Cultura fuori orario

“L’arte fa le ore piccole”. È con questo slogan che il MiBAC, il nostrano Ministero dei Beni Culturali e Artistici, prende parte a La Notte dei Musei, evento unico nel suo genere per estensione geografica (l’iniziativa è europea) e affluenza di pubblico. Appuntamento nella notte fra sabato e domenica. In tutta Italia.

Alberi di Matteo Fato

Il concept è semplice della Notte dei Musei: aree archeologiche e musei, innanzitutto statali, restano aperti dalle ore 20 alle 2 di notte con ingresso gratuito. Ovviamente le adesioni sono aumentate negli anni, con un incredibile ampliamento delle possibilità, tanto che pressoché ogni istituzione pubblica ha in programma non solo la mera apertura serale-notturna, ma pure iniziative speciali d’ogni genere, per rendere ancora più affascinante la visita dei luoghi in orari inconsueti.
Va da sé che, come in questi casi è inevitabile fare, vi offriamo qui alcuni spunti fra le centinaia di eventi in programma. Per avere un’idea complessiva si può invece far riferimento al sito del ministero (www.beniculturali.it e, per quanto riguarda i musei non statali, www.lanottedeimusei.it) e – udite udite! – all’app i-Mibac-Top40, oltre al numero verde 800 99 11 99.

Tempio del Divo Claudio

Iniziando dalla Capitale, non solo i musei statali restano aperti, ma tutti quelli cittadini, con una miriade d’iniziative. Ma, volendo, la nottata può iniziare sin dalle 10 a.m., poiché v’è la straordinaria occasione di visitare il Tempio del Divo Claudio (fino alle 17), grazie alle cure del FAI.
Scendendo lungo la Penisola, al palermitano Riso la nostra Helga Marsala propone quattro ore (dalle 20 alle 24) di eventi legati alla musica e  alla videoarte. Scorreranno dunque le opere dell’archivio di Lithium Project di Napoli, dell’Hot Flowing Pixel Festival di Catania e Palermo, degli studenti delle Accademie di Belle Arti di Palermo (Master in Animazione Digitale) e Velencia; e inoltre un focus dedicato a Matteo Fato, e ancora cinema d’animazione dai primi del Novecento a oggi selezionato insieme alla galleria Zelle, con una non stop arricchita da talk; il tutto sfocerà in un electro live set audio-video del collettivo Oblivious Artefacts, affiancato dal producer Fernandez Manetta.

Museo di Antropologia Criminale

Risalendo la penisola, si può cogliere l’occasione per scegliere luoghi ed eventi più sotto traccia. Ad esempio, andare alla Biblioteca civica d’arte Luigi Poletti di Modena per l’Inventario di Chiara Pergola, intervento che si inserisce nella quinta Biennale del Libro d’Artista. Oppure cogliere l’occasione per visitare a luci basse il Museo di Antropologia Criminale di Torino, dedicato ovviamente a Cesare Lombroso.
La variante ancora più randomica consiste nell’aggirarsi per la propria città e osservare con attenzione quali luci sono accese. Augurandosi che ci sia ancora un posto libero. Perché il successo delle precedenti edizioni lascia in verità poco spazio all’improvvisazione. Dimostrando che iniziative semplici e diffuse sul territorio hanno un riscontro immediato ed entusiasta.

M. E. G.

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014). In qualità di traduttore, ha curato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.