V for Venezia. E Vettese

L’arte è femmina, in Italia? Guardando a un bel po’ di poltrone importanti, in parte sembrerebbe di sì. Non mancano e non sono mancate donne-leader ai vertici di istituzioni, musei, collezioni. E la storia continua, con una bella doppietta veneziana. Aspettando la Belli, riecco la seconda stagione Vettese.

Angela Vettese - photo Pierpaolo Poli Cappelli

Donne al comando. E non è mica un fatto di quote rosa o di derive post-femministe. Non vogliamo certo sostenere che le donne siano più brave dei colleghi maschi, ci mancherebbe. O che per forza debbano ottenere le poltrone che contano, perché così fa più politically correct.  Sarà magari un caso, un fatto accidentale; o sarà che anche in Italia, forse, la storia dell’equità comincia a farsi un poco più concreta.
Però, è palese, la faccenda delle donne dell’art system, che fanno carriera e s’accaparrano spazi significativi, non è un’invenzione di qualche idealista di sinistra. Le donne dell’arte, quelle delle ultime generazioni soprattutto, sono forti, fortissime. Grintose, combattive, lucide, appassionate. E arrivano in alto, spesso e volentieri. Giornaliste, critiche d’arte, artiste e architette, e soprattutto direttrici e curatrici istituzionali: le donne-leader di musei, collezioni e fondazioni pubbliche e private crescono di numero e sbaragliano il campo.
Due nomi su tutti, ed entrambi legati alla Serenissima. Innanzitutto Gabriella Belli, la première femme dell’arte italiana, che dopo la lunga e lodevole esperienza di direzione al Mart di Rovereto, a settembre passerà a dirigere i Musei Civici Veneziani, facendo ben sperare riguardo al compimento dell’ardua impresa: risvegliare il così detto “gigante addormentato”, lo splendido polo museale veneziano che, nonostante i bilanci in pareggio, non riesce a star dentro al circuito delle grandi, prestigiose mostre internazionali d’arte antica e contemporanea.

Gabriella Belli

E poi lei, Angela Vettese, che con Venezia ha un rapporto intenso e di lunga data. È di questi giorni la notizia della sua conferma al vertice della Fondazione Bevilacqua La Masa, con una proroga dell’attuale mandato di Presidente che l’ha vista attiva per ben nove anni di fila. L’incarico più longevo, a oggi, per la fondazione veneziana.
A riconfermarla è stato il sindaco, Giorgio Orsoni, che l’ha voluta al fianco del nuovo consiglio, composto da Daniela Ferretti, direttore di Palazzo Fortuny,  Mirella Brugnerotto per l’Accademia di Belle Arti di Venezia e Silvia Burini per l’Università di Ca’ Foscari. Nuovi, dunque, i membri del Cda. Invariata, invece, la carica più alta. Dopo quasi un decennio di attività continuativa.
E i rumors non tardano a esplodere. La Vettese è una delle figure di spicco della scena artistica italiana, senza ombra di dubbio. I fatti parlano, e il curriculum pure: dal 1986 affilata penna del Sole 24 Ore, è stata fino al 2010 direttrice della Civica di Modena e dal 2001 docente allo Iuav di Venezia, dove s’è conquistata anche la direzione del corso magistrale di arti visive. Co-fondatrice del Festival di Arte Contemporanea di Faenza, la milanese di ferro fa inoltre parte del comitato scientifico di Palazzo Grassi-Punta della Dogana e della Fondazione Pomodoro a Milano; e per non farsi mancare niente, in tasca ha anche un ruolo di presidente onorario del Docva. Niente male davvero. Angela Vettese è forse la donna con maggiori incarichi istituzionali d’Italia: amata, invidiata, stimata, lodata, ma anche, va da sé, spesso contestata.

Il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni

E torniamo alla vicenda Bevilacqua La Masa, che di polemiche ne sta sollevando più d’una, proprio in virtù di questa straordinaria prorogatio. Qualcuno parla già di monopolio, di assenza del necessario ricambio, di stagnazione, di favoritismi politici. Di lobby. Chapeau per il lavoro svolto in questi anni dalla Vettese, ma in città non tutti sono contenti. E allora, la Vettese-lobby, con il suo circuito di artisti e curatori, con i suoi protetti e i suoi protettori, con i suoi giri sempre uguali, con le sue dinamiche di potere consolidate… esiste davvero o è il frutto delle solite malignità d’un pugno d’invidiosi? Davvero a Venezia si patisce per un sistema eccessivamente asfittico, relegato ai soliti nomi-le solite corti, oppure le chiacchiere sono lo specchio di una città meravigliosa che però, tolte le Biennali e la Mostra del Cinema, sa un po’ troppo di umida e polverosa provincia?
Intanto, non era certo piaciuta la dichiarazione di Orsoni, che un paio di mesi fa annunciava di voler modificare lo statuto della Bevilacqua, al fine di estromettere i sindacati dal Consiglio. La modifica, in realtà, non ha avuto seguito, ed ecco che il nuovo Cda vede eletti anche Marco Sportilio, Giancarlo Borile e Monica Calcagno, a rappresentanza dei sindacati stessi.

