Benvenuti in paradiso

“Una vecchia terrazza davanti al golfo di Surriento”, cantava Lucio Dalla nell’indimenticabile Caruso. Oggi la vecchia terrazza si è trasformata in un art-hotel stilosissimo, che sabato 9 aprile inaugura la prima puntata del progetto Osservazioni: 100 e uno modi di andare oltre. Pezzi della collezione del proprietario, Mario Colonna, “condivisi” con gli ospiti dell’albergo, mescolando antiquariato, archeologia e soprattutto tanta, tantissima arte contemporanea (non stiamo a fare la lista della spesa, ma vi diciamo che ci sono praticamente tutti i bei nomi transitati per le gallerie napoletane). A questo punto, sentiamo cosa ne dicono il padrone di casa e il curatore, Pietro Montone. Iniziamo dal primo…

Domanda d’obbligo: com’è lo spazio?
L’albergo è stato costruito all’inizio degli anni Settanta su una collinetta tra il comune di Sant’Agnello e Sorrento. È una struttura molto grande su diversi livelli, con cento camere e spazi comuni ragguardevoli: hall, bar, sala da pranzo e terrazzo panoramico con piscina, una sala congressi molto grande e una più piccola attigua a quest’ultima. È proprio in questi spazi che si dipana la mostra della collezione, oltre che nelle camere, in cui sono installati anche alcuni lavori presi in prestito dagli artisti e dalle gallerie che con coraggio e sensibilità hanno aderito al progetto.

Domanda indiscreta: quanto è costato tutto ciò?
Non saprei quantificare! Più che un costo economico, un po’ di energie e tempo, ma spesi volentieri!

Domanda semplice: in quanti anni è cresciuta la collezione?
Ho iniziato da giovanissimo. Una delle prime opere è stata una scultura di Emilio Greco degli anni Sessanta che mi aveva colpito molto, comprata a Londra a un’asta. Ero ventenne! Ho cominciato a collezionare veramente forse da quel momento. A oggi sono circa vent’anni che mi porto a casa o in albergo opere.

 

Domanda antipatica: d’accordo, la Penisola Sorrentina non è Napoli, ma, con tutto quel che si stente, turisti da queste parti ce ne sono?

Grazie a Dio sì! Il giorno dell’apertura della mostra l’albergo sarà pieno.

Domanda scontata: non teme furti o danneggiamenti?
Da meridionale faccio scongiuri! Scherzo. Ci sono state altre edizioni, in sordina, negli anni passati. Possiamo dire che questa è quella ufficiale. Non è mai successo nulla. Abbiamo preso precauzioni e inoltre l’intera struttura è coperta da adeguata polizza assicurativa che garantisce la copertura su eventuali danni.
E da qui in poi a parlare è  il curatore Pietro Montone. Per spiegarci un po’ cosa  cosa intende per Guardare più in là!.

Qual è il criterio seguito per l’allestimento?
Beh, nessuno in particolare. Abbiamo seguito piuttosto l’idea ampia del titolo e la cifra stilistica della collezione, molto variegata. Non solo: si è cercato anche di tenere insieme una serie di opere “leggibili”, che potessero raggiungere un pubblico più vasto, come può essere quello che soggiorna negli alberghi per i motivi più disparati.

 

Bianco-Valente, Costellazione di me, 2011, installazione site-specific, marker permanente su muro, dimensioni variabili, Courtesy degli artisti, foto di Andrea Gallo e Massimo Ciancio

Filo conduttore?

Abbiamo lavorato sui concetti di Osservare e Guardare, due pensieri certamente affini, ma molto diversi tra loro. L’Art Hotel si trova su un promontorio di Sorrento, con una vista fantastica sul golfo di Napoli, sia dalla terrazza panoramica che dai balconi delle camere. Si è cercato di ragionare sulla relazione interno/esterno, dentro/fuori e soprattutto sulla “visione” del panorama e dell’arte (contesto/storia/miti/leggende/attualità)…

Ci sono lavori site specific?
Abbiamo collaborato con Bianco-Valente, Nicola Gobbetto, Mariangela Levita, Domenico Antonio Mancini. Nicola Gobbetto ha collocato il suo Settimo cielo sulla parete accanto al letto matrimoniale nella stanza 322; Mariangela Levita due lavori sugli spazi e l’idea del progetto, e l’arte, la storia nella 309 (Overground-underground FP “Fausto Pirandello”, e ARTE); Bianco-Valente hanno letteralmente invaso con la loro Costellazione di me la 302. Domenico Antonio Mancini ha ridisegnato i cartellini che si appendono alle maniglie delle porte in Do not disturb/Clean the room, un lavoro sociopolitico di estrema attualità. Contiamo, per il futuro, di moltiplicare questo tipo di interventi, con l’obiettivo di arrivare a 100 e uno modi di andare oltre.

Anita PepeOsservazioni: 100 e uno modi di andare oltre
Edizione 2011 Guardare più in là! a cura di Pietro Montone
Art Hotel Gran Paradiso
Via Catigliano, 9 – 80067 Sorrento (NA)
Orari: tutti i giorni ore 10-19 e su appuntamento
Ingresso libero
Info: tel. +39 0818073700; fax +39 0818783555; [email protected]; www.arthotelgranparadiso.com

dal 9 aprile al 31 ottobre 2011

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Anita Pepe
Insegnante e giornalista pubblicista, Anita Pepe è nata a Torre del Greco (Na). Ha pubblicato il suo primo articolo nel 1990. La laurea in Lettere presso l’Università di Napoli “Federico II” l’ha indirizzata verso una formazione prevalentemente storica; si è avvicinata al contemporaneo per motivi professionali, collaborando per oltre dieci anni con quotidiani, periodici e websites. Ha scritto testi critici per mostre e interventi in spazi privati e istituzionali. Blogger a tempo indeterminato, non riesce a sottrarsi alle tentazioni del nazionalpopolare, politica inclusa. Avrebbe tanto voluto scrivere una minibiografia più cool, e si scusa per non esserci riuscita.