JR, il photograffeur, è ormai una star. Con i suoi mega progetti d’arte pubblica, interventi partecipati, nomadi e relazionali, ha coinvolto migliaia di cittadini, attraverso decine di Nazioni, e un’infinità di villaggi e di quartieri: sono loro, gente qualunque resa speciale da uno scatto e da una nuova estetica del monumento effimero, a diventare soggetti di fotografie oversize, affisse sui muri e i palazzi di mezzo mondo; sono loro ad aver raccontato con lui storie d’amore di disagio sociale, di guerra e di resistenza, d’immigrazione e di solidarietà, di vita vera e di fuga disperata, di complicità e di memoria quotidiana. Eserciti di volti in bianco e nero, protagonisti di progetti sempre doversi e sempre orientati all’idea di spazio comune, di riconquista dei luoghi, di rivendicazione dei diritti e dei sogni collettivi. Mettendo al centro le persone.

Tutto cominciava verso la metà degli anni Zero. Nel 2004 arrivava la prima grande sfida, con la mostra illegale tra le vie di Cité des Bosquets, un quartiere nel sobborgo parigino di Clichy-Montfermeil. JR visse e lavorò laggiù, stabilendo un contatto forte con i giovani della borgata e tappezzando gli edifici del luogo – e di tutta Parigi – con i loro volti, riprodotti su gigantesche fotocopie. Un luogo che sarebbe diventato, solo l’anno dopo, il simbolo dei tumulti francesi delle banlieu: i ritratti di JR furono la cornice visiva di quelle rivolte e insieme l’immagine stessa di una generazione che gridava il suo malessere, dai margini della città.

Dieci anni dopo, nel 2014, quel suo “Portrait d’une Génération” è diventato il soggetto di “Les Bosquets”, un balletto nato dall’inedita collaborazione tra il New York City Ballet  e lo stesso JR, nelle vesti di direttore di scena, autore del concept e degli allestimenti, con le musiche originali del compositore francese Woodkid. Quarantadue ballerini, con la partecipazione straordinaria della danzatrice classica Lauren Lovette e dello street dancer statunitense Lil Buck, hanno tradotto in uno spettacolo coreutico la storia di quei tumulti, di quelle guerre di periferia, di quella rabbia generazionale, di quegli scontri tra polizia e manifestanti, di quei volti meticci, simbolo di una Parigi del disagio e della mancata integrazione.

Oggi, a distanza di un anno dal debutto newyorchese, il prossimo Tribeca Film Fest (15-26 aprile) presenta il film ispirato a quel balletto. Quella prima, straordinaria esperienza nel ghetto di Montfermeil, che cambiò la vita a JR e che lo rese celebre con la sua foto-street art dal forte coté politico, torna, insieme alla memoria dello show, in uno short film di 17 minuti, destinato a un tour esclusivo tra gallerie e musei internazionali. Il corpo di ballo scende in strada, fra i vicoli e i tetti di una suburbia inquieta, mettendo in scena l’immagine drammatica e spettacolare di quei lunghi giorni di passione.
Una nuova tappa di un viaggio lungo dieci anni, raccontato e reinventato con diversi mezzi, e tradotto in un modello d’azione estetica e sociale su scala globale. “Tutto quello di cui ho bisogno solo le mie due mani. Il mio lavoro è veramente minimale; devo solo incollare strisce una dopo l’altra, per giorni o per mesi, con centinaia o migliaia di persone. Questo è quello che mi piace davvero: unire le persone”.

Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.