Il chiostro della Bevilacqua La Masa

Ma se allora, in Italia, l’art system pare sovente coniugarsi al femminile, e proprio per quel che riguarda importanti incarichi istituzionali, l’incancrenirsi di certi poteri forti, avallati da resistenti liaison con la politica, non fa che riportare il tutto a una visione maschile, vecchia e fallocentrica del modus operandi vigente. Non che questo c’entri con la vicenda della brava Vettese, ma se il dubbio serpeggia rilevarlo è sano, quantomeno con lo scopo di scatenare qualche riflessione in più.
Per il resto, l’augurio va alla riconfermata presidentessa, ma soprattutto a Venezia. Affinché, tra Vettese e Belli – ma non solo – possa veder svecchiare quel che un po’ odora di muffa, e potenziare quel che invece sprigiona energia buona. A vegliare sulle due grandi donne della Laguna, manco a dirlo, l’indimenticabile Peggy, musa e nume tutelare dell’arte contemporanea locale, grande protagonista della scena artistica cittadina negli anni d’oro del secondo dopo guerra. Quando dici Venezia dici Guggenheim, del resto. E dici donna, oggi come allora.

Helga Marsala

www.museiciviciveneziani.it
www.bevilacqualamasa.it

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.
  • Alla lista delle attività vettesiane mancano tante altre cose.. ad esempio il rapporto con la Illy etc.

    brava e brava,

    ovvio che visto che poi ci si aspetta dei risultati da tutto questo “sapere” e “coordinare” …

    soprattutto verso il mondo “giovanile” di cui ha sempre sostenuto “lo sviluppo” …

    quando si era giovani si pensava in un modo ma col tempo …

    leggetevi alcuni suoi testi degli anni ’90 proprio dai cd archivio del sole …

    • l’uomo tigre

      ma quel libro… ARTISTI SI DIVENTA che tragica vicenda, tra qualche anno quando lo rileggeremo (conservatelo se ce lo avete) sarà molto imbarazzante per la dottoressa parlarne.
      complimenti per il nuovo stile, occhialini e giacchetta, si capisce che lavora nell’arte.. contemporanea.

  • Maria

    Mi piacerebbe leggere i testi citati (Sole 24 0re). Come posso trovarli? Grazie

    • Libetta

      vai sul sito del sole e cerca Domenicale oppure Angela Vettese. Articoli acuti, competenti, appassionati ma con il giusto decoro ed altissima professionalità.
      I suoi libri poi sono davvero notevoli, anche i testi scolastici scritti con Dorfles

    • ovvietà

      compra il giornale!!!

  • Io faccio i miei complimenti ad Angela Vettese, che con merito e determinazione si è guadagnata tutto quello che ha fatto.

    Brava

  • Brava anche…Gabriella Belli!

  • LorenzoMarras

    mi ero promesso di leggere qualcosa della Dottoressa Vettese ma , aime’, non ho avuto proprio il tempo ;sequestrato da un invadente Benjamin che non si decide a mollare la presa.
    E dispiace , quando si è di fronte ad una autorialita’ critica cosi’ celebrata, non disporre delle necessarie munizioni.
    vabbe’ vedremo.

  • Nel blog Tranqui2 trovate una documentata contro-informazione sul caso.
    C’è l’appello on line per la riconferma di Vettese che non ha ricevuto nemmeno un’adesione.
    C’è la la precisa strategia adottata da Vettese che ha operato, fin dalla presentazione del volume “BLM 02>10” (avvenuta nella sede del Comune), per favorire il blocco di un avvicendamento alla guida della Bevilacqua La Masa.
    Voglio ricordare che le finalità primarie dello statuto e del successivo regolamento del 1995 erano appunto quelle di assicurare al cda un mosaico composito di presenze ed evitare che questo prezioso spazio veneziano divenisse preda di eccessive concentrazioni di potere, di “giri sempre uguali”, come scrive Helga Marsala. Alcuni artisti – me compreso – avevano segnalato da tempo l’esistenza, in laguna, di un gruppo di potere che tra BLM, Fenice, comitato Punta Dogana-Palazzo Grassi, Padiglione Venezia, Furla, ecc… stava occupando con metodi da lobby la quasi totalità degli spazi disponibili. Non ci hanno ascoltato. Ma ora?

