Inaugura Paris Photo: le prime impressioni e le immagini dal Gran Palais di Parigi

L’attesa fiera parigina dedicata alla fotografia ha aperto i battenti agli addetti ai lavori, confermando ancora una volta l’altissimo livello delle sue proposte.

Guy Bourdin, Guy Bourdin Archive, January 1978, 1978 (c) The Guy Bourdin Estate 2017, courtesy of Louise Alexander Gallery, Paris Photo 2017
Guy Bourdin, Guy Bourdin Archive, January 1978, 1978 (c) The Guy Bourdin Estate 2017, courtesy of Louise Alexander Gallery, Paris Photo 2017

È stato un opening affollato e piuttosto glamour quello che ha accolto la schiera di giornalisti e addetti ai lavori durante la giornata di preview di Paris Photo, uno degli appuntamenti fieristici più frequentati, non solo dai parigini. Anche quest’anno i sempre affascinanti spazi del Grand Palais fanno da cornice a quella che si avvicina senza dubbio a una mostra di fotografia, più che a una fiera. Difficile condensare in poche righe le impressioni a caldo di una rassegna che ha chiamato a raccolta quasi duecento gallerie e che offre al pubblico anche una serie di percorsi espositivi a sé stanti meritevoli di attenzione.

I NODI TEMATICI DELLA FIERA

Torneremo a occuparci della fiera prendendo in esame i suoi stand migliori, ma per il momento a emergere è una coerenza d’insieme che insiste su tre nodi tematici essenziali: il corpo, il paesaggio e l’uso (o meno) del colore. Aiuta certamente a orientarsi fra le opere migliori l’itinerario consigliato da Karl Lagerfeld, che appone la propria firma nelle vicinanze degli scatti favoriti, “premiando” artisti del calibro di Irving Penn, Sarah Moon, Sibylle Bergemann, James Casebere, Mario Giacomelli, solo per citarne alcuni.

Vanessa Beecroft, VB66.116.JJ, 2010, copyright Vanessa Beecroft, courtesy Caroline Smulders & Lia Rumma Gallery
Vanessa Beecroft, VB66.116.JJ, 2010, copyright Vanessa Beecroft, courtesy Caroline Smulders & Lia Rumma Gallery

LA FIERA E LE MOSTRE

Con un buon bilanciamento fra bianco e nero e colore, gli scatti in mostra parlano la lingua del presente, narrando di fisicità esibite e di conflitti bellici, di residui architettonici urbani e di frammenti di storie a cavallo dei continenti. Il tutto senza dimenticare i maestri della fotografia, recente e passata. E dunque via alle presenze immancabili come René Burri da Clairefontaine, Basilico, Fontana e Gastel nell’italianissima Photo&Contemporary di Torino, ma anche Man Ray e Nadar nello stand di Gagosian curato da Patti Smith. A vincere è una fotografia meditata e poco chiassosa, che trova nella sezione Prismes e nella mostra di opere tratte dalla raccolta di Helga de Alvear una innegabile testimonianza. Nella sezione Prismes si distinguono gli scatti di Victor Burgin proposti dalla galleria Thomas Zander, quelli di Grey Crawford nella scuderia di Taik Persons e le opere di Karlheinz Weinberger promossi dalla galleria Esther Woerdehoff. La mostra della collezionista spagnola, invece, segue una linea tematica, alternando le sparizioni e apparizioni di Thomas Demand all’archeologia del potere di Candida Höfer, lasciando trapelare, anche in questo caso, un senso di coerenza diffusa. Il bilancio ‒ parziale ‒ al termine della prima giornata di Paris Photo non può che dirsi positivo.

Arianna Testino

Parigi // fino al 12 novembre 2017

Paris Photo
GRAND PALAIS
Avenue Winston Churchill
www.parisphoto.com

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Arianna Testino
Arianna Testino è nata nel 1983. Ha studiato storia dell’arte medievale-moderna a Bologna e si è specializzata nelle arti contemporanee a Venezia. Appassionata di scrittura e curatela, è interessata all'approfondimento e all'ideazione di attività artistiche a carattere pubblico e sociale.