In ufficio con Kate Gilmore

Settimana di lavoro full-time per le donne assunte da Kate Gilmore. Si timbra il cartellino di buon ora e fino alle 5.30 p.m. si cammina senza sosta. Un’insolita struttura si inserisce fra i grattacieli di Londra, movimentata quanto basta per non passare inosservata.

Kate Gilmore - Walk the Line - Exchange Square, London, 2011

Non è bastata la pioggia a fermare il lancio della nuova performance di Kate Gilmore (Washington 1975; vive a New York). Ombrelli in mano, ben abbinati alla divisa indossata, e le ragazze di Walk the Line hanno iniziato la loro marcia nel cuore della finanza europea: Exchange Square, City of London, terra di esseri con una copia del Financial Times in mano come carattere acquisito. Di fatto, la selezione naturale premia gli individui più forti, e allora bisogna andare dritti per la propria strada, decisi, senza guardarsi indietro. Con questo spirito, per una settimana, le protagoniste dell’ultimo lavoro dell’artista statunitense si omologheranno alle altre mille donne d’affari che, giorno dopo giorno, con passo svelto avanzano sui marciapiedi della città, incrociandosi, evitandosi, a volte scontrandosi.
Nel caso dello show londinese, la via su cui camminare è la superficie in cima al tunnel rosso posto al centro della piazza, struttura che richiama alla mente gli stretti corridoi di un ufficio quanto le lunghe gallerie sotterranee della tube. Ogni passante può attraversare il cunicolo e, avvolto dal ticchettio incessante dei tacchi, riconoscere il suono di una affollata mattina metropolitana.

Kate Gilmore - Walk the Line - Exchange Square, London, 2011

La Gilmore ama indagare i delicati temi della lotta e della precarietà nella società odierna, con uno sguardo particolarmente attento alla figura della donna. Spesso protagonista delle performance è l’artista stessa che, a pugni e calci, distrugge gli spazi claustrofobici da lei stessa costruiti. Il tutto rigorosamente indossando tacchi a spillo e tubini strizzatissimi.
Mero femminismo? Ancora l’ancestrale quesito del ruolo femminile nel competitivo mondo del lavoro e della possibilità o meno per una donna di scegliere fra carriera e famiglia? Sono tempi di crisi, si sa, e l’argomento saprebbe trovare terreno fertile. Ma c’è altro. L’artista va oltre, affrontando il più generale conflitto interiore fra le aspettative, proprie e altrui, e lo sforzo costante per non deluderle. Le donne di Kate Gilmore, alienate nel loro meccanico movimento, ricercano il successo, la realizzazione, ma seguendo le tappe di uno schema di vita prestabilito. Identiche, impassibili, apparentemente così sicure di se stesse, ma in fondo intrappolate su una piattaforma artificiale. Ed ecco che il confine tra confidenza e frustrazione si fa estremamente labile.

A curare l’evento è la Parasol Unit, fondazione non profit istituita nel 2004 da Ziba Ardalan, ex guest curator al Whitney di New York. La fondazione, che opera grazie al duplice sostegno di donazioni personali e di enti pubblici, si è da sempre distinta per l’attenzione quasi maniacale rivolta ai progetti curati. Ogni anno vengono allestite quattro mostre, appositamente commissionate, ognuna accompagnata da una pubblicazione e da un programma educativo. Walk the Line promette di essere solo il primo di una serie di eventi di arte pubblica, Parasol Public appunto, pronti ad animare l’estate londinese.

Stella Kasian

Londra // fino al 10 giugno 2011
Kate Gilmore – Walk the Line
www.parasol-unit.org

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Stella Kasian
Stella Kasian, nata a Roma nel 1981, si laurea in Studi storico-artistici alla Università degli Studi di Roma “La Sapienza” con il massimo dei voti, scegliendo di specializzarsi in Storia dell’Arte Contemporanea. La passione per l’arte e il desiderio di comunicarla spingono, sin da subito, la giovane Stella a muovere i primi passi nell’ambito del giornalismo on line. Trasferitasi a Londra, ancora oggi sua dimora elettiva, approfondisce le proprie conoscenze con esperienze variegate che arricchiscono la cultura accademica di nuove contaminazioni internazionali: dal corso curatoriale presso la University of The Arts alle collaborazioni con il Barbican Centre e con il Camden Arts Centre, nella quali si avventura nell’attività promozionale, organizzativa e curatoriale di eventi. Intanto Stella prosegue con sempre più impegno la sua attività di redattrice free lance, collaborando proficuamente con varie testate italiane su web e su carta.