Arte contro il disimpegno. Giovani curatori crescono

Militanti magari no, ma nemmeno chiusi nella torre d’avorio dell’art pour l’art. Tre giorni di simposio, a Bergamo, per confrontare le voci e le visioni di chi, rigorosamente under 35, si dà al mestieraccio del curatore. Esperienze che si riflettono e si incontrano lungo i sette mari e i cinque continenti: l’arte scotta ancora, se la si prende dal basso.

Qui. Enter Atlas 2011 - un momento del simposio

È tutto un brillare di audaci montature di occhiali: riverberano dal bianco crema all’azzurro intenso, passando per il cremisi; e si specchiano, a volte tirate per i capelli, con maglioncini arancioni e calze multicolor, vezzosamente esibite sotto vestiti minimal.
Hanno un certo stile i curatori e le curatrici del terzo millennio, tanto che non stupirebbe trovare nelle loro borse, insieme ad Artforum, una copia di Vogue. Tanta forma, certo, ma anche tanta sostanza. Gente seria quella che Alessandro Rabottini e Sofìa Hernàndez Chog Cuy hanno portato a Bergamo e recluso per tre giorni nelle segrete della Gamec per la quarta edizione di Qui. Enter Atlas, simposio che invita professionisti under 35 al confronto di procedure metodologiche e pratiche di lavoro. Riflessioni da vivere e condividere, traino ottimale per la competizione che vede cinque firme contendersi l’EnterPrize: al vincitore l’allestimento completo del progetto espositivo portato in Gamec, vernissage a settembre 2012 e copertura dei costi garantita dalla famiglia Bonaldi, che onora così ogni anno la memoria di Lorenzo, collezionista attento e appassionato.
Nove gli ospiti del simposio: a rappresentare l’Italia Vincenzo de Bellis (Peep-Hole, Pastificio Cerere et alia) e Luigi Fassi, direttore dell’ar/ge kunst Galerie di Bolzano; per il resto un meltin’pot di autentici cittadini del mondo: si va dal colombiano Inti Guerrero, di stanza a Hong Kong, alla libanese Marwa Arsanios; passando per il Messico di Jorge Munguia e la Grande Mela di Prem Krishnamurthy e Sohrab Mohebbi.

Qui. Enter Atlas 2011 - Sofia Hernandez Chong Cuy con Luigi Fassi e Jorge Munguia

Difficile che un bambino, interpellato sul fatidico tema del “cosa farai da grande”, tiri fuori dal cilindro il mestiere del curatore. Agli ospiti del simposio viene chiesta invece la piena catarsi, la regressione all’infanzia della propria cultura e il confronto con la mostra – vista o anche solo studiata – che più ha lasciato il segno nel loro modo di approcciare il lavoro. Consegna furbescamente avvincente: lo spazio del dibattito si fa tremendamente vicino a noi, le edizioni di Biennale e Documenta cui ci si riferisce sono ancora in quel limbo che le fa troppo vecchie per la cronaca ma troppo giovani per l’analisi. Eppure la conversazione magicamente decolla: impossibile tracciare un filo conduttore che cucia insieme tutte le esperienze; passa come elemento collettore l’urgenza, diffusa, di essere presenti e partecipi dell’altalena di rapporti di forza che il mondo vive. Porte aperte alla cronaca, attenzione a un’arte – a un modo di viverla, raccontarla, favorirla – che va a braccetto con la sociologia e si appoggia (ma non si basa!) sui nuovi media, strumenti efficaci ma non esclusivi.
Mette implicitamente in guardia dai facili entusiasmi Viktor Misiano: insieme al padrone di casa Giacinto Di Pietrantonio e ad Alex Farquharson, direttore del Notthingham Contemporary, è tra i giurati di EnterPrize; a lui spetta chiudere la tre giorni con un intervento che attinge tra le altre, come prevedibile, all’esperienza di presidente della Fondazione Manifesta. Il variegato e affascinante carrozzone che sparge per l’Europa i nuovi semi dell’arte è un possibile e fortunato modello per i giovani curatori che puntano a incrinare, pur con approcci metodologici impeccabili, i farraginosi meccanismi tradizionali: attenzione però a non farsi prendere la mano, sembra ricordare Misiano, quando cita tra il serio e il faceto i diversi motivi di frizione tra curatori alla base di storture – anche recenti – del sistema Manifesta.