  • Paolo M.

    il tema non è quanto sia brava la Vettese, ma quanto siano forti le lobby del sistema in Italia. si parla incarichi che durano 10-20 anni e monopolizzano l’intera vita artistica di una città… e tutto questo può avvenire solo grazie a una rete di relazioni granitiche stabilite con i poteri forti, con la politica. come rileva l’articolo, e come viene fuori anche nel blog citato da Kos, ci sono in giro diversi malumori per questa nomina. Il problema comunque riguarda l’Italia in genere… Al di là dei bei saggi che ha scritto la Vettese, qui si parla di altro. E mi pare che Artribune sia l’unica voce nel settore che abbia messo in luce questa cosa… rispetto a una notizia che era passata abbastanza sotto silenzio.

  • lihol

    Una considerazione – credo naturale. Non metto in dubbio il presunto merito di Vettese, tuttavia possiamo ben dire che con tutti questi incarichi ed esperienze svolte sia una delle maggiori responsabili dell’attuale situazione dell’arte in italia? A mio avviso si. Pertanto se si ritiene soddisfacente il livello culturale dello stivale, allora plaudiamo Vettese. Se invece si nutrono ampie riserve, allora – capace o meno – è venuto il momento che si faccia da parte, cosi come Di Pietrantonio, Sgarbi, Eccher, Swartz. Qualcuno potrebbe dire che c’è ben di peggio in giro, certo, tuttavia è proprio la logica dell’accontentarsi che ci fa sempre piu provinciali. Vettese, per me, resta il simbolo della marginalità italica.

  • silvio

    Mirella Brugnerotto é stata la mia prof di ornato al liceo, la ricordo come una cara persona, ma non di più. Ha accettato di partecipare come “artista” a questa specie di padiglione Italia…
    Donne si, ma provinciali no, per favore..

  • Maurizio

    Angela Vettese responsabile della provincialità/marginalità dell’Italia ?
    E’ la conferma che i blog hanno preso il posto delle “chiacchiere nei bar”.
    Ognuno dice la sua bevendo un buon prosecco (virtuale nei blog) e poi tutti a casa felici e contenti.

    • Sicuramente non può essere e forse non è la responsabile; ma certamente occupare più posti di comando contribuisce a non dare vitalità ad un sistema.

      Inoltre c’era, e forse c’è ancora, una vera e propria alleanza che la vettese presiede tra docva, la masa e IUAV….per non parlare di altri contatti a torino…che hanno per molto tempo dato opportunità solo a determinati operatori di quest’area….

      Ma non il punto non è questo, il punto è che anche queste alleanze NON soso state efficaci per approfondire, promuovere e rendere sostenibile il lavoro degli artisti; pensiamo alle promesse italiane di fine anni 90. La Vettese come operatore centrale negli ultimi 20 anni ha sicuramente delle responsabilità; ma non credo nemmeno che sia in malafede.

      C’è anche un sistema italiano che negli anni 90 ha traumatizzato operatori come la vettese che ovviamente sono diventati più attenti al posto di lavoro che ai contenuti proposti dall’italia.

  • Per Angela Vettese, come già scritto più volte, si rileva un caso di conflitto di interessi, e di occupazione di più posti di lavoro/comando; Gioni, qualche anno fà, al festiva di faenza dichiarò che uscire dall’italia era anche inevitabile visto che tutti i posti sono saldamente occupati;

    9 anni di mandato, quando ci lamentiamo dell’attaccamento alle poltrone dei nostri parlamentari, non mi sembrano una cosa necessariamente positiva; con giovani che escono dallo IUAV (in cui insegna la Vettese medesima) precari e senza prospettive di lavoro. Non discuto la professionalità della Vettese, ma invito ad una maggiore lucidità di giudizio.

    Non vorrei che i giovani siano così anestetizzati e arrendevoli da accettare un “paese per vecchi”. Spesso sembra quasi che la nonni genitori foundation paghi per il loro silenzio. Contenti loro.

    • hm

      il bello è che qui sono tutti preoccupati agli anni di lavoro della vettese e non a quello che ha proposto, ma tu lucarossi non eri quello (fintamente) interessato ai contenuti? perchè non parlate/criticate delle mostre che ha fatto, o quello che non vi è piaciuto invece di fare questi discorsi futili? non puoi concentrarti su qualcosa di concreto invece di agire in quest’ottica di bolscevismo mediatico fintorivoluzionario parente della nonnigenitori foundation appoggiata dai servizi segreti e dal sionismo internazionale? e gioni da quanti anni è a new york allo stesso museo? 5? e ha fatto qualcosa che valga la pena essere ricordato? inizia a parlare di qualcosa di concreto rossi, il tuo è solo uno sterile blablabla .

