Com’è dolce Planar verso la Puglia. Nasce un nuovo spazio per la fotografia a Bari

Ancora un esempio di eccellenze va ad arricchire la scena culturale pugliese: Anna Vasta e Antonio Ottomanelli con Letizia Trulli e Francesco Stelitano hanno scelto Bari per la sede di Planar, un luogo di discussione, dibattito, ricerca e formazione sulla fotografia contemporanea e sulle arti visive più in generale.

Planar Akina workshop
Planar Akina workshop

La decisione di trasferirsi nel capoluogo pugliese verte su due motivi in particolare: il primo è di ordine storico, relativo alla centralità di Bari e della Puglia nella storia della fotografia italiana. Si può ricordare ad esempio la mostra Viaggio in Italia a cura di Luigi Ghirri del 1982, presentata per la prima volta nella Pinacoteca di Bari, il Festival della fotografia di Alberobello e il Museo Pino Pascali, da sempre impegnato nell’innovazione e nello sviluppo educativo e promozionale di nuove autorialità. Il secondo motivo ha una valenza politica, ed è da considerarsi in relazione a un forte interesse da parte di una larga fetta di pubblico che si approccia al concetto di fotografia come a un mezzo utile di analisi, progettazione e archiviazione, con una modalità popolare e comune ai diversi livelli e campi del pubblico e del privato.
L’urgenza di Planar è quella di indagare le condizioni di un conflitto, inteso non solamente attraverso le forme di intervento militare, ma in questo caso come una prassi conseguente a una disgregazione della memoria dovuta all’assuefazione al trauma. Contrastare l’abbandono, l’estromissione di un territorio utilizzando la fotografia come strumento per costruire piattaforme di conoscenza e infrastrutture atte ad accogliere documenti visuali. “Questo nostro viaggio verso il sud Italia è da considerarsi un ritorno al Mediterraneo inteso come paesaggio fisico e culturale alternativo ai modelli continentali”, raccontano i protagonisti. Torniamo nel Mediterraneo per partecipare a un processo di ricostruzione e tutela del paesaggio, inteso come enciclopedia , come testo unico dell’educazione del nostro sguardo e oggetto di continua perifrasi”.

Planar sideluck workshop
Planar sideluck workshop

Antonio Ottomanelli rafforza questa dichiarazione asserendo che nelle province la fotografia preserva la sua funzione pubblica, a tutela e a trasformazione di un paesaggio sia fisico che culturale, attraverso progettazioni autogestite, ma soprattutto intergenerazionali che potenzialmente possono diventare tradizioni. Questa dimensione nel nord dell’Italia, soprattutto nei due poli principali di Milano e Torino, è assente, in quanto i gruppi privati hanno monopolizzato la fotografia. Dunque nell’ambito della fotografia, dell’arte pubblica, della tecnologia e della comunicazione le ricerche più stimolanti sembrano arrivare dai territori periferici, dove i soggetti sono stati in grado di ampliare le competenze rimanendo liberi da modelli istituzionali, e di essere attenti al proprio territorio conciliando quest’attenzione con l’innovazione e la sostenibilità.
Ed è proprio da una prospettiva sostenibile e dall’osmosi dei modelli profit e non profit che Planar intende svolgere i suoi servizi e programmi. La sede infatti è ospitata dalla struttura ricettiva Hotel Imago, partner attivo del progetto e che ha creduto sin dall’inizio nella sinergia tra le proprie attività commerciali e un centro culturale che avesse un respiro internazionale.

Planar Gianluca Costantini Workshop exhibition
Planar, Gianluca Costantini Workshop exhibition

I modelli che hanno influenzato le decisioni manageriali sono internazionali, ad esempio La Fabrica di Madrid o Foam di Amsterdam, capaci di mettere in azione un’imprenditoria culturale virtuosa e qualitativamente elevata con una sostenibilità conseguente a una laboriosità diversificata, con un chiaro obiettivo di business individuato nei bookshop, ristoranti, alberghi. Nella varietà dei progetti specifici, molti hanno bisogno di finanziamenti finalizzati, ed è per questo che fondi pubblici come i Laboratori dal Basso – ARTI Regione Puglia li hanno supportati, dando la possibilità di avere un maggiore respiro nella progettualità.
Tra i servizi permanenti: una biblioteca pubblica con possibilità di consultazione in sede e di prestito, un desk di consulenza per operatori del settore e giovani artisti, una consulta informativa sulle attività in corso promosse dai partner esteri, libreria, caffetteria e bar. I servizi temporanei prevedono progetti a medio e lungo termine: mostre, residenze d’artista, incontri con gli autori, laboratori, progetti interdisciplinari di ordine territoriale coordinati con realtà terze.
L’interesse dei membri è inoltre quello di coinvolgere case editrici italiane e non: Mousse Publishing, Akina Books, Giuda edizioni, Humboldt Books, Foam Magazine, Endless Delight. Con disegni di orientamento curatoriale e interdisciplinare, attraverso un confronto diretto entrano a far parte attivamente della programmazione con la costruzione di varie attività educative ed espositive.

Planar workshop
Planar workshop

Altra importante caratteristica nella gestione dell’operoso collettivo è la scelta di dotarsi di un comitato scientifico cosmopolita; scelta che deve soprattutto essere interpretata come una necessità di riconoscere nelle figure del curatore e del critico professionalità indispensabili per la comprensione della contemporaneità. Un aspetto che delinea una cura nella presa in carico della pianificazione, specialmente in un contesto come quello italiano, in cui la critica è pressoché scomparsa.
Dopo la prima sessione estiva di introduzioni dei componenti del comitato scientifico, sono attesi altri due cicli – uno autunnale e uno invernale – in cui si avrà l’occasione di prendere parte alle iniziative del restante board di Planar. Gli appuntamenti contemplano sempre la stessa struttura che prevede una presentazione, un workshop e una mostra in cui per circa una decina di giorni verranno esposti i materiali artistici, i progetti e i prodotti editoriali legati al lavoro delle figure ospitate dalla struttura.

Zara Audiello

www.planar.ph

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Zara Audiello
Laurea in Scienze Umanistiche presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza nel 2003 e Master in Educazione Interculturale, Dipartimento di Scienze dell'Educazione, Università degli Studi Roma Tre, nel 2005. Rispettivamente nel 2007 e nel 2009 frequenta il Corso per Curatori di mostre d'arte e di eventi e un Corso di Art Management presso il Centro d'arte contemporanea A+A, Venezia. Nel 2009 è cofondatrice dell'Associazione 22:37, nata dall’incontro di giovani curatori/trici, artisti/e e operatori/trici culturali che hanno in comune l’interesse per la produzione artistica e la pratica curatoriale in diversi contesti europei. Dal 2010 si trasferisce a Belgrado dove fonda Beo_Project, luogo di connessione tra il mondo artistico internazionale e la Regione dei Balcani. Coproprietaria e direttrice artistica del multiconcept bar ZAVOD. Indaga il conflitto nelle sue rispettive forme, come un concetto che può aiutare a spiegare molti aspetti della vita sociale, come il dissenso sociale, i conflitti di interessi, e di lotte tra individui, gruppi o organizzazioni.