa e assurda tutta questa situazione, parlare coi sordi è cosa improba.

  • Ma

    Quello che è noioso sono i soloni, che pensano che il mondo perda qualcosa di grosso se loro non scrivono più.
    si può pensare quel che si vuole, della Collu: non del suo stipendio, che è di 177mila euro annui, come dimostrano i documenti della stessa Provincia di Nuoro

  • Massimiliano Tonelli

    Se tutto quel che dite è vero e documentabile esiste un solo buon motivo, fatta salva la vostra codardìa di vandali e teppistelli del web, per cui lo dite nascondendo la vostra identità?
    I commenti anonimi magari non li censuriamo, ma di certo non li consideriamo credibili.

    • Dott Tonelli , gli atti teppistici nella questione Collu , sono senza dubbio riconducibili a chi in questa discussione ed altrove ne ha, dilettantiscamente e per partito preso assunto il ruolo di difensore di ufficio.
      Se voi proponete la lettura di in articolo non potete avanzare la pretesa che venga accettato acriticamente. Questo modo di porsi fa male a voi come redazione perche’ vi costringere ad aggettivare il dissenso e fa male anche all’oggetto della discussione perché la si sospetta ancora di piu’,ingiustamente, di essere favorita.
      Personalmente della Collu e di chi come lei sovraintende ai meccanismi in qualità di burocrate , me ne sono sempre infischiato in termini di giudizi sulla loro presunta moralità. Che portino ovverossia a casa 1000, 3000 o come si adombra 14500 al mese, niente aggiunge o toglie alla faccenda che eccede di gran lunga ogni singolo partecipante.
      Le cose veramente aberranti sono le logiche prodotte da questi sistemi creati esclusivamente per fissare delle barriere e rendere per ciò neutro, quello che dichiarano di promuovere.
      Il museo è divenuto luogo di profilazione di cose che sono avulse dagli ambienti che le hanno prodotte.
      Dott. Tonelli bisogna leggere sotto una luce differente i percorsi definiti professionali all interno di queste finte realtà che i musei incarnano .

  • sfel

    Le persone scoperte con le mani nella marmellata tendono ad esser vendicative. Anche se ciò che s’afferma è più che vero.

    Quando una persona mette a disposizione i link della regione Sardegna e della provincia di Nuoro,afferma il falso? Non mi pare

    qui trovate altro materiale, riguardo quanto sopra

    http://www.studioesseci.net/mostra.php?IDmostra=596

  • beatrice

    conosco cristiana collu,
    è una donna che mi piace e sono molto contenta della sua elezione al Mart.

  • valentina broggi

    Da tempo il sistema italiano Musei di arte contemporanea e suoi loro direttori è in default! Perchè non pensare a un sistema differente, come in UK ad esempio?
    La nomina della Collu senza concorso pubblico, in uno spazio importante come il MART è solo l’ennessimo esempio.
    Poi il suo stipendio per un piccolissimo museo come il MAN a Nuoro è davvero un furto, sottratto alle attività stesse museali.
    Vergogna!

    • Giuseppe

      Trento e provincia in fatto di concorsi per artisti è sede di favoritismi locali… argomento questo che forse non c’entra con la nomina della Collu… ma sicuamente il meccanismo è stato identico… Spero che altri artisti che hanno partecipato a concorsi pubblici per la scelta di opere d’arte che in tale provincia se ne fanno a bizzeffe abbiano notato come me (partecipante) il funzionamento delle giurie… Peccato che la magistratura intervenga solo su querela di chi può essere interessato a farla tramite avvocato… e che nessuno mai sollevi qualche dubbio…. Intanto i vincitori dei concorsi trentini sono sempre gli stessi…
      Vedi link concorsi espletati
      http://www.trentinocultura.net/soggetti/pat/abbellimento_edifici_h.asp

  • Dorje

    La brava Cristiana Collu merita e lo dimostrera’ spazzando via le critiche e le invidie come foglie secche al vento.

  • Stefano

    Il MAN un museo di provincia? Cercate di avere rispetto!

