Siamo così sommersi dalle immagini che la questione diventa: posso riuscire a farti guardare la mia foto per più di un secondo?”. A parlare è l’americana Catherine Opie, una degli undici fotografi intervistati dal Louisiana Museum of Modern Art per questa compilation video. Il tema del dibattito è semplice ma importante: qual è il ruolo della fotografia oggi? E in che modo gli artisti utilizzano questo mezzo in un’epoca di saturazione visiva come la nostra?
Wim Wenders descrive ogni scatto come una “capsula del tempo”, un oggetto in grado di viaggiare dal passato verso il futuro; mentre il congolese Sammy Baloji è più interessato alle potenzialità di creazione di realtà alternative che a quelle di documentazione: la fotografia come strumento di fiction. Più particolare la posizione del canadese Jeff Wall: “l’immagine fotografica è così simile a quello che vediamo con i nostri occhi che sembra quasi di guardare attraverso la sua superficie”.

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.