La nazione all’epoca del post-post-moderno. Gioni e Curiger in dialogo

Il rapporto con il passato, che si tratti di Tintoretto o delle passate edizioni della Biennale. Le new entry in Laguna. L’integrazione fra padiglioni e mostra internazionale. Il ruolo di Venezia e della sua Biennale. I para-padiglioni, genesi e applicazione. Sono alcuni dei temi trattati nell’intervista esclusiva che Massimiliano Gioni ha realizzato per Artribune con Bice Curiger, direttrice della prossima Biennale di Venezia. Come dite, non trovate tutti questi contenuti su questa pagina? Ovvio, è solo uno stralcio di quanto leggerete sul primo numero cartaceo di Artribune.

Bice Curiger - courtesy la Biennale di Venezia - photo Francesco Galli

Quante nuove nazioni partecipano a questa edizione della Biennale di Venezia?
In tutto ci sono 89 rappresentanze nazionali. Il Bangladesh, il Congo, l’India e l’Iraq sono alcune delle nazioni che avranno padiglioni alla Biennale di quest’anno. Alcune di queste nazioni non partecipavano da anni e altre sono alla loro prima presenza a Venezia. Io naturalmente non ho alcuna influenza sulla scelta dei singoli padiglioni, ma è un aspetto che mi ha sempre molto affascinato della Biennale di Venezia, che per altro visito dal 1980. Il catalogo di quest’anno, per esempio, non sarà diviso: ci sarà un solo libro per la mostra internazionale e per le partecipazioni nazionali, quasi a intensificare il dibattito fra tutti gli artisti partecipanti.

Bice Curiger - courtesy la Biennale di Venezia - photo Francesco Galli

E nella tua mostra hai anche creato dei nuovi padiglioni, vero?
Sì, forse questa sarà una delle novità più visibili: ho creato quattro nuovi para-padiglioni, come mi piace chiamarli. Si tratta di strutture architettoniche realizzate da quattro artisti che ospiteranno le opere di altri artisti. Song Dong, Monika Sosnowska, Oscar Tuazon e Franz West sono gli autori che ho invitato a concepire una serie di opere-ambiente, a metà fra scultura e architettura, all’interno delle quali troveranno posto opere di altri artisti, in alcuni casi scelti da me, in altri suggeriti dagli stessi autori dei para-padiglioni. Sono opere d’arte che però hanno una funzione di ospitalità, in cui ho cercato di incoraggiare forme di coesistenza, di vicinanza e anche di attrito, che ovviamente sono più estreme che nelle normali stanze di un’esposizione.

Bice Curiger - courtesy la Biennale di Venezia - photo Francesco Galli

Come è nata l’idea dei para-padiglioni?
Ovviamente da una serie di riflessioni assai diverse: non c’è mai solo un’idea dietro a una mostra. In primo luogo mi interessava guardare alla storia della Biennale di Venezia, con i suoi padiglioni nazionali. Dall’altra, mi sono ritrovata spesso a ripensare alla Biennale di Francesco Bonami del 2003, nella quale c’erano questi improvvise concentrazioni di energia, queste mostre nelle mostre in cui molti artisti e molte opere erano coinvolte in un dialogo più serrato. Volevo anche sfuggire al ritmo ripetitivo che si impone negli spazi dell’Arsenale, in cui un’opera segue l’altra in maniera quasi sempre identica a se stessa, e cosi ho deciso di privilegiare questi incontri tra opere di dimensioni diverse. Volevo creare situazioni più concentrate.

Massimiliano Gioni

dal 4 giugno al 27 novembre 2011
54. Esposizione Internazionale d’Arte
ILLUMInazioniILLUMInations
diretta da Bice Curiger
Info:
www.labiennale.org/it/arte/

  • Consonante

    Gli date giù eh! Complimenti…

  • hm

    la nazione all’epoca del post sui blog .

  • b.reale

    Condivido la necessità espressa da Bice Curiger di cercare delle modalità di presentazione delle opere alla biennale che interrompano una visione scontata e ripetitiva. Questi blocchi di “energia” dovrebbero però essere coadiuvati da un video il cui montaggio evidenzi bene la natura e il significato di ogni singola opera e che concettualmente possa dare più di una lettura alla somma dei codici espressivi ottenuti con l’allestimento della mostra.

  • speriamo soprattutto che non siano le solite cose che ti sembra di aver visto mille volte. Un’idea signori … un’idea!

  • Arnaldo Romani Brizzi

    Oltre alle idee, non sarebbe male poter vedere anche dell’arte – quella per la quale, un tempo, si scomodava la A maiuscola.

    ARB

  • qualcuno forse ha già dimenticato cosa fece Monika Sosnowska a Frieze …

  • Luca Rossi

    Senza opinione pubblica interessata e’ difficile riflettere su ruolo e format fino a mettersi realmente in discussione. Parole che rischiano di rimanere sulla carta o nei server di artribune.