  • bha, le mostre della vettese…..non saprei…….lei è molto teorica ed organizzatrice

    ho parlato spesso del suo festival, ottima idea ma che rischia di rivolgersi solo ai soliti addetti ai lavori e curiosi…poi a questo punto ok criticare, ma poi fornire anche tutte le soluzioni no…

    • hm

      tutte le soluzioni? tu critichi e basta rossi, ti limiti ad autoinvitarti nelle tue gallerie del cuore agendo come una piattola vintage (mail art anni 60) citacopiappropriandoti di foto altrui dal web o cancellando le stesse foto/opere che trovi nelle gallerie, la tua è banale squatter/piattola art . inoltre non mantieni nessuna distanza da nessun posto, sei sempre lì che contatti i tuoi operatori del cuore mentre agisci in un’ottica fake e celata da servizi segreti perfettamente integrati nel sistema .

  • Non mi autoinvito nelle galleria, ma uso questi spazi perchè di affluenza e significativi; ho proposto progetti in una scuola in Marocco,a palazzo vecchio e in altri luoghi diversi dalle gallerie.

    Non mi interessa la mail art, sono tutti progetti reali; se mi arriva comunicazione di una mostra di boetti, costui fa mail art?

    non cancello opere, le opere esistono ancora. Non contatto nessuno, dialogo. Penso sia utile mantenere la distanza (I’m not Roberta) e fare viaggi puntuali (Believe it, Marocco).

    Celato? vivo all’Aquila…il fatto di tenere un blog e di partecipare al confronto non mi rende celato, non capisco a cosa ti riferisci…servizi segreti? Hai visto troppi film HM….

    • ah, non critico e basta, cerco anche di delineare strade alternative e indico anche cose che apprezzo, ma non sono la bibbia

    • hm

      non mi riferivo alla mail art in quanto comunicazione di mostre, ma al fatto che spedisci 3 mail nello stesso momento e ti meravigli vintagemente che questo mezzo sia possibile (dopo 50 anni che la tv è arrivata anche al terzo mondo e 10 anni che esistono le mail) . se ti arriva una comunicazione di una mostra boetti non è mail art, ma boetti ha fatto mail art . lo hai fatto più volte sia con im not roberta che altre tristezze di fake lavori appropriazionisti come quando sei stato bloccato all’aereoporto e hai postato la foto con la nuvoletta, sei ultravintage in ogni tua espressione, io ti consiglio di concentrarti sui quadri in tinta unita (tipo quelli di bartolini) secondo me il tuo universo è quello . roba vintage piatta decorativa e già proposta, non per niente trovi originale che uno studente appena uscito dall’accademia si metta a riprodurre quadri con tagli stile fontana . roba talmente vintage da far risultare un libro di jules verne attuale . il fatto di vivere all’aquila (non ci crede nemmeno tua madre) fa parte del tuo personaggio fake fino al midollo . se non capisci a cosa mi riferisco sei limitato, o più semplicemente fingi .

      • hm

        d’altra parte quello che proponi sul tuo blog (oltre a una critica logorroica e disordinata) è da sempre vintage mail art e arte relazionale . di conseguenza i contenuti del lavoro non posso che scivolare in secondo piano, ecco perchè trovi originali i vintage secchiai di massimo bartolini e i suoi insulsi quadri in tinta unita o un novello lucio fontana che si metta a tagliuzzare le tele .

        • …pure l’arte relazionale…che belle parole.

          Ogni opera è relazionale, anche un ‘icona russa è relazionale; anche l’opera di un ospedale in sudan è un’opera relazionale..

          HM..le parole sono importanti! Sono importanti!

          • hm

            è relazionale se qualcuno la guarda, altrimenti no . tu sei attento all’estetica delle relazioni e della gente che coinvolgi ma i tuoi contenuti sono pari a zero . del tipo tutto fumo niente arrosto . come se una galleria mandasse 5000 inviti e poi la mostra non si potesse vedere, inviti/relazioni ==> contenuto/opere, quando manca il contenuto come nel tuo caso allora esistono solo le relazioni, anche ‘torno subito’ di cattelan può essere considerata arte relazionale in quanto la mostra si è limitata alle relazioni che hanno permesso la stessa . il contenuto invece assente, limitato solo a una minacciosa frase da piattola ‘torno subito’ (ad occuparti gli spazi sfruttando le mie relazioni) .

