“Costruiamo una barca a Barca?” Accade a Torino

Il collettivo tedesco Raumlabor, che a Torino s’era visto per la progettazione della House of Contamination ad Artissima 17, si è trasferito nel quartiere Barca. Per un workshop che termina e culmina oggi. Appuntamento sulle rive della Stura.

Cantiere Barca

La domanda non è uno scherzo. È anzi il quesito che i traceurs di situa.to hanno posto al quartiere di Barca (alias Barca e Bertolla) nella periferia nord di Torino, quartiere morfologicamente isolato dal resto della città dal fiume Stura. Ma la barca è diventato il pretesto, come gettare un meteorite nel nulla, per trasformare un quartiere in cantiere.
Maturato nel programma per lo spazio pubblico situa.to, a cura di a.titolo e Maurizio Cilli, il progetto è seguito e condotto da artisti, antropologi e architetti: i cosiddetti traceurs, cioè coloro che “tracciano e intessono” trame nelle maglie dello spazio pubblico.
Dopo Cosimo Veneziano a Barriera Lanzo e Yael Plat a Settimo Torinese (esperienza ancora in corso), a Barca Giulia Majolino, Alessandra Giannandrea e Francesco Strocchio analizzano ed esplorano le griglie dell’area. Una zona in passato caratterizzata da un molo con imbarcazioni per l’attraversamento del fiume e l’ingresso in città, ma anche quartiere che, nella sua storia recente, data la marginalità, ha vissuto disagi sociali. Ma Barca è un quartiere con un grande potenziale: i suoi abitanti, ossia vecchi residenti, immigrati dal Mezzogiorno e extracomunitari.

Raumlabor al lavoro al Cantiere Barca

Dopo un anno di lavoro preparatorio, scandito da laboratori scolastici e attività di quartiere, dal 21 al 26 giugno è stato all’opera Raumlabor, collettivo tedesco interdisciplinare noto per la progettazione urbana di architetture temporanee. Il team ha mutuato immediatamente l’area verde antistante il centro per la terza età in una sorta di falegnameria, fabbrica dei desideri e start-up di “nuove committenze”. Nasce infatti una scritta di risulta che rappresenta l’identità del Cantiere Barca e, mentre delle assi diventano una pedana-palcoscenico per delimitare un’area di azione per ragazzi, un proprio spazio e confine, dei materiali di scarto servono per la creazione di sedute utili per la siesta pomeridiana. Non ultimi, il desiderio di giocare “a misura di bambino” genera delle minute porte da calcio trasportabili, e l’esigenza di colore coinvolge l’artista tedesca Jana Gunstheimer nell’interpretare pittoricamente colonne, mattoni e saracinesche della struttura.
Quello che poteva sembrare un non luogo oggi è uno spazio di relazione tout-court. Ma la volontà e la speranza di vivere il proprio quartiere sicuramente soggiaceva; ci voleva forse solo una barca, un quesito per interrogarsi sul senso di appartenenza, per vedere un lembo di verde nel cemento diventare un’agorà.

Claudio Cravero

Inaugurazione domenica 26 giugno ore 18
www.situato.to
/
www.atitolo.it


 

CONDIVIDI
Claudio Cravero
Claudio Cravero (1977, Torino). Curatore indipendente, la sua ricerca è rivolta a tematiche inerenti i concetti di alterità, confine e memoria. Svolge attività curatoriale presso il PAV-Centro Sperimentale d’Arte Contemporanea di Torino (www.parcoartevivente.it). Nell’ambito dell’Art program diretto da Piero Gilardi, la sua ricerca indaga le problematiche artistiche proprie dell’arte del vivente e dell’evoluzione dell’arte ambientale. Ha condotto ricerche per il dipartimento di Visual Arts dell’Istituto di Cultura Italiana di New York, USA (2004), il Castello di Rivoli-Museo d’Arte Contemporanea (istituzione con la quale ha collaborato fino al 2006 nelle Relazione esterne), e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino nell’ambito del progetto di mediazione culturale coordinato da Emanuela De Cecco (2002/03). Oltre ad aver seguito l’attività redazionale per il progetto “Arte Pubblica e Monumenti” di OfficinaCittàTorino, 2007/08, è collaboratore di Artribune.
  • anna

    sembra un accrocchio rom