Il Museo Prado di Madrid dedica una grande antologica a Mariano Fortuny con 169 opere

Per l’Italia il nome di Fortuny è legato al palazzo veneziano dove visse fino alla morte l’omonimo figlio Mariano Fortuny y Madrazo (1871-1949), personaggio eclettico che si dedicò alle arti applicate, alla scenografia, ai tessuti e alla moda

Mariano Fortuny, La vicaria
Mariano Fortuny, La vicaria

Il Museo del Prado dedica la prima grande antologica al pittore catalano Mariano Fortuny, padre del celebre designer che visse a Venezia. Fu l’artista spagnolo dell’Ottocento con maggiore proiezione internazionale, il più noto dopo Goya e prima di Picasso. Per l’Italia il nome di Fortuny è legato al palazzo gotico veneziano dove visse fino alla morte Mariano Fortuny y Madrazo (1871-1949), personaggio eclettico che si dedicò alle arti applicate, alla scenografia, ai tessuti e alla moda. Il Museo Fortuny raccoglie però anche buona parte della documentazione riguardante l’omonimo padre del suo proprietario: pittore nato in Catalogna nel 1838 e scomparso prematuramente nel 1874 a Roma, dopo una breve ma intensa carriera artistica. Fortuny padre ebbe molte relazioni con l’Italia, non solo perché si formò giovanissimo a Roma, ma perché negli anni Settanta dell’Ottocento visse tra la capitale e Napoli, attratto dalla luce e dai colori del paesaggio italiano. Malgrado la prematura scomparsa, Fortuny fu un autentico innovatore in tutti gli aspetti dell’arte che coltivò, anticipando mode e stili presenti in correnti europee del Tardo Ottocento e dei primi anni del Novecento.

Mariano Fortuny. Madrid, Museo del Prado
Mariano Fortuny. Madrid, Museo del Prado

UNA MOSTRA AMBIZIOSA

Per la prima volta il Prado dedica una mostra completa e ambiziosa a uno fra gli artisti più significativi del XIX secolo in Spagna, magnifico acquerellista e grande incisore. Curata da Javier Barón, conservatore capo delle collezioni dell’Ottocento, riunisce 169 opere provenienti da collezioni pubbliche e private di tutto il mondo, di cui una trentina appartengono allo stesso Prado. Gran parte delle opere esposte a Madrid sono sconosciute, perché raramente hanno abbandonato la propria sede; tra queste, una dozzina sono del tutto inedite. Il percorso cronologico parte dagli anni di apprendistato a Roma e si addentra nei diversi aspetti della ricca produzione dell’artista: dalla pittura ad olio all’acquarello, dal disegno a matita all’incisione (litografie ed acqueforti). In ogni ambito, Fortuny rivela estrema versatilità, con un’impostazione ambientale innovativa e una scelta iconografica spesso insolita, con particolare attenzione al movimento, alla luce e al colore.  Il successo internazionale e la fama dell’artista arrivano alla fine degli anni Sessanta, grazie a una serie di originali olii e di acquerelli d’ambientazione settecentesca o arabeggiante.

UN PITTORE VIAGGIATORE E COLLEZIONISTA

Fortuny viaggiò molto, si abbeverò alla fonte dei classici della pittura italiana e spagnola (lo testimoniano le tante copie dal vero realizzate al Prado di Goya e Velázquez, ma anche di uno allora sconosciuto El Greco) e trasse ispirazione soprattutto dai suoi soggiorni in Marocco. Il suo orientalismo non è però uno spunto virtuosista, puramente decorativo, ma è frutto di un profondo interesse estetico per il paesaggio naturale e per l’ambiente sociale del nord Africa, che si esprime sulla tela attraverso luci ed ombre di grande impatto emotivo. I suoi tipi e le sue fantasie arabe (spesso ricreazioni d’ambiente fatte in studio) sono gli stessi del mondo islamico del Regno di Granada, città dove l’artista visse e dove arricchì il suo immaginario pittorico. La mostra al Prado svela per la prima volta anche la passione collezionista di Fortuny, che, soprattutto durante il soggiorno in Andalusia, raccolse materiale d’epoca ispano-islamica, in particolare armi antiche, ma anche ceramiche, tessuti, mobili, oggetti in avorio e in cristallo. Provengono dal Museo Fortuny di Venezia tutti i pezzi esposti nella sezione dell’atelier (a Roma esponeva le sue opere circondate tra le sue eclettiche collezioni), ma anche le tante fotografie che documentano la biografia dell’artista, scattate perlopiù dal fotografo romano Filippo Belli.

– Federica Lonati

Madrid // fino al 18 marzo 2018
Mariano Fortuny
Museo del Prado
www.museodelprado.es

CONDIVIDI
Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.