Arte & moda. Una nuova tappa dell’amore, in Piemonte

Il nuovo connubio fra arte e moda trova origine in Piemonte. Dove una serie di coincidenze uniscono Pinot Gallizio, il Gruppo Miroglio e il Centro del restauro della Reggia di Venaria. Ne abbiamo parlato con Elena Miroglio, executive vice president del gruppo.

I fashon designer del primo Workshop Elena Mirò Art & Fashion

Prada, Trussardi, Furla, in un certo senso Gucci… Il connubio arte/moda non conosce sosta. Certo che però, in un momento di crisi nera, è una sorpresa venire a sapere che il Gruppo Miroglio “scende in campo”, come avrebbe detto l’ex Presidente del Consiglio. Ci racconta motivazioni, obiettivi, entusiasmi…? C’è un’azienda in Italia e nel mondo alla quale vi siete ispirati?
Nel partire con queste iniziative, non facciamo altro che dare uno sviluppo a un “nostro” progetto, necessariamente diverso da quello di altre aziende con diverso posizionamento sul mercato. Nel nostro caso si tratta di un percorso di crescita ed evoluzione di un’azienda che, nata nel dopoguerra con una forte componente industriale, negli ultimi anni ha saputo cambiare pelle diventando, a tutti gli effetti, un’azienda market oriented. L’obiettivo principale è dare centralità alla creatività e all’originalità dei prodotti.

Un primo segnale in questo senso l’avete dato durante Paratissima a inizio novembre, quando avete supportato la performance di Enzo Mastrangelo, The Time Identity of Mole. Com’è andata?
La performance di Mastrangelo è stata seguita da vari media. Sicuramente la sua è stata un’idea originale. Per noi, l’occasione e la volontà di supportare un artista del nostro territorio. Non dimentichiamoci che il tessuto utilizzato per l’opera proveniva dalla nostra divisione textile.

Domani, alla Reggia di Venaria, sarà premiato il designer vincitore del primo Workshop Elena Mirò Art & Fashion. Perché sarà il primo di una lunga serie, o no?
Riteniamo che il connubio arte/moda debba essere necessariamente esplorato e portato avanti nel tempo, in quanto fonte di creatività e stimolo reciproco e relazione tra arte e business, artisti e professionisti, cultura e impresa.

Pietra Pistoletto ed Elena Miroglio

I designer coinvolti nel workshop, giovani emergenti, si ispireranno a La notte Barbara di Pinot Gallizio e in tre giorni realizzeranno “un outfit con un tessuto che riproduce l’opera”. Questo dicono le “regole d’ingaggio”. In cosa consiste il workshop? E perché avete scelto proprio Gallizio?
Esiste un parallelismo interessante tra il concetto di pittura industriale e il nostro modo di concepire la creatività nella moda. Da una parte, la serializzazione dell’opera d’arte come atto di “liberazione” dell’arte che viene resa democratica e portata alla gente. Lo stesso gesto “unico” di creare delle tele per poi dividerle. Dall’altra, la serializzazione della creatività di uno stilista che, grazie all’industria e alla  sua organizzazione,  permette a un capo di abbigliamento di arrivare a un ampio numero di persone. In entrambi i casi, un trasferimento di emozione, cultura del bello ed esperienza a un pubblico allargato.
Oltre all’origine albese, Pinot Gallizio è stato il primo vero rappresentante dell’arte e della pittura industriale in Italia, dando vita al Manifesto della Pittura Industriale (nel 1956 fondò ad Alba il primo laboratorio sperimentale per una Bauhaus immaginista e il primo congresso mondiale dei liberi artisti). Pur non essendo conosciuto da un pubblico allargato, il suo talento e la sua creatività restano un punto fermo.
In pochi però sanno che Gallizio, nel portare avanti il suo laboratorio e le sue opere, ha attinto alle tele e ai tessuti della Miroglio. È riuscito pertanto nel suo cammino a portarsi dietro una piccola parte di noi. Le tele su cui dipingeva venivano prodotte nel nostro stabilimento di Alba. Fu uno dei primi a dar vita a dipinti che poi venivano trasformati in abiti femminili nelle sue  performance artistiche. La tela La notte Barbara rappresenta una delle opere più interessanti, il cui restauro è stato eseguito proprio dal Centro del Restauro presente presso la Reggia di Venaria. Con questo evento, in un certo senso, si chiude il cerchio. E l’opera di Pinot Gallizio torna a plasmarsi e vestire il corpo femminile. L’arte incontra la moda.

Workshop Elena Mirò Art & Fashion

La giuria sarà presieduta da Franca Sozzani, mentre il premio consiste in 5.000 euro e nell’esposizione della creazione in un flagship store Elena Mirò. Questo dal lato designer, per così dire. Ma l’azienda cosa ne ricava e quanto investe? Lei ha partecipato la scorsa settimana all’Art For Business Forum, dove fra l’altro si rifletteva proprio su una certa limitatezza del modello “azienda come sponsor di eventi culturali”…
Un progetto come questo, per noi assume una valenza strategica e presenta diversi obiettivi: stimolo e sviluppo ulteriore della creatività. Attrazione dei talenti verso l’azienda. Formazione e motivazione interna.

Marco Enrico Giacomelli

www.elenamiro.it

CONDIVIDI
Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.