Da regista a fotografo: inaugurata a Madrid una mostra di Pedro Almodóvar

Inaugurata a Madrid una mostra fotografica del più famoso regista spagnolo degli ultimi trent’anni. Un racconto per immagini che parla di quotidianità, passione per l’arte e lotta alla depressione…

Pedro Almodóvar, 4 peras conferencia (2017), Madrid
Pedro Almodóvar, 4 peras conferencia (2017), Madrid

In patria Pedro Almodóvar (Calzada de Calatrava, 1949) è una star indiscussa. Una fama che travalica i confini nazionali e che ha portato il regista più noto e controverso di Spagna ad essere un’icona internazionale con fans in tutto il mondo. Vincitore di due Premi Oscar ed una serie infinita di riconoscimenti tra Golden Globe, Palma d’oro a Cannes, David di Donatello, Premio Goya e European Film Awards, Almodóvar o si ama o si odia. La via di mezzo non è mai contemplata. Qualsiasi suo film è sempre oggetto di discussione per i critici di tutto il pianeta. È normale, dunque, che ogni uscita legata al regista diventi una sorta di caso. Ne è un esempio la mostra di fotografie, intitolata Vida detenida, che ha da poco inaugurato alla galleria Marlborough di Madrid all’interno della rassegna PHotoEspaña. Un vero evento, al di là del valore in sé delle opere, che ha avuto grande eco sui giornali nazionali ed è addirittura stata inserita nella lista delle 10 cose da non perdere assolutamente nell’ambito di PHotoEspaña accanto a grandi nomi come William Klein, Cecil Beaton, Aleksandr Ródchenko.

LA MOSTRA

Pedro Almodóvar, Vida Detenida
Pedro Almodóvar, Vida Detenida

In verità si tratta della seconda personale del regista spagnolo che aveva già mostrato una piccola selezione di fotografia in un’occasione precedente. La mostra comprende una serie di scatti di nature morte, il soggetto preferito da Almodóvar, realizzati dal regista durante le riprese del suo ultimo film Dolor y gloria. Da qui il titolo dell’esposizione Vida detenida che corrisponde all’inglese Still Life. Ogni fotografia ha per protagonista frutta, piante o elementi decorativi della sua casa. Una scelta che nasconde una duplice valenza. Da un lato, la natura morta “rappresenta un elemento di calma nel caos quotidiano”, rivela Almodóvar in un’intervista rilasciata a El Paìs a margine dell’inaugurazione, ma al tempo stesso rivela un chiaro omaggio a Zurbarán, a Morandi, a Ettore Sottsass, da cui il regista sembra tranne profonda ispirazione. Elementi semplici, quotidiani, fotografati in un contesto domestico che generano un risultato assolutamente straniante più che rilassante.

LA FOTOGRAFIA COME ANTIDOTO ALLA DEPRESSIONE

Pedro Almodóvar
Pedro Almodóvar

C’è, però, un aspetto importante che sottende la mostra e che non va sottovalutato. Almodóvar ha, infatti, dichiarato a El Paìs che la fotografia rappresenta per lui una sorta di ansiolitico per combattere il mostro della depressione. Un argomento scottante che sfiora la più sudbola delle malattie e di cui, purtroppo, si parla ancora troppo poco. Una malattia che non guarda in faccia nessuno e che miete sempre più vittime anche nello star system. L’ultima in ordine di tempo è lo chef francese e star della tv Anthony Bourdain, morto suicida solo pochi giorni fa. Un messaggio quello del regista spagnolo sotteso alla mostra che spera di sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema di drammatica attualità. La mostra proseguirà per tutta l’estate e si concluderà il 7 settembre.

–       Mariacristina Ferraioli

Madrid// fino al 7 settembre 2018
Marlborough Art Gallery
Calle de Orfila, 5, 28010 Madrid
http://www.marlboroughgallery.com/galleries

 

Dati correlati
AutoriWilliam Klein, Cecil Beaton
Generefotografia
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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.