• Il catalogo che manca e che forse avrebbe dovuto esserci, perché senza catalogo non c’è traccia storica, è quello del padiglione Italia. Dicono che arriverà. Difficile crederlo. Peccato che i segnalatori coinvolti abbiano scritto un testo motivatore della propria scelta e che abbiano avuto rassicurazioni sulla pubblicazione dello stesso.

    • alessandra fina

      al padiglione Italia non solo manca il catalogo, ma manca anche un desk per la distribuzione dei comunicati stampa (almeno quello) al posto di quest’ultimo c’è però l’audio guida…. in vendita alla modica cifra di 5 euro. che tristezza!

      • a. p.

        Del Padiglione Italia non c’è neppure il sito internet… assurdo, imbarazzante…

  • Cristiana Curti

    Il catalogo del paditalia non c’è, ma i “concorrenti”, per parteciparvi, sono stati obbligati a fornire le immagini della loro opera a proprie spese per la pubblicazione e a comprarne 4 copie (a prezzo di favore, per cui ebbero il diritto di averne graziosamente 1 in omaggio)…
    Se facciamo il calcolo (l’ha mai fatto nessuno? Voi di artribune potreste cimentarvi nell’impresa) di tutti gli artisti coinvolti, qui là su e giù in patria e fuori, il gruzzolo anticipato dovrebbe essere notevole per non avere, poi, niente da offrire a un mese dall’inaugurazione.

    • me.giacomelli

      A spanne: 2mila artisti x 25 euro a catalogo x 4 copie… un 200mila euro? Bel gruzzolo…

      • Cristiana Curti

        Certo che con 200.000 eurini (a spanne, s’intende), vien fuori un bel cataloghino, n’est pas?

    • LorenzoMarras

      Cristiana cara scusa la richiesta irrituale ma ho saputo di una tua Stroncatura all’opera di Angiola Tremonti e siccome sono interessato a leggerla e non riesco a trovarla, mi faresti la gentilezza di mettermi a disposizione il testo ?

      ciao Cristiana e grazie

      • Cristiana Curti

        Sei gentile, caro Lorenzo a interessarti a un affaire che mi preoccupò non poco anche per stracichi e implicazioni che vanno ben aldilà della mostra Tremonti alla Galleria d’Arte Moderna di Milano e che tuttora preoccupano chi vorrebbe un reale cambiamento nella gestione della cultura pubblica, a Milano ma non solo. Non posso fornirti qui l’indirizzo esatto perché trattasi di testata “concorrente” benché, credo, amica, che mi ospitò e mi ospita anche oggi. Ma se cerchi in web il mio nome e cognome e vi aggiungi quello di Angiola Tremonti, appariranno i due articoli (uno sulla mostra in particolare, l’altro delle conseguenze di quella nefanda “operazione”) che trattano della questione. Spero di non aver fatto sgarbo a questa redazione, però, per il che, se fosse, mi scuso immediatamente e invito a dirmi se e come riparare.

        • helga marsala

          Cristiana cara, ma di che si preoccupa? Ben vengono i buoni articoli, anche se scritti altrove! E poi non c’è nessuna concorrenza, per carità. Immagino si riferisse a questo uscito su Arslife, che per altro avevo letto a suo tempo:

          http://www.arslife.it/dettaglio2/2010/8/la-sorella-di-tremonti-a-villa-reale-di-milano.htm

          dico bene? altreimenti corregga pure…
          grazie comqunque per la sua premura.
          un saluto

          h.m.

          • Cristiana Curti

            Non so che dire… Helga è davvero gentile, e la sua premura le fa onore, veramente. Grazie. Naturalmente la citazione è giusta e spero si raccolga come una richiesta comune a tutte le fonti d’informazione sul web di cercare, oltre alla denuncia, la soluzione per la gestione impropria della cultura pubblica in ogni città d’Italia. Il senso dell’articolo (e di altri che feci su Milano in particolare sull’inaugurazione del Museo del Novecento che la Città attendeva dagli anni ’70 del secolo scorso!) era cercare di far capire che potranno pur cambiare giunte, sindaci e assessori, politiche “ufficiali”, ma che se non cambia chi davvero ha in mano le “chiavi” degli appalti della nostra miserabile “torta” culturale (e che nulla c’entra con la cultura), ben poco si potrà fare.
            La ringrazio di cuore, e con Lei la Redazione di Artribune. Ricambierò senz’altro.

          • Redazione

            si figiuri, grazie a lei che ci legge quotidianamente con interesse e ci sostiene. per quanto riguarda la critica alla gestione impropria della cultura da parte delle amministrazioni pubbliche… beh, sa che è un tema che ci sta molto a cuore e su cui siamo particolarmente attivi. dunque ci fa piacere dare spazio al dibattito, anche citando articoli al di fuori di qui. buona giornata!
            h.m.

