Wolfgang Tillmans (Remscheid, 1968) è un artista che sfugge alle categorizzazioni. Il suo lavoro, in gran parte fotografico, ha affrontato negli anni tanti temi diversi, spaziando dal racconto intimista allo statement politico. Tedesco di origine, Tillmans ha però trascorso moltissimi anni in Inghilterra, per poi ristabilire il suo studio a Berlino 5 anni fa. Ora Londra gli rende omaggio con una vasta retrospettiva, in corso alla Tate Modern fino all’11 giugno 2017.
In questo video, il curatore Chris Dercon ben riassume l’approccio dell’artista: “non si tratta semplicemente di appendere le opere al muro in ordine cronologico. Tillmans usa lo spazio come un teatro e mette in scena la mostra come fosse una performance”, commenta. La mostra prende simbolicamente il via dall’anno 2003, che rappresenta secondo l’artista il momento in cui il mondo è cambiato, con l’invasione dell’Iraq e le conseguenti manifestazioni pacifiste. Questo approccio impegnato rappresenta una specie di filo rosso della sua produzione, anche quando le immagini raccontano microuniversi personali e luoghi naturali.
Wolfgang Tillmans è stato il primo fotografo, e il primo artista non britannico, a vincere il Turner Prize nel 2000.

  • Gilles

    Ha senso chiamarlo ‘fotografo’? per me no.