Per grandi e piccini. La Pixar a Milano

A Milano, i cartoon della Pixar invadono il PAC. 500 elementi tra bozzetti, video e maquette riportano in vita il processo creativo dei personaggi animati, da “Luxo jr” del 1986 a “Brave” del 2012. Un evento – che apre domani al pubblico – che mostra il reale come premonizione del digitale.

Pixar. 25 anni di animazione - veduta della mostra presso il PAC, Milano 2011

Apre domani al pubblico, al Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, il fitto percorso di Pixar – 25 Anni d’Animazione, che arriva direttamente dal MoMA di New York. La mostra si sviluppa come un laboratorio analogico che, fra teche, maquette, proiezioni e sketch originali, celebra la sensibilità tecnica e visionaria degli artisti della Pixar. Disegnatori che hanno dato vita ai memorabili protagonisti digitali di lungometraggi animati quali Cars, Toy story, Ratatouille e WALLE. Per tutti i visitatori, inoltre, sarà possibile vedere in anteprima assoluta le immagini del nuovo film Disney-Pixar dal titolo Brave – Coraggiosa e Ribelle, nelle sale a partire dall’estate 2012. Ne abbiamo parlato con la curatrice Maria Grazia Mattei.

Pixar. 25 anni di animazione - veduta della mostra presso il PAC, Milano 2011

Si può affermare che, prima di prendere vita sullo schermo, l’arte diventi un supporto insostituibile per le più avanzate tecniche di animazione digitale? E se sì, perché?
Come dice John Lasseter,“l’arte ispira la tecnologia e la tecnologia ispira l’arte”. Non direi quindi che è questione di supporto, ma di ispirazione. Il “mondo nuovo” di immagini che oggi vediamo si ispira alla tradizione delle arti. Le avanguardie artistiche, nei primi del Novecento, hanno mostrato che l’arte aveva bisogno di mezzi nuovi. Il sogno dell’opera totale rappresentava quel bisogno e affermava che era l’ispirazione artistica a necessitare di nuovi supporti. La computer art, negli anni ’60 e ’70, raggiunse quel sogno, compì l’opera totale grazie al supporto della tecnologia. La tecnologia permise di raggiungere quella sinestesia di suoni, colori e immagini su cui le avanguardie si erano tanto interrogate. Quindi è l’artista che cerca soluzioni tecnologiche per risolvere i suoi misteri.

E la tecnologia?
C’è una tecnologia che si ispira all’arte; alcuni progetti realizzati al computer si rifanno all’arte. Siamo ancora a uno stato iniziale di ricerca ed espressione, ma quando saremo in grado di utilizzare gli strumenti offerti dalla tecnologia in modo davvero approfondito, si creerà un nuovo codice d’espressione artistica. La tecnologia deve spingersi verso questa direzione. Talvolta si intravede questo percorso, ma il “nuovo vero” deve ancora arrivare.

Pixar. 25 anni di animazione - veduta della mostra presso il PAC, Milano 2011

Come è stata suddivisa, quali temi affronta e quali personaggi mette in risalto la mostra?
La mostra prende spunto da un desiderio di John Lasseter di rivelare l’arte che sta dietro ai processi creativi, produttivi e tecnologici di un film Pixar. L’obiettivo è mettere in mostra alcuni punti-chiave del lavoro di una delle case di produzione più importanti al mondo che, dalla sua nascita, ha rivoluzionato la storia del cinema. La mostra è suddivisa in quattro sezioni: Personaggi, Storie, Mondi e una sezione finale dedicata alla “Digital Convergence”, dove si potrà vedere come il lavoro di una bottega d’arte diventa arte digitale; in questa sezione, infatti, le opere esposte rivivranno grazie a installazioni che utilizzano la tecnologia digitale. Ogni sezione vive ed è arricchita da immagini, disegni, sculture, colorscript che raccontano i processi “nascosti” di realizzazione di un’opera frutto dell’ingegno e della mano collettiva di un team.

Ci anticipi qualcosa…

Nei film Pixar tutto parte dalla matita. La pipeline illustra tutte le fasi del flusso creativo, dalla matita alla scrittura, alla composizione delle inquadrature ai suoni. Il percorso della mostra porta inoltre lo spettatore dentro la creazione dei personaggi dei film, da Toy Story a Cars 2, con un’anticipazione sul prossimo film in uscita, Brave. C’è un’installazione, a me molto cara, lo Zootropio, che permette di vedere muoversi in uno spazio tridimensionale i personaggi di Toy Story, regalando un’anticipazione su quello che sarà il futuro del cinema olografico 3D.

