Le fotografie e il diritto d’autore

Qualsiasi scatto è tutelato dal diritto d’autore? In realtà la legge italiana non la pensa così, e prevede la dicitura di “fotografia semplice”. E quando si tratta di fotografie di opere d’arte? Vediamo i vari casi con la nostra esperta Raffaella Pellegrino.

Vettor e Mimma Pisani, Michelangelo e Maria Pistoletto, per la preparazione della mostra Plagio, 1973 - photo Elisabetta Catalano
Vettor e Mimma Pisani, Michelangelo e Maria Pistoletto, per la preparazione della mostra Plagio, 1973 - photo Elisabetta Catalano

Nella disciplina nazionale del diritto d’autore (legge 22-IV-1941, n. 633) le fotografie sono tutelate con il diritto d’autore pieno oppure con un più limitato diritto connesso, fatta eccezione per i casi indicati dalla legge in cui è esclusa ogni forma di protezione.
La fotografia che presenta il carattere della creatività gode della piena tutela accordata a tutti gli autori di opere dell’ingegno creative. Il fotografo sarà pertanto titolare del diritto (morale e patrimoniale) d’autore, che sul piano economico attribuisce all’autore e ai suoi eredi il diritto esclusivo di sfruttare l’opera in ogni forma e modo, per tutta la vita dell’autore stesso e fino a settant’anni dopo la sua morte.
Quando l’opera è priva del necessario e generale requisito della creatività si è in presenza di una fotografia cosiddetta semplice, intesa come fotografia che riproduce persone o aspetti, elementi o fatti della vita naturale e sociale. Le fotografie semplici sono tutelate con un diritto connesso che riconosce al fotografo il diritto esclusivo di “riproduzione, diffusione e spaccio della fotografia”, per un periodo di vent’anni dalla produzione della fotografia. Le riproduzioni di opere dell’arte figurativa autorizzate dai legittimi titolari dei diritti e i fotogrammi delle pellicole cinematografiche sono espressamente considerate semplici fotografie e tutelate in quanto tali.

Teatro delle Esposizioni – Villa Medici, Roma 2012 – photo Giovanni De Angelis

È importante che gli esemplari delle fotografie semplici riportino l’indicazione del nome del fotografo e dell’anno di produzione, poiché in mancanza di tale menzione la riproduzione da parte di terzi non è considerata abusiva, a meno che il fotografo non provi la malafede dell’utilizzatore.
È esclusa ogni forma di tutela per le fotografie di “scritti, documenti, carte di affari, oggetti materiali, disegni tecnici e prodotti simili”. Secondo la giurisprudenza italiana, non ogni fotografia riproducente un oggetto materiale è priva di tutela, ma solo quelle aventi finalità meramente riproduttivo-documentale.
Infine, con riguardo alle fotografie realizzate nel corso e in adempimento di un contratto di lavoro subordinato, il diritto esclusivo spetta al datore di lavoro, entro i limiti dell’oggetto e delle finalità del contratto; nell’ipotesi di contratto di lavoro autonomo, tale diritto compete al committente solo quando le cose fotografate siano in suo possesso, fatto salvo il diverso accordo tra le parti.

Raffaella Pellegrino

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #9

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Raffaella Pellegrino
Raffaella Pellegrino è iscritta all'Ordine degli Avvocati di Bologna dal 2003; è esperta in diritto d’autore e proprietà intellettuale e svolge attività di consulenza e assistenza legale, stragiudiziale e giudiziale. Svolge attività di formazione e divulgativa in materia di diritto d’autore e proprietà intellettuale, ed è autrice di articoli in tali materie. Collabora con la redazione del portale di informazione sulla proprietà industriale e intellettuale Marchi e Brevetti Web (Giappichelli Editore). Collabora con la cattedra di Diritto Industriale (Facoltà di Giurisprudenza) e con la cattedra di Diritto e Proprietà Intellettuale (corso di laurea in Cinema Televisione e Produzione Multimediale), presso l’Università degli Studi di Bologna.
  • In base alla disciplina del diritto d’autore e nello specifico al requisito di creatività, si potrebbe ridurre di molto il panorama fotografico ostinatamente definito “artistico”, portando ad esempio buona parte della fotografia di architettura a sparire definitivamente dal mercato e dai concorsi.

  • Giorgio Benni

    Scegliere un obiettivo, l’ora giusta,la luce che disegna, il punto di ripresa è una scelta creativa. Direi che le foto di eventi, ambienti ed opere tridimensionali rientrano secondo me nell’opera d’ingegno. Diverso è nelle riproduzioni di opere bidimensionali dove l’aspetto tecnico è preponderante, anche se come sappiamo la risoluzione di alcune problematice relative alla ripresa fotografica è un fatto anche creativo. Ma più difficile da dimostrare.

  • antonella mazzoni

    raffaella colgo l’occasione per farti una domanda: se si riproduce in pittura un’opera fotografica d’autore ponendo sul dipinto la dicitura in watermark “FAC-SIMILE” , citando l’autore di riferimento nel titolo, può essere considerata una violazione dei diritti d’autore?oppure uno dei tanti omaggi all’arte dell’artista citatato?

  • REMO

    Il solo fatto che il diritto d’autore sia tutelato da una legge del 1941 mi fa rabbrividire…

  • Lorenzo Marras

    perlomeno il diritto di autore visto nell’ambito delle arti visive, e si fastidioso ma non piu’ di tanto; L’immaginazione è senza confini nonostante dicano i piu’ che tutto sia stato inventato (ma è un arma a disposizione dei sorveglianti per sfoderare l’accusa di opera di epigono verso gli intrusi).

    Tragico è invece il diritto di autore per opere di ingegno che sconfinano nell’abuso piu’ deteriore.
    In campo medico ci sono negli USA organizzazioni cosidette scientifiche che hanno letteralmente occupato il “corpo” con la stessa protervia con cui si prende possesso di parti dell’Antartide, decretando che , chesso’ , studi fatti sul fegato appartengono a tizio e caio e nessuno si azzardi ad entrare nell’orto altrimenti è finito per sempre (guarda caso hanno i migliori legali)
    Parti considerevoli del corpo umano è oggi completamente colonizzato e non mi risulta che questo sia un argomento di capitale discussione.

  • TERESA

    HO TROVATO ALCUNE FOTO IN UN MERCATIONO , SE LE USO PER CORREDARE POESIE O ARTICOLI LETTERARI, E’ UN REATO?

  • Raffaella Pellegrino

    Ciao Teresa,

    prima di dare una risposta si dovrebbe esaminare meglio la questione e avere maggiori informazioni.

    In ogni caso, a titolo meramente esemplificativo, considera che:
    1. le fotografie sono tutelate, a seconda dei casi, da diritto d’autore o da diritto connesso per un periodo di 70 anni dalla morte dell’autore (diritto d’autore) o di 20 anni dalla produzione della fotografia (diritto connesso).
    Quindi devi fare una ricerca diligente per verificare se l’opera è “sotto diritti” o è caduta in pubblico dominio.

    2. Se si tratta di ritratto fotografico è necessario il consenso della persona ritratta.

    Ciao e buona “ricerca”

    Raffaella

  • laura

    ciao
    se vi può interessare a Brescia il prossimo 16 maggio 2015 c’è un workshop sull’argomento dal titolo: diritto e privacy in fotografia. docente avv. Stefanutti e organizzato da http://www.nessunopress,it