    • Valentina Cipa

      dopo la retorica del fare
      la retorica del “mettersi realmente in discussione”:
      che palle:

      http://www.saatchionline.com/emorsiani

      prima di morsiani
      di rossi
      del camuffamento del presenzialismo forum/blog con una pretestuosa estetica della “distanza”
      delle belle parole sull’assenza
      e la clandestinità

      Tehching Hsieh
      One Year Performance 1985–1986 (No Art Piece)
      For one year, Hsieh did no art, spoke no art, saw no art, read no art, and did not enter any museum or gallery.
      http://en.wikipedia.org/wiki/Tehching_Hsieh

      (per continuare in un dissennato ed allusivo off topic

      FILI
      morsiani/rossi/frigo

      rossi:
      “Giulio Frigo lavora con F. Minini e propone l’ennesima riflessione postmodernista nel 2011…l’eclissi del moderno. Questi fili che andando nello spazio vorrebbero cercare stampelle per le opere. Sicuramente installazioni ammiccanti:”
      http://www.exibart.com/notizia.asp/IDNotizia/35070

      comunicato stampa prometeo gallery 2006
      Prometeogallery di Ida Pisani presenta, nello spazio Project, la mostra “Link” di Enrico Morsiani, a cura di Santa Nastro. Il progetto si articola in due fasi. La prima prevede l’installazione sulle pareti della project di 3 lavori in cera intitolati Link, da cui partono altrettanti FILI ingrassati,che percorrono lo spazio della galleria fino alla porta d’ingresso, per poi uscire nei paraggi circostanti, con la precisa volontà di stabilire, con delle vere e proprie “esche”, un collegamento fisico tra mondo esterno e gli spazi interni della galleria. E quindi con lo stesso microcosmo dell’arte.
      http://www.prometeogallery.com/it/exhibition/archive/enrico-morsiani-link/

      +

      rossi dialogando con di pietrantonio:

      “In questo senso ho trovato interessante il progetto di Enrico Morsiani che come artista propone un metodo didattico inedito [sic] da applicare nel luogo del pub. E qui torniamo al problema sistemico: Morsiani, accusato di essere Luca Rossi, viene sistematicamente osteggiato dal sistema italiano. E quindi la sua azione artistica, che io considero interessante perché decide di formare e coinvolgere il pubblico prima di proporre l’ennesima opera d’arte, viene semplicemente ignorata. Chiunque potrebbe essere Luca Rossi (e anche lui potrebbe)”

      METODO DIDATTCO INEDITO (?)
      OSTEGGIATO DAl SISTEMA ITALIANO (?)

      leggere i dossier/email sul “sistema” datati 2005
      2005
      di mario pesce a fore:
      http://mariopesceafore.splinder.com/
      http://mariopesceafore.go.ilcannocchiale.it/

      “Mi presento, come è buona norma, io sono Mimmo Di Caterino, il portavoce del progetto, anche se ci tengo a sottolineare trattasi di un progetto decentrato, ognuno di voi è libero di crearsi ed organizzarsi il suo Mario Pesce a Fore come meglio crede e ritiene, tenendo presente però gli elementi caratterizzanti il progetto che sono rivendicare l’autonomia professionale dell’artista e rinnegare critici e galleristi in virtù di una altra economia possibile dell’arte gestita dagli artisti stessi attraverso una rete di contatti radicata a livello locale e globale, insomma gli artisti che sguazzano allegramente e vivacchiano con piacere all’interno di questo sistema avallandone le palesi ingiustizie cercando una quotazione ufficiale di mercato che stiano sul loro pianeta, quì si lavora per creare un altro sistema possibile dell’arte che sia ego compatibile. ”

      “Mimmo:
      L’invidia è un sentimento naturale, accusano anche me di essere invidioso della Beecrooft, adesso, se qualcuno è geloso di me come io lo sono della Beecrooft, allora sono un artista affermato e riconosciuto quanto la Beecrooft in una comunità che è gelosa del mio successo, la cosa quindi non mi preoccupa, anzi mi lusinga e fa piacere. ”

      +

      morsiani/TOLONE/rossi (room galleria)

      critica livellatrice/grossolana di rossi circa lavoro tolone
      ancora SU
      http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=35070

      partecipazione di Enrico Morsiani colletiva Run#1
      presso Room galleria
      in cui era presente lo stesso Tolone

      http://www.roomarte.com/Room_Galleria/RUN.html
      )

      c’è sempre una più pura che ti epura

      • hm

        c’è sempre una più pura che ti epura dopo che la censura ti depura, morsiani sei spazzatura da raccogliere come verdura e buttare dall’altura . dai morsiani sei stato nominato troppe volte non puoi non uscire allo scoperto MOR-SIA-NI MOR-SIA-NI (coro da stadio) ormai tutti sanno che lucarossi è morsiani fai qualcosa perlamadonna non puoi continuare così, buttati giù una volta per tutte . morsiani in pasto ai caimani .

  • venice student

    lucarossi è un progetto di pietroiusti e dei suoi studenti di iuav che culminerà a documenta….