Basel Week

A due settimane dall’apertura della Biennale, comincia una nuova reunion della scena internazionale dell’arte. Mercoledì apre infatti i battenti al pubblico la 42esima edizione di Art Basel. Con grandi installazioni, nomi importanti, musei d’eccellenza e fiere satellite. Tutti sullo stesso terreno. Per una kermesse che occupa l’intera settimana.

Elastic | Runo Lagomarsino | Documentation of Process Trans Atlantic, 2010/11

A Venezia, in Biennale, le opere dei premiati Marclay, Mirza, Sturtevant e West si sono potute solamente osservare. A due settimane di distanza, durante la 42esima edizione di Art Basel, i loro lavori, rivalutati dai riconoscimenti in Laguna, si potranno anche comprare. A Basilea, infatti, dalla sera del 14 al 19 giugno, l’eleganza del mercato dell’arte internazionale sfoggerà l’alta uniforme. Pitture, sculture, fotografie, installazioni, performance e video daranno lustro a una delle più ricche livree del sistema fieristico globale.
Oltre all’apertura della fiera principale, ogni anno il capoluogo della Svizzera tedesca dà vita a un vero e proprio ecosistema dell’arte, alimentato da fiere satelliti, musei, istituzioni ed eventi che metteranno in risalto ogni aspetto del mercato dell’arte. Dalla domanda all’offerta. Sono attese, in crescita di anno in anno, oltre 62mila presenze, tra collezionisti, artisti, buyer, art dealer, direttori di musei, curatori e ovviamente galleristi.

Alfonso Artiaco | Carl Andre | 9 x 27 Napoli Rectangle, 2010

Quest’anno gli spazi di Messeplatz riuniranno all’incirca 300 gallerie, di cui 22 italiane e le restanti di 35 Paesi del mondo (per la prima volta provenienti anche da Libano, Thailandia e Ungheria), senza contare 2.500 artisti e relativi progetti. Più di 50 grandi installazioni saranno esposte ad Art Unlimited (fra gli autori: Hatoum, Schütte, Flavin, Rauschenberg, e ancora Allora&Calzadilla, Mark Willinger, Sudarsan Shetty e Carl Andre), nonché nello spazio urbano e in vari edifici per il programma di Art Parcours (da Ai Weiwei a Joan Jonas) nella St. Alban-Vorstadt.
Anche i giovani avranno spazio ad Art 42 Basel. Il settore Art Statements presenta quest’anno 27 progetti individuali di artisti esordienti da tutto il mondo (tra gli altri: Paulo Nenflidio, Uri Aran, Adam Pendleton e Ben Rivers). Ad Art Basel Conversations verranno invitati ogni mattina insigni esponenti della scena artistica internazionale (con l’immancabile Hans Ulrich Obrist), mentre all’Art Salon si svolgeranno nel pomeriggio presentazioni di libri e tavole rotonde.
Il programma di Art Film verrà allestito a cura del berlinese Marc Glöde insieme a This Brunner; mercoledì sera, il critico presenterà la première svizzera del documentario in 3d di Werner Herzog, The Cave of Forgotten Dreams.

Chert | Petrit Halilaj | Kostërc, Kosovo, 2010

Come sempre, Art Basel vorrà dire anche Liste, Scope e Volta. La prima delle tre fiere satelliti, stanziata nell’antica stamperia vicino al fiume, sarà come d’uso dedicata ad artisti under 40 e alle relative 64 giovani gallerie provenienti da 19 Paesi, ma conterà ben 10 nuove iscritte. Scope introdurrà 75 gallerie internazionali nella caserma militare del XIX secolo, combinando la vendita d’arte (si spera) d’avanguardia con eventi che coinvolgono il cinema, la musica e il teatro. Più distante dal centro di Basilea, Volta, alla sua settima edizione, offrirà una piattaforma per 70 gallerie nella cornice proto-industriale di Dreispitzhalle.
Come corollario, Basilea-zentrum offre una quarantina di sedi museali nei quali sarà possibile visitare le mostre più disparate. Alla Kunsthalle è stata allestita la collettiva How to Work (more for) Less e la personale dedicata al newyorkese R.H. Quaytman. Il Museum für Gegenwartskunst racconterà quindici anni di attività dell’artista danese Henrik Olesen, che indaga l’identità omosessuale attraverso esempi di biografie controverse, ignorate dalla storiografia ufficiale. Il Museo Tinguely inaugurerà una mostra dedicata all’automobile come feticcio, con 160 opere e artisti come Giacomo Balla, Robert Frank, Jean Tinguely, Andy Warhol, Gerhard Richter, Chris Burden, Damián Ortega, Richard Prince e Superflex.

Institut Mathildenhöhe Darmstadt | Janet Cardiff & George Bures Miller | Blue Hawai Bar, 2007 | Mixed Media Installation im historischen Wasserreservoir der Mathildenhöhe Darmstadt im Rahmen der Ausstellung "The Killing Machine und andere Geschichten"

Saranno visitabili anche percorsi espositivi su Konrad Witz al Kunstmuseum, sullo Studio Ballo e il design italiano al Vitra Museum o sulla coppia BrancusiSerra alla Fondazione Beyeler, che festeggerà con un party su invito la vittoria veneziana di Marclays. Mentre lo Schaulager ospiterà la collezione Emmanuel Hoffmann, proponendo in parallelo una mostra dell’artista belga Francis Alÿs, allestita all’Haus zum Kirschgarten e dedicata alla collezione personale di immagini di Santa Fabiola, che l’artista ha raccolto per vent’anni.

Ginevra Bria

 

www.artbasel.com
www.liste.ch
www.scope-art.comw
ww.voltashow.com

www.kunsthallebasel.ch
www.kunstmuseumbasel.ch/de/museum-fuer-gegenwartskunst/
www.tinguely.ch
www.kunstmuseumbasel.ch
www.design-museum.de
www.fondationbeyeler.ch
www.schaulager.org
www.hmb.ch/de/hmb/houses/kischgarten.html

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.
  • gdb

    almeno ad art basel ci andrai o scriverai la solita recensione critica e velenosa senza nemmeno andare a vederla come hai fatto per anni con le gallerie milanesi? ( che tra l’altro bella figura di merda omonima ginevra, non sai quante volte ho sentito i tuoi sputtanamenti)

  • feu

    confermo quanto detto dal lettore precedente e spero tonelli voglia prendere precauzioni almeno in questa nuova iniziativa editoriale: non è professionale recensire mostre viste solo a schermo, la bria lo ha gia fatto in piu riprese.