Qui. Enter Atlas 2011 - Fredi Fischli, Nini Bonaldi, Giacinto Di Pietrantonio, Viktor Misiano, Niels Olsen e Alex Farquharson

Un monito che, ci si augura, faccia proprio Fredi Fischli: classe 1986, nato a Zurigo, ha firmato con il contributo di Niels Olsen il progetto che si porta a casa il jackpot di EnterPrize e che tornerà a Bergamo, in allestimento, il prossimo autunno. Con Studiolo Stages gli spazi della Gamec vivranno del contrasto tra la ricostruzione dell’intima dinamica umanistica propria – appunto – degli studioli e la negazione/affermazione di spazi di grande appeal per la cultura di massa del nostro tempo.
Forze fresche, dunque, nel campo di battaglia dell’arte. Che in Italia, è bene ricordarlo, si stringe ancora attorno ai suoi veterani: solo grazie alle dimissioni del governo Berlusconi siamo usciti dalla querelle sulla presidenza della Biennale di Venezia, contesa tra Giulio Malgara (73 anni) e Paolo Baratta (72). A decidere sulla Biennale di Istanbul, evento istituzionale che glorifica la riconosciuta esplosione della Turchia nel panorama artistico internazionale, è Bige Ören. Una donna. Che di anni ne ha 38.

Francesco Sala

Il programma del convegno (PDF)

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.
  • Bisogna stare attenti: non sarà un simposio di registi per attori che sono gli artisti. Chi è l’artista??? Il curatore potrebbe fondere capacità di fund raising,capacità gestionali, a capacità autoriali. Se è vero, come è vero, che vediamo una saturazione del linguaggio e una sovraporduzione dei progetti/opere, l’artista comunemente inteso sembra un burocrate della creatività, mentre l’ibridazione di ruolo (il “curare” in senso neutro) sembra prevalere.

    A mio parere gli artisti e le loro opere sono sempre di più sfumature di un quadro, di un ‘opera altrui. E queste opere altrui (basta vedere il format biennale, il format mostra no profit, ecc) sono sempre più uguali a se stesse e parodie di se stesse.

    Pericoloso chiamare solo addetti ai lavori per parlare di una disciplina che necessità della capacità di mettersi in discussione. Dico pericoloso non inutile.

    lr
    http://www.whitehouse.splinder.com

    • hm

      dipende da quanto sono forti le opere rossi, se l’opera è forte rimane altrimenti no . dai dimmi che ci arrivi anche tu . so che ce la puoi fare .

      • hm

        curioso ad esempio che nel caso di copialand una delle pochissime (per non dire prossime allo zero) opere forti che ha fatto (la bmw bucata dall’albero) non fosse presente alla retrospettiva del guggenheim, e gli siano state preferite scopiazzature imbarazzanti, tornisubito dalle facciotte ironiche e spigliate e operette bible victim comusioniste tipo hitler che prega il papa etc

      • HM, interessante l’aggettivo “forte”, un po’ come “interessante”, “funziona” o il semplice “mi piace”. Peccato che in italia non esista una critica d’arte che possa andare oltre queste tre parole.

        Ho detto ad eccezione di valori consolidati (mi riferisco ad opere che discendono da artisti del 900 – o anche prima- e degli anni 90).

        HM, puoi fare un esempio di opera forte?

        Io ne vedo poche di opere “forti”, con un rapporto realtà-fiction sempre più complesso e un linguaggio ormai saturo, spesso parodia di se stesso.

        Ma dimmi,HM, la tua opera forte..

        lr
        http://www.whitehouse.splinder.com

        • hm

          l’ho già fatto rileggi . valori consolidati per chi luca rossi? sicuro che i valori continueranno a essere gli stessi? in fondo l’anno zero papacristogiudaico è stato adottato solo da 500 anni (prima il calendario giuliano calcolava gli anni dalla nascita di roma), in cina ad esempio sono già nel 4708 secondo il loro calendario . per quanto riguarda le parodie copialand ha esordito con una serie imbarazzante di parodie (che sono convinto rimangano la sua vera essenza), cos’è torno subito se non una parodia di sé stesso? e il gallerista appeso non è una parodia dell’artista ribelle?

          • hai parlato male dei lavori di cattelan, vorrei che indicassi un ‘opera che consideri “forte”.

            LR

          • hm

            – curioso ad esempio che nel caso di copialand una delle pochissime (per non dire prossime allo zero) opere forti che ha fatto (la bmw bucata dall’albero) non fosse presente alla retrospettiva del guggenheim –

            di opere forti ce ne sono varie (di hirst ad esempio mi viene in mente solo a thousand years con le mosche che nascono dalla morte per ritornare morte, anche se è una visione troppo atea e marxionista e le mosche fanno cagare . anzi a dire il vero non è nemmeno così profonda come l’ho descritta perchè le mosche non nascono dalla testa morta come pensavo fino a poco tempo fa, sono solo convogliate lì dall’odore del sangue attraverso il condotto delle lampade dove vengono fritte, molto forzata e semplicistica come ipotesi, non tutti crepano in incidenti stradali per andare a fare colazione), in genere sono pezzi singoli e il resto dell’artista è patetico, difficile trovare continuità .