  • paolo

    Scelta coraggiosa? Chiamare a dirigere una persona che dal 1997 ha diretto una piccola realtà come il MAN? Scelta fuori dal mondo. Tanto al Mart non ci andava un cane comunque.

  • Berengario

    Direttore, lei ha un bel dire, ma qui ci sono persone che non sanno leggere. Il sito della Regione Sardegna si riferisce a una interrogazione consiliare ampiamente verificata e contrastata dai fatti, il risultato è che quei 170000 euro sono lordi e che riguardano due compensi per due ruoli differenti della stessa persona. Un compenso netto di circa 84000. Non sono pochi ma non sono molti, anzi. Guardando i risultati, per uscire da questa cronichella da baraccone, si vede un successo irripetibile per i più, altrimenti vi invito a lavorare in situazioni marginali come quella nuorese. L´unica persona che col suo carettere è riuscita a dare alimento a quei luoghi è la Collu. Animando persino un gran numero di artisti sardi altrimenti emeriti sconosciuti, Molti dei quali hanno trovato gallerie di riferimento grazie proprio all`azione del Man. Per non dire la ricerca, la didattica e le collaborazioni. Converrà, anche solo osservando gli annuari del gigantesco intervento del Museo, e non solo a Nuoro ma in tutta la Provincia e nell`Isola. Il tutto con budget che sono un decimo di quello del Mart, che guarda caso si servirà proprio di lei. Vede Direttore, le cornacchie ci saranno sempre, le Collu ahimè che sono merce rara no. Ecco perchè abbiamo un dovere morale a sostenerle. Grazie

  • Romano

    Non sono un esperto di arte, ma da trentino e roveretano sono fiero di quello che il MART rappresenta per l’arte moderna e contemporanea in Italia. Sono sorpreso e felice per la scelta di una giovane manager sarda alla guida del Museo e trovo sconcertanti alcuni dei commenti presenti su questo sito.
    Stavo per condividere con gli amici su Facebook, trovandolo molto bello, il commento iniziale siglato M.T. Mi sono tuttavia ricreduto e fermato quando ho letto la sua parte finale, che fa capire quanto poco siano conosciute le specificità locali in Italia. L’autore considera, evidentemente, Trentino e Alto Adige una stessa realtà istituzionale e, cosa ben più grave, le due province autonome come parte di un presunto “grande Veneto” che – fortunatamente – non esiste e non è mai esistito. Ricordo a tutti che le “Tre Venezie” sono un’invenzione nazionalista fine ottocentesca, che ha goduto di grande seguito solo nel ventennio. Il Trentino non ha mai avuto nulla a che spartire con il Veneto; a differenza di buona parte della Lombardia non è mai stato “sotto” Venezia (salvo per limitate porzioni, come la Vallagarina, e per pochi decenni). La cultura, la società, l’economia del Trentino sono molto diverse da quelle del Veneto.
    L’Alto Adige-Suedtirol, terra tedesca nel moderno Stato italiano, è diverso ancora. La Regione TAA ha pochissime competenze. Quasi tutte le prerogative dell’Autonomia speciale, tra cui quelle della cultura, sono attribuite alle due province autonome.
    In Italia il Nord-Est è, insomma, una mera espressione geografica; persino il “famoso” Nord-Est economico è veneto e solo veneto (o, al massimo, un po’ friulano).
    Di certo non si potrà chiedere alla Collu di “impostare finalmente una vera rete di spazi museali non solo in Trentino, ma anche in Alto Adige e nel resto delle Venezie (anche nell’ottica della candidatura di tutto il Veneto a Capitale della Cultura)”. E’ vero solo che il Nord-Est è candidato a Capitale della Cultura e che Regione del Veneto, Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia e province autonome di Trento e Bolzano stano collaborando alla candidatura comune.

  • LorenzoMarras

    Di grazia Egregio Romano, perche’ mai sconcertato da valutazioni diverse dalle sue che Lei, naturalmente, ritiene a priori le piu’ giuste?
    Lei Romano, prima di scrivere sulla sua propria realta’ si è mai interrogato su quella Nuorese e Sarda piu’ in generale? per carita’ da Voi le cose funzionano bene (lo so perche’ ho parenti che lavorano in Trentino e considerano ora come casa loro perche’ si sono trovati bene) ma qui, Romano, le cose non vanno bene.