          • Ti consiglio di approfondire di più; anche Cattelan.

            E poi evitiamo di andare sempre a parlare del mio lavoro. Questo da fastidio anche a me. Si parla del mio lavoro perchè scrivo che non mi limito ad una critica fine a se stessa ma propongo una critica costruttiva. Ma per questo c’è whitehouse e non questo spazio. Grazie

          • hm

            oppoverino, ora ti metti a fare il finto modesto sussiegoso? attacchi il link del tuo blog ovunque (fondamentalmente solo su artribune perchè altri blog ti censurano senza pietà) invitando tutti a recarvicisi sopra per vedere i tuoi progetti (inesistenti) poi fai il fintoscandalizzato se la gente ti risponde? brrr quanto sei fake . cattelan l’ho già approfondito e non mi ha lasciato nulla, curioso come a ogni appunto chirurgico e domanda precisa eviti sempre di rispondere, evidentemente ho colpito nel segno .

          • no, ora non mi censurano più…dirai perchè non faccio paura a nessuno :D

            Infatti il link al blog è giusto, in quanto porto esempi concreti (di progetti reali che tu non vuoi vedere) per arricchire la discussione, non mi metto ad argomentare i progetti nei commenti; a meno che tu non dica stupidaggini a cui devo necessariamente rispondere.

            Il link è corretto (per portare esempio) non è corretto argomentare su cose che non centrano con l’articolo sotto; se lo faccio è perchè rispondo ad idiozie.

          • hm

            non dico nessuna stupidaggine solo la realtà che sei, non ti censurano più solo perchè avrai coltivato una relazione verso di loro . mi rispondi perchè è talmente palese quanto siano fallimentari le tue argomentazioni che non riesci a tacere di fronte ai fendenti che ti arrivano da ogni dove, a cui spesso replichi fuori tema e/O in modo sussiegoso sviante minimal . per fortuna che non sei la bibbia rossi, nessuno sentiva l’esigenza di un altro libro di sangue morti e vendette fratricide, per quello comprati l’ultimo bestseller sui vampiri che fai prima .

      • Tu confondi la comunicazione di qualcosa di reale con mail art. Se uso il blog e la mail è per comunicare qualcosa di reale. I’m not roberta è stata una mostra reale. Rimando alla recensione di Alfredo Cramerotti su questa rivista e al blog Whitehouse.

        L’esempio di Lucio Fontana sul blog è evidentemente un paradosso; le conosci le dimostrazioni per assurdo?

        Se un giovane di 20 anni decidesse di fare solo tagli di fontana, è ovvio che sarebbe citazionismo vintage, ma talmente manifesto e trasparente che nel suo essere ottuso e pedante diventerebbe originale. E anche molto sintomatico di questi tempi: un giovane che c’è ma che si nasconde dietro un icona del 900

        …quello che vivono tutti i giovani in italia e non solo….spesso sopravvivono dietro le spalle delle generazioni più vecchie che allo stesso tempo non hanno fornito loro prospettive future ecc ecc Quindi sarebbe un giovane artista molto interessante….

        Uno che si chiama HM che dica a uno che si chiama Luca Rossi che è fake..mi fa ridere. :D ripigliati!

        • hm

          cosa fai imiti le espressioni che ti ho rivolto per primo? fai lo specchio di riflesso come un bambino scemo? io sono reale tu no, molti sanno come mi chiamo realmente e anche su internet cercando ci sono tracce, di te nessuna . sei solo un nome fake . il mio nome peraltro è multisignificato e multilivello, il tuo è piattissimo . sì certo rossi la tua comunicazione è reale come quando hai invitato tutti ad andare a palazzo vecchio a firenze il primo di agosto dell’anno scorso (mentre tu hai scritto di non esserci andato perchè preferivi prendere il sole in sardegna) pronto ad bluffare senza scrupoli con frasi del tipo ‘ma tu ci sei andato’? come se andare in cima a palazzo vecchio (oltretutto è proibito infatti c’era un cancello) avesse rivelato qualcosa, sei talmente fake che ormai non ti ricordi nemmeno più quello che hai scritto, e oltretutto a causa della tua logorrea asfissiante non ci sono nemmeno più le prove perchè scrollando il blog non si riesce più a tornare indietro (troppe parole hanno intasato l’html e ora risulta tutto accavallato) . cramerotti è un tuo amico pagato o sei addirittura tu, perchè dovrei fidarmi della sua recensione? addirittura il suo articolo si intitolava ‘non mi interessa lucarossi in sé, ma il lucarossi in me’ quindi se cramerotti facesse parte del tuo progetto vintage non mi stupirei per niente .