      • marinetti

        vero hm, dipende molto da quanti colori rossi contiene l’opera.

        • hm

          ah sì? pensavo che i rosa saponetta fossero più determinanti .

  • @luca rossi
    “A mio parere gli artisti e le loro opere sono sempre di più sfumature di un quadro, di un ‘opera altrui. E queste opere altrui (basta vedere il format biennale, il format mostra no profit, ecc) sono sempre più uguali a se stesse e parodie di se stesse.”
    Anche se non direi che si possa esagerare nel generalizzare, quel che tu dici è abbastanza vero. Non ritieni, peró, che questa situazione sia la conseguenza della tendenza da parte di molti (non certo tutti) giovani o men giovani artisti ad abdicare alla funzione di “curatori” di se stessi? Tendenza che a sua vita consegue ad una sequenza perversa di considerazioni che potremmo riassumere cosí: – per aver “successo” debbo A mio parere gli artisti e le loro opere sono sempre di più sfumature di un quadro, di un ‘opera altrui. E queste opere altrui (basta vedere il format biennale, il format mostra no profit, ecc) sono sempre più uguali a se stesse e parodie di se stesse.trovare gli “appoggi” giusti – il tal curatore potrebbe fornirmi tali “appoggi” – al lui piacciono (o semplicemente “interessano”) opere di un certo tipo – se “adeguo” i miei lavori posso cercare il sui appoggio ?

    • Errata corrige:
      …a sua volta… (non a sua vita)
      … dopo “…per aber “successo” debbo..” elimina tutta la frase :
      A mio parere gli artisti e le loro opere sono sempre di più sfumature di un quadro, di un ‘opera altrui. E queste opere altrui (basta vedere il format biennale, il format mostra no profit, ecc) sono sempre più uguali a se stesse e parodie di se stesse.
      e riprendi con “…trovare i “appoggi” giusti…”
      Mi scuso

  • hm

    lol gerini hai scritto il commento più sconnesso della storia, non si capisce una ceppa di parola anche rileggendolo 5 volte . ma mettersi al computer senza bere no?

    • hm

      no aspetta alla sesta ho capito (poi ti risponderà anche morossiani non preoccuparti) il problema in ogni caso non è il curatore ma che ti accetti la galleria . non è detto che una galleria ti consideri anche se sei presentato dal curatore giusto .

    • marinetti

      si può sempre rimediare con il vocabolario hm,

      • hm

        forse sapone di marsiglia basta una corretta sintassi lessico-grammaticale .

  • LorenzoMarras

    Luca sarebbe interessante noi tutti che commentiamo essere li, presenti a maggio e cosi’ poter interloquire ponendo le dovute domande ai Curatori , protagonisti del simposio.
    Sei d’accordo con me ? cosi’ anche Rabottini, che se ricordo bene rifiuto’ un tuo invito per un dibattito nel tuo blog, potra’ rispondere ai tuoi impegnativi quesiti .
    Trovi l’idea fattibile ?

    • SAVINO MARSEGLIA

      IL BOLG – SARCOFAGO DI LUCA ROSSI CHE GIRA COME UNA TROTTOLA SU SE STESSO!!!

      Parafrasando (Cecco Angiolieri) – Se fossi fuoco arderei i curatori, se fossi vento tempesterei gli artisti, se fossi acqua annegherei i critici d’arte, se fossi savino, abolirei il sistema dell’arte, se fossi luca rossi…, allora parteciperei al simposio dei giovani curatori.

      Ma luca rossi, non può partecipare, perché il suo blog richiede la sua immanente presenza giornaliera. Poi, deve coltivare i suoi lettori fantasmi e pubblicare, articoli su articoli che fanno il verso a se stessi, dedicando al lavoro di scrittura ore e ore di inutile lavoro.

      Il suo blog, non può assolutamente sopravvivere da sè: funziona se riproduce i suoi articoli, interviste e se lo arrichisce sempre di nuovi impegnativi quesiti su un ipotetico progetto alternativo di nuovi contenuti, che i lettori attendono da tempo di avere risposte concrete.

      La verità, è che luca rossi non ha un progetto alternativo. Per questo, attira al suo blog, le voci di fantasmi lettori, che danno nuovi spunti critici e aggiungono idee insopportabili a quelle già scritte.

