Le Bresil, terre d’avenir

Il titolo del romanzo di Zweig del 1941 non sembra mai essere stato così attuale. A una settimana dalla conclusione della settima Fiera dell’arte di San Paolo, il sistema di case d’aste, gallerie e grandi collezionisti fa i conti: SP-Arte è diventata la prima fiera latinoamericana.

SP-Arte - San Paolo, 2011

Brasile, San Paolo, 10-15 maggio 2011. Il padiglione della Biennale (disegnato da Oscar Niemeyer) nel Parque do Ibirapuera ha appena ospitato la fiera dei record. 89 gallerie, provenienti da 7 nazioni diverse e da 8 stati del Brasile, hanno esposto in 13mila mq oltre 2.500 opere, ospitando un carico di quasi 20mila visitatori ed entrate per 24 milioni di dollari. Il vero record è stato, però, il fattore di crescita della rassegna. Lo scorso anno, infatti, SP-Arte vantava la disponibilità di 8.000 mq di esposizione, 14 gallerie in meno (Elba Benítez-Madrid/ES, La Fabrica-Madrid/ES, Filomena Soares-Lisboa/PT, Vera Cortês-Lisboa/PT, Hasted Kraeutler-NY/USA, Leon Tovar-NY/USA, Marcelo Guarnieri Ribeirão-Preto/SP, Referência-Brasília/DF, Soso-SP e Ybakatu-Curitiba/PR) circa 16mila visitatori e un giro d’affari pari a “soli” 18 milioni di dollari.

SP-Arte - San Paolo, 2011

Quest’anno SP-Arte si è nuovamente allargata, dedicando per la prima volta il secondo piano del padiglione all’esposizione con installazioni in grande scala e una buona selezione di proiezioni video. Durante i cinque giorni della fiera sono stati organizzati molti cicli di conferenze, con i rappresentanti delle maggiori istituzioni e i più rilevanti collezionisti brasiliani; senza contare le presentazioni di libri d’artista e le parallele inaugurazioni in sede di gallerie quali Luciana Brito, Mendez Wood e il nuovo Galpão di Fortes Vilaça.
Creata nel 2005 da Fernanda Feitosa, SP-Arte è cresciuta esponenzialmente, diventando il punto di riferimento del mercato dell’area latinoamericana. “La crescita è il riflesso di una maturazione del mercato dell’arte brasiliano e dell’interesse del mercato internazionale. Il nostro obiettivo è trasformare SP-Arte nella più importante fiera dell’intero emisfero del sud”, ribadisce la direttrice. “Sebbene l’entrata in questo tipo di mercato, per le gallerie straniere, resti ancora difficile, quest’anno abbiamo avuto una maggiore apertura verso l’Europa. Fattore che ha interessato i nostri collezionisti e che ha anche fatto incuriosire i buyer stranieri in visita.

SP-Arte - San Paolo, 2011

Nonostante San Paolo sia al momento una delle città più care al mondo (a causa della crescita del potere d’acquisto del Reais), proprio durante i giorni di SP-Arte le maggiori gallerie brasiliane hanno firmato un accordo per far richiesta di calmierare le tasse d’importazione sulle opere d’arte che, attualmente, arriva fino al 45% del valore delle stesse. Anche se questo sbarramento protezionistico può sembrare d’ostacolo, la diffusione dello scenario contemporaneo brasiliano in Europa, nel 2011, ha battuto nuovamente i propri record di mercato. A febbraio, a Londra, da Christie’s Adriana Varejão con Parede com Incisões a la Fontana II è stata battuta per 1,7 milioni di dollari, e Antonio Dias ha raggiunto uno dei suoi massimi valori di vendita.
Non è un caso dunque che a San Paolo, durante SP-Arte, anche gallerie come la Vermelho, rappresentante di giovani artisti quali Marcelo Cidade, Andrè Komatsu e Cinthia Marcelle, abbiano fatto sold-out durante la sola serata di inaugurazione. Fra gli stand comunque non sono mancati i classici: dagli innumerevoli Soto a un dipinto di Lygia Clark, Bicho del 1957, in vendita a 2,8 milioni di dollari; da un noto dipinto di Beatriz Milhazes da 2,5 milioni fino ai lavori imprendibili del modernista Sergio Camargo, opere che hanno letteralmente decuplicato il proprio valore (Galeria Ipanema).

SP-Arte - San Paolo, 2011

Inoltre, gallerie del calibro di Renato de Cara, Luiza Strina, Baró, Emma Thomaz, CasaTriângulo, Choque Cultural, Marilia Razuk, Monica Filgueiras, Nara Roesler, Leme ed Eduardo Fernandes hanno inoltre potuto contare sulle visite di personalità quali il direttore del Palais de Tokyo, del New Museum, la VP di Sotheby for Latin America Maria Bonta de La Pezuela, il direttore della Kunsthalle di Malmö Jacob Fabricius, il direttore del Musac Agustín Pérez Rubio, Tanya Barson della Tate, Emma Lavigne del Centre Pompidou.

Ginevra Bria

www.sp-arte.com

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.