Paris Photo. Un bilancio, in attesa di un nuovo capitolo

Paris Photo giunge al termine, dopo una brillante 18esima edizione, che vede protagonisti galleristi, collezionisti, curatori, artisti e critici. Nonché un amplissimo pubblico di curiosi e appassionati. La fotografia vista a tutto tondo, dalle immagini storiche alle recenti incursioni e ibridazioni con l’arte contemporanea.

Paris Photo 2014, Grand Palais, vista dall'alto
Paris Photo 2014, Grand Palais, vista dall'alto

Non poteva che essere Parigi, la Ville Lumière, capitale indiscussa della fotografia.  Partendo dalle prime scoperte di Joseph Niépce alle opere del visionario Nadar – il quale riuscì a imprimere espressione e profondità ai primi ritratti fotografici della storia – tanti decenni son passati da allora. Eppure il chiarore dello sperimentalismo, pur spostandosi altrove – grazie all’immenso apporto degli artisti americani, tra gli altri – è ancora riscontrabile nella capitale francese. E Paris Photo non è che la più brillante manifestazione di questo clima di ricerca e innovazione. La più importante fiera internazionale dedicata alla fotografia d’arte, vero, ma anche punto di arrivo per tanti artisti, e trampolino di lancio per giovani fotografi. I maggiori critici, collezionisti da ogni parte del mondo, la crème dei galleristi internazionali, nonché rappresentanti dei più importanti musei d’arte contemporanea passano da qui, per acquistare o anche solo per auscultare le tendenze in atto.
Tuttavia non sono le vendite, per quanto consistenti, nonostante la vicinanza temporale con Fiac, né l’affluenza dei visitatori, in netto aumento anche rispetto agli ottimi risultati della scorsa edizione, a rendere d’eccezione questo importante appuntamento. È la vicinanza di un pubblico aperto, dinamico, che si avvicina alla fotografia, con uno sguardo che vede le mille potenzialità d’immagine e d’immaginazione, sbalordendosi rispetto alle rappresentazioni, dando evidenza dell’inevitabile superficialità di una netta distinzione tra fotografia e arte. La fotografia oggi è messa in scena, arte plastica, collage e improvvisazione, è interattiva e persino tridimensionale. Difficile risulta quindi una definizione, se si esula da pezzi storici, o da linguaggi più classici adoperati, essa vola e plana su scale percettive multiple.

Paris Photo 2014, Grand Palais, vista da l'alto
Paris Photo 2014, Grand Palais, vista da l’alto

Rappresentare il mondo non è quindi, l’unico, il solo scopo negli scatti degli artisti. Mondi onirici si disvelano nelle fotografie di Todd Hido, o astrazioni geometriche in quelle di Christiane Feser, la messa in scena scintillante di Pierre et Gilles, lo sguardo di critica sociale nei paesaggi urbani di Jr, o anche il bilanciamento tra foto di moda e ricostruzione surrealista delle opere di Tim Walker. Tanti universi quante le sensibilità.
E sebbene, le opere fotografiche storiche siano comunque andate per la maggiore, ci si sofferma con curiosità su un dato, una percezione probabilmente. Paris Photo, pur essendo una vetrina sul panorama internazionale, ha da sempre avuto particolare attenzione per i pezzi da collezione dei più importanti maestri di quest’arte, grandi nomi dunque del parterre del mondo della fotografia di tutti i tempi. Tuttavia, soprattutto in queste ultime edizioni all’interno della cornice del Grand Palais, si intuisce un’esigenza profonda di ampliare l’orizzonte, aprendo le porte oltre a nuovissimi artisti recentemente avvicendatisi sulla scena artistica, ad altri la cui fama è già indiscussa, indicandoli come i nuovi futuri maestri. I tempi cambiano, e affianco agli intramontabili, esisteranno altri intramontabili, in un importante ed inevitabile connubio e scambio reciproco con l’arte contemporanea.
Next step Paris Photo Los Angeles, passando attraverso ciò che il mondo racconterà nei prossimi mesi, e ciò che verrà rappresentato nelle future immagini visive.

Claudia Brivio

www.parisphoto.com

 

CONDIVIDI
Claudia Brivio
Claudia Brivio si laurea in Architettura presso il Politecnico di Milano nel 2004. Da anni lavora come progettista e designer viaggiando tra Milano, Londra e Parigi. Da sempre appassionata di arte contemporanea e fotografia, intenta nuovi punti d’incontro tra la propria professionalità, che è più che altro una passione, e i molteplici e poliedrici interessi.