Verona tri-fronte. Popolata da gentiluomini

Ventuno artisti proposti da sette gallerie di Verona. Divisi secondo un inquadramento temporale: artisti storicizzati, mid-career, giovani promesse. Per una riflessione sulla storia e una proposta sul futuro. Scommessa riuscita? A Palazzo Forti, fino all’8 gennaio 2012.

The Gentlemen of Verona - veduta della mostra presso Palazzo Forti, Verona 2011 - photo Antonella Anti

All’idea di un museo-monumento chiuso su se stesso si contrappone sempre più l’idea di un museo-territorio, un “museo esploso” nel tempo e nello spazio, capace di cogliere e tessere insieme i più diversi stimoli visivi. Diventa arena, campo, costellazione, dove si confrontano i cambiamenti in atto, le corrispondenze segrete, i cortocircuiti tra passato e presente.
Ebbene, anche questa esposizione dal titolo The Gentlemen of Verona. Sperimentazioni sul contemporaneo in Italia, pare elaborare un discorso fondato su incroci, rinvii, echi. A raccordare le creazioni è il legame che ha unito sette gallerie veronesi (Artericambi, Boxart, Galleria dello Scudo, FaMa Gallery, La Giarina, Marco Rossi, Studio La Città) nell’identico intento di costituire una sorta di “carta d’identità” di quelle che sono state (e sono) le loro proposte artistiche nel corso degli anni.
È un progetto che si fa “momento di riflessione” sulla storia recente di Verona (come afferma il curatore Andrea Bruciati), ma anche sguardo sul futuro possibile. Il tutto con una precisa dichiarazione d’intenti: investire sul valore intrinseco dell’arte e, attraverso la sinergia tra pubblico e privato, dilatarne la conoscenza e farne un elemento di “ricostruzione identitaria” della collettività.

The Gentlemen of Verona - veduta della mostra presso Palazzo Forti, Verona 2011 - photo Antonella Anti

Buone le intenzioni, meno i risultati. Per conciliare operatori provenienti da esperienze e intendimenti diversi, il curatore si è visto costretto a creare una griglia espositiva piuttosto retrò, fatta di nomi storicizzati, mid-career e giovanissimi; un percorso generazionale (o cronologico), quando ogni temporalità ormai è stata decostruita e ogni tendenza annullata. E infatti, al di là di ogni tentativo di rimescolare le carte, di far perdere il filo, di ricominciare da capo per tessere una nuova trama di senso, rimane come una sottile sensazione di allestimento ordinato, “gerarchizzato”. Nella sala centrale i maestri (Luigi Carboni, Angelo Filomeno, Franco Guerzoni, Emilio Isgrò, Aldo Mondino, Giovanni Morbin, Luigi Ontani) e, a latere, gli emergenti (Daniele Girardi, Anna Galtarossa, Andrea Galvani, Paolo Maggis, Andrea Mastrovito, Sissi, Alessandro Roma) e infine i giovanissimi (Thomas Braida, Tomaso De Luca, Elio Germani, Valerio Nicolai, Agne Raceviciute, Dragana Sapanoja, Giulio Squillacciotti), anche se sempre in dialogo con i maestri.

The Gentlemen of Verona - veduta della mostra presso Palazzo Forti, Verona 2011 - photo Antonella Anti

È come se si fosse alluso all’ipotesi di un nuovo itinerario, ma si fosse lasciato il discorso sospeso. Si sa, lo spettatore si sente sempre immune da ciò che vede: guarda con curiosità, ma la cosa non lo riguarda. Forse era necessario portare i giochi allo stremo, fare in modo che il network di relazioni visive lo inquietasse nel più profondo e che le immagini diventassero cose animate capaci di guardarlo, di ri-guardarlo.
Più che di una ricognizione a livello estetico avrebbe potuto essere davvero una mostra dai risvolti etici: non solo una maniera per comunicare una storia, ma un metodo per suscitare una posizione critica, per generare inediti modelli conoscitivi.  Del resto, non sono gli stessi galleristi che nei loro “scritti” auspicano “l’attivazione di un nuovo fermento culturale nel territorio”?

Luigi Meneghelli

Verona // fino all’8 gennaio 2012
The Gentlemen of Verona
a cura di Andrea Bruciati
PALAZZO FORTI
Volto Due Mori 4
045 8001903

www.palazzoforti.it


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Luigi Meneghelli
Laureato in lettere contemporanee, come critico d'arte ha collaborato e/o collabora a quotidiani (Paese Sera, L'Arena, L'Alto Adige, ecc.) e a riviste di settore (Flash Art, Le Arti News, Work Art in progress, Exibart, ecc.). Ha diretto e/o dirige testate culturali come Veronalive. Come curatore ha collaborato con spazi pubblici, tra cui Mart, Palazzo Forti, Museion e in occasione di mostre personali ha pubblicato saggi su Kantor, Novelli, Turcato, Vedova, Chiari, Fioroni, Boetti, Mambor, Masuyama, Hernandez, ecc. Ha curato mostre tematiche e di gruppo in Italia e all'estero, come La Pop Art Italiana, La Nuova Scuola Romana, L'Arte Povera, La Body Art. Si è interessato di Pubblic Art con esposizioni e dibattiti. E' stato selezionatore per il Triveneto delle nuove emergenze per riviste ed esposizioni. E' stato commissario italiano per la rassegna internazionale “Frontiera 92” (BZ) e commissario alla Biennale di Venezia (’93)… Insegna presso l'Accademia di Belle Arti di Verona.
  • andrea bruciati

    l’immagine relativa al video non appartiene alla mostra in oggetto.
    ringrazio dell’attenzione

    • Luigi Meneghelli

      Hai ragione, caro Andrea. Nel fotoservizio si è inserito un losco intruso, una sorta di virus sconosciuto. Come rimediare? Forse solo invitando gli appassionati d’arte a visitare la mostra, per scoprire la “birba iniqua” che si è fatta passare per “gentiluomo”.

      • l’uccellino trasgressivo

        Quel losco intruso è un curatore di anime morte, ma luigi la tua presunzione è una bestia che devi cercare di mandarla a pascolare…
        buona notte