          – Se un giovane di 20 anni decidesse di fare solo tagli di fontana, è ovvio che sarebbe citazionismo vintage, ma talmente manifesto e trasparente che nel suo essere ottuso e pedante diventerebbe originale. –

          questa è solo una tua opinione accondiscendente e ruffiana atta a favorire il mercato e l’economia, nel suo essere ottuso e pedante per quanto mi riguarda farebbe solo CAGARE .

          • A palazzo vecchio ci sono stato. Avevo scritto che molti preferivano forse il mare il 30 di luglio…ma il clima estivo faceva parte del progetto.

            http://wh2.splinder.com/post/21497243/_

          • hm

            NO . avevi scritto che TU preferivi stare al mare, ma tanto non ci sono più le prove perchè la tua verbosità prolissa impedisce di leggere i post più vecchi sul tuo blog . anzi la maggior parte di essi li hai eliminati volontariamente per non lasciare prove .

      • Maurizia Lugli

        finge, finge!

  • ma che prove :D :D…le prove che ero al mare???? Sei meraviglioso :D

    Comunque il 30 luglio 2010 ero in piazza della signoria, te lo giuro…

    :D mi fai morire

    • hm

      no eri al mare e lo hai anche scritto . peccato che non si possa più leggere per i motivi riportati sopra . il fatto che tu non ci fossi per tua stessa ammissione rivela quanto quel progetto fosse F . A . K . E . non c’eri e lo sai bene, in cima a palazzo vecchio c’era solo un cancello non oltrepassabile (tra l’altro sono certo che tu abbia scaricato la foto da google immagini, quindi non eri presente né il 31 luglio nè prima, total sadness) . se le parole sono importanti giurare alla cazzo lo è ancora di più .

      • no non ero al mare, ero a palazzo vecchio.

        • hm

          puoi anche dire che eri sulla luna come hanno fatto gli americani grazie agli effetti speciali di kubrick . lol .

  • augusta

    Ehi voi due ragazzi più sopra..volete l’indirizzo di un fight club?:-)

  • DSK

    Stanno facendo fumo, stanno fumando in 2. Non si fuma in forum pubblici!

    HM ne sa (o finge di saperne) ben poco sulla situazione veneziana.
    Facile ragionare per stereotipi, vero HM?
    Con le enormi risorse spese da Vettese per promuovere in Italia artisti MADE IN USA, MADE IN UK ecc…, in nove anni alla BLM si poteva fare tanto, tanto altro. La sua impostazione, più che “teorica ed organizzatrice” come dice LR, è semplicemente didattica: studenti e/o affermati nomi internazionali. Logiche da vittime dell’omologazione culturale. Gli altisonanti nomi internazionali sono utili per ricevere indiretto prestigio e autorevolezza; gli studenti sono soggetti facilmente manovrabili. Ma il nodo centrale della questione sta altrove. Risiede nelle strategie adottate da una lobby per controllare più a lungo possibile un determinato contesto culturale, cercando di scavalcare l’etica della prassi istituzionale ed i valori ad essa connessi. Come si è visto nessun metodo è escluso…

    • hm

      ok allora fai proposte concrete o spiega che curatore chiameresti tu e perchè, non fare blablabla come lucarossi (che poi alla fine è il primo che si attacca piattolamente ai curatori più in vista per la gioia della sua nonni genitori foundation con cui ha stipulato un patto di sangue a base di sacrifici di bambini) .

      • hm

        se poi mi spieghi quali sono gli stereotipi di cui mi accusi mi fai anche un favore, immagino si potesse fare altro in 9 anni di blm ma se non suggerisci cosa diventaq blabla alla lucarossi . che ci siano lobby che decidono è ovvio, infatti lucarossi nel suo blog si rivolge solo ai protagonisti delle lobby per avere attenzioni .

  • angela vettese

    “Enormi risorse”… Magari! Caro DSK, è il punto dolente di ogni disussione di questo tipo è che nessuno è abbastanza coraggioso o anche solo abbastanza poco pigro da vedere dove finiscono i soldi pubblici. Chi li guadagna, chi li governa, chi li spende? In Italia non certo i personaggi più visibili, com’è il mio caso o Una vera controinformazione, della quale ammetto che neppure io ho voglia di occuparmi, andrebbe a vedere dove e come si usano i soldi per l’arte contemporanea. VI assicuro che non sono posti come il Maxxi, Rivoli e tantomeno la BLM di Venezia. Sono lusingata dall’attenzione anche negativa che mi si rivolge, ma se i problemi fossero tutti qui…. Cuccia ha governato la finanza italiana per decenni e non ha mai rilasciato un’intervista. Cercate tra i taciturni chi ha sconciato il sistema dell’arte italiana. Trovate le cifre. Guardate nei bilanci delle amministrazioni, anche di quelle periferiche. Dopo ne riparliamo.

