Al Macro cambia tutto

Più d’uno si era stupito lo scorso 30 novembre. Si inaugurava l’opera di Carsten Höller nella Sala Enel del Macro e ci si aspettava che il neodirettore, Bartolomeo Pietromarchi, illustrasse le sue idee e i suoi programmi in merito al museo. Invece niente. Ora però il momento è arrivato, con la conferenza del prossimo mercoledì. Bocche cucite. Tranne quelle di Artribune.

Qualcuno magari si aspettava che qualche novità sulla road map di Bartolomeo Pietromarchi nei suoi programmi per la direzione del Macro emergesse già la sera del 30 novembre, quando una bella fetta dell’artworld nazionale si ritrovò attovagliato nelle sale del museo per la grande cena dedicata al progetto Enel Contemporanea. Ma in quella occasione il direttore rispettò fino in fondo i doveri del perfetto ospite, e i protagonisti assoluti rimasero soltanto Carsten Höller e la sua opera che giganteggia nella Sala Enel.
Ma ora sembra proprio che il momento sia giunto, anzi il titolo che campeggia sull’invito per la ormai prossima conferenza non lascia spazio a dubbi: Macro. Il nuovo corso. Quali dunque le novità che potrebbero vedere la luce? Il documento non si sbottona, se non sul fatto che a battezzarle – mercoledì 14 dicembre alle 11.30, all’Auditorium del Macro – ci saranno l’assessore alle Politiche Culturali di Roma Dino Gasperini e – ovviamente – il direttore del museo Bartolomeo Pietromarchi. E che presenteranno “il nuovo corso del Macro: la nuova filosofia, la struttura organizzativa e il programma 2012”.

Miltos Manetas - Untitled (Lara Croft) - 1998 - courtesy l'artista & Gloria Maria Gallery, Milano

Eppure, le sempre attente antenne di Artribune hanno captato qualche vocina che si spinge un po’ oltre: pare ad esempio che finalmente si delineeranno i confini della costituenda Fondazione Macro, strumento di governance irrinunciabile per uno spazio come il Macro e per le sue aspirazioni. Il grande lavoro interno effettuato dallo staff amministrativo del museo verrà valorizzato e finalizzato come merita? Lo speriamo, perché così com’è (di fatto un ufficio interno alla Sovrintendenza Comunale) il Macro non è gestibile. Altre novità? Probabilmente riguarderanno lo staff: i nomi che aleggiano in città sono altisonanti. Marco Delogu potrebbe essere il nuovo responsabile per la fotografia (in vista di un accorpamento tra il Macro e il Museo della Fotografia presentato qualche giorno fa al Mattatoio?). Per le attività multimediali potrebbe venire coinvolto Miltos Manetas, artista greco-italiano sempre attento alle nuove tecnologie. La parte editoriale, a quanto si vocifera, andrebbe sotto l’egida di Stefano Chiodi e, in una sorta di revival della Fondazione Olivetti di qualche anno fa – diretta appunto da Pietromarchi -, la parte più squisitamente curatoriale potrebbe essere appaltata a Maria Alicata.

Stefano Chiodi

Un gruppo agguerrito di professionisti che dovranno seguire in primis la principale novità che il Macro proporrà: la trasformazione di una gran parte del museo in spazi destinati alle residenze d’artista. Meno ambienti per l’esposizione di opere, più ambienti per la produzione di opere. L’inizio di una nuova tendenza?

www.macro.roma.museum

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  • Ma

    Vorrei suggerire Vanna Marchi alla comunicazione

    • luciana marcella

      condivido la proposta.

  • Neapolis

    Cosa dire, speriamo che gli amichetti di Bartolomeo siano utili a fare grande il Macro. A proposito, lo sapevate che va via pure Costanza Paissan???