Pixar. 25 anni di animazione - veduta della mostra presso il PAC, Milano 2011

Per quale visitatore-tipo ha immaginato questo percorso?
La produzione della Pixar ha raccontato e sta raccontando storie contemporanee in cui adulti e bambini si ritrovano. È una mostra per tutti, è una mostra che parla ai piccoli e ai grandi, agli studenti e al mondo professionale, ai giovani creativi e a tutti coloro che vogliono immaginare. Il visitatore tipo siamo tutti noi, è la persona curiosa interessata a scoprire aspetti legati all’innovazione, alla cultura e ai nuovi linguaggi, ma anche il bambino che vuole sognare.

Ginevra Bria

Milano // fino al 14 febbraio 2012
Pixar – 25 anni di animazione
a cura di
Maria Grazia Mattei
PAC

Via Palestro 14
02 884 46359
www.mostrapixarmilano.it

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.
  • hm

    peccato ogni tanto escano film tipo avatar che distruggono moralmente e psicologicamente qualsiasi lungometraggio bambigiocoso che la pixar concepirà da qui alla sua scomparsa .

  • Ginevra Are

    Scusa se dissento HM, ma hai presente i primi 15 minuti del film Pixar “UP”? osservali bene, tu vuoi chiamare quello bimbogiocoso?
    a me sembra invece che siano anni avanti per quanto riguarda l’incontro tra arte, tecnologia e un supporto di sceneggiatura notevole!

  • hm

    up non è male (sebbene il design dei personaggi sia altamente odioso e caricaturale pqmr per quanto mi riguarda), mi sembra sia il migliore della pixar finora insieme al pesciolino nemo, anche se rimane sempre roba bambigiocosa (da bambini bambocci) zeppa di messaggi subliminali . peccato non sia nemmeno lontanamente paragonabile a un’opera d’arte totale come avatar .

  • MIK

    avatar avrà anche paesaggi meravigliosi, e personaggi affascinanti, che senza il 3d e le tecnologie moderne si perderebbero… la storia non mi pare questa gran invenzione, anzi, abbastanza banale….
    banalità è una parola che alla pixar non conoscono, guardando i film ci vedo poesia e genialità.
    far divertire i bambini e far pensare gli adulti, non è proprio roba da bambocci, lo sono forse gli afulti che guardano e non percepiscono….

    • hm

      a me invece risulta estremamente banale chi sostiene che avatar sia banale, spesso è gente dal cervello micragnoso che reggo per meno di 20 secondi . avatar (oltre all’orgasmo visuale insuperato di fondali e animazioni ambientate in un mondo fantasy alieno) dietro ha una storia di fantascienza plausibile e complessa e tracima di messaggi ambientalisti anticapitalisti e contro la guerra, non stupide automobili parlanti che si buttano fuori strada a vicenda e mostriciattoli furry che escono dall’armadio di una bimbetta scema . se dici che i film pixar fanno pensare (esistono sempre le eccezioni non lo metto in dubbio, poi è bello vederli sotto natale coi cuginetti che mangiano popcorn e sporcano dappertutto) dovresti anche esemplificare cosa ti ha fatto pensare e dove, non vorrei che tra un messaggio subliminale e l’altro di cui sono infarciti i film disney magari tra un megafallo un 666 e una vagina ci fosse un fotogramma con scritto ‘pensapensapensa’ o ancora meglio ‘think different’ e il logo apple .

      • johndorian

        Direi che tu non hai mai davvero guardato un film della Pixar, i “messaggi anticapitalisti” che tu citi in Avatar sono presenti con maggiore originalità in Wall-E, Avatar è Pocahontas, neppiù nemmeno, simile ad altre migliaia di storie che parlano di una civiltà che si ritiene superiore che invade una tribù selvaggia. Detto questo, chapeau a James Cameron per aver creato un universo credibile e dalla ricca simbologia, utilizzando al meglio le ultime tecnologie (e credimi, appena esce il seguito, lo andrò a vedere) ma mi sembra molto riduttivo descrivere i film della Pixar come hai fatto tu… Certo se poi pensi che l’animazione sia un genere solo per bambini, sono problemi tuoi…

        • hm

          lol hai capito tutto di avatar se pensi che sia come pocahontas, ho parlato di avatar perchè è uno dei pochi film blockbuster che conosci paragonabili alla pixar (anzi decisamente superiore se è il film più visto della storia del cinema), se ti cito altri 25 film di animazione è quasi certo che tu non li abbia nemmeno mai sentiti nominare .

