Edwarda

“Balzac vedeva nell’alcool, lo zucchero, il tè, il caffè e il tabacco cinque eccitanti moderni, di cui valutava nocività o benefici in rapporto all’uso che se ne faceva. Noi ci permettiamo di aggiungerne un sesto: la femme fatale”. Voilà uno degli editoriali fulminanti con cui la giovane fotografa francese Sam Guelimi firma di volta in volta la sua amata creatura, ovvero la rivista di cultura erotica “Edwarda”, in cui raccoglie complici contributi d’autore.

Sam Guelimi, Une chambre en ville, 2011

Alle fotografie dell’inventrice, direttrice, instancabile animatrice delle lussuose pagine di Edwarda (nome ispirato a uno storico romanzo di Georges Bataille) Sam Guelimi ha dedicato una personale nei mesi scorsi la Galerie Libertine di Bruxelles, aiutando lo sdoganamento della di lei conturbante poetica anche in ambienti artistici non strettamente legati all’estetica erotica. In effetti, l’opera di Sam Guelimi, programmaticamente piccante, giunge a svelare insospettate caratteristiche performative, in grado di stuzzicare non solo le parti basse del pubblico più curioso.
Ebbene sì, i suoi soggetti sono sempre giovani donne, sempre più o meno svestite, sempre provocanti, eleganti, allettanti: quali più calde, quali più fredde, tutte emanano comunque quello speciale charme francese che non si riesce mai a definire bene ma che immancabilmente si riconosce a prima vista. Le foto guelimiane se ne fanno interpreti esatte, formalistiche, tra pervertimenti controllati e abbandoni languorosi, tra la seduzione di certi gesti allusivi e l’avvolgente melodia del desiderio invincibile. L’operazione, che non sembrerebbe poi tanto originale, comincia però a infarcirsi quando si scopre che l’audace Sam, interpretando un ruolo demiurgico, fotografa esclusivamente e unicamente per la sua rivista; in tale ambito sceglie le modelle e, senza mai truccarle o pettinarle apposta, le prepara alla seduta fotografica parlando loro di questa unica, ideale donna di sogno che vorrebbe esse incarnassero, fino ad accordare insieme – dice – “la musica delle nostre timidezze”. Così, tra gesti premeditati e atteggiamenti naturali, ne configura possibili momenti rubati.

Sam Guelimi, Canelle

Ma la sorpresa maggiore è scoprire che alle varie fanciulle abiti, gioielli e accessori è lei a prestarli, direttamente dal suo armadio personale: “In tutte le donne che fotografo io cerco la donna che preesiste, quella che io sogno. Chiamiamola Edwarda. Per questo cerco di cancellare tutto quanto possa riferirsi alla vita delle mie modelle, ai loro gusti e occupazioni. I gatti hanno sette vite, ed Edwarda ha cento, mille volti. Ma un solo guardaroba. Il mio. Perché Edwarda è il prodotto del mio immaginario, intimo come un’impronta digitale, carnale quanto una voce”.
Flaubertianamente, insomma: “Edwarda, c’est moi”. Magnifica ossessione.

Ferruccio Giromini

www.edwarda.fr

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #10 

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Ferruccio Giromini
Ferruccio Giromini (Genova 1954) è giornalista dal 1978. Critico e storico dell'immagine, ha anche esercitato attività di fotografo, illustratore, sceneggiatore, regista televisivo. Ha esposto sue opere in varie mostre e nel 1980 per la Biennale di Venezia. Come consulente editoriale, dirige collane di libri, cd-rom, video, periodici per diversi editori. Tiene corsi e laboratori per istituzioni scolastiche pubbliche e private, tra cui l'Istituto Europeo di Design di Milano. Finora ha curato e presentato quattrocento esposizioni e manifestazioni su illustrazione, fumetto, fotografia, cinema d’animazione, arti visive contemporanee, in Italia e nel mondo, e ha fatto parte di oltre cento giurie, in diversi casi in qualità di Presidente. A partire dal 1982, è stato consulente artistico di varie manifestazioni e festival nazionali. Per alcuni anni ha condiviso la direzione della mostra internazionale di cinema d'animazione Cartoombria di Perugia. Dal 2007 è direttore artistico del Premio “Sergio Fedriani" di Genova e nella stagione 2008/09 ha diretto il Festival Fantastiche Terre di Portofino in Liguria. Dal 2008 è condirettore del Premio Skiaffino di Camogli.