Terre in movimento. Presentato al Maxxi un progetto-riflessione su paesaggio e sisma nelle Marche

Tre importanti autori, due le mostre – una nelle Marche, l’altra nel 2019 al Maxxi di Roma – un catalogo e tanti eventi, per riflettere sul paesaggio. Anche quello fragile del terremoto.

@Paola de Pietri
@Paola de Pietri

“Le terre in movimento delle Marche e dell’Appennino sono terre in cammino che chiedono comunità, significati, simboli di appartenenza civica, spirituale e culturale. Laboratori della ri-conoscenza, quella che si deve alle storie millenarie, quella che si deve al futuro delle forme, dei manufatti, delle comunità a venire. La scelta della Soprintendenza guidata da Carlo Birrozzi entra nel pieno di una missione fondativa che preserva e valorizza i segni conosciuti e si assume il rischio di suggerire nuovi segni, linguaggi, connessioni, collezioni per una nuova cittadinanza culturale. Poiché la rifondazione del paesaggio contemporaneo è innanzitutto quella del paesaggio immaginato e desiderato, poi progettato, infine abitato. Lo sguardo e le immagini sono vettori privilegiati, essenziali per comprendere la metamorfosi con piglio poetico prima che tecnico o descrittivo”. A parlare con Artribune è Cristiana Colli (consulente della Soprintendenza) che insieme a Margherita Guccione, direttore Maxxi Architettura, Pippo Ciorra, Senior Curator, Carlo Birrozzi, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche, Carla di Francesco, Mibact, Caterina Bon Valsassina Direzione generale Belle arti e paesaggio MiBACT, Lorenza Bravetta, Consigliere del Ministro per la valorizzazione della Fotografia ha presentato il progetto Terre in Movimento. Tre autori per una committenza fotografica sul paesaggio marchigiano. 

Olivo Barbieri Marche (earthquake) ©Olivo Barbieri
Olivo Barbieri Marche (earthquake) ©Olivo Barbieri

UN LIBRO, MOSTRE E PROGETTI PER IL TERREMOTO

Tra questi Olivo Barbieri e Paola de Pietri, presenti in conferenza, e Petra Noordkamp. L’evento è avvenuto al Maxxi di Roma, in via Guido Reni, e ha raccontato un progetto promosso dalla Soprintendenza, nel quadro della attività del Mibact per le aree terremotate, sconvolte dal sisma nel 2016. Terre in Movimento – che è anche un hashtag – si offre, attraverso lo sguardo complesso e attento degli autori (i primi tre di un percorso che sarà poi più ampio), a diverse interpretazioni: è un lavoro di documentazione, è una narrazione, è un racconto, ma è anche un atto sensibile di ricostruzione psicologica e identitaria, di registrazione di un paesaggio, con i suoi traumi e le fragilità. Ma c’è anche la vita, con le storie di ognuno, che continua e si ridefinisce man mano, dando vita ad una discussione e ad una riflessione sul futuro e sul tema delle nuove comunità, nate a seguito del sisma. “Accanto alla missione di salvataggio, conservazione e tutela del passato si fa urgente concepire programmi legati ai linguaggi contemporanei che consentano di attivare meccanismi di scambio con le comunità territoriali”, spiega Carlo Birrozzi. “Così le committenze agiscono come infrastrutture di relazione e di cittadinanza culturale, inclusione ed emancipazione”.

Petra Noordkamp
Petra Noordkamp

FARE COLLETTIVO

“Questo progetto”, ha raccontato Pippo Ciorra “è nato qualche anno fa e ha coinvolto fotografi con cui il Maxxi ha lavorato diverse volte come Petra o Barbieri. Quando abbiamo iniziato a strutturare il lavoro abbiamo pensato di chiamare dei fotografi, degli autori che potessero trascendere un pochino l’idea di raccontare ancora una volta le rovine e che partissero da quel contesto per far assumere al progetto un forte valore artistico”. L’obiettivo – anche per fare comunità – è dunque quello di non escludere le popolazioni terremotate dal tema della produzione culturale, anzi di farle partecipi con lo sguardo rivolto al domani. Il progetto evolverà in una mostra che si svolgerà a metà settembre che dovrebbe avvenire ad Ancona vicino la sede della Soprintendenza e poi al Maxxi. Ci sarà un catalogo ed una serie di iniziative. Gli artisti potranno scegliere liberamente formati e medium (fotografia, video e proiezione) e le opere entreranno nella collezione del Maxxi. Carlo Birrozzi aggiunge “parlando con il direttore della Galleria Nazionale delle Marche stiamo studiando la possibilità aprire una mostra nel 2019 che indaga le trasformazioni del territorio dalla seconda metà del Novecento attraverso gli occhi dei fotografi italiani. Ci auspichiamo anche di riuscire ad avere nuove committenze”. Inoltre, come raccontato da Margherita Guccione, “abbiamo affidato a Paolo Pellegrin un lavoro all’Aquila che lo porterà a fare un’analisi e a dare un ulteriore sguardo sulla città terremotata. Questo progetto è anche pensato rispetto all’imminente apertura del Maxxi in quelle zone”.

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