        • Leo

          100% d’accordo con johndorian

  • Ginevra Are

    Io credo che nessuno possa mettere in dubbio quanto Avatar sia avanti per quanto riguarda la tecnologia e la bellezza dei fondali e del mondo fantasy, ma…. per quanto riguarda la storia, la definirei non solo banale ma anche una copiatura bella e buona! prima ancora di Pocahontas, correvano i primi anni ’90 quando uscì il lungometraggio a cartoni animati chiamato Ferngully, sconosciuto ai più.
    Ferngully ha esattamente la stessa trama e tratta delle stesse tematiche che hm definisce “anticapitaliste e contro la guerra”… solo che allora i verdi avevano ancora un senso, ora è tutta roba glà vista e anche un bel pò ipocrita.
    quindi dire che Avatar ha una storia complessa e plausibile è un tantino esagerato, no? all’estero lo chiamano solo più “Ferngully in space”, fate voi!

    per quanto riguarda la Pixar, beh… sarà che ci sono cresciuta, ma anche da grande le sensazioni rimangono le stesse… a me ha fatto pensare l’umanità del futuro obesa e iperpigra descritta in Wall-e, mi ha fatto pensare il fatto che non si debba avere un certificato e un cappello bianco lungo per avere gusto culinario, e mi ha colpito molto come tutta una vita possa scorrere in 15 minuti senza che i propri sogni si siano potuti avverare del tutto.
    sicuramente a livello di trama tutto ciò mi ha dato ben di più del finale scontatissimo ed edulcorato di Avatar, con tutto rispetto per l’apparato grafico.

    • hm

      tu forse non hai nemmeno capito cosa sia l’avatar del film e ignori che in realtà nasca come film di guerra in un mondo alieno, ci sono questi piccoli dettagli fondamentali che definiscono tutta la storia (l’avatar controllato a distanza da un soldato) inoltre i ‘selvaggi’ che descrivi tu vivono in uno stadio molto più avanzato dove si interfacciano in modo biochimico con la natura . quindi è una sorta di avanzatissimo futuro preistorico . forse non sai molto di fantascienza, ma scenari del genere sono descritti in molti libri di jack vance, ursula le guin, lanier etc etc e altri che mettono il fantasy dentro la fantascienza, james cameron stesso ha detto che si è ispirato a john carter di marte di edgar rice borroughs .

      “a me ha fatto pensare l’umanità del futuro obesa e iperpigra descritta in Wall-e”

      http://www.cosechenonvanno.com/societa/ogni-giorno-muoiono-ben-26-mila-bambini-uno-ogni-3-secondi

      • hm

        non ti preoccupare che un futuro pacchiano come quello descritto in wall e non si avvererà mai . l’americhetta sta per sprofondare nei suoi debiti quindi gli obesi dimagriranno per mancanza di cash .

    • hm

      – Ferngully ha esattamente la stessa trama e tratta delle stesse tematiche che hm definisce “anticapitaliste e contro la guerra”… solo che allora i verdi avevano ancora un senso, ora è tutta roba glà vista e anche un bel pò ipocrita. –

      sì certo, in giappone ci sono due centrali nucleari coi reattori sventrati che vomitano in acqua isotopi radioattivi da 8 mesi no stop e le tematiche ambientaliste non hanno più senso ginevra are, se lo dici tu ci credono tutti .

  • johndorian

    Io invece penso proprio di sapere di cosa si parla quando si cita la parola “avatar”, dato che l’ho studiato per un esame di cinema, analizzandolo da 14 punti di vista diversi, poi se devi solo proseguire la tua analisi secondo la logica del fanboy, divertiti pure, comunque pensi proprio che Avatar sarebbe diventato il film dal più grande incasso della storia del cinema se non fosse stato per la tecnologia 3d? E poi evita di insultare la mia cultura cinematografica, dichiarando che io non conosca altro che la Pixar, che cosa ne sai? Cerca di rispettare di più le persone in una discussione, invece di credere di essere l’unico ad avere la verità in tasca.