        • LorenzoMarras

          ma figurati Cristiana, cercavo qualcosa sulla finanziaria Tremonti ed ho trovato la Sorella , in un quotidiano locale dove si faceva il tuo nome come autrice di una stroncatura; al che mi è venuto da ridere e ti ho chiesto.

          P.S. : non era facile scrivere un pezzo su quella mostra, proprio per niente.
          quei lavori andavano ben oltre la manifesta dozzinalita’.

          • Cristiana Curti

            Talmente oltre che non erano certo alla GAM per un errore…

  • Lora

    E basta con ‘sta Biennale…

  • Ecco il mio commento sulla Biennale di Venezia e la biennale del veneto.Lettera a Vittorio Sgarbi che non leggerà mai!!!

    Prof. Sgarbi,

    ieri ero presente al suo discorso di apertura della Biennale Regionale a Piazzola sul Brenta . Ero fatalità accanto a lei seduta sul muretto e sicuramente mi ha notato…sa alta, capelli rossi…. Ho una bella Galleria nel centro storico di Padova e faccio parte della schiera degli “ invisibili” che da molti anni porta avanti talenti veri ma ahimè senza alcun appoggio né raccomandazioni . Ma questo è un altro discorso.
    Ho condiviso il suo concetto idealistico che l’arte deve essere portata avanti in modo democratico, che è giusto dare visibilità agli artisti, e non avvalersi di pochi critici prezzolati ecc. e tutti noi, addetti ai lavori, teoricamente lo condividiamo, ma lei sa, che non è così. Ma se anche così fosse, bisogna in democrazia essere coerenti. Lei ha aperto le porte a tutti gli artisti e lei sa che ci sono più artisti che italiani!
    Ho visto gli artisti a Piazzola e a Venezia ma mi dica con quali criteri sono stati selezionati? Lasciamo perdere i “ raccomandati”, ma si è reso conto di quanta spazzatura c’era? Accanto ad artisti con la A maiuscola ho visto gente improvvisata, gente che il talento non sa neppure cosa significhi, offese al nostro senso estetico e non solo per noi ma soprattutto per chi si avvicina all’arte e che saranno i nostri potenziali collezionisti.
    In democrazia secondo me c’è il dovere di tagliare i rami secchi, il coraggio di dire NO” mi spiace vai a fare un altro mestiere” e questo lo possono fare solo gli addetti ai lavori come lei,comei galleristi seri e coerenti che hanno una preparazione storica ed una sensibilità profonda per individuare chi potrà rendere, nel terzo millennio, grande questa povera Italia. Questo modo di fare fino ad ora, ha creato confusione, malfidenza , scetticismo di fronte alle opere d’arte soprattutto nell’arte contemporanea vivente e lo affronto ogni giorno quando mi entrano in Galleria.
    I galleristi coerenti come me, severi come me, che si avvalgono di precisi criteri nella scelta sono lasciati soli, fanno fatica a portare avanti e dare visibilità ai propri artisti e qui torniamo alle raccomandazioni e ai critici potenti e prezzolati!!! La strada che lei ha scelto è già una gran cosa e proprio per questo che la selezione deve essere severa ed obiettiva.
    Molte sarebbero le cose da dire ma non so neppure se riuscirà a leggere questa mail.
    Semmai venisse a Padova, io sono qui con la mia altrettanta battaglia idealista.
    Un cordiale saluto
    Anna Breda

    • ale

      Cara Anna a Torino Sgarbi ha inserito all’ultimo minuto una pseudoartista , senza arte ne parte che gli è la data, ( medoto Minetti ), e per farsi un’idea di prima mano : ANDATE A VEDERE IN RETE LE MOSTRE ;L’ ETA E LE OPERE DELLE ARTISTE TORINESI INVITATE DA SGARBI.

      • … forse volevi scrivere “che gliela ha data”… ma, a tal proposito, tu eri presente mentre gliela dava? e che facevi ? E se non c’eri sarebbe meglio dicessi “… di cui si dice che..” (o scritto cosí sembra proprio uno stupido pettegolezzo da barerei di periferia?) Un’ultima domanda che c’entra l’età? Che etá bisogna avere per essere considerati “artisti accettabili”?

  • Obi

    La cosa migliore del Padiglione Italia… I CLANDESTINI delle Accademie
    per il resto…tutto gia’ visto.

  • Pingback: Fatti non foste per portar cataloghi |()

  • Pingback: Fatti non foste per portar cataloghi |()

  • Pingback: Fatti non foste per portar cataloghi « arteliberatutti()