Lampedusa, the day after

A Firenze, negli spazi di Villa Romana, Armin Linke propone una ricostruzione fotografica dal sapore antropologico di ciò che “l’isola dell’accoglienza” ha vissuto negli ultimi anni. Fino al 23 settembre.

Lampedusa, The day after. Prospettive visive - veduta della mostra presso Villa Romana, Firenze 2011

Il progetto che Armin Linke (Milano, 1966; vive a Milano e Berlino), coadiuvato da un gruppo di collaboratori, porta avanti da un paio d’anni, consiste nel reperimento di materiale fotografico sull’isola di Lampedusa e sul fenomeno dell’immigrazione da cui è stata investita.
L’artista rinuncia dunque alla sua autorialità – non ha prodotto nuovi scatti – per farsi tramite utile all’emersione di materiale fotografico e video già esistente. La documentazione presente in mostra è divisa in cinque nuclei che ne indicano la fonte – associazioni umanitarie operanti sull’isola – o l’autore: Google pictures, Maurizio Seminara, Alessio Genovese, Guardia Costiera, Croce Rossa, C.I.E., I Girasoli, Giacomo Sferlazzo.
Grazie allo sguardo di chi ha vissuto la vicenda in prima persona, si vengono a comporre diversi punti di vista sull’immigrazione a Lampedusa. Linke ha selezionato e raggruppato le serie di immagini in percorsi di lettura che permettono di ricostruire una memoria critica sul fenomeno. Ci sono gli scatti privati dell’infermiera della Croce Rossa, che sottolinea come le sue fotografie siano totalmente diverse da quelle di un giornalista perché è diverso l’approccio all’oggetto in questione: la riluttanza a parlare di “immigrati” invece che di persone. Il fotografo free-lance Alessio Genovese studia invece la questione tunisina a seguito delle rivolte popolari che hanno indotto il presidente Ben Ali a lasciare il Paese, e quindi il suo sguardo si sofferma sulle fughe di massa verso l’Italia.

Lampedusa, The day after. Prospettive visive - veduta della mostra presso Villa Romana, Firenze 2011

Giacomo Sferlazzo, artista e autore di testi musicali, ha aperto a Linke il suo archivio di immagini ritrovate all’indomani degli sbarchi: fotografie corrose dal mare, agendine con numeri telefonici, documenti di riconoscimento. E infine gli scatti degli stessi immigrati che, recuperando le fotografie dalle pagine di Facebook, ricordano il travaglio successivo all’arrivo: il diniego, il rischio di espulsione dal Paese, le piccole vittorie raggiunte in giro per l’Italia e poi il ritorno a Lampedusa, terra della salvezza.
In mostra ci sono immagini di origine e qualità diverse, non necessariamente collegate tra loro. Sono tutti scatti fatti per ricordare, per fermare un momento – tragico o felice – qui messi sullo stesso piano e trasformati in materiale artistico e antropologico, utile a creare un immaginario comune, a costruire la memoria di un fatto già entrato nella storia.

Ottavia Sartini

Firenze // fino al 23 settembre 2011
Lampedusa, The day after. Prospettive visive
Un progetto di Armin Linke con Filippo Baracchi, Lisa Bergmann,
Valeria Malito, Laura Morcillo, Chris Spatschek.
a cura di Maurizio Bortolotti
www.villaromana.org


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Ottavia Sartini
Ottavia Sartini (Viareggio, 1987) dopo la laurea in Storia e tutela dei beni artistici con una tesi su Guelfo Civinini, conosciuto giornalista di guerra ma dimenticato critico d’arte in attività dai primi anni del ‘900, continua la sua formazione per conseguire la Laurea in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università degli Studi di Firenze. Sta muovendo i suoi primi passi nel mondo dell’informazione artistico culturale su Artribune ed altre testate a tiratura locale tra Firenze e la Versilia.
  • A Siena, nella nostra città, con un gruppo di donne stiamo facendo lo stesso lavoro, giusto per sentire il polso della realtà in cui viviamo tutti i giorni e cominciare a trarne degli spunti di riflessione che espliciteremo in un convegno alla fine di novembre. Percorsi paralleli con finalità diverse….

  • Daniela Fantini (dioy)

    oh! e meno male!… documentazione NON preconfezionata! Mi trova del tutto concorde e nelle stesse corde…