    • hm

      forse sei tu che quando apostrofi con fanboy tenti di insultare pesantemente? passi tempo a studiare il concetto di avatar per un esame di cinema e poi paragoni il film avatar a pocahontas solo perchè c’è una spedizione verso un territorio straniero? lol sei chiaramente un fanboy della disney, non c’è niente di male basta ammetterlo . magari avatar è una storia un attimo più complessa della misera corsa all’oro con conseguente razzia e genocidio (d’altra parte anche gli stati uniti si sono sviluppati su un genocidio ed è inevitabilmente un argomento molto sentito per loro), se non lo capisci non so cosa dirti, comprati un peluche della sirenetta senza farmelo sapere . sei tu inoltre ad aver scritto che non avrei mai visto un film della pixar e che avrei sostenuto che l’animazione è roba da bambini, se scrivi stupidaggini che non ho mai pronunciato non è colpa mia . non vedo perchè dovrei rispettarti se tu non rispetti me e per giunta scrivi inesattezze scorrette atte a sminuire il tuo interlocutore . non ho detto che conosci solo la pixar (ancora con le falsità) solo che mi sono basato su un film blockbuster per il paragone con la pixar perchè se ti nomino altri 25 film di animazione è probabile che tu non li conosca (ma se li conosci sono contento per te, fammi degli esempi di film che reputi validi allora), dopo 10 anni di proiezioni al future film festival un minimo penso di saperne . ah se poi non cambi 2-3 nomi all’interno dello stesso post ci fai anche una figura migliore .

  • johndorian

    Ehm, guarda che tutto è cominciato da un tuo commento ad un articolo sulla mostra della Pixar, dovendo per forza di cose insultare quelli a cui piacciono i film della Pixar ed elogiando Avatar, se non è fanboyismo questo…. Penso che sia anche normale che a qualcuno (e mi dispiace, non sono io che continuo a cambiare nome, dato che non credo di essere l’unico a cui piacciono i film della Pixar e che mi sembra totalmente assurdo che debba agire in questo modo per portare la discussione dalla mia parte) dia fastidio se in maniera gratuita si deve sparare a zero su un certo tipo di cinema, io non mi sarei mai permesso di scrivere sotto un articolo su avatar una cosa tipo “tanto poi arriva la pixar che spazza via tutte quelle cavolate ambientaliste che piacciono tanto a Cameron”…. Non credi che sia un tantino esagerato? Guarda, facciamo che concludiamo la discussione qui, tanto io continuerei a difendere una posizione e tu l’altra e ormai i toni si sono esageratamente accaldati…..

    • hm

      ma chi ti insulta, goditi i tuoi film bambigiocosi 24 ore su 24 .

      • hm

        – io non mi sarei mai permesso di scrivere sotto un articolo su avatar una cosa tipo “tanto poi arriva la pixar che spazza via tutte quelle cavolate ambientaliste che piacciono tanto a Cameron”…. –

        scusa ma inoltre cosa dovrebbe fregarmene se tu non ti saresti mai permesso? evidentemente non avevi gli argomenti per permetterti e dentro di te lo sapevi .

  • Carlo

    Non sono d’accordo con chi bolla Avatar come un blockbuster banale. “Avatar è Pocahontas”, ok è un archetipo: come Amleto, che non è stato inventato da Shakespeare, ma guardate cosa ne ha fatto. Un film come Avatar, così complesso sul piano tecnico/estetico, non sarebbe potuto essere cervellotico come Mulholland Drive, pena un’eccessiva ridondanza. In realtà è pieno di film pallosi, banali e inguardabili che per molti snob (che in genere hanno le stesse caratteristiche) sono “opere d’arte” (tipo Il favoloso mondo di Amelie o Lezioni di piano).

  • Daniela

    Mi permetto di inserire il mio commento, che non è assolutamente di tipo tecnico, non avendone, peraltro, le competenze. Mi limito solo a giudicare e criticare la pessima gestione della mostra, avendo fatto 2 ore e mezzo di fila per entrare, con gente che sclerava all’ingresso perchè era consentito il SOLO pagamento in contanti (e soprendolo dopo un’attesa estenuante!!!); con il crollo di un controsoffitto mentre eravamo dentro (e che ha notevolmente allungato i tempi d’attesa di chi era ancora fuori). Insomma, una vera delusione e, come al solito, l’esempio della malagestione all’italiana!
    Complimenti alla Direzione del PAC.