      Questo è quello che richiedono i lettori fantasmi, che entrano in questo blog sarcofago che gira come una trottola su se stesso.

      • hm

        se fossi savino marseglia mi venderei al mercato come un sapone di marsiglia . saponificati .

        • francesca

          hm, l’hanno ritirato dal mercato, perchè contiene sostanze tossiche. Se ti saponifichi con questo sapone marsigliese, rischi di brutto la tua inutile esistenza!

          • hm

            ti rendi conto che ti sei dimenticato di cambiare il nome fake che avevi due commenti fa? non ho parole . ciao saponetta rosa .

          • francesca

            kake hm, ancora non hai capito che la francesca (lo sanno tutti) di marseglia sono io, savino marseglia in persona. A Natale scegli la magia dell’arte: vai all’Ikea con lucarossi e regalati l’occasione di lavarti e godere della seducente e micidiale saponetta rosa. Rinascerai a nuova vita !

          • hm

            sapone di marsiglia so benissimo che sei la donna di te stesso . sono stato io il primo a scrivertelo .

  • hm

    morsianucci sai che ho letto ieri sera che splinder sta per chiudere? il tuo blogghetto sta per essere inghiottito dal nulla e dalla crisi che ti piace tanto, hai tempo fino a metà gennaio per backupparlo poi svanirà . fossi in te però lo lascierei al nulla tanto non ci perdi molto, solo una minima parte della tua estrema logorrea associata a un milione di ikea evoluta e smart relativism ripetuti in loop .

    • francesca

      hm, ti consiglio di guardare il video di savino marseglia la Chiave inglese su You Tube.wmn – qui si parla proprio di saponette marsigliesi che lavano la storia, la cultura, l’arte!

      • hm

        è vero sapone di marsiglia aka francesca —> http://www.youtube.com/watch?v=ouilbFbzNEM hai visto che avevo ragione a scrivere che sei una saponetta rosa?

        • SAVINO MARSEGLIA (artista)

          Scheda 66

          Cognome e nome del malato cronico : hm.

          Età: un prestito per un tempo limitato. Luogo di nascita: Alfabetospento .

          Lavoro: un mestiere inutile, quello dell’ acchiappa fake.

          Diagnosi: Eruzioni cutanea e lacerazioni diffuse, d’origine entomofauna.

          Cura: due saponette rosa di francesca e due saponi di marseglia al giorno.

          Risultato: morto stecchito.

          Osservazioni: caso unico, senza precedenti nella storia della medicina.

          E’ stato seppellito nel blog – sarcofago di luca rossi.

          • hm

            – Cura: due saponette rosa di francesca e due saponi di marseglia al giorno. –

            peccato che tu sia anche francesca infido marsigliese . il blog di luca morsiani si sta per estinguere in quanto splinder è fallita .

          • SAVINO MARSEGLIA (artista)

            sei proprio duro di comprendorio ! Ma se l’hai detto tu che sono francesca.
            Che fai ripeti a pappagallo ciò che già sai ?

            Non è una novità: il blog del tuo amico morsianucci è morto appena nato.

            Hanno portato via perfino il sarcofago che contiene le tue spoglie.

        • marinetti

          la buonanima di hm è stata prima insaponata col sapone rosa di francesca e poi lavata accuratamente nella lavatrice nubile.

    • il saprofita

      hm..uccio sento odore di cristianuccio. Lo splinder morsianucci ha chiuso ma ha lasciato aperto il sarcofago dove riposa per la seconda volta hm. Ma prima dove riposava? Riposava ad Artribune!

  • tizio

    Caro Luca Rossi,
    per dir la verita’ questo commento dovrebbe essere in calce al tuo post relativo all’articolo di Artribue “Arte contro il disimpegno” e per dir la verita’ lo avevo postato proprio la ma…. non ho avuto il piacere di una tua risposta e, allora, ci riprovo qua, sperando di essere piu’ fortunato.
    Tu hai scritto :
    “A mio parere gli artisti e le loro opere sono sempre di più sfumature di un quadro, di un ‘opera altrui. E queste opere altrui (basta vedere il format biennale, il format mostra no profit, ecc) sono sempre più uguali a se stesse e parodie di se stesse.”
    Anche se non direi che si possa esagerare nel generalizzare, quel che tu dici è abbastanza vero. Non ritieni, peró, che questa situazione sia la conseguenza della tendenza da parte di molti (non certo tutti) giovani o men giovani artisti ad abdicare alla funzione di “curatori” di se stessi? Tendenza che a sua volta consegue ad una sequenza perversa di considerazioni che potremmo riassumere cosí:
    – per aver “successo” debbo trovare gli “appoggi” giusti
    – il tal curatore potrebbe fornirmi tali “appoggi”
    – al lui piacciono (o semplicemente “interessano”) opere di un certo tipo
    – se “adeguo” i miei lavori posso cercare il sui appoggio ?

