Teho Teardo e suoi amici cartografi

Delle collaborazioni con Blixa Bargeld, dei progetti musicali pensati per il teatro, il cinema e l’arte contemporanea, dei suoi prossimi film e album. Di tutto questo e molto altro ci ha raccontato Teho Teardo. Che, dopo “Una Vita Tranquilla”, ha firmato la colonna sonora del MAO di Torino. Dove lo aspettano, domani sera, per un doppio live.

Teho Teardo - photo Andrea Boccalini

Compositore, musicista e sound designer, con un passato da chitarrista in una punk band e un presente concertistico e discografico ricco di album che indagano il rapporto tra musica elettronica e strumenti tradizionali. E sei noto per la tua frequentazione assidua e prolifica con altri artisti. Che siano musicisti, attori o artisti visivi, il risultato è sempre una fusione tra personaggi e mondi apparentemente lontani. Penso ad esempio allo spettacolo Ingiuria, realizzato insieme alla Socìetas Raffaello Sanzio, in cui hanno partecipano anche il violinista Alexander Balanescu e Blixa Bargeld. Come nascono queste sinergie?
Sto riascoltando i brani che ho scritto per un album che sto realizzando con Blixa Bargeld, cantante degli Einstürzende Neubauten e collaboratore di Nick Cave da una vita. Con Blixa abbiamo lavorato anche alla canzone che ho scritto per la colonna sonora di un film, Una Vita Tranquilla di Claudio Cupellini, e ci siamo incontrati pure a teatro con Chiara Guidi della Socìetas. Il teatro, come il cinema, è uno dei luoghi in cui mi interessa portare la musica. Lo sto facendo anche con Elio Germano, con il quale ho realizzato Viaggio al termine della notte, una lettura scenica in forma di concerto tratto dal capolavoro di Céline, un libro che ho ancora dentro. Quando ho iniziato a suonare abitavo a Pordenone, un luogo minuscolo e per chiunque avesse delle mappe musicali piuttosto insolite il percorso era doppiamente accidentato, perché circondato da una miopia di sguardi che finivano poco dopo il naso. Così un disco era, come certi film, quanto di meglio si potesse incontrare per spostare la propria posizione nella mappa.

Quanto sono importanti per te queste collaborazioni e che tipo di interferenze scattano?
Per me queste persone sono importanti non solo dal punto di vista umano, per l’amicizia che ci collega anche tra grandi distanze geografiche, ma perché immettono nelle mie mappe elementi per me necessari. Si tratta di musica. Si tratta di respirare ed essere sempre in contatto con quanto accade nella musica ora. Spesso l’Italia è isolata, tagliata fuori dalle mappe della musica, e così sento che il ruolo degli artisti è anche quello di essere cartografi che rivedono costantemente le mappe, prendono i suoni da altrove e li spostano, se ne appropriano facendoli assomigliare a sé.

Teho Teardo - Music, Film. Music - cover

A proposito di somiglianze, tu in quale artista ti ritrovi?
Graham [Graham Lewis, voce e basso del leggendario gruppo post-punk londinese Wire, N.d.R.] mi diceva di quanto ha trovato degli Wire in David Bowie, per ammissione stessa di quest’ultimo. Quanto trovo in me di Graham, invece. Ascoltavo i suoi dischi da ragazzino, anche quelli dei Dome e, per quanto fossero radicali e cupi, per me erano gonfi di speranza.

Usi spesso la parola ‘mappa’ nei tuoi discorsi. Tra l’altro compare anche nel nome dell’installazione sonora che hai realizzato per il MAO di Torino (Maps of enthusiasm), che presenterai domani sera…
Nelle mappe sento anche molto entusiasmo e questa parola torna nel titolo e quindi nell’essenza della sonorizzazione che ho appena preparato per il Museo di Arte Orientale di Torino, dove terrò anche un doppio concerto, due set, diversi uno dall’altro.

Teho Teardo

Un’altra tua caratteristica costante è quella di portare la musica fuori dai suoi luoghi canonici…
Mi piace pensare alla musica fuori dai contesti abituali dei concerti, così mi viene in mente il concerto tenuto all’ICI di Londra per la mostra Vedute di Flavio de Marco, dove all’improvviso si è inserito al pianoforte Alexander Balanescu, sorprendendo tutti i presenti. Ho bisogno di sorprendermi, e lo faccio anche immaginando la musica al di fuori di se stessa. Ne ho abbastanza delle routine legate ad essa.

Quali contesti prediligi?
Uno dei luoghi in cui porto frequentemente la mia musica è il cinema. Il film a cui sto lavorando ora è Diaz di Daniele Vicari, un film che riporta tutto il dolore di quel giorno e quel luogo maledetto a Genova nel 2001. Anche i dischi sono uno spazio che amo molto e, a breve, ne uscirà uno per la mia neonata etichetta, Specula Records (un luogo eminente per osservare), il titolo dell’album è Music, film. Music. Un titolo programmatico che raccoglie molte mie colonne sonore che vanno da Il Divo di Paolo Sorrentino a La ragazza del Lago di Andrea Molaioli.

Claudia Giraud

Torino // 22 ottobre 2011 ore 20 e 22
Teho Teardo – Maps Of Enthusiam
MAO – MUSEO D’ARTE ORIENTALE
Via San Domenico 11
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti disponibili
011
4436927
www.maotorino.it
www.tehoteardo.com