Kara Walker, Platone e il politicamente scorretto

Mentre a Milano si celebra l’arte d’un bianco d’Africa, William Kentridge, Torino si mobilita per il lato femminino dell’arte afroamericana. Con il cuore pulsante alla Fondazione Merz.

Immagini dell'allestimento

Ve lo ricordate il mito della caverna? Quello dell’uomo incatenato in una grotta e costretto a fissare la parete di fondo su cui le immagini dell’esterno scorrono come ombre cinesi? Platone lo racconta nella Repubblica riferendosi alla scoperta della realtà e riflettendo sul concetto di verità (quello che sta all’esterno della caverna) e opinione (le ombre al suo interno). Se vi è mai capitato di immaginare come fosse quella caverna, allora stasera fareste bene a fare un salto alla Fondazione Merz, dove alle 19 inaugura A negress a noteworthy talent, personale di Kara Walker (Stockton, California, 1969; vive a New York).
Una mostra, a cura di Olga Gambari, che è la versione artistica dell’antro platonico e non comporta i rischi della speleologia e nemmeno quelli di un possibile bombardamento Nato, visto che l’igloo di Mario Merz intitolato La tenda di Gheddafi è stato tolto dall’allestimento.

Immagini orfane al Balon

Ora, se la freddura che fa riferimento ai tragici fatti libici vi ha inquietato, allora uscirete turbati anche dalla visione di A negress a noteworthy talent; se, al contrario, sapete prendere l’ironia (anche quella politicamente scorretta e macabra) come uno spunto di riflessione, allora i lavori di Kara Walker vi illumineranno. Già, perché l’artista americana, per indagare i concetti di identità, violenza, sessualità e razzismo usa immagini forti, piene di stereotipi degradanti e ben poco politically correct.
Come tutto il suo lavoro, anche le opere in mostra alla Fondazione Merz (una grande installazione murale di cut paper e disegni, una scultura, tre video, cinque proiezioni stile teatro delle ombre e una serie di stampe, incisioni e gouache) partono dall’appartenenza dell’artista alla comunità afroamericana. Le silhouette nere che corrono sulle pareti della fondazione raccontano storie in cui l’uso dello stereotipo della “negritudine” è talmente svilente che a metà anni ’90, quando iniziò a esporre questo corpus di lavori, artisti afroamericani come Bettye Saar, cresciuti negli anni delle battaglie per i diritti civili, si chiesero se andassero visti o meno.

Luca Morena, Kara Walker e Rebecca Walker all'Accademia Albertina per il workshop Pictures of you

Se oggi si fa a Kara Walker questa domanda e le si chiede cosa pensa del fatto che lo spettatore potrebbe esserne turbato, lei risponde: “Si può decidere di guardare il mio lavoro oppure no. Nella mia testa l’intera gamma di immagini sulla gente di colore è un regno libero. Il loro intento non è quello di affascinare un razzista, quello che voglio è che lo spettatore faccia i conti con i propri pregiudizi, i desideri e le paure”.
Visto che “fare i conti” con temi simili porta a farsi domande complesse, ecco che accanto alla mostra ci saranno seminari, convegni e proiezioni che ne approfondiranno la riflessione. Il calendario è fitto: domani mattina saranno presentati i progetti degli studenti dell’Accademia che hanno partecipato a Pictures of you, il workshop tenuto il 21 e 22 da Kara Walker e dalla scrittrice Rebecca Walker. Sono lavori che riflettono sul concetto di identità, e della sua creazione, partendo da “immagini orfane”, ovvero di persone sconosciute, trovate al Balôn, il mercato delle pulci di Porta Palazzo.

Sempre domani, ma dalle 17, comincerà il convegno, curato da Luca Morena, Silhouettes and stereotypes, in cui l’artista si confronterà con la scrittrice sua omonima e Richard Flood, capo curatore al New Museum di New York. Il simposio continuerà sabato alle 16 con interventi di Melissa Harris-Perris, Jennifer Richeson e Roy Sorensen, rispettivamente docenti alla Princeton, Northwestern e Washinton University. Infine, domenica 27 al Cinema Massimo di via Verdi ci sarà la proiezione di due video realizzati da Kara Walker e due film (Figlia del vento di William Wyler e Fratello di un altro pianeta di John Sayles) scelti dall’artista per la loro importanza sul suo lavoro.
Insomma, un’ottima possibilità per conoscere il lavoro di una “negretta dal talento notevole”.

Stefano Riba

dal 24 marzo al 3 luglio 2011
Kara Walker – A negress a noteworthy talent
a cura di Olga Gambari
Fondazione Merz
Via Limone 24 (zona San Paolo) – 10141 Torino
Orario: da martedì a domenica ore 11-19
Ingresso: intero € 5; ridotto € 3,50
Info: tel. +39 01119719437;
[email protected]; www.fondazionemerz.org