Il punk newyorkese Anni ’70 nelle fotografie di Julia Gorton. L’archivio su Instagram

Un vasto archivio di scatti realizzati a New York negli Anni Settanta sta facendo la sua comparsa su Instagram. L’autrice, la graphic designer americana Julia Gorton, ha immortalato i protagonisti di un’era mitica. Da Patti Smith a Blondie, fino ai Talking Heads.

Lydia Lunch, foto di Julia Gorton
Lydia Lunch, foto di Julia Gorton

Fotografare il mito. Riuscire a catturare un momento storico preciso, con la sua estetica, la sua arte, la sua filosofia di vita. È la difficile impresa in cui è riuscita Julia Gorton (1958), che con la sua Polaroid ha immortalato i protagonisti della scena punk e new wave statunitense degli Anni Settanta, soprattutto nei locali bui del CBGB, mitico locale del Lower East Side a New York. Dai Television a Blondie, da Patti Smith ai Ramones, passando per Lydia Lunch, Iggy Pop e i Talking Heads.

Gli scatti della Gorton, che oggi insegna Graphic Design alla Parsons New School di New York, sono spontanei e non studiati; spesso troppo scuri per via della location notturna, restituiscono tutta l’atmosfera del movimento. “Curiosamente, sono proprio le immagini che all’epoca vedevo come sbagliate quelle che rappresentano il vero carattere dell’epoca, con molta più onestà e potenza di quelle che pensavo fossero riuscite”, commenta l’autrice in un’intervista a Vice Magazine.
Ma nessuna di queste fotografie è in grado di catturare fino in fondo il tranquillo senso di libertà che avevamo”, continua, “nessuno ci guardava e a nessuno importava quello che facevamo. Non possedevamo quasi niente, solo noi stessi e le nostre serate insieme in città”.

UN ARCHIVIO SU INSTAGRAM

Questo vasto patrimonio fotografico, un corpus di immagini di grande interesse sia storico che artistico rimasto finora semisconosciuto, sta lentamente venendo alla luce grazie all’account Instagram della Gorton. Da qualche anno, infatti, è in corso un processo di riordino e rielaborazione di questo materiale, che viene seguito “in diretta” sulla piattaforma social da migliaia di follower. Alcuni degli scatti, inoltre, sono stati riportati in vita grazie a Photoshop: schiarendo digitalmente le immagini sottoesposte, alcune scene prima invisibili sono venute alla luce. Come ad esempio un intenso ritratto di Tom Verlaine, frontman dei Television, che emerge, sfocato, dalle tenebre, avvolto in quello che appare come un grande mantello nero. Oppure i tanti scatti dedicati a Lydia Lunch, personaggio con cui la Gorton ha intrecciato un rapporto profondo e che ha posato davanti alla sua fotocamera più di tutti gli altri.

La pubblicazione online dell’archivio di Julia Gorton ha recentemente attirato l’attenzione di Shane Gonzales, direttore del marchio di streetwear Midnight Studios, che le ha chiesto di collaborare a una nuova collezione di ispirazione punk chiamata Safety Pins, riproducendo alcuni dei suoi scatti su magliette e altri capi di abbigliamento.

Valentina Tanni

www.instagram.com/julia_gorton_nowave

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.