L’Africa è donna. E risiede in Laguna

Due africane a Venezia. Victoria Samuel Udondian e Tamlyn Young, ospiti del progetto di residenze “Art Enclosures”, si confrontano con la cultura e la storia della città lagunare. In una mostra – che inaugura domani – fatta di tessuti e racconti. Alla Casa dei Tre Oci, fino al 6 novembre.

Tamlyn Young e Victoria Samuel Udondian

Le tangenze economico-culturali fra Venezia e il resto del mondo – nel caso specifico l’Africa – sono visibili tanto nell’ordito dei tessuti della nigeriana Victoria Samuel Udondian che nella trama dei racconti della sudafricana Tamlyn Young. Nella “tessitura” delle opere di entrambe le artiste è presente, infatti, un alto tasso di “contaminazioni culturali”, volutamente indagate e fatte emergere nell’ambito di Art Enclosures. Residenze d’Artista.
Il progetto, ideato e prodotto dalla Fondazione di Venezia allo scopo di favorire lo scambio interculturale e la promozione delle opere di giovani artisti africani emergenti, è giunto quest’anno alla sua quarta edizione. Reclutati attraverso una open call internazionale, i candidati sono valutati da un comitato scientifico che sceglie i due artisti ritenuti meritevoli di ottenere una borsa di studio di tre mesi, finalizzata alla produzione di una o più opere d’arte da esporre in una mostra al termine della residenza veneziana.
L’edizione 2011, il cui comitato scientifico è stato presieduto da Simon Njami, curatore e studioso d’arte africana di fama internazionale, ha scelto, fra gli oltre 145 giovani artisti (al di sotto dei 40 anni) che si sono proposti, due donne. Le artiste “residenti” hanno avuto la possibilità di entrare in contatto con gli artisti che lavorano a Venezia, di avere momenti di confronto con esperti del settore e di stabilire relazioni a livello sia locale che internazionale, anche mediante la partecipazione a incontri e conferenze di approfondimento.

Tamlyn migrant traders - photo Tamlyn Young

La mostra, curata da Mara Ambrozic, si articola in una serie di progetti, mappe interattive, performance, abiti e fotografie, secondo l’inclinazione artistica di ognuna delle prescelte.
Senso di responsabilità” e “sensibilità” sono le parole d’ordine che hanno guidato le artiste in questo percorso complesso e affascinante, che le ha viste interpreti di un’identità difficile come quella veneziana.
Entrambe si sono misurate con la città e il suo contesto sociale secondo la propria formazione e attitudine. Victoria Samuel Udondian ha ideato una collezione di abiti realizzati con tessuti tipici della tradizione veneziana, per fattura e tecnica di lavorazione. Secondo la testimonianza dell’artista: “L’abbigliamento è una delle necessità fondamentali dell’uomo. Esso, oltre a coprirci, è in grado di esprimere, allo stesso tempo, sia la nostra personalità che la nostra appartenenza a un gruppo sociale. In questo lavoro ho utilizzato tessuti veneziani del XVIII secolo e li ho modellati secondo uno stile nigeriano. In una sorta di ‘finzione di autenticità’, ho voluto riportare l’Africa a Venezia”.

The Second Hand - Photographic Portrait Working progress - photo Roberto Moro

Una sfida certamente non semplice, che l’artista ha raccolto con grande destrezza, la stessa che ha visto impegnata Tamlyn Young nell’ambizioso progetto di realizzazione di un “diario collettivo” fatto di racconti, di fotografie, interviste e mappe “psico-topografiche”. Un progetto, del resto, in linea con la sua personale ricerca, volta all’indagine degli spazi secondo una prospettiva psico-geografica fondata su un approccio antropologico che considera la città come un “organismo vivente” in continua trasformazione. “Sono stata particolarmente attratta dalla cultura ‘pedestre’ di Venezia”, ci racconta. “Le pietre che compongono la sua pavimentazione recano la traccia del passaggio degli uomini, nel corso dei secoli. In questa fragile e preziosa città da fiaba, frutto del lavoro degli uomini, le stratificazioni di storia e memoria rappresentano una sfida tanto improbabile quanto abile all’inesorabile passare del tempo”.

Adriana Scalise

Venezia // fino al 6 novembre 2011
Art Enclosures 2011. Residenze d’artista a Venezia
Victoria Samuel Udondian / Tamlyn Young
a cura di Mara Ambrozic
CASA DEI TRE OCI
Giudecca 43

[email protected]

www.fondazionedivenezia.org

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Adriana Scalise
Adriana Scalise lavora presso l'Archivio della Biennale di Venezia, laureata in Lingue Orientali (Arabo) e in Conservazione dei Beni Culturali (Storia dell'Arte) da oltre dieci anni nutre interesse nei confronti della Fotografia nelle sue varie declinazioni (storia, estetica e pratica fotografica). In qualità di ricercatrice indipendente collabora con diverse riviste del settore (Gente di Fotografia, Artribune, Fotostorica), partecipa a convegni e pubblica saggi (Verri, ed. Marsilio). Scrive poesie e da alcuni anni porta avanti un progetto fotografico dedicato a "se stessa".