    Ritorno a dire, daccapo, non imposterei il discorso Musei personalizzandolo nella figura della Collu e , sopratutto, facendo leva sulla cifra intorno alla cui natura (lordo, netto e compagnia bella) ci si affacenda ma sul fatto, che e prendo lo spunto da quanto scritto da certo Berengario : non è con il MAN che si rivitalizza socialmente un territorio se questo è endemicamente afflitto da disoccupazione – crisi economica (chiusura di aziende agricole per rapacita’ accertata di Equitalia) – crisi ambientale (assalto pressoche’ sistematico del territorio da parte di organizzazioni edilizie dietro cui, da tempo si paventa la presenza della criminalita’ organizzata).

    E non basta fare conoscere in Continente quattro gatti ,”””la Collu ha il merito di avere animato molti artisti sardi “”” è stato scritto senza rendersi conto che se costoro hanno avuto bisogno della medesima per fare sapere un NOME, beh proprio Artisti non erano e NON sono.
    In Sardegna , è mia opinione personale, ovviamente e dunque discutibile fin quando si voglia…. non ho mai saputo dell’esistenza di un solo ARTISTA … dico UN SOLO, figuriamoci l’esercito che declama il nostro Berengario. Tuttavia ci sono in abbondanza ottimi Operatori che per raccoglierli tutti non basterebbe certo il Man.
    Dica i nomi degli “Artisti” “miracolati” dalla Collu Berengario, li dica!
    Basta che uno faccia carriera per fregiarsi del titolo di Artista ? accidenti che culo! guarda un po’ , perche’ argomentiamo che so, di De Dominicis? perche’ è conosciuto , ergo ha fatto carriera. ajo’ per favore, la vogliamo finire si o no di fare gli spocchiosi nel “presbiterio alcova” con i soldi dei prossimi.

    Comunque Dott. Tonelli, mi spiace ma Voi in altre occasioni Vi siete lamentati per atteggiamenti scorretti da parte di alcuni commentatori ma non avete censurato nessuno per le cose OFFENSIVE che sono state rivolte ai sardi ed al suo territorio, dietro frasi pelose come invidia ed altre indirette quando si scriveva bene della Collu (l’animatrice della Nouvelle Vague Sarda).

    Buon giorno.

  • Speriamo bene.

  • BigGim

    Evviva largo ai giovani

  • motrenok

    ottima scelta ! da roveretano “emigrato” in altre regioni posso solo dire che il lavoro fatto al MAN è stato eccezionale. Conosco direttamente le zone periferiche e so cosa sia mettere sotto i riflettori un luogo marginale alle metropoli. Brava Cristiana !

  • Maria

    Spero solo che non faccia a Rovereto quello che ha fatto al MAN e in Sardegna. Mafiosa di prim’ordine, ci sarebbe da indagarla per come ha gestito personalisticamente ingenti somme pubbliche e per la serie di favori fatti in modalità e misura variabile in vista di tornaconti futuri.
    Fai schifo, devi solo vergognarti!

    PS: scusate lo sfogo, ma la rabbia è tanta.

  • Cristiana Curti

    La rabbia sarà tanta, ma la sua, Maria (naturalmente senza cognome), è pura diffamazione (con contorno di calunnia). La Redazione dovrebbe fare qualcosa in proposito.

  • Pier Franco Fadda

    Sono di Nuoro, faccio il libraio, mi occupo di promozione culturale. Il MAN per questa città ha significato tanto: credibilità internazionale, crescita culturale con decine di laboratori per le scuole, ritorno economico. 20.000 presenze annue non sono poche e per il tessuto economico hanno un peso. Questo è un territorio che ha possibilità di sviluppo soltanto operando nell’ambito del binomio Cultura-Ambiente, in molti abbiamo già nostalgia di Cristiana Collu e temiamo il ridimensionamento del lavoro svolto in questi anni. Ho avuto modo di collaborare con lei portando nel museo la letteratura con delle rassegne svoltesi nei suoi spazi, a costo zero per il museo, ma con la soddisfazione di vedere una struttura come quella aprirsi alla comunità. Un funzionario della provincia non può chiedere l’aumento di stipendio, quello lo decide, eventualmente, l’ente stesso, Cristiana ha iniziato 14 anni fa prendendo uno stipendio di circa 700mila lire di allora al mese… Ho come l’impressione che l’invidia e la frustrazione di ambizioni represse siano dell’ottimo carburante per le macchine del fango.