  • angela vettese

    Sono lusingata dall’attenzione, anche negativa, considerando che la notizia è che i Musei Civici di Venezia si occuperanno sempre di più di arte contemporanea, come emerge dalla nomina Gabriella Belli che da tren’anni di lotta per far esistere e vivere il MART.
    Caro DSK, tu parli di “Enormi risorse” di cui avrei disposto. Una vera controinformazione andrebbe a vedere dove e come si usano in Italia i fondi veri per l’arte contemporanea. Cercate tra i critici taciturni. Fate un reale, impegnativo reportage. Guardate nei bilanci delle amministrazioni, anche di quelle periferiche. Fate uno studio sull’uso del 2% per l’arte sulle opere pubbliche. Capite chi vi frena davvero. Probabilmente è simpatico o ha scelto di essere invisibile, come Cuccia fece per la finanza, e solo adesso sappiamo che ci ha consapevolmente portato a essere un paese di straccioni.
    Detto questo, io amo la BLM.

    • Sega Saturn

      brava Vetty, anche noi ti amiamo. Luca Rossi Morsiani al patibolo

    • LorenzoMarras

      Dottoressa le sue argomentazioni come al solito risultano inpeccabili. Tuttavia tra le altre cose, vorrei richiamare la sua attenzione sulle circostanziate osservazioni che le muove L’Artista Scarpa Kos che a mio parere meriterebbero essere da Lei argomentate , beniteso nell’interesse di tutti i lettori di Artribune e non solo, dal momento che dette osservazioni risultano essere divulgate in forma ufficiale.
      Naturalmente Lei è libera di NON esprimersi al riguardo.

      Buongiorno.

    • max

      Si ma onestamente dottoressa Vettese, il punto è un altro, in tutta la sua attività non ho mai visto niente di entusiasmante, ha sempre seguito con attenzione e strategia quelle che erano le occasioni, soprattutto quando ha operato per promuovere i soliti Italiani, era così lampante… le solite operazioni all’Italiana, in accordo con chi fa mercato utilizzando gli artisti più consenzienti.
      Artisti si nasce, dire l’opposto è un’allucinazione, non bisogna temere la genialità di un artista, diamo spazio a gente nuova, a chi fa ricerca veramente, lasciamo che la pesantezza di questo sistema che avete montato si possa dissolvere ora, tanto prima o poi lo farà il tempo, ma almeno avremo limitato i danni che si stanno apportando alla cultura Italiana.
      Non sono un curatore e tanto meno un artista, sono un appassionato d’arte che finanzio e compro con frequenza.
      Mi dispiace che nel mio paese ci sia tanta confusione, credo che il primo motivo sia una profonda ignoranza di stampo provinciale, e poi i soliti interessi potere denaro.
      Conosco bene tutti i retroscena di molte vicende artistiche Italiane e spesso sono moto più volgari di quello che ha fatto Cuccia.
      Riflettiamo per favore.

      • mario dres

        si è vero.
        ad essere sinceri quando un curatore ricopre una carica non dovrebbe occupare altre poltrone.
        si criticano i politici di questo governo Berlusconiano, ma i nostri curatori d’arte sono anche peggio perché, politicamente si presentano contrari al potere ma poi applicano gli stessi metodi della destra, controllo assoluto sulla cultura Proponendo il magnerismo contemporaneo che onestamente ha stancato.
        Ma si sono organizzati nel tempo (ad eccezione di Achille), tanto che ognuno di questi Dottori negli anni hanno formato uno o più predecessori per garantire una continuità della loro non cultura… ed ecco così che nei vari anni abbiamo ” fatto un’Italia” sempre più povera, con collezionisti sempre più, poco interessati a sviluppare collezioni con identità italiane.
        Continui arrivi di giovani artisti, totalmente impreparati utilizzati solo per distrarre l’attenzione su coloro che gli anni prima li anticipavano.
        forse è ora che noi collezionisti iniziamo a dire la nostra, altrimenti dovemmo soccombere sotto a questa indecenza, è anche colpa nostra, troppe volte ci siamo fatti convincere a seguire le loro scelte, credendo che fossero di fattore culturale.
        grazie a questa possibilità.
        Mario Dres

