Transazioni identitarie. Giulia Longo a Roma

Parioli fotografia, Roma ‒ fino al 10 dicembre 2017. In mostra le fotografie in pellicola di Giulia Longo. Immagini con tempi di posa lenti, figure e paesaggi arcani. Una ricerca visiva sul proprio Io. La fotografia come indagine introspettiva.

Le problematizzazioni filosofiche e antropologiche che si evidenziano nella produzione fotografica di Giulia Longo (Andria, 1992) emergono da una riflessione sul concetto freudiano dell’Io come dimensione conosciuta ma che appare complessa e di impenetrabile accesso. I venti fotogrammi analogici in bianco e nero sorprendono per i continui rimandi introspettivi, pagine visive profondamente autobiografiche dove l’elemento fondante sono i corpi e i luoghi alterati dall’ineluttabilità del tempo che scorre e che tutto dissipa.
Le sagome delle figure divengono traballanti di fronte alle eterne masserie del sud che conservano tracce di biografie antiche, di nascite e di decessi, di tragiche esperienze di vite senza voli. E allora i paesaggi, come i corpi e come i sentieri, si tramutano in una scheletrica selva di alberi autunnali che traggono origine dalla grande poesia decadente fin de siècle e dalla pittura divisionista di Giovanni Segantini, fino a riverberarsi negli echi distanti dei fotogrammi in bianco e nero di Francesca Woodman.

Fabio Petrelli

Evento correlato
Nome eventoGiulia Longo - Transizioni Identitarie
Vernissage13/10/2017 ore 19,30
Duratadal 13/10/2017 al 10/12/2017
AutoreGiulia Longo
CuratoreGilberto Maltinti
Generifotografia, personale
Spazio espositivoSTUDIO PARIOLI FOTOGRAFIA
IndirizzoVia Siacci 2/c - Roma - Lazio
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Fabio Petrelli
Nato nel 1984 ad Acquaviva delle Fonti, è uno storico dell’arte. Laureato nel 2006 presso l’Accademia di Belle Arti di Roma con una tesi in storia dell’arte (Storie notturne di donne. La rappresentazione perturbante della donna dal XV secolo ad oggi), nel 2013 si laurea in Storia dell’arte presso l’Università degli studi di Roma Tor Vergata con una tesi in Arti visive del XXI secolo (Imago Mortis. La rappresentazione della morte nell’arte contemporanea). Ha collaborato per diversi musei e gallerie; autore di molteplici saggi a carattere demo-etno-antropologico e storico-artistico, in ambito critico attinge agli studi sull’universo simbolico dei rituali religiosi e di come tali forme culturali si riverberano nell’universo archetipico della storia dell’arte dall’antichità al contemporaneo.