5 versioni dei Girasoli di van Gogh sono per la prima volta esposte insieme su Facebook

Per la prima volta cinque dipinti della serie dei Girasoli di Van Gogh collocati in altrettanti musei differenti in tre continenti saranno esposti in contemporanea grazie ad un progetto condiviso dalle cinque istituzioni. L’opera sarà spiegata dai direttori dei musei in una maratona culturale in diretta streaming. Dove? Su Facebook…

I girasoli di van Gogh
I girasoli di van Gogh

Arte e social network sono un connubio sempre più collaudato. Abbiamo raccontato tante volte di come i musei guardino con sempre maggiore attenzione alle nuove tecnologie e all’uso dei social per attrarre nuovi potenziali visitatori. Dai fondi stanziati dalla Knight Foundation per incrementare l’utilizzo della tecnologia nei musei americani alle opere vendute tramite Instagram, internet e i social sono diventati una realtà ormai non negoziabile. Lo sanno bene i direttori e i curatori di alcuni tra i più importanti musei del mondo che si sono uniti per dar vita ad un’iniziativa congiunta che corre proprio lungo la rete.

Philadelphia Museum of Art
Philadelphia Museum of Art

FERRAGOSTO CON VAN GOGH

Lunedì 14 agosto i direttori e in curatori della National Gallery di Londra, del van Gogh Museum di  Amsterdam, del Philadelphia Museum of Art di Philadelphia, della Neue Pinakothek di Monaco e del Seiji Togo Memorial Sompo Japan Nipponkoa Museum of Art di Tokyo, tutti musei che possiedono nella loro collezione una versione dei Girasoli di Vincent van Gogh, presentano al pubblico in diretta streaming la versione dell’opera del maestro olandese custodita nella propria istituzione. Versioni diverse della stessa opera saranno riunite per la prima volta nella storia. Mai era capitato prima che le cinque versioni dei Girasoli dislocate su tre continenti differenti fossero fruibili in contemporanea. Tra i promotori dell’iniziativa c’è naturalmente il van Gogh Museum di Amsterdam impegnato su tutti i fronti per rendere accessibile il più possibile l’opera di van Gogh. A partire dalle 18:50 del 14 agosto, una serie di cinque presentazioni, ognuna di quindici minuti, saranno trasmesse in diretta sulla pagina Facebook dei vari musei. Si partirà da Londra per concludere con Tokyo in un tributo collettivo alla vita e al lavoro di Vincent van Gogh.

Vincent Van Gogh, Il Giardiniere
Vincent Van Gogh, Il Giardiniere

SUNFLOWERS 360

Per rendere la fruizione dell’opera ancora più immersa, i cinque musei hanno collaborato con Facebook per creare una piattaforma virtuale che funzionasse come una sorta di mostra digitale. Sunflowers 360, questo il titolo dell’evento, presenta le cinque versioni una accanto all’altra simulando la fisicità dello spazio museale. Collegandosi al sito sarà possibile interagire a 360 gradi con le opere, insieme o singolarmente. Un’occasione unica per esplorare uno dei capolavori più conosciuti della storia dell’arte da ogni latitudine.

Vincent Van Gogh, Autoritratto con cappello di feltro, 1887, olio su tela
Vincent Van Gogh, Autoritratto con cappello di feltro, 1887, olio su tela

I GIRASOLI DI VAN GOGH: LA STORIA

I Girasoli sono tra le opere più note di van Gogh. Le varie versioni furono dipinte tra il 1888 e il 1889 durante il soggiorno del pittore ad Arles. I mesi trascorsi nel Sud della Francia furono mesi particolarmente prolifici per van Gogh che dipinse dodici quadri che avevano per tema i girasoli. Le cinque versioni della mostra Sunflowers 360 sono le più note. Un paio, invece, sono perdute. Il caso più conosciuto è quello dell’opera Natura morta: Vaso con cinque girasoli, di proprietà dell’imprenditore giapponese Koyata Yamamoto. Il dipinto fu distrutto da un incendio alla sua abitazione di Ashiya durante la seconda guerra mondiale. Si sono perse le tracce anche dell’opera Vaso con tre girasoli che è stato mostrato al pubblico l’ultima volta in una mostra a Cleveland nel 1948. Acquistato da un collezionista anonimo americano, l’opera non è stata mai più vista e nessuno sa oggi dove essa si trovi.

Mariacristina Ferraioli

https://www.facebook.com/VanGoghMuseum/videos/10159187334010597/

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.