  • ernesto

    non sarebbe male una rivoluzione, VIVA LA LIBERTè, LIBERTè, IO CI SONO

  • Il punto dolente di queste discussioni è far bla-bla con chiacchiere tipo Cuccia & soci. Dopo 9 anni parlano i fatti: la Bevilacqua La Masa di Vettese è istituzione vittima dell’omologazione culturale, in particolare delle culture anglofone.
    Il fatto stesso che un’istituzione che non è certo un blockbuster del sistema divenga spazio per la promozione in Italia del MADE IN USA-UK, dimostra quanto siamo lontani, qui a VE, da un’idea di sviluppo, di ricerca autentica.
    Perché l’opinione pubblica non dovrebbe essere informata sul caso in questione? La politica attuata da Vettese ha modificato la realtà locale producendo una scissione della comunità degli artisti, ha richiesto il blocco del ricambio, tentato la “riconferma silenziosa” così creando distanza tra cittadini ed istituzione, ha voluto boicottaggio per chi fa informazione.
    Chissà quante idee nuove + talenti si sarebbero potuti valorizzare con quelle risorse, chissà cosa questi artisti avevano da dirci. Non lo sapremo mai: quel treno ormai è perso. Dobbiamo perderne un altro?

    E’ stato tristissimo per tutti questi anni vedere fior di talenti trattati come ciabatte vecchie, persino derisi e insultati; “vada a New York” e “perché lei resta a Venezia?” sono stati i “suggerimenti” che, con il sorriso sulla faccia, questi corifei dell’omologazione culturale elargivano a chi poneva problemi ed emergenze.
    Non hanno voluto investire su di essi nemmeno il becco di un quattrino. Se questo è il risultato, allora meglio non dico il provincialismo (in una città con la Biennale rimane un po’ difficile rimanere disinformati sull’attualità dell’arte), ma sicuramente l’investire in progetti meno effimeri, meno mondani. Progetti che abbiano una ricaduta o di ricerca o di supporto a lungo termine sul territorio.

    • agata

      ha ragione, quanti artisti e quanti progetti persi, persi per noi italiani, persi per la nostra italia.
      regime
      controllo
      impoverimento culturale
      ignoranza
      tutto coincide ad un disegno
      ormai è evidente, e ognuno di questi mastri/curatori con il proprio ruolo adempie ad una parte del disegno.
      certo che è cosi tutto noioso ad eccezione del loro sforzi nel rigenerare la propria l’immagine, occhiali e giacchette alla moda, si qui c’è un accenno di ricerca… un accenno che fa ridere però

  • Alfredo Mastorna

    Mi sembra che Daniele Scarpa Kos stia scrivendo autentiche follie e qualcuno gli va dietro. E’ come se i curatori, la Vettese per fare nomi, lavorassero contro se stessi, come se non fosse loro interesse promuovere l’arte. Quale sarebbe lo scopo di avere un disegno che punta alla involuzione? Perdere artisti? Non ha senso, questo giudizio è una follia collettiva. Quello che scrive non ha radici, perchè non c’è motivo per comportarsi così. Cuccia voleva trattenere potere e mercato, guadagnare sulle perdite altrui. Il valore dei curatori è invece sempre nella evoluzione dell’arte. Insomma,, l’accusa non sta in piedi anche usando la logica più elementare. Possiamo forse farne un problema di gusto. Ma possibile che ci sia una congiura contro Daniele Scarpa Kos e i suoi amici ordita a livello nazionale? E poi oscilla tra l’accusa di provincialismo e quella di anglofonismo. Delle due una, direi; scelga da che parte stare. Una mostra di Yoko Ono durante la Biennale è “provinciale e anglofona”? Forse dietro tanto delirio solo un malcelato complesso di esclusione.

  • DSK

    Alfredo – il tuo post è talmente ingenuo che si commenta da solo.

  • Alfredo Mastorna

    Sarà ingenuo… ma ha chiuso la discussione più di una anno fa. E’ che quando si è cialtroni dentro come il povero (di spirito) Scarpa lo si è per sempre. L’astio è il confine della sua arte. E li si ferma e fermerà

  • >>>figurati alfredo so bene che isegoria e anticonformismo si pagano carissimi… ricevo continui insulti, derisioni e attacchi a cominciare da quelli quelli firmati angela vettese, oggi assessore cultura. Registro continuamente 1 assoluta mancanza di sensibilità per le questioni attinenti ai diritti della categoria degli artisti e i valori istituzionali. Io sono dell’opinione che questo bene comune – istituzionale – blm che abbiamo ricevuto abbiamo il dovere di consegnarlo a chi verrà dopo di noi integro.