  • Pier Franco Fadda

    Aggiungerei, inoltre, che una cosa è dirsi artisti ed altra è l’esserlo. I musei, anche locali, non servono per far aumentare il valore delle proprie opere o di qualche collezione privata, ma per far crescere la cultura di un territorio, magari sprovincializzandolo e, perchè no, attraverso le loro proposte, attivando anche delle ricadute economiche per il territorio.

  • Manuel

    Caro Pier Franco, dicci anche qualcosa sul buco di 600.000 Euro lasciato dalla “Dottoressa” (come si faceva chiamare lei) al MAN. C’è tanta tanta gente che aspetta di essere pagata per il proprio lavoro e lei è scappata via col suo bel stipendio da 177.000 Euro netti all’anno…

  • Pier Franco Fadda

    La Dottoressa Collu (se il titolo c’è non vedo perchè non usarlo) prendeva 177.230 euro lordi di stipendio, non credo se lo sia assegnato lei, ma un consiglio di amministrazione formato da delegati della Provincia e della Fondazione Banco di Sardegna, che valutava anche il suo operato, presumo, quindi, che eventuali pagamenti rirtardati siano da addebitarsi all’ente. Il buco non esiste anche perchè la Collu non poteva disporre di fondi che non aveva, la Provincia ha solo sostenuto che, alle attuali condizioni di finanziamento, non sarebbe possibile garantire la qualità delle iniziative per i prossimi anni e che, quindi, occorrerebbe un milione di euro all’anno per garantire la piena funzionalità della struttura. Non per pagare debiti, quindi. Il nuovo direttore avrà uno stipendio, di partenza, di circa 40.000 euro all’anno, ma il consiglio d’amministrazione sta ancora chiedendo certezza di finanziamenti alla Regione Sardegna. Possibile che l’unico argomento sempre sventolato per attaccare la Collu sia proprio quello che non dipendeva da decisioni sue, cioè quello dello stipendio ? Tu, Manuel, l’avresti rifiutato ? Oppure non saresti andato a dirigere il Mart ? Parliamo di cose serie, per favore…

    • SAVINO MARSEGLIA

      IL BILANCIO CREATIVO DELL’ARTE D’ELITE !!!

      C’è un modo serio per tagliare gli stipendi d’oro di curatori e consiste nel prendere in esame quello che si dice in giro in questi giorni di crisi economica profonda: tagliare e tagliare tutto ciò che non bisogna mai tagliare dentro la casta dell’arte e della politica nostrana…

      Un altro taglio è quello di immaginare tutte le cattedrali dell’arte contemporanea divise a metà: quelle per l’elite dell’arte da salotto buono e quelle di seconda mano per artisti poveri in canna e pubblico a digiuno d’arte.

      E’ possibile mettere in discussione quest’ultima proposta, con l’aiuto di qualche noto ed “esperto” curatore-cicisbeo di anime morte per mettere a fuoco i vari punti di vista che hanno gli artisti e il popolo su questo specifico argomento.

      In questo caso la proposta del curatore cicisbeo è quella di aumentare le spese pubbliche per gli artisti esclusi e il popolo a digiuno d’arte, in modo che anche quest’ultimo possa assaporare la dolce estasi dell’arte del feticcio addomesticato al potere sovrano e aumentare così, di maggiore risorse pubbliche l’arte d’elite.

      Poichè i bilanci economici, (a differnza di quelli sull’arte) sono considerati una scienza esatta, il popolo si aspetta che questi “bilanci creativi” siano più remuneratoivi di quelli economici.