Arti performative? Anche a domicilio, con Transart

“Vivere la cultura è vivere il presente”. Con questo motto prende avvio l’11esima edizione del festival dedicato alle arti performative, tra musica e azioni. Da mercoledì 14 settembre al 1° ottobre, in un territorio fra Bolzano e Silandro.

Laurie Anderson
Laurie Anderson

Inaugurano Transart 11 gli Alarm Will Sound, definiti dal New York Times il “futuro della musica classica”. Diretto da Alan Pierson, il collettivo americano attraversa in ricognizione brani di John Adams e David Lang e la trascrizione per orchestra dei brani elettronici di Aphex Twin già raccolti nell’album Acoustica.
Il grande concerto di apertura all’ex Alumix di Bolzano verrà anticipato da una performance dove il pubblico, dotato di campanacci, si presterà alla volontà del compositore e performer britannico Matthew Herbert, realizzando una speciale esecuzione che sarà registrata e riproposta nella prossima edizione del festival. Herbert, ospite speciale di Transart, presenta in prima nazionale One pig, progetto realizzato registrando le testimonianze sonore della vita di un maiale, macellazione compresa, ricreando in scena un affresco sonoro accompagnato da elementi visivi, olfattivi e gastronomici “cucinati” con lo chef Hannes Pignater. Il giorno successivo, Herbert trasformerà l’area dell’ex Alumix in un dancefloor, con un lungo dj set aperto dall’austriaco Patrick Pulsinger.
Solo per i veri “fedeli” alla ricerca musicale contemporanea, la programmazione del festival offre quello che appare come un vero cammino spirituale. Un Pellegrinaggio Sonoro guidato da Peter Lindenthal, autore austriaco di numerosi libri sul Cammino di Santiago, varcherà i confini del Brennero, partendo di buon mattino dalla Chiesa di San Giacomo a Tunes in Alto Adige, si snoderà attraverso “tappe sonore” fino ad arrivare, in serata, in un’altra chiesa dedicata al medesimo santo, ma a Nösslach nel Nord Tirolo.

Transart 11

Tempo e variazione sono gli elementi compositivi fondanti il lavoro processuale di William Kentridge che, in un continuo susseguirsi di cancellature e disegni su un’unica superficie, trasforma figure e oggetti in un flusso costante che è al contempo tessuto narrativo. L’inconfondibile tratto a matita dialoga con il teatro e con le nuove tecnologie in Woyzeck on the Highveld, pluripremiata produzione della compagnia sudafricana Handspring Puppet Theatre, in scena al Teatro Comunale di Bolzano. La compagnia sarà protagonista anche – presso il Museion di Bolzano – del workshop The Hidden life, un’indagine sulla “vita nascosta” nella materia inorganica, alla scoperta del potenziale cinetico di diversi materiali come mezzo per esplorare i principi fondamentali del teatro di figura.
L’ex Alumix ospiterà un altro workshop, quello di Ignaz Schick, performer e compositore che illustrerà ai frequentanti la pratica del turntablism attraverso un percorso storico e pratico di esplorazione del giradischi, come strumento di creazione e non solo riproduttore audio. Con Istant Cut, Schick, assieme ad Arnaud Rivière, Dj Sniff e Dj Økapi mostrerà al pubblico le possibili direzioni della nuova ricerca espressiva nel campo del djing.
Oltre a Mattew Herbert, altra imponente presenza al festival è Laurie Anderson, che porta alle Officine FS di Bolzano la prima italiana di Transitory Life, performance solista che la vede cimentarsi in una retrospettiva della sua vita. Le “storie narrate” in scena comprenderanno brani dai suoi più noti lavori, fino al recente Homeland (2010). Sulla scia dei ricordi, il mattino seguente, la Anderson coinvolgerà il pubblico in una conversazione informale sulla relazione fra arti visive e musica nella scena minimalista newyorchese.

Matthew Herbert - photo Ali Mahadawi

Ci si sposta a Silandro per abitare le caserme Druso, che si apriranno alla vena sperimentale della rassegna con il concerto per macchinari edili e mezzi militari del compositore russo Boris Filanovsky. In uno scenario bellico a metà tra il cantiere bombardato e l’officina in rivolta, gruppi diversi d’interpreti, tra cui il soprano Natalia Pschenitschnikowa, eseguiranno la partitura scritta appositamente per il pubblico posizionato al centro della scena. Anche qui la componente sociale, l’incontro tra parti diverse, gioca un ruolo importante: solo grazie al lavoro comune di tutti i macchinisti che azioneranno gli elementi meccanici e i musicisti si potrà originare la sinfonia.
Il festival si richiude come un’onda su se stesso, sulle tradizioni del proprio territorio, ma sempre con l’occhio aperto sull’innovazione che l’ha contraddistinto per oltre un decennio. Al Selectra di Bolzano, Gerd Hermann Ortler, giovane talentuoso altoatesino del jazz contemporaneo, compone con la sua orchestra di 23 elementi un brano appositamente scritto per la regina dello jodel Anneliese Breitenberger, ospite speciale della serata.

Jennifer Malvezzi

www.transart.it

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Jennifer Malvezzi
Laureata in Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Parma. I suoi interessi onnivori mescolano arti performative, musica elettronica e cultura popolare degli anni ’80 e ‘90 del Novecento. Da un po’ di tempo collabora con alcune riviste nazionali d’arte e di spettacolo.
  • enea bonato

    scusate ma che c’azzecca lo show di ieri sera con quello fatto il 10 .11 a Kansas City ? saluti