    • Mi piacerebbe sapere da “tizio” che senso ha (o che senso da’ lui al) postare questo mio commento da me postato ieri sul blog di Luca Rossi, quando, il
      medesimo commento (purtroppo con un refuso di copia e incolla corretto subito sotto) lo si trova poco sopra, proprio qui, (come del resto detto nel testo riportato) ?
      Si vuole iniziare l’ennesima “caccia al fake” di cui, evidentemente qualcheduno, probabilmente chi qui si firma “tizio”, sente tanto la mancanza? Spero proprio di no!

      • hm

        ah se non lo sai tu gerini che ti sei appena firmato tizio chi vuoi che lo sappia? evidentemente senti la mancanza di essere cacciato come ti succedeva nelle scorse settimane . peccato che dopo tonelli sbrocchi perchè io ti darei la caccia tutti i giorni .

        • marinetti

          anche da morto, l’ectoplasma hm, non riesce a sbarazzarsi di se stesso e continua imperterrito a dare la caccia a questi fantomatici fake.

          • hm

            certo preparati . ogni tuo nuovo fake è già schedato . meglio se cambi sport, datti al lancio del sapone .

  • me.giacomelli

    Forse non ci siamo capiti: NON ESISTE CHE CI SIANO 35 COMMENTI CORRISPONDENTI A 3-4 INDIRIZZI IP. Fatevi un blog, un diario intimo, compratevi una scheda telefonica, quel che vi pare. Ma NON USATE QUESTO COMMENTARIO PER DISCUTERE FRA VOI IN MANIERA CIRCOLARE E OFF TOPIC. Ultimo appello, poi passiamo a bannare recisamente.

  • questa è bella. Evidentemente sono il 4 volevano commentare. Forse c’è un problema di interesse. Forse c’è un problema di pubblico in italia? Di interesse vero? Che non sia quello di addetti ai lavori. Ci vorrebbero i caschi blu dell’ONU per sapere quanto pubblico entra nei musei italiani.

  • Caro me Giacomelli visto che tra i 35 commenti ci sono pure i miei ti devo dire molto chiaramante che la hiss non mi sta bene. Il mio primo commento, replica al primo commento di Luca Rossi, non era sffatto “off topic”!
    Ho poi dovuto re-intervenire per far notate che qualcheduno aveva postato qui col nome “tizio” un mio commento (sostanzialmente eguale al primo) da me postato il giorno prima sul blog di Luca Rossi. Non avrei dovuto farlo? Se tu vedessi un tuo intervento postato da qualcheduno sotto il nome di “caio” non renderesti noto che “caio” non sei tu? E comunque anche questo, essendo eguale al primo, non era “off topic” ma casomai pleonastico. Io sono assolutamente d’accordo che dobbiate intervenire per riportare questo commentario ad essere una cosa seria e godibile per i lettori, peró, caro Giacomelli, mi pare che dovreste anche avere il coraggio e la serietà di rivolgere i vostri “inviti” a chi il commentario lo stà scacciando e non “sparar nel mucchio”. Io non ho mai offeso nessuno, non ho mai usato il diffusissimo “linguaggio da caserma” (che sembra, per altro non infastidirvi affatto), I miei commenti sono sempre stati attinenti al tema dell’articolo o conseguenti al tema principale assunto dal commentario (che a volte era anche piú interessante dell’articolo e che, comunque, se era diventato “tema principale” chiaramente interessava ai lettori maggiormente di quello dell’articolo) . Solo in un’occasione mi sono permesso due commenti “scherzosi”, non ho, salvo in due occasioni, mai risposto alle provocazioni ed allo stillicidio di puntuali stupidi commenti ai miei post. Detto questo, se la redazione ritiene o riterrà in futuro che miei commenti siano inopportuni o non graditi bene li cancelli : a me fa piacere leggere Artribune e partecipare allo scambio di opinioni che si sviluppa nel suo commentario ma non ho mai “imposto la mia presenza” ad alcuno e se ho la sensazione che la mia presenza sia sgradita tolgo immediatamente il disturbo! Ma per favore : se e quando volete rimbrottare qualcheduno fatelo
    in maniera chiara e diretta e smettete di “parlar a nuora perchè suocera intenda” grazie!

  • scusa cosa non “Gissad”.. svaccando e non “scacciando”